mercoledì 22 ottobre 2025

22 Ottobre 1995: Juventus - Padova

É il 22 Ottobre 1995 Juventus e Padova si sfidano nella Settima Giornata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1995-96  allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

La Juventus guidata in panchina dal 'maestro' Marcello Lippi, dopo aver rivinto lo Scudetto dopo ben otto anni adesso pensano in grande. Pensano alla Champions League (che conquisteranno a Roma). Ed infatti i bianconeri non giocano come sanno in campionato e si fanno 'rubare' il titolo dal Milan. Alla fine sará secondo posto. 

Dall'altre parte c'é un Padova che conclude il campionato in ultima posizione e saluta mestamente la Serie A.

Buona Visione!



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Campionato di Serie A 1995-1996 - 7 andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 22 ottobre 1995 ore 14.30
JUVENTUS-PADOVA 3-1
MARCATORI: Del Piero 39, Ravanelli 54, Amoruso N. 76, Conte A. 90

JUVENTUS: Peruzzi, Torricelli (Porrini 60), Ferrara C., Carrera M., Pessotto (Sorin 87), Di Livio, Paulo Sousa, Tacchinardi (Marocchi 72), Conte A., Del Piero, Ravanelli
Allenatore: Marcello Lippi

PADOVA: Bonaiuti, Giampietro, Cuicchi (Sconziano 46), Rosa M., Lalas, Gabrieli, Kreek, Nunziata, Longhi, Amoruso N., Ciocci (Galderisi 59)
Allenatore: Mauro Sandreani

ARBITRO: Tombolini



Conte chiede a Lippi una maglia da titolare: 
«Non voglio perdere la Nazionale» 
«Senza Vialli segno di più? Macché» 
Del Piero: le responsabilità non mi spaventano 
TORINO. Sono venuti a ringraziarli: 
«Complimenti per aver battuto i Rangers». 

Tutto il mondo è paese. Anche in Scozia si tifa contro, così i quattro rocckettari dei Simple Minds, prima di esibirsi al Palastampa hanno fatto una scappata al Delle Alpi. Dice Jim Kerr, leader del gruppo: 

«Gioco a calcio e tifo Celtic. Quanti pensate di farne adesso nel ritorno a Glasgow? Bella partita anche questa con il Padova. Mi piace Ravanelli perché ha un grande carattere. Ma quando giochiamo prima di ogni concerto, io vorrei avere la classe e la potenza di Vialli». 

Un simpatico siparietto fra bicchieroni di tè fumante, tartine e fette di panettone. Un dopo partita in perfetto stile anglosassone, con Bettega nella parte di padrone di casa. Il vice presidente se ne va soddisfatto per la reazione della squadra di fronte ad un Padova chiuso a doppia mandata: 

«Squadra in salute, vittoria meritata, non era facile aprire questa cassaforte. Basta con la storia di una doppia Juve, evidentemente al mercoledì troviamo squadre meno accorte. Lo stesso pareggio del Milan conferma come sia difficile per tutti nel nostro campionato». 

Ma per colpire al cuore il Padova è stato ancora indispensabile Del Piero. Questa volta si è esibito in un altro pezzo forte del suo repertorio: un calcio di punizione alla Platini. Il ragazzo, che ormai non stupisce più, spiega: 

«Un gol importante, difficile, ho trovato il varco giusto. Più gioco, più ho fiducia in me stesso. Le responsabilità aumentano, ma non mi preoccupo. E non è vero che segno perché non c'è Vialli, è soltanto un caso». 

La Juve ha preso il largo guidata per mano dal suo Pinturicchio: 

«E' stata dura perché il Padova era ben chiuso e ci voleva un colpo per sbloccare il risultato. Una rete importante, come importante è stato il crescendo della Juve, cui manca ancora un po' di continuità. Ma questa partita ha dimostrato I che siamo migliorati, pronti per affrontare un periodo molto impegnativo. E' stata una domenica prò Juve, adesso siamo di nuovo tutti insieme». 

Messaggi da parte dell'Avvocato? 

«Con me non si fa sentire, ma a lui piace starci vicino quando le cose non vanno bene». 

Dopo i due gol ai Rangers, Ravanelli se ne era andato senza profferire parola. Ieri altro gol ed altra fuga. In attesa che ritrovi la consueta disponibilità, ecco un Conte in vena di raccontarsi: una rete in Coppa, un'altra, splendida, al Padova. Ha sostituito alla grande Deschamps. Eppure non è tranquillo: 

«Spero di convincere Lippi ad utilizzarmi di più. Non voglio perdere la Nazionale, Sacchi mi stima, so che mi porterebbe agli Europei. E' ovvio che tutti vorrebbero giocare sempre, ma io mi sento un buon giocatore, su di me si può contare. Dopo il gol ho abbracciato Fusi. Gli dedico questa rete. E' un amico, sta attraversando un momento molto difficile». 

E' stata la domenica dei Grandi Dimenticati. Anche Carrera si è fatto trovare prontissimo. Ha rilevato Vierchowod, debuttando in campionato. Lippi ne prende atto con soddisfazione: 

«Chi gioca di meno ha dimostrato di valere. Vierchowod e Deschamps non erano infortunati, è il turn over. E mercoledì in Coppa Italia farò altri cambi. Ma non cerchiamo mai scuse, alla Juve non si tirano in ballo le assenze, abbiamo tante soluzioni a disposizione». 

