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mercoledì 14 gennaio 2026

14 gennaio 1996 : Juventus-Bari

È il 14 gennaio 1996 e Juventus e Bari si sfidano nella diciassettesima giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio Serie A 1995-96  allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

La Juventus guidata in panchina dal 'maestro' Marcello Lippi, dopo aver rivinto lo Scudetto dopo ben otto anni, adesso pensa in grande. Pensano alla Champions League (che conquisteranno a Roma). Ed infatti i bianconeri non giocano come sanno in campionato e si fanno 'rubare' il titolo dal Milan. Alla fine sarà secondo posto. 

Dall'altra parte c'è un Bari che saluta mestamente la massima serie e scivola in Serie B.

Buona Visione!

 

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Stagione 1995-1996 - Campionato di Serie A - 17 andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 14 gennaio 1996 ore 14.30
JUVENTUS-BARI 1-1
MARCATORI: Protti 9, Ravanelli rigore 40

JUVENTUS: Peruzzi, Torricelli, Ferrara C., Vierchowod, Pessotto, Conte A., Paulo Sousa, Jugovic (Deschamps 60), Del Piero (Padovano 68), Vialli, Ravanelli (Di Livio 46)
Allenatore : Marcello Lippi

BARI: Fontana, Montanari, Mangone, Sala, Manighetti, Pedone, Gerson (Ficini 54), Ingesson, Protti, Andersson (Ventola 78), Gautieri (Parente 88)
Allenatore : Eugenio Fascetti

ARBITRO: Racalbuto
ESPULSIONI: Vierchowod 38 (Juventus)



«Qui finisce che ci cacciano» 
Spietata analisi di un deluso Lippi 
IL TECNICO S'INTERROGA 

Carramba, che sorpresa. Allo spettacolo della Carrà tutti piangono, ma di gioia. Al Delle Alpi, si versano lacrime di disperazione. Non è la fine del sogno, ma poco ci manca. Lippi è un uomo distratto, al limite della disperazione. Puntualmente il lavoro di tutta una settimana si sgretola la domenica quando la Juve scende in campo. E non ditegli che in fondo il distacco dal Milan è rimasto immutato. Sono così tanti e così complessi i problemi che il Marcello deve affrontare e risolvere che non ha né tempo né voglia di ficcare il naso in casa d'altri. Amarezza. 

Lippi sa benissimo che lui e la squadra si stanno giocando tutto. E per la prima volta se ne esce con una considerazione che mai avrebbe pensato di fare sua: 

«Bisogna tirare fuori gli attributi, prenderci le nostre responsabilità. Altrimenti a fine stagione la società cambia tutto, tecnico e giocatori, e a ragione». 

Frase che non è piaciuta affatto a Bettega che ha commentato: 

«Certe cose, se le penso, preferisco tenerle per me». 

E tornane alla mente le parole pronunciate venerdì scorso da Lippi: 

«La Juve non ha bisogno di rivoluzioni. Bastano pochi ritocchi mirati». 

Ma con questo andazzo non sarà così facile rimettere in sesto la squadra. Dunque un Lippi annichilito e incapace di spiegarsi le ragioni di questo ennesimo tracollo. 

«Sono deluso» 

ammette passando una mano sulla fronte. Affonda il bisturi senza pietà, mette a nudo i mali di una squadra che con tutta la buona volontà non riesce più a capire: 

«Non giochiamo due partite buone di seguito. Mi preoccupa il fatto che partiamo bene e poi ci infilzano con facilità disarmante. Permettiamo agli avversari di andare in gol con sei, sette passaggi di fila e non abbiamo alcuna reazione. Non so se la squadra sia demotivata, se non ci credono più. Ma non bluffo quando dico che durante la settimana vedo i giocatori lavorare bene, in quei momenti non hanno lo spirito di chi non ci crede più». 

Accuse a tappeto. Lippi individua i mali (incurabili?) dei suoi: 

«I giocatori hanno paura di prendere l'iniziativa, di saltare l'uomo, mentre gli avversari ci saltano con facilità irrisoria. Nel secondo tempo c'è stata una reazione discreta, ma poco lucida. A cosa servono tutti quei palloni gettati nel mezzo? Ho anche contato dieci calci d'angolo sbagliati su venti calciati. Non è possibile che da una domenica all'altra si cambi così. Eppure la squadra era la stessa di Bergamo. Ho sostituito soltanto Deschamps, perché negli allenamenti avevo visto bene Jugovic. Non c'era alcun segnale negativo». 

Così avvilito da non accettare neppure la definizione di Juve schizofrenica: 

«No, gli schizofrenici hanno reazioni nervose più vive delle nostre. La cosa incomprensibile é che tutti sanno bene cosa fare, come muoversi. Invece non si creano spazi, si butta solo la palla nel mezzo e basta». 

Non chiama in causa la sfortuna: 

«Ci sono episodi sfavorevoli, ma non cambiano la sostanza. Non possiamo offrire prestazioni di questo tipo, sennò ci mandano tutti a casa. Bisogna avere carattere, saper accettare anche i fischi». 

