Visualizzazione post con etichetta 1993-94. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 1993-94. Mostra tutti i post

mercoledì 16 settembre 2026

28 Settembre 1993: Lokomotiv Mosca - Juventus

Grazie a Youtube vi facciamo rivivere l'unico incontro a Mosca tra Lokomotiv e Juventus.

La gara era valevole per il ritorno dei Trentaduesimi di Finale della Coppa UEFA 1993-94. L incontro di andato terminó con il netto dominio dei bianconeri per 3-0.

La Juve allenata in panchina da Giovanni Trapattoni e trascinata in campo da un Roberto Baggio nel suo momento più splendente si appresta a piazzarsi al secondo posto del massimo campionato calcistico. Davanti c'é l'inarrivabile Milan di Fabio Capello che 'ammazza' il campionato fin dall'inzio.

In Europa i bianconeri piemontesi arrivano facilmente ai Quarti di Finale per venir  poi spazzati via clamorosamente dal Cagliari in un doppio scontro che é entrato nella storia dei sardi.

Buona Visione!

 

Lokomotiv


 

Stagione 1993-1994 - Coppa UEFA - Trentaduesimi, ritorno
Mosca - Stadio Lokomotiv
Martedì 28 settembre 1993 ore 20:00
LOKOMOTIV MOSCA-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Marocchi 53

LOKOMOTIV MOSCA: Ovchinnikov, Arifullin, Rakhimov, Podpalyi, Sabitov, Fusajlov (Gorkov 59), Kosolapov, Alenitchev, Samatov, Smirnov, Nikulin
Allenatore: Jurij Sëmin

JUVENTUS: Peruzzi, Carrera M. (Porrini 50), Fortunato A., Torricelli, Kohler, Julio Cesar, Conte A. (Galia 74), Baggio D., Ravanelli, Marocchi, Ban
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Nielsen K.M. (Danimarca)



Marocchi si traveste da Baggio
Aveva la maglia di Robi, ha segnato ed è stato il migliore 
Palo di Ravanelli e salvataggio di Gurkov a porta vuota 
MOSCA DAL NOSTRO INVIATO 

Almeno in Coppa la Juve prosegue a vincere in trasferta, come non le riesce in campionato e come faceva nella passata stagione. Cinque successi su sei partite nella Coppa Uefa dell'anno scorso (una eccezione a Lisbona con il Benfica) e adesso l'1-0 di Mosca, che la conforta dopo un match in cui i bianconeri potevano temere soltanto loro stessi. Della Lokomotiv si potrebbe anche non parlare. L'aveva intuito il Trap nel momento in cui si era deciso a lasciare a casa il Divin Codino: non c'era in vista una partita più facile in cui la Juve potesse rinunciare al proprio Fenomeno. 

Già mercoledì prossimo, contro il Venezia in Coppa Italia, sarà peggio perché ormai il livello del calcio europeo è questo: nei primi turni si incontrano pigmei che da noi potrebbero reggere a fatica la B. La Juve non poteva non approfittarne e ha legittimato l'impresa con il proprio uomo migliore, quel Marocchi panchinaro che si sta ricostruendo con intelligenza e si fa trovare pronto quando serve. Ieri l'ex Cicciobello aveva la maglia di Roberto Baggio, che profuma di gol e di giocate decisive. Un segno del destino. Ma a parte la rete, realizzata con freddezza, Marocchi è stato tra i pochi a intuire che contro i russi non c'era l'obbligo di cacciar via palloni, come se scottassero tra i piedi, con il termometro vicino allo zero. Ha tentato triangolazioni, ha fatto correre la palla bassa con l'idea di saltare le deboli geometrie moscovite. L'ha assistito in questo compito Conte, un po' meno Dino Baggio e le Grandi Berte della difesa, soprattutto Julio Cesar, che con quei piedi brasiliani potrebbe sorreggere anche l'attacco in partite come queste. Ha vinto comunque la Juve operaia, senza Vialli e Moeller e il Codino già citato, gli ultimi due risparmiati per il derby. 

