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venerdì 14 novembre 2025

14 Novembre 1990: Juventus - Pisa

Attraverso Youtube vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 14 Novembre 1990 e JuventusPisa si sfidano nella gara di andata del Terzo Turno della Coppa Italia 1990-91 allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

La Juventus tenta di riappropriarsi dello scettro di squadra 'piú forte della penisola' con una nuova dirigenza tecnica affidata ad un allenatore del famigerato 'calcio champagne' Luigi Maifredi. Dopo un inizio di campionato incoraggiante i bianconeri naufragano. Addirittura a fine campionato si trovano fuori dalle Coppe Europee dopo 27anni.

Per quanto riguarda la Coppa Italia, i bianconeri superano agevolmente Taranto e Pisa per poi arrendersi alla Roma nei Quarti di Finale. I giallorossi eventualmente poi vinceranno la coppa nazionale.

Buona Visione! 



juve


 

Stagione 1990-1991 - Coppa Italia - Ottavi, andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Mercoledì 14 novembre 1990 ore 14:30
JUVENTUS-PISA 3-2
MARCATORI: Neri 9, Alessio 15, Baggio R. rigore 34, Larsen 63, Haessler 80

JUVENTUS: Tacconi, Napoli N., Bonetti D., Corini, De Marchi, Galia, Alessio, Marocchi (Haessler 63), Schillaci, Baggio R., Di Canio
Allenatore: Luigi Maifredi

PISA: Simoni, Cristallini, Chamot, Bosco, Calori, Boccafresca, Neri, Larsen, Padovano, Fiorentini, Piovanelli (Marini 90)
Allenatore: Mircea Lucescu

ARBITRO: Cardona




Una Juventus distratta fa sorridere Agnelli 
Tacconi fa i miracoli anche col Pisa 
Di Haessler l'acuto che decide (3-2) 

TORINO. Anche ieri, in attesa di un primo possibile giudizio per i fatti di Bologna che non c'è stato, Schillaci è rimasto senza benzina. Alessio con un gran sinistro, Baggio ancora su rigore e infine Haessler con il primo acuto da quando è juventino, hanno puntellato con i loro gol la baracca bianconera. La difesa è stata a lungo in balìa delle orde pisane del romeno Lucescu, passate per prime in vantaggio, meritevoli di chiudere in parità, accreditabili comunque di una clamorosa eliminazione della Juventus dagli ottavi di Coppa Italia, retour match mercoledì prossimo. 

L'Avvocato Agnelli si è divertito, testuale, a «vedere gli errori» di una difesa che Maifredi ha assolto per deconcentrazione da partita di troppo: 

«Non si può essere al massimo giocando ogni tre giorni». 

Ma Napoli-Bonetti-De Marchi ne hanno combinate di tutti i colori come testimonia la rete iniziale di Neri, dopo soli 8', siglata su iniziativa dell'esordiente argentino Chamot. Il sudamericano ha messo in movimento Neri sull'out sinistro e questi, scavalcato Napoli, irriso Bonetti, ha messo in mezzo per Padovano che ha restituito di sponda allo stesso Neri, lesto a battere Tacconi mentre De Marchi assisteva senza colpo ferire. Con Schillaci, assolto da Agnelli per Bologna 

(«In quel contrasto in area non sarebbero rimasti in piedi neppure Nordhal o Charles e comunque tra uno schiaffo e una minaccia resta più grave il primo»), 

ha deluso Marocchi. Il centrocampista è in evidente periodo di flessione e nervosismo (ne è testimonianza il cartellino giallo dopo soli 10'). Per fortuna si sono espressi su buoni livelli sia Di Canio sia Alessio che non per nulla, al 15', hanno confezionato la rete dell' 1 -1. Bravo l'ex laziale a scodellare al limite dove Alessio, al volo, ha trovato uno degli spunti insiti nel suo bagaglio tecnico: e la conclusione, dall'alto in basso, non ha lasciato spazio alcuno a Simoni. 

Ci si stava già chiedendo perché questa Juventus feriale tremasse di fronte a Piovanelli (bravo Tacconi a deviare in corner un suo tiro al 25') e compagni, come mai Neri riuscisse a rubare metri e tempo a Bonetti e De Marchi costringendoli al fallo (28', punizione bomba di Piovanelli, respinta di piede da Tacconi) quando il commissario arbitro Cardona accordava un rigore ai bianconeri. 

