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martedì 2 dicembre 2025

2 Dicembre 2020: Juventus - Dynamo Kyiv

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi offriamo questo gustoso amarcord di questa data odierna. É il 2 Dicembre 2020 e Juventus e Dynamo Kyiv si affrontano nella quinta Giornata del Girone eliminatorio della UEFA Champions League 2020-21.

Quella che doveva essere una stagione bella e vincente si trasforma invece un agonia ... nonostante le vittorie di Coppa Italia e Supercoppa Italiana la squadra non convince e Pirlo sarà esonerato a fine annata.

Buona Visione!

 


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Stagione 2020-2021 - Champions League - 5ª giornata
Torino - Allianz Stadium
mercoledì 2 dicembre 2020 ore 21:00
JUVENTUS-DINAMO KIEV 3-0
MARCATORI: Chiesa 21, Ronaldo 57, Morata 66

JUVENTUS (3-5-2): Szczesny, Demiral (Dragusin 69), Bonucci (Danilo 62), De Ligt, Chiesa (Kulusevski 76), McKennie, Bentancur (Arthur 76), Ramsey (Bernardeschi 62), Alex Sandro, Morata, Ronaldo
A disposizione: Pinsoglio, Frabotta, Cuadrado, Rabiot, Portanova, Dybala, Da Graca
Allenatore: Andrea Pirlo

DINAMO KIEV (4-3-3): Bushchan, Kedziora, Zabarnyi, Popov, Mykolenko (Karavaev 84), Shepeliev (Garmash 72), Sydorchuk, Shaparenko, Tsygankov (Lednev 90+1), Verbic (Supryaha 72), Rodrigues (De Pena 72)
A disposizione: Neshcheret, Boyko, Baluta, Shabanov, Andriyevskiy, Clayton, Syrota
Allenatore: Mircea Lucescu

ARBITRO: Frappart (Francia)
AMMONIZIONI: Bentancur 10 (Juventus); Zabarnyi 27, Shaparenko 81 (Dinamo Kiev)



L’ex viola apre le marcature e serve due assist per gli attaccanti: tutto facile per la squadra di Pirlo

Notte di Champions League, notte di gol, di cifre tonde e di prime volte. Notte che non conta per il passaggio del turno, perché la Juve è già qualificata agli ottavi, ma che le permette di continuare a inseguire il primo posto nel girone: si deciderà tutto martedì prossimo a Barcellona, intanto però i bianconeri hanno fatto tre gol alla Dinamo Kiev senza subirne nessuno. Una gran bella notizia anche per il campionato: dopo le critiche per il pareggio di Benevento la Signora ha tirato fuori la personalità invocata dal suo allenatore. Notte che Federico Chiesa non dimenticherà facilmente, perché ha segnato il primo gol con la Juventus e anche in Champions League, mettendo poi lo zampino anche nelle due reti successive. L’ex viola ha sbloccato nel primo tempo il match blindato da Ronaldo (750esimo gol in carriera) e Morata. Tre a zero e anche zero problemi per Stephanie Frappart, la prima donna ad arbitrare una partita di Champions. Esordio in sicurezza per la signora a casa della Signora.

A 36 anni la francese Stephanie Frappart ha abbattuto un muro: prima donna ad arbitrare una partita di Champions League. Juventus-Dinamo Kiev, quinta giornata della fase a gironi, passerà alla storia soprattutto per questo

