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martedì 21 ottobre 2025

21 Ottobre 1984: Cremonese - Juventus

È il 21 ottobre 1984 e Cremonese e Juventus si sfidano nella sesta giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1984-85 allo Stadio 'Giovanni Zini' di Cremona.

I Bianconeri sembrano più concentrati sulla Coppa dei Campioni (coppa che vinceranno nella tragica notte del Heysel) e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In testa invece c'è sorprendentemente l'Hellas Verona che dopo una cavalcata splendida vince il suo primo Scudetto

Dall'altra parte c'è la Cremonese che alla prima esperienza in Serie A non riesce ad evitare una retrocessione che ai molti sembrava già inevitabile ad inizio stagione.

Buona Visione!


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Stagione 1984-1985 - Campionato di Serie A - 6ª andata
Cremona - Stadio Giovanni Zini
domenica 21 ottobre 1984 ore 14:30 
CREMONESE-JUVENTUS 1-3
MARCATORI: Platini 27, Chiorri rigore 48, Vignola 61, Briaschi 84
 
CREMONESE: Borin, Montorfano, Galvani, Garzilli, Paolinelli, Galbagini (Finardi 64), Viganò, Pancheri, Nicoletti, Bencina, Chiorri (Bonomi 58). 
A disposizione: Rigamonti, Mei, Meluso. 
Allenatore: Emiliano Mondonico
 
JUVENTUS: Tacconi, Tardelli, Cabrini, Bonini (Prandelli 86), Favero, (c) Scirea, Briaschi, Vignola, Rossi P., Platini, Boniek (Koetting 86). 
A disposizione: Bodini, Caricola, Limido. 
Allenatore: Giovanni Trapattoni
 
ARBITRO: Longhi
AMMONIZIONI: Favero, Rossi P. (Juventus)



I bianconeri a Cremona sfatano la tradizione e ottengono la prima vittoria in trasferta
La Juventus tira fuori le unghie, non aveva mai vinto né segnato. 
Premiato il coraggio di Trapattoni che schiera insieme Vignola al gran lavoro di Boniek e Platini
In casa dei grigiorossi due punte - Tardelli come terzino 

Accusato di avere avuto troppa paura a Verona, Trapattoni ha adottato la formula più audace, assolutamente inedita in trasferta, con Vignola e le due punte. Ed è riuscito a espugnare il campo della Cremonese dove, in passato, la Juventus mai aveva vinto né segnato. Il 3-1 è forse un po' severo, considerando i pericoli corsi da Tacconi, ma il successo è senza dubbio meritato e proietta fuori dal tunnel della crisi i campioni d'Italia a pochi giorni dal primo round europeo con il Grasshopers. Per una squadra che, lontano da Torino, aveva finora rimediato due 0-0 e una sconfitta, senza mai andare a bersaglio, segnare tre reti in un colpo solo dimostra che il peggio è probabilmente passato e che è tornata sulla buona strada. Al di là del risultato, che le consente di rosicchiare un punto al Verona, s'è vista una Juventus in progresso rispetto alle sterili esibizioni di Como e di Avellino e a quella pessima di Verona dove aveva toccato il fondo. 

La mossa Vignola s'è rivelata azzeccata, anche se contingente e dettata dal ritardo di quattro lunghezze dalla capolista, non solo perché Beniamino ha realizzato il 2-1 ma per aver consentito alla Juventus di assumere spesso l'iniziativa, togliendola alla Cremonese che, in casa, ha sempre fatto del ritmo e del forcing le sue armi principali. Certo, tutto non gira ancora alla perfezione. In difesa si registra qualche smagliatura e Tacconi, a cui le critiche di Verona non hanno certo giovato, ha commesso un paio di incertezze non sfruttate dagli avversari. La squadra, nel suo insieme, comunque, dà sintomi di ripresa sotto il profilo atletico e psicologico. Senza dimenticare che allo Zini la Cremonese aveva piegato il Torino anche con la complicità di un rigore inesistente, ma denunciando tutto il suo spirito provinciale, la sua coesione. Connotati, che, ieri, sono emersi solo a tratti grazie alla rabbia che la Juventus ha messo in campo. Importante, tatticamente, l'Impiego di Tardelli su Vigano. Per Tardelli, che indossava la maglia numero 2 come alle origini, non era la prima volta: già nella scorsa stagione Trapattoni l'aveva impiegato a proteggere la fascia laterale, ma ieri il suo compito di terzino-mediano era più evidente. Su Chiorri, invece, c'è stato Bonini che gli ha concesso una sola grossa occasione al 23'. Chiorri ha calciato debolmente di sinistro sulla soglia dell'area piccola e Tacconi ha parato senza trattenere il pallone che Scirea ha provvidenzialmente messo in corner. 