Il fallo era questa volta cristallino, dal nome dell'autore (Cristallini) che toccava con la mano saltando in area in sintonia con l'avanzato De Marchi. 

«C'era una spinta del difensore bianconero», 

ha tuonato negli spogliatoi Lucescu. Ma Anconetani non ha fatto una piega e se il presidente pisano dice che gli arbitri italiani sono i migliori anche se per 

«il nuovo regolamento fischiano al minimo raffreddore», 

inutile stare a recriminare come per un po' hanno provato a fare Simoni e compagni. Baggio dal dischetto è infallibile, infatti non ha sbagliato, mandando il portiere a destra e la palla dall'altra parte. 

«Certo che è bello vedere Baggio calciare i rigori, fa tutto così bene» 

ha commentato Agnelli. Da un possibile 0-2 la Juve si è trovata in vantaggio grazie alla prodezza di Alessio e alla freddezza di Baggio (oltre che allo stato di grazia di Tacconi 

«E' stato lui a vincere, non la Juve»

dirà Anconetani). Ma il tranquillo pomeriggio di paura è continuato al 62' allorché su corner di Neri e respinta di Tacconi su colpo di testa ravvicinato di Padovano, l'albino Larsen ha portato il Pisa sul 2-2. A quel punto ci voleva un miracolo per vincere e non deludere del tutto i 2910 paganti. E Maifredi ha schierato Haessler. Ma prima che il tedesco riuscisse (80') a realizzare con un violento destro su punizione 

(«Grazie Baggio» ha detto negli spogliatoi) 

da 22 metri il suo primo gol ufficiale in bianconero, Tacconi ha dovuto dire «no» alla scatenata coppia Piovanelli-Padovano con respinte disperate e fortunose. Poi, in verità, la Juventus avrebbe potuto chiudere di goleada se Alessio (ancora in combinazione con Di Canio prima e su tiro-assist di Baggio dopo) non avesse trovato un Simoni attento. 

Alessio e Schillaci, alla fine, hanno chiamato in causa lo stato del terreno 

(«Sempre più simile a quello di San Siro») 

per spiegare anche certi infortuni in avanti e in difesa. Solo Tacconi ha ammesso che questa Juve continua a concedere dei gol di troppo agli avversari 

(«Ieri almeno uno»): 

«Comunque ha detto - non si illudano Voeller e compagni. Con la Roma passeremo dalla musica da balera al rock più scatenato». 

Franco Badolato
tratto da: La Stampa 15 novembre 1990




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venerdì 7 novembre 2025

7 Novembre 1982: Juventus - Pisa

La stagione 1982-83 per i tifosi bianconeri provoca un misto tra orgoglio e rabbia, stupore ed incredulitá. La Squadra (quella sì con la S maiuscola) formata dai campioni del mondo azzurri (partendo da Dino Zoff fino al 'eroe nazionale' Paolo Rossi) piú due fuoriclasse assoluti come Michel Platini e Zbigniew 'Zibì' Boniek.

Un 'carro armato' su di un campo di calcio capace di sgretolare qualunque avversario, ma solo sulla carta! Perché sebbene in lotta fino ad inizio estate 1983 per conquistare tutto il conquistabile, la Juventus si fregia 'solo' della Coppa Italia.

Perso il campionato dinanzi alla Roma moderna ed esplosiva di Nils Liedholm i nostri eroi giocano una partita non all'altezza nella Finale di Coppa dei Campioni ad Atene contro l'Amburgo. Un'amara sconfitta é la degna conseguenza di tutto ció!

É il 7 Novembre 1982 Juventus e Pisa si scontrano in questa partita valevole per la nona giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1982-83.

Il tutto si gioca allo 'Stadio Comunale' di Torino.