Le note positive per Andrea Pirlo arrivano dagli esterni e anche dal centrocampo: bene Chiesa ed Alex Sandro, positivo anche McKennie schierato in mediana accanto a Bentancur. L’ex viola si sblocca al 21’ del primo tempo: cross da sinistra di Alex Sandro e capocciata vincente di Fede. Che Chiesa fosse in serata buona si era capito fin dal primo minuto: prima del gol, un bel diagonale deviato in angolo da Bushchan. Pirlo contro la Dinamo lo mette a destra nel 3-5-2 (che diventa 4-4-2 in fase di non possesso) con Demiral e Bonucci recuperati in difesa insieme a De Ligt. La Juve parte all’attacco e gioca costantemente nella metà campo della squadra di Lucescu, costretta solo a difendersi, e dopo mezz’ora potrebbe già essere 2-0, se il tiro a botta sicura di Cristiano Ronaldo (dopo un’altra grande giocata di Alex Sandro) non si stampasse sulla traversa. Invece la partita resta aperta (brutto vizio che la Juve non riesce a togliersi) e Szczesny è costretto a un miracoloso intervento in scivolata su Tsygankov per evitare il pareggio prima dell’intervallo.

MORALDO DI COPPA—   Il numero uno polacco (uno dei pochi a salvarsi insieme a Shaparenko) è costretto a fare il bis con le mani a inizio ripresa per deviare un insidioso cross di Tsygankov. La Juve concede poco, però ogni volta che gli avversari arrivano in area è un brivido. I tifosi bianconeri iniziano già a temere una beffa in stile Benevento, ma stavolta Cristiano Ronaldo c’è e la sua presenza fa tutta la differenza del mondo: dopo un primo tempo non indimenticabile (idem Morata) il portoghese confeziona il 2-0 di rapina, deviando in porta un tiro di Chiesa. Messo il risultato in cassaforte, la Juve gioca anche con più naturalezza a trova il 3-0 con una gran giocata di Morata (che salterà due turni in campionato per squalifica, ma la Juve spera nel buon esito del ricorso): controllo, conduzione e tiro, tutto perfetto. Perfetta anche la serata di Radu Dragusin, difensore romeno dell’Under 23 all’esordio assoluto con la prima squadra: Pirlo gli ha concesso i venti minuti finali al posto di Demiral.



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mercoledì 24 settembre 2025

24 Settembre 2002: Juventus -Dynamo Kyiv

É il 24 Settembre 2002 e Juventus e Dynamo Kyiv si sfidano nella seconda partita del girone di qualificazione della Champions League 2002-03 allo 'Stadio Delle Alpi' di Torino.

É una Juventus lanciatissima quella che si appresta a dominare questa gara nel nostro stadio. Tra qualche mese sará incoronata Campione d'Italia per la 27a volta, ma é un altro il chiodo fisso della societá e tifoseria. La Champions League purtroppo sfugge ai rigori nella finale fratricida contro il Milan, in un altra serata da dimenticare sul fronte europeo.

Buona Visione!

 

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Stagione 2002-2003 - Champions League - 1ª fase, 2ª giornata
Torino - Stadio Delle Alpi
Martedì 24 settembre 2002 ore 20.45
JUVENTUS-DYNAMO KYIV 5-0
MARCATORI: Di Vaio 14, Del Piero 22, Di Vaio 52, Davids 67, Nedved 79

JUVENTUS: Buffon, Thuram, Ferrara C., Montero (Baiocco 75), Moretti, Camoranesi, Tacchinardi (Tudor 68), Davids, Nedved, Di Vaio (Trezeguet 72), Del Piero
Allenatore: Marcello Lippi

DYNAMO KYIV: Reva, Peev, Sablic, Ghioane, Gavrancic, Nesmachnyi, Leko, Husin, Cernat, Khatskevich (Melashchenko 71), Shatskikh
Allenatore: Alexej Mikhailichenko

ARBITRO: Stark (Germania)

 


CHAMPIONS LEAGUE: BIANCONERI E ROSSONERI CONFERMANO DI ATTRAVERSARE UN MOMENTO MAGICO 
Juve e Milan show, valanga di gol in Europa 
Di Vaio, Del Piero, Davids e Nedved suonano la Dinamo: che musica 

TORINO Dall'8 novembre del 1998, quando si infortunò a Udine, non avevamo più visto Alessandro Del Piero. Ne avevamo rintracciato i brandelli in edizione straordinaria, dentro in un gol o un assist illuminato, tuttavia ci stavamo rassegnando all'evidenza che l'Italia avesse mantenuto un calciatore intelligente e capace di sacrificarsi, come altri più presuntosi non sanno fare, ma ne avesse smarrito l'enorme talento giovanile. Lo si sosteneva, e talvolta esaltava, per umana simpatia e perché, nel parco di nani che è diventato il nostro calcio, lui è comunque tra i pochi a saper fare uno stop. 