«Mi aspetto che gli altri vogliano dimostrare qualcosa», 

aveva annunciato il Trap. In qualche modo gli è arrivata una risposta positiva. Non c'è stato da divertirsi nell'Acquafan moscovita, tutto scivoloni e tuffi. Prima che iniziasse il match, e poi nell'intervallo, abbiamo visto due vecchine con un secchiello che toglievano acqua dalle aree di rigore come da una barca in cui si sia aperta una falla. 

Sarebbe cambiato qualcosa sull'asciutto? Ricordandoci della qualità del gioco dell'andata, quando fu il talento di Roberto Baggio a risolvere i guai della Signora, è possibile, dal momento che Baggio ieri non c'era. La Juve non si è scostata dal cliché di questa stagione, che la vuole anche troppo remissiva nei primi tempi. La Lokomotiv ha un nome che evoca la spinta del vapore, il mostro d'acciaio e le immagini di un sovietismo epico che non esiste più. Gente, che pena. Costretti a recuperare tre gol e consapevoli che non ce l'avrebbero mai fatta senza una vocazione suicida della Juve i russi sono sembrati fin da subito non coltivare la speranza. Un tiro improvviso di Kossolapov, al 7', si è frantumato sulle mani di Peruzzi e la Lokomotiv ne ha tratto il giusto presagio: non ci sarebbe stato niente da fare, nonostante un certo periodo di preminenza attorno alla mezz'ora e una conclusione al 44' di Smirnov, l'unico con qualche talento nell'attacco dei ferrovieri. 

La Signora ha giocato d'attesa. Squadra lunga, a tratti sfilacciata più del solito con Ravanelli (cresciuto alla distanza) e Ban a disperarsi nel recupero di palloni lanciati da lontano e più incontrollabili di una saponetta. Le poche volte che i bianconeri uscivano con un'azione manovrata si intuiva la possibilità che persino senza tre uomini-gol la Juve potesse passare. La spinta di Fortunato era più lucida che domenica a Lecce, tre inserimenti di Conte l'avvicinavano al gol, soprattutto al 13' e al 19'. Ma era solo al 53' su un contropiede lanciato da Ban e rifinito con astuzia da Ravanelli che Marocchi si presentava solo davanti a Ovcinnikov: lo saltava e andava in gol. All'81 Ravanelli colpiva il palo e un minuto dopo Gurkov salvava a porta vuota sul tiro di Kohler. 

Marco Ansaldo
tratto da: La Stampa 29 Settembre 1993







Lokomotiv

Lokomotiv

conte

rosa

juventus

goal

Lokomotiv

maglie









sabato 5 settembre 2026

5 Settembre 1993: Roma - Juventus

É il 5 Settembre 1993 e Roma e Juventus si sfidano nella seconda giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1993-94 allo Stadio 'Olimpico' di Roma.

La Juve allenata in panchina da Giovanni Trapattoni e trascinata in campo da un Roberto Baggio nel suo momento più splendente si appresta a piazzarsi al secondo posto del massimo campionato calcistico. Davanti c'é l'inarrivabile Milan di Fabio Capello che 'ammazza' il campionato fin dall'inzio. Dall'altre parte c'é una Roma che disputa un campionato al di sotto delle attese e si attesta in settima posizione. Cioé al di fuori della 'zona europea'.

Buona Visione!

 


roma


Stagione 1993-1994 - Campionato di Serie A - 2 andata
Roma - Stadio Olimpico
Domenica 5 settembre 1993 ore 16.00
ROMA-JUVENTUS 2-1
MARCATORI: Balbo 34, Moeller 78, Muzzi 81

ROMA: Lorieri, Bonacina, Lanna, Mihajlovic, Comi, Carboni, Haessler (Scarchilli 72), Piacentini, Balbo, Giannini, Rizzitelli (Muzzi 74)
Allenatore: Carlo Mazzone