Buona Visione!



juve



Stagione 1982-1983 - Campionato di Serie A - 9 andata
Torino - Stadio Comunale
domenica 7 novembre 1982 ore 14:30 
JUVENTUS-PISA 3-2
MARCATORI: Platini 17, Rossi P. rigore 21, Berggreen 33, Bettega R. 38, Ugolotti 61

JUVENTUS: Zoff, Bonini, Prandelli (Storgato 60), (c) Furino, Gentile, Scirea, Bettega R., Tardelli, Rossi P., Platini, Boniek
A disposizione: Bodini, Burgato, Koetting, Galderisi
Allenatore: Giovanni Trapattoni

PISA: Mannini, Secondini, Riva (Pozza 60), Vianello, Garuti, Gozzoli, Berggreen, Casale, Caraballo, Occhipinti, Todesco (Ugolotti 60)
A disposizione: Buso, Massimi, Mariani
Allenatore: Luis Vinicio

ARBITRO: Paparesta R.
AMMONIZIONI: Furino (Juventus); Occhipinti (Pisa)



Juve bella, ma il Pisa la fa soffrire Due gol bianconeri in ventidue minuti non sono bastati a mettere k.o. i toscani
Dalla spinta di Boniek alla gioventù di Casale

TORINO — Altra lezione del nuovo calcio italiano per i «nuovi., soprattutto per Platini e Caraballo (visto che Boniek e Berggreen sono perfettamente inseriti). La Juventus, partita alla grande contro il Pisa come avesse svolto il mercoledì precedente un semplice allenamento contro lo Standard Liegi e andata in vantaggio di due gol — prodezza di Platini e rigore sacrosanto realizzato da Rossi — nello spazio di 21 minuti, è stata costretta a finire con affanno, aspettando il fischio liberatore dell'arbitro Paparesta. 

Il Pisa, come tutte le squadre di Vinicio del resto, ha mostrato un grande spirito, buone individualità, una eccezionale tenuta atletica, validi schemi e accorciando via via le distanze (dallo zero a due all'uno a due. dall'uno a tre al due a tre) ha tenuto sulla corda gli avversari sino allo scadere del match. Ne è uscita una partita-spettacolo, ricca di emozioni, ed il merito va diviso a metà fra le due squadre. Più classe, ovviamente, da parte bianconera, maggior ritmo del più fresco Pisa, che per la prima volta ha utilizzato a tempo pieno l'uruguaiano Caraballo, tecnicaniente valido ma non ancora abituato ai nostri ritmi. 

Bianconeri nella stessa formazione di Coppa, con in evidenza Bonini e Tardelli (per quanto il secondo non gradisca molto i compiti di copertura), Boniek che ha offerto spunti di grande rilievo per lucidità e potenza fisica. Scirea il quale ha appoggiato molto l'attacco sino a quando non si è convinto che era meglio stare in zona onde evitare una bella. 

Solito Platini (momenti strepitosi ed un gol da favola, poi momenti di pausa). Bettega in crescendo (un bellissimo gol di testa, la sua specialità, ed una buona tenuta), più o meno sulla ordinaria amministrazione gli altri, colti in contropiede dalla reazione del toscani, arrivata quando molte squadre — sotto di due gol — si sarebbero convinte senza replicare della superiorità dei bianconeri. 

Il danese Berggreen ha dato per primo la scossa alla squadra battendosi caparbiamente nel vivo della difesa bianconera e realizzando di forza il gol del 2 a 1: davvero non si capisce come l'Inter, dopo averlo bloccato abbia lasciato al Pisa il ventiseienne danese di Lingby preferendogli Juary. Ma il migliore (e migliore in campo per vitalità e chiarezza di idee) é stato il centrocampista Casale del quale Napoli ed Avellino si sono sbarazzate con troppa faciloneria.

Casale, posto da Vinicio nella zona di Platini, ha orchestrato e portato avanti la maggior parte delle manovre pisane. Giustamente Vicini se lo tiene stretto per la sua Under. 

Dopo un minuto e mezzo di gioco, la Juventus aveva già dimostrato concretamente buona volontà e freschezza con un colpo di tacco di Tardelli che liberava Platini sulla destra, cross del francese respinto, botta secca rasoterra di Prandelli fuori di poco. Il Pisa si mostrava vivo in i contropiede, ed abbastanza ben organizzato in difesa anche se subito in difficoltà per la facilità di movimento dell'attacco bianconero. Al nono minuto Boniek dalla sinistra vedeva Platini lanciato a destra e con un passaggio di 40 metri gli scodellava il pallone davanti. Michel chiudeva bene il tiro, una staffilata che Mannini respingeva con bravura volando sul primo palo. Era solo il primo frutto della buona partenza del francese, addirittura strepitoso al 17' nell'azione del primo gol. 