Ma il rimpianto per «quel» Del Piero coglieva chi nel calcio cerca ancora qualcosa di bello. L'inizio di questa stagione sembra chiudere il quadriennio grigio. C'è di nuovo Del Piero e non per i gol, che sono comunque l'indicatore del benessere, ma per come gli riescono giocate riposte in chissà quali cassetti della memoria. Se persiste, il Trap faticherà a tenerlo in seconda fila e la Juve ne riceverà una spinta formidabile al bel gioco, che ieri ha contagiato tutti trasformando la partita con gli ucraini in un'apoteosi. 

Gran cosa l'emulazione, se Di Vaio si sblocca con i gol e persino Edgar Davids ritrova lo spirito per inventarsi una rete entusiasmante, e che l'ha conciliato con gli juventini almeno quanto le vicissitudini romane lo stanno convincendo che è stata una fortuna non andare a Trigoria. Una serata magica, se non fosse per il «giallo» di Salas, che secondo alcuni avrebbe litigato con Lippi. Il primo tempo di Del Piero contro i giovani della Dinamo Kiev, i cuginetti sprovveduti dello squadrone che Lobanowski creò negli Anni '80, è sembrato un comò ricoperto di ninnoli preziosi: il più banale in fondo era il gol del 2-0 che assicurava la prima vittoria della Juve nella Champions League affrontata di nuovo con il piglio della grande squadra. I dribbling di Alex ma anche i palloni messi negli spazi giusti per Nedved e Di Vaio rendevano fluida e pericolosa la trama offensiva della Juve, che altrimenti difettava di alternative, tutta incentrata su quei tre e, a volte, su Peperino Camoranesi

Anche quello di Lippi è un gioco che non prescinde dalle invenzioni personali e questo Del Piero che salta gli avversari ne è il toccasana: attorno a lui la squadra prende quota, energia, persino voglia di spettacolo. C'era pubblico al Delle Alpi (quando i prezzi sono onesti, la gente torna negli stadi) e si è divertito. La Dinamo ha contribuito alle piacevolezze. Gioca con una banda di ventenni o poco più, ingenuotti ma con il gusto per l'azione veloce e creativa. Lesti Cemat e Peev, efficace Khatskevich, talentuoso Leko. Questa squadra, che riassume il vecchio Patto di Varsavia per le nazionalità che vi ospita, metteva un po' in affanno la Juve tra il primo gol (testa di Di Vaio su angolo di Del Piero) e il secondo (palla persa dal libero Ghioane, assist pronto di Camoranesi per l'appoggio facile di Del Piero). Al 17' sul colpo di testa di Khatskevich, Buffon mandava a sbattere la palla contro la traversa, evitando il pareggio. Dal 2-0 il gioco della Juve decollava, tracimava, spandeva entusiasmo. C'era quasi allegria, mentre la Dinamo esponeva tutti i propri difetti negli spazi che lasciava troppo larghi. Cominciava lo show, uno dei rari cui abbiamo assistito ultimamente: se fossero queste le partite, il calcio tornerebbe a divertire. 

Nedved si affiancava alle intuizioni di Alex; Tacchinardi (altro recupero fondamentale, dopo una stagione da dimenticare) cuciva il gioco. Così nella ripresa, salvo una gran parata di Buffon al 16' che inseriva il portierone nella magia della serata, era solo Juventus. Di Vaio, ancora di testa su lancio di Nedved, firmava la serata della sua possibile svolta (3-0' al 7'), dopo che il ceko aveva colpito il palo. Entrava anche Trezeguet, per una breve ma significativa comparsata. La rete bruciante di Davids e un sinistro tuonante di Nedved completavano il punteggio mandandoci a casa consapevoli che questo calcio purtroppo è come un grande vino: impossibile berlo tutti i giorni. 