JUVENTUS: Peruzzi, Porrini (Marocchi 62), Torricelli, Conte A., Carrera M., Julio Cesar, Di Livio, Baggio D., Vialli (Ravanelli 62), Baggio R., Moeller
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Beschin
RIGORI FALLITI: Baggio R. 51, Vialli 59 (Juventus)



Bianconeri a terra: due rigori sbagliati, Vialli gravemente infortunato, ko anche D. Baggio
Errori e sfortuna affondano la Jave. 
Dopo le cilecche dal dischetto arriva il pari di Moeller. Ma i giallorossi riescono a raddoppiare a 10' dalla fine 

ROMA DAL NOSTRO INVIATO Questa è una partita che, per renderne il tumultuoso pathos, bisognerebbe tagliare a fette, come un prosciutto. Ci sono venti minuti di sterile melina a metà campo, poi un'impennata della Roma, culminata nel gol di Balbo e, prima e dopo, in altre iniziative rintuzzate da Peruzzi. Quindi, alla ripresa, il serrate della Juve, propiziato dal risveglio regale di Moeller e suggellato da due-rigori-due, ciccati nell'ordine - da Baggio e Vialli, non senza jella il primo (palo), non senza dolore il secondo, se è vero che, nel calciarlo, a Gianluca «parte» il piede sinistro, quello d'appoggio. 

L'assedio produce anche un'occasione per Baggio2, lui pure seriamente menomato a una caviglia, e soprattutto il pareggio di Moeller. Dopodiché, ultimo strappo, ancora Roma per il gol-sorpasso di Muzzi. Poiché il filo d'Arianna è mitologia, orizzontarsi in un labirinto del genere diventa un'impresa sinceramente complicata. La Juve soffre le assenze di Fortunato e Kohler, la Roma non ricava benefici palpabili dal nuovo assetto della difesa, fuori Benedetti e Garzya, Comi libero, Lanna e Bonacina incollati a Vialli e R. Baggio. 

Tanti errori, da una parte e dall'altra, sfociano in un torrente che, scendendo a valle, s'ingrossa sempre più, fino a tracimare in una palpitante e rocambolesca altalena. Mazzone e Trapattoni rinnegano la similzona di cui avevano fatto sfoggio nelle dotte interviste della settimana e sfoderano marcature italianissime in ogni settore. Poco importa che, all'ultimo momento, Trap rinunci a Marocchi e lanci Di Livio, facile preda dell'onesto Carboni. Il più deludente è Porrini, sempre alla mercè di Rizzitelli: e giustamente sostituito al culmine della bagarre. 

Ma anche Carrera, il vice Kohler, patisce l'intraprendenza di Balbo e Torricelli, il vice Fortunato, permette a Haessler di fare, sempre e comunque, il guastatore. La Juve del primo tempo è orrenda: R. Baggio e Moeller in letargo, Vialli isolato, D. Baggio e Conte alle prese con Giannini e Mihajlovic, Julio Cesar cincischiante. La Juve del secondo tempo meriterebbe di più, non fosse altro per l'ardore che esibisce, la sfortuna che la attanaglia e gli aggiustamenti che mette in opera, Moeller suggeritore, Baggio punta. La Roma ha il torto di rinculare troppo. Mazzone azzecca i cambi, soprattutto Muzzi, e sfrutta fino in fondo gli omaggi di cui lo gratificano gli avversari, Peruzzi sul gol di Balbo, Baggio e Vialli dal dischetto, la difesa sul raddoppio. 

Difficile dire qual è la vera Roma e quale sarà la Juve più autentica, specialmente alla luce delle disastrose notizie che rimbalzano dall'infermeria. Una Juve tutta ombre e luci, capace di orgogliose sgommate, ma anche di terrificanti sbandate, come testimoniano i tre minuti scarsi che passano dal guizzo di Moeller a quello, decisivo, di Muzzi. Tanto per dire, a un certo punto Mazzone prende Giannini e lo piazza davanti al bunker, a fare filtro. Con Marocchi al posto di Porrini, e Ravanelli forzatamente in campo al posto di Vialli, Madama dà segni di apprezzabile vitalità. Alla Roma, se non in un caso, non riescono contropiedi degni di nota. La carica viene da Moeller, e contagia Baggio, che i compagni cercano con lanci, a volte, troppo lunghi. 