Boniek toccava un pallone corto nel folto della mischia al limite dell'area. Platini chiamava all'unodue Rossi e ricevuta la palla di ritorno malgrado la pressione avversaria batteva in rete con un rasoterra misurato, imprendibile. 

La Juve non mollava la presa, ed al 21' raddoppiava. Bettega strappava la palla all'ancora spaesato Caraballo (un avvio negativo, poi evidenti progressi) e la porgeva a Rossi in area. Bagarre attorno al centravanti. Boniek che si avventa ma è agganciato e messo a terra. Rigore netto. Mannini intuiva la direzione della botta di Rossi ma il pallone di Pablito era angolatissimo e scuoteva la rete alla destra del portiere. 

Sul 2 a 0 la partita pareva finita per tutti, ma non per il Pisa. Casale portava avanti palloni su palloni, ed al 33' i toscani andavano in gol con Berggreen il quale difendeva di forza un centro dalla destra, e con una giravolta e secco tiro batteva Zoff : palla contro il montante alla sinistra di Dino e quindi in porta. Bettega al 38' ristabiliva il divario deviando magistralmente in rete un centro dalla sinistra di Prandelli, ma ancora una volta il Pisa non si rassegnava e lo dimostrava nella ripresa, nella quale sottoponeva la Juventus ad una dura fatica, con risposte meno efficaci per l'affiorare della stanchezza di Coppa. 

Furino si faceva ammonire scioccamente al 50' lanciando lontano la palla dopo un suo fallo. Bettega impegnava Mannini con un altro bel colpo di testa. Al 60' Pozza, Ugolotti e Storgato entravano al posto di Riva, Todesco e Prandelli. Ugolotti era in campo da meno di un minuto quando battefa Zoff con un bel colpo di testa su una palla calciata su corner da Caraballo. Veniva ammonito Occhipinti per un placcaggio a Platini (meglio un calcio, secondo Paparesta) poi l'arbitro perdonava un brutto fallo di Boniek su Berggreen. 

Si scaldava Vinicio in panchina, sino a balzare in campo a protestare per uno scivolone in area dello stesso Berggreen. Nessun rigore, ma Paparesta con il suo arbitraggio difforme (tutti giusti i falli pro-Juve, qualcuno meno del giusto pro-Pisa) aveva dato esca al vittimismo degli ospiti. Caraballo impegnava ancora a fondo Zoff, poi Gentile e Scirea portavano in sicurezza la palla lontano da Zoff. L'ultimo affondo del match era del libero, con bella risposta di Mannini.

Bruno Perucca
tratto da: La Stampa 8 novembre 1982







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lunedì 22 settembre 2025

22 Settembre 1985: Juventus - Pisa

È il 22 settembre 1985 e Juventus e Pisa si sfidano nella terza giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1985-86 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

La Juventus si appresta a vincere il suo ventiduesimo tricolore con una squadra che sta vivendo sugli ultimi spiccoli di splendore di 'LeRoi' Michel Platini. Allenati da Giovanni Trapattoni (al suo ultimo campionato alla Juve prima di trasferirsi all'Inter) i bianconeri mettono a distanza la Roma di Sven Goran Eriksson vincendo 'in volata' lo Scudetto. 

Il Pisa dal canto suo deve arrendersi alla dura realtà e saluta il massimo campionato ed approda in Serie B.

Buona Visione!