Record anche per Alex che supera Altafini: ora è il cannoniere del torneo. L'olandese e il ceco danno la spinta decisiva Di Vaio e Camoranesi fanno festa a Del Piero, che con la rete segnata ieri è ora il capocannoniere italiano in Champions League con 25 gol.

 


LE PAGELLE BIANCONERE 
Thuram e Tacchinardi autorevoli 
«Viallino», doppietta e applausi 

BUFFON 8. Pronti via ed è già SuperGigi: mette i pugni su un'incomata maligna facendo schizzare la palla sulla traversa. Fa il gattone nella ripresa quando vola a sventare un gol sicuro. 

THURAM 7. Bene, bravo, bis. Sta cancellando l'immagine del giocatore svagato e svogliato che non voleva saperne di adattarsi al ruolo di terzino. Difende e si spinge oltre le linee nemiche. La curva approva battezzandolo migliore perfino di Nesta. 

FERRARA 7. Nulla da segnalare che già non si sapesse. Contiene l'uzbeko che ha il compito di fare da guastatore. Lippi potrebbe avere trovato per lui la soluzione ideale: lo conserva per l'Europa facendolo riposare in campionato. 

MONTERO 7. Gli avversari sono veloci e fastidiosi come moscerini che spuntano dappertutto. Se le insidie sono ridotte all'osso è evidente che il merito è come sempre anche suo. Esce zoppicando 

(dal 31 ' st Baiocco sv). 

MORETTI 6,5. Poteva essere con i viola a Gualdo, invece prende contatto con l'Europa che conta e si fa trovare pronto. Brillante nelle volate in fascia anche se limita il suo apporto offensivo. 

CAMORANESI 7. Ha preso coscienza del fatto che nella Juve può avere un ruolo di primo piano. Lo dimostra facendo ogni cosa con sicurezza, concedendosi giocate importanti come quella che manda in gol Del Piero. 

TACCHINARDI 7. In dubbio fino a poche ore dall'inizio, gioca senza risentire del problema muscolare patito a Empoli. E adesso i tifosi lo chiamano a gran voce, perchè è solido e motivato 

(dal 23' st Tudor 6). 

DAVIDS 8. A Roma volano i cazzotti, qui si raccolgono le vittorie. Edgar dovrebbe ringraziare Moggi di aver resistito alle offerte di Sensi. Gioca sciolto, cerca quelle magie che prima gli riuscivano soltanto nello spot del suo sponsor tecnico. Trova il gol in slalom alla Tomba e finisce in crescendo come l'orsetto dalla pile inesauribili. 

NEDVED 8. Quando inserisce le marce a te è difficile per chiunque tenergli testa, lo trovi in tutte le azioni più pericolose. Sfiora più volte il gol dalla lunga distanza, trova un palo a negargli la rete e sul proseguimento della stessa azione fa l'assist perfetto per il Di Vaio bis. Chiude da trionfatore con un sinistro dal limite che scuote con violenza la rete. 

DI VAIO 7,5. Ecco i primi gol ufficiali del Viallino. Di fronte a Sacchi scalda i motori in vista del Parma. Primo centro di testa, secondo quasi in fotocopia con una zuccata perentoria. Sta entrando nei meccanismi di gioco 

(dal 27' st Trezeguet sv). 

DEL PIERO 8,5. In alto i calici: il capitano saluta Altafini e sale a quota 25 gol in Champions, capocannoniere per i club italiani. Il record è la ciliegina sulla torta e fa risplendere ancora di più le gesta di un campione ritrovato. In questo momento non gli manca nulla, è di nuovo pienamente padrone delle sue infinite risorse tecniche. Getta nella mischia una rabbia che non aveva dal giorno dell'infortunio.

Fabio Vergnano 
brani tratti da: La Stampa 25 settembre 2002




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