É il 21 Ottobre 1984 e Cremonese e Juventus si sfidano nella sesta giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1984-85 allo Stadio 'Giovanni Zini' di Cremona.
I Bianconeri sembrano piú concentrati sulla Coppa dei Campioni (coppa che vinceranno nella tragica notte del Heysel) e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In testa invece c'é sorprendentemente l' Hellas Verona che dopo una cavalcata splendida vince il suo primo Scudetto.
Dall'altre parte c'é la Cremonese che alla prima esperienza in Serie A non riesce ad evitare una retrocessione che ai molti sembrava giá inevitabile ad inizio stagione.
Buona Visione!
Cremona - Stadio Giovanni Zini
domenica 21 ottobre 1984 ore 14:30
CREMONESE-JUVENTUS 1-3
MARCATORI: Platini 27, Chiorri rigore 48, Vignola 61, Briaschi 84
CREMONESE: Borin, Montorfano, Galvani, Garzilli, Paolinelli, Galbagini (Finardi 64), Viganò, Pancheri, Nicoletti, Bencina, Chiorri (Bonomi 58).
A disposizione: Rigamonti, Mei, Meluso.
Allenatore: Emiliano Mondonico
JUVENTUS: Tacconi, Tardelli, Cabrini, Bonini (Prandelli 86), Favero, (c) Scirea, Briaschi, Vignola, Rossi P., Platini, Boniek (Koetting 86).
A disposizione: Bodini, Caricola, Limido.
Allenatore: Giovanni Trapattoni
ARBITRO: Longhi
AMMONIZIONI: Favero, Rossi P. (Juventus)
I bianconeri a Cremona sfatano la tradizione e ottengono la prima vittoria in trasferta
La Juventus tira fuori le unghie non aveva mai vinto né segnato.
Premiato il coraggio di Trapattoni che schiera insieme Vignola al gran lavoro di Boniek e Platini
In casa dei grigiorossi due punte - Tardelli come terzinoAccusato di avere avuto troppa paura a Verona, Trapattoni ha adottato la formula più audace, assolutamente inedita in trasferta, con Vignola e le due punte. Ed è riuscito a espugnare il campo della Cremonese dove, in passato, la Juventus mai aveva vinto né segnato. Il 3-1 è forse un po' severo, considerando i pericoli corsi da Tacconi, ma il successo è senza dubbio meritato e proietta fuori del tunnel della crisi i campioni d'Italia a pochi giorni dal primo round europeo con il Grasshopers. Per una squadra che, lontano da Torino, aveva finora rimediato due 0-0 e una sconfitta, senza mai andare a bersaglio, segnare tre reti in un colpo solo dimostra che il peggio è probabilmente passato e che è tornata sulla buona strada. Al di là del risultato, che le consente di rosicchiare un punto al Verona, s'è vista una Juventus in progresso rispetto alle sterili esibizioni di Como e di Avellino e quella pessima di Verona dove aveva toccato il fondo.
La mossa Vignola s'è rivelata azzeccata, anche se contigente e dettata dal ritardo di quattro lunghezze dalla capolista, non solo perché Beniamino ha realizzato il 2-1 ma per aver consentito alla Juventus di assumere spesso l'iniziativa, togliendola alla Cremonese che, in casa, ha sempre fatto del ritmo e del forcing le sue armi principali. Certo, tutto non gira ancora alla perfezione. In difesa si registra qualche smagliatura e Tacconi, cui le critiche di Verona non hanno certo giovato, ha commesso un paio di incertezze non sfruttate dagli avversari. La squadra, nel suo insieme, comunque, dà sintomi di ripresa sotto il profilo atletico e psicologico. Senza dimenticare che allo Zini la Cremonese aveva piegato il Torino anche con la complicità di un rigore inesistente, ma denunciando tutto il suo spirito provinciale, la sua coesione. Connotati, che, Ieri, sono emersi solo a tratti grazie alla rabbia che la Juventus ha messo In campo. Importante, tatticamente, l'Impiego di Tardelli su Vigano. Per Tardelli, che Indossava la maglia numero 2 come alle origini, non era la prima volta: già nella scorsa stagione Trapattoni l'aveva impiegato a proteggere la fascia laterale, ma ieri il suo compito di terzino-mediano era più evidente. Su Chiorri, invece, c'è stato Bonini che gli ha concesso una sola grossa occasione al 23'. Chiorri ha calciato debolmente di sinistro, sulla soglia dell'area piccola e Tacconi ha parato senza trattenere il pallone che Scirea ha provvidenzialmente messo in corner.