Graziata da Chiorri (è stata l'opportunità più limpida) la Juventus che aveva già sfiorato il gol con un bel destro a fll di palo di Boniek (9') castigava la Cremonese al 26'. Pancheri stendeva Vignola e Platini batteva la punizione con astuzia, infilando la barriera: il pallone toccava terra, sfiorava la gamba di Galbaglnl in elevazione come i suoi compagni del muro e passava sotto il corpo di Borili che si aspettava probabilmente un tiro a parabola e s'era già tuffato. Un'autentica beffa dello specialista Platini che, non avendo più le ruggini lussemburghesi del sabato da smaltire, ha dato il suo contributo, non solo propiziando anche l'azione del terzo gol, ma sacrificandosi in fase di interdizione sull'attivissimo Benclna. La Cremonese, che in avvio era apparsa un po' intimidita, reagiva ma Nicoletti (37') telefonava un destro che Tacconi riusciva a bloccare. Al 40', ben imbeccato da Platini, Tardelli non sfruttava, cimentandosi in un problematico palleggio aereo e con un cross in terra di nessuno. Longhi ammoniva Favero (dopo Rossi) che bloccava con molta energia Nicoletti. E proprio Favero, al 47', su un pallone che Nicoletti recuperava quasi sulla linea di fondo, toccava con il piede l'avversario atterrandolo. Per Longhi era rigore e Chiorri lo trasformava con un tiro angolato. Ma quella di ieri era una Juventus votata al successo e la sua controffensiva produceva altri brividi per Borln che al 52', su colpo di testa ravvicinato di Rossi, ben servito da Platini, veniva salvato sulla linea da Galbaglnl. Mondonlco correva ai ripari inserendo Bonoml per Chiorri, ormai a corto di energie (58'), ma la mossa non serviva. Vignola scambiava con Boniek (autore di una bella e generosa prova) che gli armava il sinistro appena dentro l'area: la sua rasoiata bassa si insaccava imparabilmente radente 11 palo (81'). Persa per persa, la Cremonese si rovesciava in avanti, spingendo a fondo. La Juventus digrignava i denti, sfoderando grinta e determinazione. Replicavano duro i lombardi e Longhi ammoniva Bencina e Pancheri che era già diffidato e verrà squalificato, saltando la trasferta con la Lazio.

Mondonlco a questo punto inseriva Fìnardi per Galbagini al 64' e, per un soffio, la Cremonese non pareggiava. Un destro da una ventina di metri di Bonomi sfuggiva a Tacconi, ma Cabrini liberava, anticipando in extremis Paolinelli. I grigiorossi assumevano il comando del centrocampo, sputando l'anima. Platini si faceva notare anche in difesa dove c'era un po' di affanno sotto rincalzante offensiva dei locali. Ripiegava anche Briaschi che all'80' era protagonista di un pasticcio con Tacconi, che si faceva scavalcare da Vigano, ma evitava il gol smanacciando il pallone con un disperato colpo di reni. Con la Cremonese sbilanciata in avanti, scattava il micidiale contropiede del terzo gol, quello della sicurezza, all'84'. Platini riceveva sulla tre-quarti avversarla e toccava a Rossi che lanciava Brlaschi, sul filo del fuorigioco. Brlaschi, di destro, con un diagonale insaccava a fil di palo. L'ex genoano riscattava una gara opaca anche per la bravura del suo custode Montorfano. Ma il merito del gol va diviso con Rossi che gli ha offerto un pallone d'oro. Pablito è sempre a secco, in campionato, tuttavia ieri è andato vicinissimo alla segnatura nonostante l'asfissiante marcamento di Sgarzllll, protetto in seconda battuta da Paolinelli. Quando hanno avuto un po' più di spazio, l'azione di Rossi e Brlaschi, con la collaborazione di Boniek e Platini, si è fatta più incisiva. La Juventus ha bisogno che le punte ritrovino la forma migliore, ma deve sostenerle anche se ieri la formula inedita ha consentito ai bianconeri di segnare una tripletta e di vincere a Cremona dopo cinquantacinque anni. 