I crossetti di Di Livio sono cipria per le crape di sentinelle in costante affanno quando i rivali le spingono alle corde. Imperdonabile il rilassamento dopo il pareggio, anche se la squadra aveva speso molto. Il centrocampo di Madama, allorché viene chiamato all'impostazione, denuncia i soliti, grossolani, limiti: di tocco e di eleganza. Ma ci sono due rigori e due gravi infortuni che «ballano» sul risultato e sul futuro. 

Roberto Beccantini
 


LE PAGELLE 
Su tutti un Moeller da incorniciare 
Fa acqua la difesa del Trap, Balbo incontenibile
LORIERI 6. Nel primo tempo, non tocca palla. Nel secondo, procura un rigore (su Vialli) e respinge di piede, alla Zoff, una staffilata di Marocchi. Poca roba, d'accordo: ma lui che c'entra? Dei due penalty intuisce e quasi sfiora il primo, di Baggio. 
BONACINA 6. Si incolla al Codino e, ogni tanto, gli timbra le sacre giunture. Chiude su Moeller, a uomo. 
LANNA 6. Lascia i panni di libero per tuffarsi, anima e corpo, più corpo che anima, su Vialli. I due si conoscono da una vita. Ai punti, vince Lanna. Gianluca gli sfugge soltanto in occasione del primo rigore. Nessun brivido con Ravanelli. 
MIHAJLOVIC 5. Sferraglia lungo il centro-sinistra, a ridosso di Conte. Qualche «sassata» dimostrativa, e una spinta sempre più fievole. 
COMI 5. Esercita la professione di libero come si faceva una volta: nel cuore della difesa, a spazzare l'area. Non appena la Juve cambia passo, si scioglie. 
CARBONI 6. Fronteggia Di Livio, limita i danni (non ci voleva molto), partecipa all'azione del gol di Muzzi. Decoroso. 
HAESSLER 6. Gioca in condizioni menomate, e forse per questo «risparmia» Torricelli. 
SCARCHILLI sv. 19' al posto di Haessler. Piccolo cabotaggio. 
PIACENTINI 6. Doma Moeller per metà partita, e per l'altra metà ne viene soverchiato. Nel finale, fa da tappo su Baggiol. 
BALBO 7. Micidiale. Un gol, un assist e un paio di terrificanti sventole. Non c'è palla che non recapiti in porta. 
GIANNINI 6. Rimorchiatore a centro campo, non sempre brillante, ma spesso prezioso. 
RIZZITELLI 6,5. Demolisce Porrini, esce per crampi. 
MUZZI 7. Avvicenda Rizzitelli, confeziona la torta del 2-1 e si mangia la ciliegina del 3-1. 
MAZZONE 6. Gli è andata bene. 

 

PERUZZI 5,5. Senza mezze misure: o tutto o niente. E nei momenti topici, su Balbo, niente. 
PORRINI 4. Un disastro. In rapporto al prezzo (11 miliardi), in rapporto a Rizzitelli, in rapporto a tutto il resto. 
MAROCCHI 6,5. Dal 62' al posto di Porrini. Si occupa di Mihajlovic, impegna Lorieri, si produce con profitto. 
TORRICELLI 5,5. Pedina Haessler, eredita Muzzi, fa rimpiangere Fortunato. 
CONTE 6. Balla coi lupi, da Mihajlovic a Haessler, «via» Giannini. Non perde mai la testa. 
CARRERA 5. In teoria, l'uomo di Balbo. In pratica, una sua ornamentale appendice. 
JULIO CESAR 5,5. Cincischia troppo, e non è una novità. 
DI LIVIO 5,5. Un battesimo sotto tono, tanti cross a fondo perduto. Da rivedere. 
D. BAGGIO 5,5. Arranca in sordina, scruta Giannini, ha dei sussulti, immola la caviglia su un quasi-gol. Disordinato. 
VIALLI 5. Irretito da Lanna. Non più di un guizzo all'altezza del suo passato. I rigori non sono più la specialità della casa. Da ieri, anzi, sono diventati un incubo. 
RAVANELLI 5,5. Rimpiazza Vialli. L'azione che porta al gol di Muzzi nasce da un suo errore a centro campo. 
R. BAGGIO 5,5. Per battersi, si batte. Meglio da punta. E poi quel rigore: jellato e sciagurato. 
MOELLER 7,5. Primo tempo da dimenticare, secondo da incorniciare. Propizia il secondo rigore e partecipa, con un brillante tocco di esterno destro, alla confezione del primo. Sigla l'aggancio. Rifinitore e stuccatore: due partite, due gol. 
TRAPATTONI 6. Qualcuno, adesso, dirà che è colpa sua. 

