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venerdì 11 settembre 2026

11 Settembre 1983: Juventus - Ascoli

É l' 11 Settembre 1983 e Juventus ed Ascoli si sfidano nella prima giornata del girone di anadata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1983-84  allo Stadio 'Comunale' di Torino.

É una Juventus piena di stelle di calibro mondiale quella che si batte con la Roma di Nils Liedholm per lo Scudetto. Sará una stagione trionfale questa per i nostri beniamini in strisce bianconere. Se in Campionato arriverá l'ennessimo Scudetto (é il 21esimo), in Europa si festeggia la prima (ed unica) affermazione in Coppa delle Coppe. Dall'altre parte i bianconeri marchigiani finiscono comodamente a metá classifica.

Buona Visione!

 

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Stagione 1983-1984 - Campionato di Serie A - 1 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 11 settembre 1983 ore 16.00
JUVENTUS-ASCOLI 7-0
MARCATORI: Rossi P. 11, Rossi P. 25, Penzo 34, Platini 43, Platini rigore 51, Boniek 82, Penzo 90

JUVENTUS: Tacconi, Gentile, Cabrini, Bonini (Caricola 60), Brio, Scirea, Penzo, Tardelli (Vignola 70), Rossi P., Platini, Boniek
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ASCOLI: Corti, Mandorlini, Citterio, Trifunovic, Menichini, Bogoni, Novellino, De Vecchi, Borghi (Pochesci 46), Nicolini, Juary
Allenatore: Carlo Mazzone

ARBITRO: Paparesta R.
RIGORI FALLITI: De Vecchi 49 (Ascoli)




Al di lá della consistenza numerica del risultato (7-0) la partita con l'Ascoli ha mostrato le intenzioni della squadra bianconera
La Juventus «avverte» il campionato

Il campionato è avvertito: sette gol, spettacolo, coordinamento fra reparti, bella presentazione dei nuovi (hanno fatto tutti passerella) e due punti molto importanti. La vendemmiata del Comunale è coerente con il vento di rinnovamento (almeno così si spera) che soffia sul nostro campionato. Grappoli di gol un po' dovunque. Il Comunale non potrebbe esimersi e si è adeguato. La gente si è divertita, ha applaudito, è tornata a casa con i nervi distesi (in fondo il calcio non serve anche a questo?) e con il sorriso nelle labbra.

Questo è il succo di un pomeriggio che ha lanciato subito la Juventus al vertice della classifica e che ha avvilito la zona e l'espediente del fuorigioco che l'Ascoli ha applicato con un cuore troppo... leggero. Improvvisare nuovi marchingegni in Italia è sempre pericoloso. Se poi si affrontano squadre forti e particolarmente adatte a questo tipo di gioco i guai diventano tremendi. Ed è cosi che sull'Ascoli piovve acqua a catinelle.

Poiché era assodato che la Juventus si sarebbe ripulita in estate dalle scorie fisiche e mentali del dopo-mundial, e poiché la Coppa Italia sarebbe bastata a mettere in quadro certe distonie emerse a causa di una preparazione complicata dal viaggio negli Stati Uniti, i due punti risultavano già alla vigilia un bottino scontato. 

Piuttosto, dopo avere sentito parlare di un Ascoli come di una possibile rivelazione del campionato, ci ha stupito vederlo in campo così stornato e sballottato. Però il 7 a 0 va anche inquadrato nell'enorme potenzialità della Juventus, che, in giornata di grazia, è capace di qualsiasi impresa.

Sul piano generale, vanno sottolineati i miglioramenti in disciplina tattica, in coordinazione fra reparti e fra i singoli, e una ritrovata concentrazione sempre ispirata dalla fantasia e da una varietà di schemi notevoli. Passando ai singoli, si deve riconoscere a Tacconi, Penzo, Caricola e Vignola (i nuovi) di aver superato a pieni voti l'esame, che non si presentava facile.