 

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Stagione 1985-1986 - Campionato di Serie A - 3ª andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 22 settembre 1985 ore 16.00
JUVENTUS-PISA 3-1
MARCATORI: Serena A. 25, Laudrup 66, Kieft 69, Serena A. 83

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Mauro (Pin 65), Manfredonia, Serena A., Platini, Laudrup (Pacione 84)
Allenatore: Giovanni Trapattoni

PISA: Mannini, Colantuono (Chiti 71), Volpecina, Mariani, Ipsaro Passione, Progna, Berggreen, Armenise (Muro 60), Kieft, Giovannelli, Baldieri
Allenatore: Vincenzo Guerini

ARBITRO: Pezzella

 



Serena-Laudrup, coppia da gol 
Laudrup non si esalta e ammonisce «Le partite-verità devono arrivare» 
Il Pisa battuto per 3-1 con una doppietta dell'ex granata ed una rete del danese che ha avuto pregevoli spunti di gioco - Kieft a segno per i toscani - I bianconeri, senza problemi contro avversari poveri di peso, hanno mostrato evidenti progressi - 
Oltre ai due attaccanti sono piaciuti Manfredonia e Bonini - 
Utile Mauro nei cross 

Tre gol a Pisa e la Juventus è sola la comando. È stata una giornata facile e felice, senza problemi se si esclude il gran caldo, una giornata che ha dato belle risposte a certi interrogativi di fondo sulla crescita collettiva della squadra di Trapattoni. In verità non si trattava proprio di interrogativi, e tantomeno di dubbi. Era piuttosto una curiosità constatare quanto ci avrebbe messo la nuova Juve ad esprimere in campo, coralmente, la piena potenzialità del suo materiale tecnico. La partita col Pisa ha dimostrato in fondo quel che tutti già sapevano, che la Juventus in fuga merita attenzione e rispetto: come al solito, più del solito. Non vorremmo, a questo punto, che chi non ha visto la partita pensasse ad una prova impeccabile dei bianconeri. 

Ci sono stati errori, momenti di noia, cadute di ritmo, imprecisioni e pure incomprensioni fra i giocatori ed il Pisa, così temuto alla vigilia, si è rivelato nei fatti un semplice e diligente sparring partner. Ma gli sprazzi di bel calcio ammirati domenica scorsa a Como si sono diciamo così dilatati, come squarci sempre più ampi di sereno in un cielo di nubi: e allora abbiamo visto Serena e Laudrup, Manfredonia che apprezziamo sempre più, persino Mauro che sa rendersi utile è prezioso malgrado qualche dribbling di troppo, abbiamo insomma visto un bel pezzo di Juve. 

Serena e Laudrup sono stati bravissimi, c'entrano i gol e anche altro, specie per il danese che ha strappato applausi con i suoi irresistibili spunti in velocità. Laudrup possiede classe pura, nessuno l'ha mai messo in dubbio. Però nella nazionale danese come nel Lazio, l'anno scorso, soffriva di frequenti vuoti agonistici. Faceva il grande numero, cioè, e poi si estraniava dal gioco incapace di dare continuità alla sua manovra e di conseguenza credibilità assoluta alle sue qualità tecniche. Questo era uno degli interrogativi bianconeri, in avvio di stagione, e ci pare che Trapattoni abbia lavorato nella giusta direzione. 

La Juventus fa bene a Laudrup, è evidente, questione di ambiente e motivazioni, o forse il danese sta maturando in età ed esperienza, fatto è che ieri il ragazzino ha deliziato la platea del Comunale diventando il cocco bello dei tifosi. Laudrup ha segnato un gol spettacolare, il secondo della Juventus al 66'. Controllo, finta sull'avversario e sinistro basso a fil di palo, quasi un colpo di stecca. Però il merito va diviso con Platini che da destra, lanciato da Bonini, ha toccato all'indietro vedendo il compagno, ci passi l'immagine, con gli occhi della mente. Il segno dell'intelligenza non abbandona mai Platini, anche ieri che il francese non era al massimo della forma. Crediamo che Michel abbia sofferto il caldo, tanto che nel finale l'abbiamo visto spesso sulla fascia a cercare l'ombra della tribuna più che il cross. 

