É l' 11 Settembre 1983 e Juventus ed Ascoli si sfidano nella prima giornata del girone di anadata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1983-84 allo Stadio 'Comunale' di Torino.
É una Juventus piena di stelle di calibro mondiale quella che si batte con la Roma di Nils Liedholm per lo Scudetto. Sará una stagione trionfale questa per i nostri beniamini in strisce bianconere. Se in Campionato arriverá l'ennessimo Scudetto (é il 21esimo), in Europa si festeggia la prima (ed unica) affermazione in Coppa delle Coppe. Dall'altre parte i bianconeri marchigiani finiscono comodamente a metá classifica.
Buona Visione!
Stagione 1983-1984 - Campionato di Serie A - 1 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 11 settembre 1983 ore 16.00
JUVENTUS-ASCOLI 7-0
MARCATORI: Rossi P. 11, Rossi P. 25, Penzo 34, Platini 43, Platini rigore 51, Boniek 82, Penzo 90
JUVENTUS: Tacconi, Gentile, Cabrini, Bonini (Caricola 60), Brio, Scirea, Penzo, Tardelli (Vignola 70), Rossi P., Platini, Boniek
Allenatore: Giovanni Trapattoni
ASCOLI: Corti, Mandorlini, Citterio, Trifunovic, Menichini, Bogoni, Novellino, De Vecchi, Borghi (Pochesci 46), Nicolini, Juary
Allenatore: Carlo Mazzone
ARBITRO: Paparesta R.
RIGORI FALLITI: De Vecchi 49 (Ascoli)
Al di lá della consistenza numerica del risultato (7-0) la partita con l'Ascoli ha mostrato le intenzioni della squadra bianconera
La Juventus «avverte» il campionatoIl campionato è avvertito: sette gol, spettacolo, coordinamento fra reparti, bella presentazione dei nuovi (hanno fatto tutti passerella) e due punti molto importanti. La vendemmiata del Comunale è coerente con il vento di rinnovamento (almeno così si spera) che soffia sul nostro campionato. Grappoli di gol un po' dovunque. Il Comunale non potrebbe esimersi e si è adeguato. La gente si è divertita, ha applaudito, è tornata a casa con i nervi distesi (in fondo il calcio non serve anche a questo?) e con il sorriso nelle labbra.
Questo è il succo di un pomeriggio che ha lanciato subito la Juventus al vertice della classifica e che ha avvilito la zona e l'espediente del fuorigioco che l'Ascoli ha applicato con un cuore troppo... leggero. Improvvisare nuovi marchingegni in Italia è sempre pericoloso. Se poi si affrontano squadre forti e particolarmente adatte a questo tipo di gioco i guai diventano tremendi. Ed è cosi che sull'Ascoli piovve acqua a catinelle.
Poiché era assodato che la Juventus si sarebbe ripulita in estate dalle scorie fisiche e mentali del dopo-mundial, e poiché la Coppa Italia sarebbe bastata a mettere in quadro certe distonie emerse a causa di una preparazione complicata dal viaggio negli Stati Uniti, i due punti risultavano già alla vigilia un bottino scontato.
Piuttosto, dopo avere sentito parlare di un Ascoli come di una possibile rivelazione del campionato, ci ha stupito vederlo in campo così stornato e sballottato. Però il 7 a 0 va anche inquadrato nell'enorme potenzialità della Juventus, che, in giornata di grazia, è capace di qualsiasi impresa.
Sul piano generale, vanno sottolineati i miglioramenti in disciplina tattica, in coordinazione fra reparti e fra i singoli, e una ritrovata concentrazione sempre ispirata dalla fantasia e da una varietà di schemi notevoli. Passando ai singoli, si deve riconoscere a Tacconi, Penzo, Caricola e Vignola (i nuovi) di aver superato a pieni voti l'esame, che non si presentava facile.
Il portiere è stato autore di un paio di interventi molto tempestivi; poi Tacconi si è superato, parando a De Vecchi addirittura un calcio di rigore.. Ha già conquistato il cuore dei tifosi e da oggi potrà starsene fra i pali più sereno. Anche Penzo ha ricevuto i giusti e meritati applausi. E' andato in rete ed ha servito ai compagni di squadra preziosissimi palloni, avvalendosi della collaborazione di un Rossi (goleador e gran lavoratore) che sembra tornato ai momenti di massimo fulgore.