Bruno Bernardi





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sabato 20 gennaio 2024

21 Gennaio 1996: Cremonese - Juventus

É il 21 Gennaio 1996 e Cremonese Juventus e si sfidano nella prima giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1995-96 allo StadioGiovanni Zini‘ di Cremona.

La Juventus guidata in panchina dal 'maestro' Marcello Lippi, dopo aver rivinto lo Scudetto dopo ben otto anni adesso pensano in grande. Pensano alla Champions League (che conquisteranno a Roma). Ed infatti i bianconeri non giocano come sanno in campionato e si fanno 'rubare' il titolo dal Milan. Alla fine sará secondo posto. Dall'altre parte la Cremonese disputando un campionato mediocre non riesce ad evitare la retrocessione e deve salutare la massima divisione.

Buona Visione!

 

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Stagione 1995-1996 - Campionato di Serie A - 1 ritorno
Cremona - Stadio Giovanni Zini
Domenica 21 gennaio 1996 ore 14.30
CREMONESE-JUVENTUS 3-3
MARCATORI: Vialli 11, Peruzzi autorete 23, Maspero rigore 57, Ravanelli rigore 67, Tentoni 77, Vierchowod 90+3

CREMONESE: Turci, Verdelli, Garzya, Gualco, Giandebiaggi, Perovic, De Agostini (Cristiani 16), Maspero (Orlando 65), Petrachi, Tentoni (Aloisi 86), Florijancic
Allenatore: Luigi Simoni

JUVENTUS: Peruzzi, Ferrara C., Tacchinardi (Di Livio 64), Vierchowod, Torricelli, Conte A., Paulo Sousa (Jugovic 46), Deschamps, Del Piero, Vialli (Padovano 76), Ravanelli
Allenatore: Marcello Lippi

Arbitro : Stafoggia



IL GIUDIZIO 
Il Dottore è deluso 
Umberto Agnelli «Juve senza spirito vincente» 

CREMONA. La Juventus Grandi Sprechi gli ha fatto andare di traverso il pranzo consumato in un ristorante di classe proprio sotto il Torrazzo. Al terzo gol messo a segno dalla Cremonese, il dottor Umberto Agnelli si è alzato dalla poltroncina in tribuna e ha pensato che potesse bastare. Seguito dalla moglie Allegra e dagli uomini della scorta, ha puntato deciso verso Torino. 

Dopo il pareggio con il Bari Umberto Agnelli aveva ammesso: 

«Non è una Juve da scudetto». 

Ieri un altro giudizio altrettanto pesante sulla squadra di Lippi: 

«Vedo una Juve preoccupata, che ha paura. Manca del tutto lo spirito vincente. Insomma, gioca male». 

Ma come tutto il clan juventino, anche il Dottore ha lasciato ancora uno spiraglio aperto per lo scudetto. 