BESCHIN 7. Limpidi i rigori, e veniali i peccati. Merita la promozione 





La partita. Primo tempo tutto giallorosso, con una Juve evanescente e poco incisiva. Nella ripresa cambia tutto: la squadra bianconera comincia a premere, ma le sono fatali i due rigori sbagliati da Roby Baggio e Vialli.

La frase celebre. Trapattoni: "Siamo partiti con l'handicap, è vero. Ma dobbiamo comunque cercare gli aspetti positivi, senza nasconderci quelli negativi che vanno risolti al più presto".

tratto da "Il Film del Campionato"
del Guerin Sportivo anno 1993 n.36





roma

roma

roma

balbo

roma

roma

roma

juventus

giornale

rigore

roma

juve

rigore

julio

sergio

roma

roma

roma

roma

roma

roma

roma

roma







venerdì 5 dicembre 2025

5 Dicembre 1993: Juventus - Napoli

É il 5 Dicembre 1993 e Juventus e Napoli si sfidano nella Quattordicesima Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1993-94 allo Stadio 'Delle Alpi'  di Torino.

La Juve allenata in panchina da Giovanni Trapattoni e trascinata in campo da un Roberto Baggio nel suo momento più splendente si appresta a piazzarsi al secondo posto del massimo campionato calcistico. Davanti c'é l'inarrivabile Milan di Fabio Capello che 'ammazza' il campionato fin dall'inzio. 

Dall'altre parte c'é un Napoli che allenato da Marcello Lippi (prossimo condottiero bianconero) finisce un campionato eccelente con un piazzamento europeo.

Buona Visione! 



juventus


Stagione 1993-1994 - Campionato di Serie A - 14 andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 5 dicembre 1993 ore 14.30
JUVENTUS-NAPOLI 1-0
MARCATORI: Ferrara autorete 28

JUVENTUS: Peruzzi (Rampulla 85), Porrini, Fortunato A., Galia, Kohler, Notari, Di Livio, Baggio D., Vialli (Ravanelli 67), Baggio R., Moeller - Allenatore : Giovanni Trapattoni

NAPOLI: Di Fusco, Ferrara, Gambaro (Corini 77), Bordin, Corradini (Policano 74), Bia, Di Canio, Thern, Fonseca, Buso, Pecchia - Allenatore : Marcello Lippi

ARBITRO: Luci
ESPULSIONI: Bia 87 (Napoli)




Con un bel sinistro (deviato) del terzino i bianconeri costringono il Napoli alla resa la Juve azzecca un tiro Fortunato Ferrara ci mette la spalla 

TORINO. Le partite della Juve sono miniere da scavare, fondali da esplorare. Spesso, come questa volta, in mano non resta che il metallo grezzo del risultato. Il Napoli le si oppone con fierezza e cede al sinistro filante che Fortunato, complice Ferrara, sradica dalla roccia, un diamante tanto brillante quanto solitario. 