La partita: 

«Un'ottima Juve, ha cercato sempre il gol e non era facile. Nel secondo tempo mi aspettavo un calo, invece ho visto grande temperamento, tante occasioni da gol». 

E poi un Del Piero da applausi: 

«Ormai è sintonizzato sulla lunghezza d'onda giusta. Ha capito cosa deve fare per la squadra. Poi condisce il tutto con quei colpi di genio che per lui sono giocate naturali». 

Classifica di nuovo ricompattata: 

«Dopo la sconfitta con il Milan non davo peso alle posizioni al vertice. Idem adesso». 

Fabio Vergnano



LE PAGELLE 

PERUZZI 6,5. Salva su Amoruso nel primo tempo, non ce la fa nella ripresa. 
TORRICELLI 6. Non spinge come nelle migliori giornate. Negli ultimi tempi ha tirato moltissimo la corda. 
(Dal 17'st Porrini sv: entra a partita già sbrogliata)
CARRERA 7. Non aveva ancora giocato dall'inizio in questo stagione. E' un recupero importante per la difesa: non sbaglia niente, dà sicurezza. Non ha la visione di gioco di Tacchinardi, però è più solido ed efficace nei contrasti, un libero difensivo come ce ne sono pochi. Probabilmente s'è ripreso il posto. 
FERRARA 6. Esibizione normale. Della sua normalità che per altri sarebbe eccezionale. 
PESSOTTO 6. Non è un caso che la punizione per l' 1-0 nasca dalla sua iniziativa sulla sinistra: quando appoggia l'azione è prezioso. Cala nel secondo tempo, ma rispetto ai mesi scorsi è in crescita. 
(Dal 43' st Sorin sv). 
DI LIVIO 6,5. Alcuni buoni cross (ad esempio per Ravanelli che colpisce il palo): nel primo tempo però eccede in traversoni che l'attacco non può sfruttare. 
CONTE 7,5. Un assist perfetto e un gol con un gran sinistro di contrabalzo basterebbero a tenerlo fuori dal coro. In più ci mette il solito lavoro a centrocampo: recupera e allunga, cercando la porta. Senza Jugovic è l'unico centrocampista con la mentalità offensiva e i piedi buoni per cogliere il gol, come s'è visto anche in Coppa. In qualsiasi squadra sarebbe titolare, qui farà la riserva quando rientrerà il serbo. 
SOUSA 6. Buona corsa e recuperi efficaci, anche per lui è difficile distribuire il gioco finché il Padova resta in trincea. 
TACCHINARDI 6. Dopo alcuni mesi ritorna a centrocampo, non ci pare che ne risenta: la capacità di adattarsi a due ruoli ne fa un uomo prezioso per il futuro della Juve. Dovrebbe essere più preciso nel tocco e soltanto nella ripresa rischia le giocate determinanti. 
(Dal 28' st Marocchi sv). 
DEL PIERO 7. Altra rete da piccola antologia, di quelle che, quando le faceva Baggio, valevano un Pallone d'Oro e i contratti multimiliardari. Il Talentino è l'unico grimaldello disponibile quando i muscoli non bastano. Esagera in preziosismi. 
RAVANELLI 7. Una buona prova, della quale il gol è la cosa meno importante perché non si poteva sbagliare quella palla. Tocca con intelligenza, lancia i compagni, insomma non è il Grigio furente, ma utile. E umile. 

BONAIUTI 6,5. Incolpevole sui gol, ne salva un paio. 
CUCCHI 5. Di scuola Toro. Ma non basta a farne un terzino attento né propositivo. 
(Dal 1'st Sconziano 6: spinge più del predecessore). 
ROSA 5,5. Picchia molto. E lo lasciano picchiare. Piuttosto fermo, si salva sui palloni alti. 
GIAMPIETRO 6. Fare il libero quando ci si difende in 9 è una buona garanzia: se la cava meno peggio dei suoi colleglli di reparto. 
LALAS 5. L'anno scorso era una simpatica novità, adesso è una simpatica nullità: un campionato in Italia non l'ha migliorato e su Ravanelli si salva a spintoni, concedendogli occasioni importanti. 
GABRIELI 6. Nel 1° tempo prova qualche uscita da terzino sinistro. 
LONGHI 5. Pessima prestazione, non azzecca un lancio. 
NUNZIATA 5,5. Centrocampista centrale, qualche contrasto e niente di più. 
KREEK 6. Regge un tempo. Lo ricordiamo piii tosto, comunque l'assist-gol è suo. 
AMORUSO 6. Ha sulla coscienza due palle-gol sprecate. Tuttavia entra in tutte le azioni pericolose. 
CIOCCI 5,5. Grande inizio, manda a terra Ferrara in un contropiede pericoloso. Poi chi lo vede più? 
(Dal 15' st Galderisi sv: si muove bene, agli ultimi fuochi). 

L'arbitro TOMBOLINI 6. Lascia giocare duro. Abbiamo notato qualche incertezza dei suoi collaboratori sui fuorigioco. 

Marco Ansaldo
brani tratti da: La Stampa 23 ottobre 1995

 



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