Il portiere è stato autore di un paio di interventi molto tempestivi; poi Tacconi si è superato, parando a De Vecchi addirittura un calcio di rigore.. Ha già conquistato il cuore dei tifosi e da oggi potrà starsene fra i pali più sereno. Anche Penzo ha ricevuto i giusti e meritati applausi. E' andato in rete ed ha servito ai compagni di squadra preziosissimi palloni, avvalendosi della collaborazione di un Rossi (goleador e gran lavoratore) che sembra tornato ai momenti di massimo fulgore.

Per quanto concerne Caricola, nulla da aggiungere a quanto su di lui si sapeva. E' subentrato a Bonini ed ha sfoggiato una disarmante spigliatezza, eseguendo giocate da veterano. Sentiremo parlare spesso di questo ragazzo pugliese. Gloria anche per Vignola, autore di deliziosi passaggi e propiziatore dell'ultimo gol (Penzo ne rivendica la paternità precisando, a puro titolo cronistico, di aver toccato involontariamente la palla, nel tentativo di aprire le gambe per una finta.

Dei vecchi si sa tutto. E' piaciuto molto Tardelli, tornato a schizzare per il campo con la vitalità di un tempo, ma con maggior raziocinio. Bene Platini, già a segno due volte, ottimo Boniek, autore di una gara positiva per ordine e continuità e di uno spettacoloso gol in girata volante. In smaglianti condizioni anche il terzino-ala Cabrini. Di Rossi abbiamo detto indirettamente parlando di Penzo. Ed ora sotto con il Lechia Danzica: i polacchi sono in arrivo a Caselle. Mercoledi sera c'è il primo approccio stagionale con la Coppa delle Coppe.

Angelo Caroli

 

Boniek ha già cominciato a mantenere le promesse

Zbignew Boniek è partito con il piede giusto, anzi con entrambi visto che ha propiziato il primo gol soffiatogli da Rossi con il destro ed ha realizzato, con una spettacolare rovesciata di sinistro (su perfetto cross di Pablito che gli ha restituito la... cortesia), il sesto. L'asso polacco aveva promesso una grande stagione, con almeno dieci gol, e la prestazione di ieri conferma che è deciso a mantenere fede ai suoi propositi.

Il pubblico, specie quello in curva Filadelfia, l'ha incitato a gran voce e gli applausi che hanno sottolineato le sue azioni più belle, gli danno la carica. Anche se ama definirsi un anarchico del calcio, Boniek appare più disciplinato tatticamente perché ha capito cosa gli chiede Trapattoni ed asseconda l'allenatore nei suoi disegni. Agisce sulla sinistra in sintonia con gli sganciamenti di Cabrini, pronto però ad accentrarsi, quando Penzo e Rossi gli aprono dei varchi, per andare a concludere.

Nella scorsa stagione, pur dimostrando in alcune partite la sua potenza, aveva accusato problemi di ambientamento. Adesso conosce a memoria i compagni, le insidie del campionato italiano e gli è più facile far risaltare le sue qualità (che sono notevoli, ma l'anno scorso erano rimaste spesso inespresse). Ieri non ha soltanto dato il la al gol che ha sbloccato il risultato e a quello, tutto suo, del 6-0, ma ha svolto un lavoro efficace, anche umile, in funzione della squadra. Sua la punizione che Cabrini, sull'1-0, ha dirottato di testa contro il palo. Suo il calibrato traversone che Cabrini ha stupendamente appoggiato a Penzo nell'azione del terzo gol

Un Boniek rimesso a nuovo, dunque, con la mente sgombra da certi problemi d'ambientamento che quasi tutti gli stranieri debbono risolvere e superare. E' animato da una feroce volonta di riscattare una stagione con più ombre che luci, anche se non erano mancate le partite ad alto livello. E' già lanciato, ma quando avra' raggiunto il top della forma saranno guai per gli avversari

Ieri ha prodotto qualche accelerazione, però i suoi spunti potranno diventare irresistibili con il supporto della miglior condizione atletica e se in squadra girerà a mille come con il malcapitato Ascoli.