Per quanto concerne Caricola, nulla da aggiungere a quanto su di lui si sapeva. E' subentrato a Bonini ed ha sfoggiato una disarmante spigliatezza, eseguendo giocate da veterano. Sentiremo parlare spesso di questo ragazzo pugliese. Gloria anche per Vignola, autore di deliziosi passaggi e propiziatore dell'ultimo gol (Penzo ne rivendica la paternità precisando, a puro titolo cronistico, di aver toccato involontariamente la palla, nel tentativo di aprire le gambe per una finta.
Dei vecchi si sa tutto. E' piaciuto molto Tardelli, tornato a schizzare per il campo con la vitalità di un tempo, ma con maggior raziocinio. Bene Platini, già a segno due volte, ottimo Boniek, autore di una gara positiva per ordine e continuità e di uno spettacoloso gol in girata volante. In smaglianti condizioni anche il terzino-ala Cabrini. Di Rossi abbiamo detto indirettamente parlando di Penzo. Ed ora sotto con il Lechia Danzica: i polacchi sono in arrivo a Caselle. Mercoledi sera c'è il primo approccio stagionale con la Coppa delle Coppe.
Angelo Caroli
Boniek ha già cominciato a mantenere le promesse
Zbignew Boniek è partito con il piede giusto, anzi con entrambi visto che ha propiziato il primo gol soffiatogli da Rossi con il destro ed ha realizzato, con una spettacolare rovesciata di sinistro (su perfetto cross di Pablito che gli ha restituito la... cortesia), il sesto. L'asso polacco aveva promesso una grande stagione, con almeno dieci gol, e la prestazione di ieri conferma che è deciso a mantenere fede ai suoi propositi.
Il pubblico, specie quello in curva Filadelfia, l'ha incitato a gran voce e gli applausi che hanno sottolineato le sue azioni più belle, gli danno la carica. Anche se ama definirsi un anarchico del calcio, Boniek appare più disciplinato tatticamente perché ha capito cosa gli chiede Trapattoni ed asseconda l'allenatore nei suoi disegni. Agisce sulla sinistra in sintonia con gli sganciamenti di Cabrini, pronto però ad accentrarsi, quando Penzo e Rossi gli aprono dei varchi, per andare a concludere.
Nella scorsa stagione, pur dimostrando in alcune partite la sua potenza, aveva accusato problemi di ambientamento. Adesso conosce a memoria i compagni, le insidie del campionato italiano e gli è più facile far risaltare le sue qualità (che sono notevoli, ma l'anno scorso erano rimaste spesso inespresse). Ieri non ha soltanto dato il la al gol che ha sbloccato il risultato e a quello, tutto suo, del 6-0, ma ha svolto un lavoro efficace, anche umile, in funzione della squadra. Sua la punizione che Cabrini, sull'1-0, ha dirottato di testa contro il palo. Suo il calibrato traversone che Cabrini ha stupendamente appoggiato a Penzo nell'azione del terzo gol
Un Boniek rimesso a nuovo, dunque, con la mente sgombra da certi problemi d'ambientamento che quasi tutti gli stranieri debbono risolvere e superare. E' animato da una feroce volonta di riscattare una stagione con più ombre che luci, anche se non erano mancate le partite ad alto livello. E' già lanciato, ma quando avra' raggiunto il top della forma saranno guai per gli avversari
Ieri ha prodotto qualche accelerazione, però i suoi spunti potranno diventare irresistibili con il supporto della miglior condizione atletica e se in squadra girerà a mille come con il malcapitato Ascoli.
Per Boniek è importante star bene fisicamente, avere il morale alto e sentire attorno a sé la fiducia della squadra e del pubblico. Quella fiducia che si è ormai conquistato e che non intende tradire. II 7-0 con l'Ascoli porta anche la sua inconfondibile impronta. Sì, Boniek è proprio partito con il piede giusto: deve soltanto continuare, e mercoledi sera, al Comunale, nell'andata di Coppa delle Coppe, troverà i suoi connazionali del Lechia Danzica.
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