«Non si sa mai» 

ha detto senza troppa convinzione. 

tratto da: La Stampa 22 gennaio 1996


Le Pagelle Bianconere

PERUZZI 5. Quello che combina sul primo gol è da incubo, almeno per un nazionale. Salva la porta in un paio di occasioni, spesso lo graziano gli avversari. 
FERRARA 6. Meriterebbe di più, per il contributo che offre al gioco, se non si facesse saltare da Florijancic sul rigore. 
TACCHNARDI 4,5. Spesso fuori posizione, si fa tagliar via pericolosamente; quel che stupisce di più, conoscendone la classe, è com'è incerto nell'appoggiare la palla persino quando viene avanti. 
(Dal 19' st. Di Livio sv. si muove a destra e al centro, forse per combattere il freddo, lui che gioca con le maniche corte. Questo ruolo di salvatore patrio, da buttar dentro se le cose van male, lo limita molto). 
VIERCHOWOD 5,5. Entra come un caterpillar nell'azione del pareggio, mulinando gambe e corpo alla ricerca della palla. Allo stesso modo spiana Tentoni, il quale però gli sfugge troppe volte. Sfortunato e maldestro il rinvio da cui nasce il 3-2. 
TORRICELLI 5. Un passo indietro. In fase difensiva Petrachi lo scavalca spesso, funziona meglio quando avanza come sul primo gol. E' bastato fiutare l'aria della Nazionale che l'abbraccio dell'Arrigo l'ha stritolato preventivamente. 
CONTE 6. Buon primo tempo, più confusa la ripresa. 
SOUSA 5,5. Tiene la squadra raccolta e ben disposta finché non arriva l'1-1. A quel punto salta tutto, anche lui.
(Dal 1'st. Jugovic 5,5 Ha il merito di crederci, provando il cross del pareggio finale. Quanto al resto deve crescere di parecchio). 
DESCHAMPS 7. Il più attivo a centrocampo, attento persino quando, con l'uscita di Tacchinardi, Lippi lo manda al centro della difesa. 
RAVANELLI 6,5. Nei tre gol c'è il suo intervento, come assist-man o come cannoniere (a proposito tre rigori nelle ultime tre partite). In avvio sembra quello di una volta, insegue tutti e va a difendere. 
VIALLI 6. In settimana l'hanno candidato alla presidenza della Cremonese, lui per mezz'ora dimostra che non è venuto il tempo di ridursi dietro una scrivania. Poi si dissolve. Prevediamo burrasca per il modo in cui è uscito dal campo, pochissimo convinto. 
(Dal 30' st. Padovano sv.). 
DEL PIERO 5. Prova due volte il tiro dalla distanza, crea un paio di assist su punizione e si procura il rigore. Ma che sia giù di tono lo dimostra il modo in cui calcia persino da fermo, sventagliando palloni sugli spalti o contro la barriera. Non dribbla mai Giandebiaggi. 

Marco Ansaldo
tratto da: La Stampa 22 gennaio 1996




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sabato 21 ottobre 2023

23 Ottobre 1994: Cremonese - Juventus

É il 23 Ottobre 1994 e Cremonese e Juventus si sfidano nella Settima Giornata del Girone di Andata del Campionato di Calcio di Serie A 1994-95  allo Stadio 'Giovanni Zini' di Cremona.

La Juventus dopo anni di magra si appresta a vincere il suo ventitreesimo scudetto con il nuovo allenatore Marcello Lippi. La Cremonese dal canto suo riesce nel proprio intento di salvare il proprio posto in Serie A. Una salvezza dura e fino all'ultimo secondo!

Buona Visione!

 

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Stagione 1994-1995 - Campionato di Serie A - 7 andata
Cremona - Stadio Giovanni Zini
Domenica 23 ottobre 1994 ore 14:30
CREMONESE-JUVENTUS 1-2
MARCATORI: Vialli 39, Baggio R. 43, Pedroni 80

CREMONESE: Turci, Dall'Igna, Milanese, Giandebiaggi, Gualco, Verdelli, Pedroni, De Agostini, Chiesa, Sclosa (Florijancic 46), Tentoni
Allenatore: Luigi Simoni

JUVENTUS: Peruzzi, Ferrara C., Jarni, Fusi, Kohler, Paulo Sousa, Marocchi (Di Livio 56), Conte A., Vialli, Baggio R., Ravanelli (Tacchinardi 74)
Allenatore: Claudio Lippi

ARBITRO: Nicchi



LE PAGELLE 
Peruzzi salva la vittoria 
Con Tentoni, Kohler fa mezza vacanza 

Cremonese 

TURCI 6. Una sola parata degna, alla mezz'ora.