Per Boniek è importante star bene fisicamente, avere il morale alto e sentire attorno a sé la fiducia della squadra e del pubblico. Quella fiducia che si è ormai conquistato e che non intende tradire. II 7-0 con l'Ascoli porta anche la sua inconfondibile impronta. Sì, Boniek è proprio partito con il piede giusto: deve soltanto continuare, e mercoledi sera, al Comunale, nell'andata di Coppa delle Coppe, troverà i suoi connazionali del Lechia Danzica.

Bruno Bernardi
brani tratti da: La Stampa 12 settembre 1983 




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martedì 18 agosto 2026

10 Aprile 1983: Juventus - Ascoli

La stagione 1982-83 per i tifosi bianconeri provoca un misto tra orgoglio e rabbia, stupore ed incredulità. La Squadra (quella sì con la S maiuscola) formata dai campioni del mondo azzurri (partendo da Dino Zoff fino all'eroe nazionale Paolo Rossi) più due fuoriclasse assoluti come Michel Platini e Zbigniew 'Zibì' Boniek.

Un 'carro armato' su di un campo di calcio capace di sgretolare qualunque avversario, ma solo sulla carta! Perché l'eroe, sebbene in lotta fino all'inizio dell'estate del 1983 per conquistare tutto il conquistabile, la Juventus si fregia 'solo' della Coppa Italia.

Perso il campionato dinanzi alla Roma moderna ed esplosiva di Nils Liedholm, i nostri eroi giocano una partita non all'altezza nella Finale di Coppa dei Campioni ad Atene contro l'Amburgo. Un'amara sconfitta è la degna conseguenza di tutto ciò!

È il 10 aprile 1983 e Juventus ed Ascoli si scontrano in questa partita valevole per l'undicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1982-83.

Il tutto si gioca allo 'Stadio Comunale' di Torino.

Buona Visione!



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Stagione 1982-1983 - Campionato di Serie A - 11 ritorno Torino - Stadio Comunale Domenica 10 aprile 1983 ore 15:30 JUVENTUS-ASCOLI 5-0 MARCATORI: Bettega R. 7, Rossi P. rigore 26, Tardelli 34, Rossi P. 68, Platini 72
JUVENTUS: Zoff, Prandelli, Cabrini, Bonini, Gentile (Storgato 66), Scirea, Bettega R., Tardelli (Furino 51), Rossi P., Platini, Boniek. Allenatore: Giovanni Trapattoni
ASCOLI: Brini, Anzivino, Boldini, Scorsa, Gasparini (Carotti 61), Mandorlini, Novellino, De Vecchi, Pircher (Monelli 46), Greco, Nicolini. Allenatore: Carlo Mazzone
ARBITRO: Ballerini ESPULSIONI: Nicolini 26 (Ascoli)





Platini: «Sono stato bravo e fortunato»
Così il francese ha spiegato lo spettacolare gol che ha concluso la partita. 
Boniek in Polonia