Graziata da Chiorri (è stata l'opportunità più limpida) la Juventus che aveva già sfiorato il gol con un bel destro a fll di palo di Boniek (9') castigava la Cremonese al 26'. Pancheri stendeva Vignola e Platini batteva la punizione con astuzia, Infilando la barriera: il pallone toccava terra, sfiorava la gamba di Galbaglnl in elevazione come i suol compagni del muro e passava sotto il corpo di Borili che si aspettava probabilmente un tiro a parabola e s' era già tuffato. Un'autentica beffa dello specialista Platini che, non avendo più le ruggini lussemburghesi del sabato da smaltire, ha dato il suo contributo, non solo propiziando anche l'azione del terzo gol, ma sacrificandosi in fase di interdizione sull'attivissimo Benclna. La Cremonese, che in avvio era apparsa un po' intimidita, reagiva ma Nicoletti (37') telefonava un destro che Tacconi riusciva a bloccare. Al 40', ben imbeccato da Platini, Tardelli non sfruttava, cimentandosi in un problematico palleggio aereo e con un cross In terra di nessuno. Longhi ammoniva Favero (dopo Rossi) che bloccava con molta energia Nicoletti. E proprio Favero, al 47', su un pallone che Nicoletti recuperava quasi sulla linea di fondo, toccava con il piede l'avversarlo atterrandolo. Per Longhi era rigore e Chiorri lo trasformava con un tiro angolatlslsmo. Ma quella di ieri era una Juventus votata al successo e la sua controffensiva produceva altri brividi per Borln che al 52', su colpo di testa ravvicinato di Rossi, ben servito da Platini, veniva salvato sulla linea da Galbaglnl. Mondonlco correva ai ripari inserendo Bonoml per Chiorri, ormai a corto di energie (58'), ma la mossa non serviva. Vignola scambiava con Boniek (autore di una bella e generosa prova) che gli armava il sinistro appena dentro l'area: la sua rasoiata bassa si insaccava imparabilmente radente 11 palo (81'). Persa per persa, la Cremonese si rovesciava in avanti, spingendo a fondo. La Juventus digrignava i denti, sfoderando grinta e determinazione. Replicavano duro i lombardi e Longhi ammoniva Bencina e Pancheri che era già diffidato e verrà squalificato, saltando la trasferta con la Lazio.
Mondonlco a questo punto inseriva Fìnardi per Galbagini al 64' e, per un soffio, la Cremonese, non pareggiava. Un destro da una ventina di metri di Bonomi sfuggiva a Tacconi, ma Cabrini liberava, anticipando in extremis Paolinelli. I grigiorossi assumevano il comando del centrocampo, sputando l'anima. Platini si faceva notare anche in difesa dove c'era un po' di affanno sotto rincalzante offensiva del locali. Ripiegava anche Briaschi che all'80' era protagonista di un pasticcio con Tacconi, che si faceva scaval care da Vigano, ma evitava il gol smanacciando il pallone con un disperato colpo di reni. Con la Cremonese sbilanciata in avanti, scattava il micidiale contropiede del terzo gol, quello della sicurezza, all'84'. Platini riceveva sulla tre-quarti avversarla e toccava a Rossi che lanciava Brlaschi, sul filo del fuorigioco. Brlaschi, di destro, con un diagonale insaccava a fil di palo. L'ex genoano riscattava una gara opaca anche per la bravura del suo custode Montorfano. Ma il merito del gol va diviso con Rossi che gli ha offerto un pallone d'oro. Pablito è sempre a secco, in campionato, tuttavia ieri è andato vicinissimo alla segnatura nonostante l'asfissiante marcamento di Sgarzllll, protetto in seconda battuta da Paolinelli. Quando hanno avuto un po' più di spazio, l'azione di Rossi e Brlaschi, con la collaborazione di Boniek e Platini, si è fatta più incisiva. La Juventus ha bisogno che le punte ritrovino la forma migliore ma deve sostenerle anche se ieri la formula inedita ha consentito ai bianconeri di segnare un tripletta e di vincere a Cremona dopo clnquantaclnque anni.
Bruno Bernarditratto da: La Stampa 22 ottobre 1984