La partita, in puro stile trapattoniano, è ricca di tensione agonistica e povera di rime alate. La squadra ha una partenza superba, ma poi si contrae e ritrae, favorendo il macchinoso incedere degli avversari, sterili sotto porta ma sempre pericolosi, non fosse altro per le porzioni di territorio che ricevono in gestione. Tutto sommato, il pareggio avrebbe meglio fotografato il grigiore della sfida. Sulla carambola FortunatoFerrara si accapiglieranno la destra e la sinistra del fuorigioco, gli attivisti e i passivisti dell'ultima ora. Nell'optare per la non-influenza di Vialli e D. Baggio, il buon Luci sposa l'ala progressista. Non senza un briciolo di coraggio, a nostro modesto avviso. Ma tant'è. Qui è Rodi, e qui bisogna saltare. 

Priva di Julio Cesar e Torricelli, Conte e Marocchi, Madama gioca la carta della gioventù (Notari) e della malizia (Vialli). Nessun dubbio che il dinoccolato Massimiliano, libero d'emergenza, raccolga più benemerenze dell'arrugginito Gianluca, che Trap impiega di punta, al fianco del Codino. Allenatori italianissimi, per un tamburello ruvido e avaro di emozioni. In assenza di Cannavaro e Francini, Lippi tiene Bia dietro a tutti, Corradini su Vialli e Ferrara sul più avanzato fra BaggioUno e Moeller, con l'universitario Pecchia pronto a impossessarsi del più arretrato (di norma, il tedesco). Non solo: se Kohler su Fonseca è un classico, ecco Porrini incollato a Di Canio, punta di complemento. Fortunato, a sinistra, tiene d'occhio Buso. Al posto di Lippi, avremmo invertito i compiti fra Di Canio e Buso. Dettagli. O forse no. A centrocampo, Dino Baggio e Galia si occupano di Bordin e Thern. A destra, il prezioso Di Livio si immola su Gambaro. 

La Juve ha carattere, il Napoli tocca bene ma non punge. Moeller sfoggia accelerazioni brucianti, sulle quali Bia commette il primo dei due falli che, a tre minuti dal termine, lo porteranno all'espulsione. I Trapattoniani si ritagliano invitanti corridoi soprattutto a sinistra. Fortunato e R. Baggio, i più attivi, scaldano la platea. Piano piano, però, la forza propulsiva si esaurisce in uno stucchevole tran tran, prova ne sia il senza voto che riassume la pagella dell'infreddolito Di Fusco. In teoria, il gol dovrebbe spianare alla Juve la strada del con¬ tropiede. In teoria, appunto. Quando attacca, il Napoli può contare sul contributo di Pecchia, che Moeller e R. Baggio abbandonano al suo destino. L'infortunio di Corradini propizia l'ingresso del truce Policano, l'arretramento di Bordin sul Codino, il riciclaggio di Ferrara su Vialli e l'opposizione standard di Pecchia a Moeller. L'erba, allentata, non favorisce le girandole. Le difese, imbottite come le coperte della nonna, concedono poco agli attacchi. 

Alla ripresa, Trap sostituisce Vialli con Ravanelli, ma la squadra rimane prigioniera di un atteggiamento sin troppo rinunciatario, quasi avesse paura di lasciare Notari solo in casa. Lippi spedisce Buso a sinistra (Galia) e allarga Di Canio a destra. Il Napoli preme più con ordine che con ardore. Thern governa il centrocampo, l'ingresso di Corini sa tanto di mossa disperata. Se Di Fusco non tocca letteralmente palla, Peruzzi e poi Rampulla ne arpionano giusto un paio, e per nulla trascendentali. Come a San Siro con il Milan, i laboriosi partenopei pagano l'inconsistenza del reparto avanzato, ostaggio dell'estro annacquato di un Fonseca troppo isolato. Se non il livello del gioco, i fischi del popolo sferzano almeno il cuore della Juve, che al prezzo di un rinculare sempre più sofferto strappa, comunque, la vittoria che cercava. 

Roberto Beccantini
tratto da: La Stampa 6 dicembre 1993




ferrara

pallone

stadio

juventus

napoli

baggio

juve

napoli

juve

juve

juve

juve

juve

juve


maglie