TORINO-La vittoria più larga della stagione, forse anche la vittoria più semplice. Trapattoni lo riconosce spiegando però che tutto è stato facilitato dalla grande prova dei suoi: 
"Una Juve determinata, concentrata, una squadra perfetta al di là dei cinque gol segnati. Mi preme infatti sottolineare il comportamento dei miei, l'equilibrio e la concretezza raggiunti. Ormai ogni domenica è così. Lo so, è tardi, le distanze dalla Roma non si accorciano, ma anche se non possiamo più vincere il campionato, almeno stiamo già costruendo per il futuro."
Prosegue Trapattoni: 
"A parte l'episodio del rigore, mi pare che le premesse per una nostra vittoria ci fossero fin dall'inizio. Il risultato è poi andato oltre le previsioni, ma, ripeto, i gol contano poco, sono altre le considerazioni che mi rendono soddisfatto."  
Sulla sostituzione di Gentile e Tardelli, Trapattoni è stato esplicito:
"Non ho pensato a fare un piacere a Bearzot, ma solo alla Juve: Tardelli aveva corso per otto. Gentile, quest'anno non aveva mai avuto un attimo di respiro e mi aveva chiesto, se fosse stato possibile, di dargli un attimo di tregua."
Comunque, quattro protagonisti. Ha aperto lo shoot Bettega confermando la sua splendida forma attuale: 
"Un gol simile a quello di Coppa - ricorda - è più difficile perché questa volta ho dovuto superare anche il portiere con un tocco di esterno sinistro. Io sto benissimo. Giochiamo con grande facilità. Ora c'è morale e serenità in tutti. Speriamo che duri fino al 25 maggio."
Oggi Bettega sarà convocato da Bearzot per la partita di Bucarest: 
"Sono pronto a dare il mio contributo se mi riterranno in grado di farlo. Mi rendo però perfettamente conto che ci possono essere altri problemi da non sottovalutare: il mio sarebbe un ritorno temporaneo infatti, perché ormai il mio futuro è altrove."
Ecco Rossi. Sono il secondo e il quarto gol. Per Pablito la prima doppietta in assoluto con la maglia della Juventus: 
"Io e Platini siamo rigoristi alla pari - spiega - Stavolta ho tirato lo. Sto bene, ma tutta la squadra ha offerto una dimostrazione di salute dopo l'impegno di Coppa. Ora la Nazionale; a Bucarest non ci bastera il pareggio, siamo obbligati a vincere ad ogni costo."
Platini ha suggellato il trionfo bianconero con una grande prodezza, il suo undicesimo gol in campionato. Michel si schermisce: 
"Ho provato quel colpo di tacco e ho avuto fortuna. Poi però il pallonetto con cui ho battuto Brini è stato bello. Per noi è tutto facile, ma ringraziamo anche l'Ascoli che dopo il rigore ha perso la testa. Il penalty non l'ho battuto io perché faccio sempre così quando il fallo viene commesso su di me."
Boniek parte stamane per la Polonia. È allegro: 
"Certo quest'anno non sarò il capocannoniere della Juventus - dice con ironia - . Ho sbagliato due occasioni, ma il portiere contro di me si è superato. Da due mesi gioco così ed è anche per merito mio, forse, se la Juve ora va bene. Il pubblico è stato fantastico con me, ma io sono un simpaticone."

Fabio Vergnano 






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La Stampa 11 aprile 1983

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sabato 18 aprile 2026

18 Aprile 1982: Juventus - Ascoli

Poco prima che il Campionato del Mondo di Calcio Spagna 82 cominci il proprio spettacolo c'è un appassionante duello nel massimo torneo italiano.

È il 18 aprile 1982 e Juventus ed Ascoli si sfidano nell'undicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1981-82 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

A fine campionato la Juventus conquisterà la sua Seconda Stella da appuntare sul petto. Dopo un lunghissimo testa a testa con la Fiorentina allenata da Giancarlo DeSisti, la spunta all'ultima giornata grazie ad una vittoria esterna a Catanzaro con un rigore del partente Liam Brady. 

Dall'altra parte c'è l'Ascoli che disputa un campionato eccezionale: sesto posto finale a soli tre punti da un posto nelle Coppe europee.

Buona Visione!




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Stagione 1981-1982 - Campionato di Serie A - 11 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 18 aprile 1982 ore 15:30
JUVENTUS-ASCOLI 1-1
MARCATORI: Tardelli 13, Pircher 58

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cabrini, Furino, Osti, Scirea, Marocchino, Tardelli, Galderisi (Fanna 70), Brady, Virdis
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ASCOLI: Brini, Menichini, Boldini, Scorsa (De Ponti 46), Gasparini, Mandorlini, Torrisi, De Vecchi, Pircher, Greco (Carotti 72), Nicolini
Allenatore: Carlo Mazzone 

ARBITRO: Menegali




Il tecnico bianconero già pensa alla gara con l'Inter 
Trapattoni: «Troppi regali, speriamo di non ripeterci » 

TORINO — 
«Chi regala tanti gol alla fine può anche essere beffato»: 
Così Trapattoni anticipa le domande del fine partita presentandosi in tuta, pronto a tornare sul campo per allenare chi non ha giocato, soprattutto Paolo Rossi che non soltanto Bearzot attende a questo punto con ansia. Dilapidato il vantaggio pur minimo di un punto nei confronti della Fiorentina, l'allenatore bianconero sembra non avere nulla da imputare alla sua squadra: 
«Il primo tempo è stato a senso unico — ricorda — e con maggiore fortuna avremmo chiuso la partita. Invece c'è stato il palo di i Marocchino, le parate di Brini su Scirea e Galderisi. Bravo il portiere ascolano : ma anche un po' demerito nostro per aver sbagliato». 