Per quanto riguarda Serena, due gol e molti tentativi, una partita ricca di spunti e carattere, un'altra dimostrazione di abilità nel gioco aereo, a cui peraltro si è affidata la Juventus per buona parte del primo tempo. Sei conclusioni di testa, abbiamo contato nei 45 minuti iniziali e decine di centri per Serena, Brio, Cabrini, Manfredonia, gente che salta. I cross, quasi tutti, partivano dal piede di Mauro, il quale va lodato per la mole di lavoro anche se siamo dell'opinione che i centri, per essere davvero pericolosi, vadano effettuati dal fondo. Serena, comunque, non ci ha fatto caso e al 25' su punizione da destra di Mauro, ha anticipato Mannini buttando di testa nel sacco. Il portiere del Pisa è uscito male, okay, e Serena ha pure allungato un gomito, tuttavia il gol è stato uno zuccherino, molto bravo l'attaccante per stacco e tempismo. 

Il Pisa, incassato il colpo, ha continuato senza cambi di ritmo la sua partita diligente e bellina ma assolutamente povera di peso. Due occasioni hanno avuto i ragazzi di Guerini, al 3' con Baldieri e al 30' con Berggreen, ma Tacconi ha parato. Ed il gol di Kieft al 70' è stato un regalo di Scirea, il quale solo in area ha litigato col pallone che gli si era impigliato fra i piedi ed ha permesso all'olandese il facile tocco vincente. Kieft, gol a parte, si è mosso abbastanza bene, al contrario di Berggreen che non ha in pratica toccato palla, largamente battuto da Laudrup in questa speciale sfida fra danesi. Ci sono invece piaciuti Baldieri e Progna, due ragazzi di buon avvenire.

Il gol del 1-1 non ha per niente preoccupato la Juventus. E neppure i suoi tifosi, pensiamo, perché da fuori appariva chiaro che il Pisa non sarebbe riuscito nella clamorosa impresa di far pari. 

Troppa differenza fra le due squadre. Sicché all'82, quando Serena ha segnato il terzo gol, non di applausi liberatori si è trattato, di paura cacciata, bensì di ammirazione per la rapidità dell'azione e la bellezza della conclusione. Bonini, anche lui come Manfredonia autore di una partita decisamente positiva, ha lanciato Laudrup a sinistra ed il danese, in progressione, è arrivato fino a fondo campo lasciandosi dietro i difensori in affanno: centro all'indietro e Serena, da fuori area, ha colpito di sinistro e di controbalzo infilando l'angolo basso alla destra di Mannini. 


Laudrup non si esalta e ammonisce «Le partite-verità devono arrivare» 

TORINO — Trapattoni l'aveva detto: 
"Il Pisa ci farà soffrire». 
Il campo non gli ha dato torto, almeno per quanto riguarda il primo tempo, ed il Trap ribadisce certi concetti: 
"Sapevo che sarebbe stata una partita delicata e non mi sbagliavo. Noi però non volevamo perdere l'occasione di fare i nostri altri due punti e sebbene all'inizio siamo stati poco brillanti, ho visto una squadra determinata, che non ha mai rallentato il ritmo. Già alla fine del primo tempo il punteggio avrebbe potuto essere di proporzioni più abbondanti. Vorrei mettere in risalto la nostra prova contro un Pisa ben organizzato. La squadra ha personalità, cresce di partita in partita e mi auguro che continui così». 
Juve già sola al comando, Trapattoni non si esalta: 
"Il primato ci soddisfa e ci stimola, ma il cammino è ancora lungo e difficile. Comunque essere in testa è la conferma di un certo tipo di mentalità che la squadra ha già acquisito. Ma sia chiaro: noi non ci illudiamo, né ci sentiamo campioni. Bisogna ancora lavorare e migliorare». 
Platini e Serena: due giocatori che attraversano momenti di forma differenti. Spiega Trapattoni: 
"Platini ha disputato sempre tre partite alla settimana e può essere giustificato un suo rendimento altalenante. Ora ha una settimana tranquilla e conto di recuperarlo in pieno per Verona. Serena gioca splendidamente, si muove in campo con disinvoltura, ha grande personalità. Certe cose gli riescono bene per abilità personale, ma anche perché è circondato da compagni che lo aiutano in ogni modo. È intelligente e non si monterà la testa». 
Ed ecco Serena. Tre gol in tre partite, contro i nove di tutto il campionato scorso: la battaglia con Rummenigge è già iniziata. Spiega i due gol di ieri: 
"Il primo l'ho realizzato approfittando di un po' di confusione nella difesa del Pisa ed ho sfiorato con la tempia precedendo Mannini; il secondo invece è arrivato dopo che avevo già fatto un tentativo finito però alto. Ho riprovato colpendo il pallone di controbalzo e riuscendo a tenerlo a filo d'erba. Sono contento, perché ho segnato poche doppiette finora. Adesso sembra tutto facile, ma capiteranno momenti difficili. La mia fortuna è quella di giocare in una Juve esperta, furba e soprattutto offensiva al massimo: «solo nel Milan in B mi era capitata una cosa del genere». 
Ringrazia Brio per l'aiuto che gli offre in area avversaria 
"Proviamo certi schemi in allenamento» 
e spiega: 
"Non paragonatemi a Bettega: lui era un campione, io faccio quello che posso. Segno anche di piede? Ci provo sempre e non gioco per smentire nessuno. Ora siamo in testa, ma è troppo presto. Già domenica a Verona soffriremo». 
Laudrup si prepara per raggiungere la nazionale danese a Copenaghen ed ammonisce la Juve: 
"Stiamo attenti a non esaltarci, perché siamo solo alla terza giornata ed abbiamo incontrato squadre non irresistibili. Adesso viene il bello, con una serie di partite che diranno cosa vale davvero la Juve. Ho segnato un gol normale, non tra i più belli della mia carriera, ma forse serve per cancellare certi dubbi sul mio conto, normali del resto quando si arriva da una squadra retrocessa". 
Platini è allegro. Esordisce con una battuta da 'Quelli della notte' che recita: 
«È meglio essere subito in testa che dietro alle altre». 
Poi spiega la sua partita discontinua ancora in tono scherzoso: 
"Faceva caldo, così nel secondo tempo ho preferito restare all'ombra della tribuna. Scherzi a parte, sono davvero stanco, ho avuto troppi impegni in questi ultimi tempi."
Fabio Vergnano
brani tratti da: La Stampa 23 settembre 1985