DALL'IGNA 6. Ex sampdoriano, concede pochissimo a Vialli, sebbene sul gol avrebbe potuto usare più mestiere, sbilanciando il movimento del Gianlucaccio. Grave l'incertezza quando ha la palla del 2-2. 

MILANESE 6,5. Quasi esordiente. Un buon match sulla fascia sinistra, anche con grinta.

GIANDEBIAGGI 5. Il Codino è sempre una brutta rogna. 

GUALCO 5,5. Greve di piede sia in difesa che in attacco. 

VERDELLI 6. Prova a sorreggere il centrocampo con uscite palla al piede: troppo tardi.

PEDRONI 6. Il gol riscatta il primo tempo sbavato sulla destra. 

DE AGOSTINI 5. Centrocampista di battaglia, anche troppo. 

CHIESA 5,5. Si muove bene nel ruolo non suo di seconda punta, soffrendo soltanto in fase di tiro. Spostato a destra non approfitta del calo della Juve. 

SCLOSA 5. Totalmente fuori condizione 

(dal 1' st Florjancic 6,5: vivace, con un attacco così perché tenerlo in panchina?). 

TENTONI 4,5. Non vede palla e evitiamo la battuta facile che il cognome suggerirebbe. 

Juventus

PERUZZI 6,5. Per quanto i compagni attentino inizialmente alla sua virtù con un paio di appoggi assassini, se la cava anche con i piedi. Salva la vittoria su Giandebiaggi. 

FERRARA 6. Chiesa gli sfugge due volte nel primo tempo, Florjancic lo imita nella ripresa. 

JARNI 6. Molto meglio nel primo tempo, in cui affronta Pedroni. Per una sfortunata coincidenza (coincidenza?) i pericoli per la Juve arrivano dalla parte sua. 

FUSI 6. Un grosso errore su Sclosa, rischia di mandare in gol Chiesa al 19'. Si batte molto, chiude bene, sbaglia soltanto quando esce palla al piede dall'area: strano, era la sua qualità migliore. 

KOHLER 6,5. Un Tentoni a domenica gli andrebbe bene: non picchia neppure moltissimo. 

SOUSA 6,5. Valutarlo è un'operazione da droghiere: si conta il numero elevatissimo di palloni che gioca (più di tutti) e si sottrae la tara di quelli che sbaglia, che pure sono molti. Però lo vediamo in crescita e onnipresente, tonico nel pressing almeno per un'ora, che è il suo limite attuale di resistenza. 

MAROCCHI 6,5. Molto bravo nel primo tempo quando sta al centro e in due occasioni diventa persino una variante d'attacco. Più limitato quando lo spostano all'ala destra 

(dal 10' st. Di Livio 6: entra nel momento più deconcentrato della Juventus). 

CONTE 6,5. Come Marocchi, meglio al centro che all'ala. Infatti dà il meglio nella ripresa, tra i pochi a riuscirci. 

VIALLI 7. Una perla strepitosa nel guscio di una partita evanescente: ma sappiamo quanto gli sia costata e quanto valga quella prodezza. Lui che contesta i giudizi basati soltanto sul gol questa volta ne approfitti. 

BAGGIO 7. Prima rete in campionato, replay di quella realizzata ai Mondiali contro la Spagna. In più aggiunge un tiro ben deviato da Turci e un gol che nella ripresa non ha fatto per un caso di coscienza: sentiva di essere partito in fuorigioco e non ha infierito. Per un'ora il miglior Baggio di stagione, poi lo rivediamo soltanto per un'insolita reazione a un fallo di Gualco. Fa subito pace. 

RAVANELLI 6. Un assist e mezzo per i due gol bianconeri. Lavora soprattutto per gli altri con qualche errore di troppo 

(29' st. Tacchinardi sv). 

L'arbitro NICCHI 6,5. Una direzione sicura, senza gravissime pecche se non pei- una cena ritrosia nel servirsi del cartellino giallo.

Marco Ansaldo
tratto da:La Stampa 24 Ottobre 1994


 


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