«Il resto — prosegue Trapattoni — lo avete visto: l'Ascoli ha motivo di dire che non ha rubato nulla, ma anche i miei giocatori hanno mostrato una condizione generale buona. La partita era difficilissima, lo sapevamo; il calcio è fatto anche di pareggi ed a ogni stagione capita di trovare la squadra che ti crea problemi più delle altre ». 
Così il tecnico cerca di giustificare i tre punti complessivamente lasciati ai marchigiani tra andata e ritorno. Ma quello che stupisce è la sua affermazione sulla tenuta della Juventus: ad un buon primo tempo è seguito infatti una ripresa nella quale i bianconeri sono apparsi in netta fase calante. 
"Se a maggio c'è qualcuno che corre di più...» 
replica Trapattoni a chi glielo fa notare, rifiutandosi poi di entrare nel merito di quelli che possono essere i problemi azzurri di Bearzot. Continua: 
«Ormai la frase storica è: il campionato inizia domenica. Niente di più, vero. D'altronde io il torneo non l'ho mai ritenuto chiuso: era la critica a pensarlo e dire diversamente. 
Quindi Trapattoni spiega la sostituzione di Galderisi: 
«Il suo apporto fino a quel momento aveva pareggiato quello di Virdis, ma mi occorreva uno che sapesse chiudere di testa. E del sardo, infatti, sono stati tre colpi di testa nel finale con i quali siamo andati nuovamente vicini al gol. A volte certe sostituzioni da fuori possono essere difficili da capire sul piano della logica, ma hanno significato in chiave tattica». 
La volata tra Juventus e Fiorentina inizierà per i bianconeri ospitando l'Inter: 
«Io mi auguro che ci capitino le stesse occasioni avute contro l'Ascoli —conclude Trapattoni —sarebbe già un ottimo presupposto: eppoi non è detto che rimetteremo nuovamente tra le braccia del portiere palloni che possono chiudere la partita...». 
Le dichiarazioni dei giocatori sono simili a quelle dell'allenatore. Gentile, che si è lussato il pollice della mano sinistra cadendo a terra, fa comunque autocritica: 
«Per cercare di chiudere la partita ci siamo sbilanciati in avanti. È stato un grosso errore. Sul rilancio dal quale è nato il gol ascolano, infatti, io sono saltato con De Ponti che mi ha fatto leggermente 'ponte'. Così la palla è passata sopra la mia testa senza che la toccassi: dietro non c'era nessuno...». 
Scirea, intanto, verifica sulla bilancia come la partita di ieri gli sia costata due chili: 
«Faceva abbastanza caldo — commenta — e noi siamo stati anche sfortunati nelle conclusioni. Brini è riuscito a parare quel mio colpo di testa con un gesto d'istinto. Eppoi, invece, quel pallone nel finale che quasi ci beffava: nello scontro tra Carotti e Zoff la sfera mi ha picchiato sul petto e sono riuscito ad impedirle di finire in rete proprio all'ultimo». 
Conclude Tardelli: 
«È normale pareggiare partite nelle quali si hanno tante occasioni: guai quando non si riesce a sfruttarle. Anzi, siamo stati fortunati a non perdere. Vuol dire che le ultime giornate saranno più interessanti, a partire da domenica quando ospiteremo l'Inter». 
Contro i nerazzurri, comunque, la Juventus dovrà quasi sicuramente fare a meno di Furino, ammonito ieri per gioco scorretto, che già era diffidato per lo stesso motivo. 