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mercoledì 16 aprile 2025

16 Aprile 1989: Juventus - Pisa

É il 16 Aprile 1989 Juventus e Pisa si sfidano nell' ottava giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1988-89 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

É una Juventus che cerca di costruire una squadra ancora scossa dal addio di 'Le Roi' Michel Platini e dai fallimenti di Ian Rush e del tecnico Rino Marchesi. Guidati in panchina dalla leggenda Dino Zoff, i bianconeri raggiungono un quarto posto in campionato che dovrebbe rappresentare un buon viatico per il futuro. 

Dall'altra parte c'é un Pisa che saluta a malincuore la massima divisione e ritorna nell' oblio della Serie B.

Buona Visione! 

 


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Stagione 1988-89 - Campionato di Serie A
8a Giornata di Ritorno
Domenica 16 Aprile 1989 ore 15.30
Juventus-Pisa 3-1
Marcatori: 10' Buso, 30 rigore De Agostini, 73' N.Napoli (J), 45' Piovanelli (P)

Juventus: Tacconi, Napoli N., De Agostini, Galia, Bruno P., Tricella, Marocchi, Rui Barros, Buso, Zavarov, Mauro
Allenatore: Dino Zoff

Pisa: Grudina, Cavallo, Lucarelli, Boccafresca, Elliott, Fiorentini, Cuoghi, Gazzaneo, Incocciati, Dolcetti, Piovanelli
Allenatore: Giannini

Arbitro: Lanese



Il primo regalo del giovane centravanti juventino ai tifosi del Comunale 
Buso: «C'è posto anche per me» 
«So di giocarmi molte chances in questo finale di campionato» 
Napoli alla seconda prodezza stagionale: «Anch'io spero di conquistare la fiducia di Boniperti» 
De Agostini torna al gol

TORINO — Prime reti al Comunale per Buso e Napoli, ritorno al gol per De Agostini che non segnava in campionato dal 20 novembre, contro il Napoli. Sono loro i protagonisti a tutto tondo della Juventus in una giornata in cui sono piovuti fischi per Tacconi e Galia, sono rimaste perplessità su Zavarov, hanno lottato con alterni risultati Mauro e Tricella, s'è battuto come un leone Barros, hanno svolto il loro compito senza infamia e senza lode sia Bruno sia Marocchi. 

Per Renato Buso è il quarto gol in questo campionato dopo la doppietta della scorsa stagione e la rete segnata in queila d'esordio, nel 1986-87. Ma finora le sue prodezze (compresa una rete in Coppa Italia alla Lazio) erano nate sempre in trasferta, mai Buso aveva gioito al Comunale, davanti ai suoi tifosi. 

"Dedico il gol a loro — afferma Buso — ma anche a Boniperti che prima della partita mi ha detto "Vai su tutte le palle che con la pioggia questo può essere il campo adatto a te". E io ho voluto questa rete con tutte le mie forze. Quando Galia ha rimpallato quella sfera respinta dal portiere su tiro di Napoli mi sono accorto che Grudina era rimasto fuori dai pali e ho toccato all'indietro. Volevo proprio mandarla direttamente in portai." 

"Finalmente — aggiunge ancora Buso — sono riucito a segnare al Comunale, finora i tifosi juventini le mie reti le avevano viste in tv o in trasferta. E' un periodo che mi sento in forma, del resto posso esprimermi con continuita, so di giocarmi molte chances di restare alla Juve anche il prossimo anno in questo finale di campionato. E scendo in campo più convinto dei miei mezzi, non ho paura di sbagliare, anche perché non temo gli esami". 

Che cosa ha imparato in queste settimane? 

"Intanto mi sono accorto che ogni partita che passa i marcatori si fanno sempre più rudi con me. E ho capito che bisogna sempre lottare. Del resto non sono uno che può stare ad attendere in area gli sviluppi dell'azione, devo partire da lontano per rendere meglio, mi piace partecipare ali'azione e come contro il Pisa aiutare i compagni anche in retrovia. Per sviluppare meglio la mia progressione ho bisogno di quei quattro o cinque metri di spazio, in area saró quasi sempre superato, non sono il tipo da scambi negli spazi stretti". 

Napoli e alla seconda prodezza stagionale, a due settimane dalla prima, a Napoli. Entrambe di testa come le sei reti segnate due anni fa in B a Messina, prima di approdare a Torino. 

"Il rammarico — dice il difensore — e quello di non aver conquistato prima la fiducia di Zoff, quindi spero di poter giocare fino al termine del campionato per convincere anche Boniperti. Il mio contratto scade nel '90 ma vorrei essere sicuro perla prossima stagione. Piuttosto che restare un altro anno in panchina forse é meglio andare a giocare in un'altra squadra.

Il gol di testa é la mia specialità cosi come mi trovo bene nel ruolo di terzino, di marcatore della seconda punta perche posso partecipare alla manovra". 

De Agostini svela: 

"Segnare su rigore non é mai facile come sembra. Ho gioito doppiamente perché questa rete viene dopo un lungo digiuno ed é la ventesima in serie A. Non tutti hanno capito che cosa ho passato in questa stagione dopo l'infortunio. Per questo lo dedico a quei "faccioni" di Roberto e Renata Tricella". 

Sulla partita De Agostini spiega:

"Abbiamo giocato bene nonostante le condizioni del campo. Continua l'altalena di risultati? E' la dimostrazione che questa Juve deve solo aver paura di se stessa più che degli avversari. A volte manchiamo di concentrazione. Anche con il Pisa abbiamo pagato con un gol un attimo di disattenzione. E' nostra intenzione cercare di vincere sempre, sarei felice di chiudere con tanti successi questo campionato. Ne va della posizione in classifica e del prestigio". 

Sul rigore, contestato in verità solo dai pisani, De Agostini afferma

"Tante volte anche a noi hanno fischiato contro dei rigori dubbi". 

E Marocchi aggiunge: 

"L'arbitro era più vicino di me all'azione sia in quel caso sia prima su Barros quando Buso ha segnato". 

Zoff descrive cosi la partita dei suoi: 

"Abbiamo tenuto bene su un campo difficile con sprazzi di bel gioco. Era una partita importante per noi. Tutti hanno giocato bene, s'é confermato Buso, e stato bravo Napoli, mi voglio complimentare per il gol. Ma tutti si sono battuti bene".

Franco Badolato 
tratto da: La Stampa 17 aprile 1989






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La Stampa 17 aprile 1989