Giorgio Barberis





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La Stampa 19 aprile 1982

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La Stampa 19 aprile 1982

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La Stampa 19 aprile 1982

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domenica 8 marzo 2026

8 Marzo 1981: Juventus - Ascoli

É il 8 Marzo 1981 e Juventus ed Ascoli si sfidano nella quinta Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1980-81. Tutto si svolge allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I bianconeri sono affamati di vittoria dopo che l'Inter l'anno prima l'aveva beffato sul traguardo tricolore. Sará una vittoria per i bianconeri bella ed importante verso il cammino che porterá i nostri beniamini verso il dicianovesimo tricolore. 

Dall'altra parte c'é un Ascoli che dopo una stagione tribolata riesce ad evitare la retrocessione in Serie B per un soffio.

Buona Visione!


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Campionato di Serie A 1980-1981 - 5 ritorno
Torino - Stadio Comunale
Domenica 8 Marzo 1981 ore 15.00
JUVENTUS-ASCOLI 3-0
MARCATORI: Bettega 7, Fanna 34, Cabrini 83

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, Prandelli, Gentile, Scirea, Marocchino (Causio 73), Tardelli, Bettega, Brady, Fanna
Allenatore : Giovanni Trapattoni

ASCOLI: Pulici, Mancini (Anzivino 46), Boldini (Trevisanello 73), Perico, Gasparini, Scorsa, Torrisi, Moro, Pircher, Scanziani, Bellotto
Allenatore : Carlo Mazzone

ARBITRO: Vitali



LE PAGELLE DEI BIANCONERI 
Zoff celebra la numero 500 

ZOFF — Festeggiava 500 partite in serie A e lo fa in maniera egregia. Respìnge, in uscita, due pericolosi palloni e si oppone con bravura al tentativo insidioso di Pircher. Bravo, Dino! 

CUCCUREDDU — Altra prova positiva di Antonello, ormai abituato a frenare l'impeto degli avversari. Pircher ne esce umiliato. 

CABRINI — E' fra gli uomini più in forma della squadra. Pieno di vivacità, di iniziativa, inarrestabile sul lungo linea sinistro e continua a segnare. Buon... segno. 

PRANDELLI — Forse gli avevano raccomandato di tenere posizione per fare da guardiano a Scirea. Ci è riuscito bene. Ed è servito anche come uomo di spinta. 

GENTILE — Ancora una volta costretto a marcare fantasmi, lui che gradirebbe un uomo sul quale ringhiare per poi sganciarsi in galoppate sulla zona di sua competenza. Prova positiva e maschia. 

SCIREA — Merita un elogio particolare per aver «dimenticato» l'infortunio patito mercoledì scorso ad Avellino. Disinvolto, preciso, è servito molto ai reparti avanzati. 

MAROCCHINO — Il migliore in campo. E' un aratro che trascina tutto e lascia il solco. Povero Boldini, non è mai riuscito a vederlo. E neppure Anzivino ha avuto grossi successi. Stupenda galoppate, magnifichì assist di Marocchino per Tardelli e per Brady. 

TARDELLI — Sempre prezioso con quel suo lavoro agile. Manca un paio di gol anche per la bravura di Pulici.

BETTEGA — Superbo.per tempismo, precisione e potenza nel suo gol. Per il resto normale amministrazione, con distribuzione di intelligenti passaggi. 

BRADY — Comincia alla grande, poi si affievolisce un poco. Eccezionali un paio di lanci di quaranta metri. Delizioso negli scambi ravvicinati. Precipitoso nell'azione del gol mancato. Può comunque fare meglio. 

FANNA — Volenteroso, deciso, pratico. Segna un gol con splendida azione personale e dà a Cabrini la palla del terzo punto. Fra i migliori in assoluto. 

CAUSIO — Gioca solo un quarto d'ora. Il «vecchio» barone tocca alcune palle deliziose. La classe non è acqua.

Angelo Caroli
tratto da: La Stampa 9 marzo 1981



 


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