Il Marcello non disgiunge mai le proprie responsabilità da quelle del gruppo Ma questa volta lui è sicuro di aver fatto la propria parte fino in fondo: 

«Anche pochi minuti prima di scendere in campo avevo raccomandato di fare una partita vera per non avere poi da rammaricarsi se il Milan non avesse vinto. Niente da fare, siamo fragili. Non so perché non siamo più quelli dello scudetto, sono domande che non hanno risposta». 

E mercoledì c'è la Supercoppa con il Parma. Ma chi ha voglia di pensarci? 

Fabio Vergnano
tratto da: La Stampa 15 gennaio 1996




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martedì 30 settembre 2025

29 Settembre 1991: Juventus - Bari

É il 29 Settembre 1991 e Juventus e Bari si sfidano nella Quinta Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1991-92  allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

Contro questo Milan (imbattuto in Serie A) perfettamente guidato in panchina da Fabio Capello, é diffcile ottenere di piú di un secondo posto nella Classifica Finale del massimo campionato italiano. Cosí una Juventus ancora debole ma tanto volenterosa riesce nel suo scopo iniziale! 

Dall'altra parte c'é un Bari che guidato in panchina da Gaetano Salvemini prima poi dall' ex bianconero Zibì Boniek disputa un campionato deludente e deve abbondare mestamente la Serie A.

Buona Visione!



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Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 29 settembre 1991 ore 15.00
JUVENTUS-BARI 2-0
MARCATORI: Baggio R. rigore 10, Kohler 33

JUVENTUS: Tacconi, Carrera M., De Agostini, Reuter, Kohler, Julio Cesar, Alessio, Marocchi (Galia 68), Schillaci, Baggio R. (Corini 58), Casiraghi - Allenatore: Giovanni Trapattoni

BARI: Biato, Brambati (Manighetti 56), Calcaterra, Terracenere, Maccoppi, Progna, Parente, Fortunato D., Farina, Platt, Cucchi (Soda 46)
Allenatore: Gaetano Salvemini

ARBITRO: Mughetti

 

 

Juve, tra i due litiganti il terzo gode - Alessio preferito a Corini e Di Canio: 
«Siamo dei rulli compressori» 

E così Angelo Alessio, interditore d'attacco della Juve dell'era Trapattoni fa le scarpe a Di Canio e Corini. I due s'erano infatti candidati alla maglia numero 7 nell'incontro con il Bari. O meglio a candidarli era stato lo stesso allenatore. L'aveva ripetuto più volte nel corso della passata settimana, aggiungendo che avrebbe scelto una volta giunto a Villar Perosa. Prima di lasciare il ritiro, Trapattoni ha cambiato idea. Ha chiamato Alessio: 

«Giocherai tu». «Proprio io?» 

gli ha domandato il centrocampista stupito. 

«Si tu, sei l'uomo ideale per questo partita». 

E i calcoli del tecnico sono stati confermati dai fatti; da quanto sciorinato dalla squadra al «Delle Alpi». Il Bari (quello dei 40 miliardi di campagna acquisti) è scomparso al cospetto della Vecchia Signora. E la scelta di Alessio ha dato i suoi frutti. Il centrocampista ha disputato un'ottima gara: preciso nell'interdizione e determinante in occasione della prima rete. E' stato suo il tiro non trattenuto da Biato sul quale si è avventato come un falco Schillaci. Racconta: 

«Ho cercato la conclusione dai venti metri, ma il portiere è stato bravo ad intuire la traiettoria. Non è riuscito però a bloccare così la palla è finita sui piedi di Totó che ha cercato di scavalcarlo. Il numero uno in uscita ha provato a strappargli il pallone dai piedi, ma ha finito per atterrarlo». 

Siamo proprio sicuri che si tratti di rigore? La moviola sembra confermare il contrario. 

«Così m'è parso. Ero a due passi. Il contatto c'è stato. Anche l'arbitro era nei pressi». 

Un penalty che i biancorossi hanno contestato a lungo. 

«E'logico. Per come si erano messe le cose, recuperare una rete si presentava un'impresa ardua. E così è stato. Dopo il penalty realizzato da Baggio non abbiamo consentito ai nostri avversari di alzare la testa, pressandoli nella loro area. Siamo andati ancora a segno. Questa Juve è un rullo compressore. Nella ripresa era logico che il tono calasse. Il fatto è che avremmo anche potuto chiudere con quattro o cinque gol di scarto». 

Alessio è convinto che questo sarà l'anno d'oro della Juve. 

«Non sono il tipo che pretende di vendere la pelle dell'orso prima d'averlo." 

Alessio, un jolly nella manica di Trapattoni l'ha: 

«Sì, se almeno fossimo riusciti ad entrare in Coppa Uefa potremmo divertire i nostri tifosi anche sul fronte estero. Questo collettivo può affrontare senza patemi qualunque formazione straniera. E sapete perché? Perché riesce a tenere testa ad un campionato italiano che reputo il più diffìcile di tutti». 

Questa è la quarta stagione di Alessio alla Juve. 

«Ogni volta mi dico "Angelo devi mettercela tutta per conquistare la fiducia del tecnico". E'stato così con Zoff, l'anno scorso con Maifredi e ora con Trapattoni. Ogni volta mi ripeto che devo farcela a conquistare la maglia da titolare. Ma è difficile in una squadra dalla "rosa" così ricca come questa. Tanto più quando in ballo c'è la maglia numero 7 che è una delle più ambite. Spero che il match con il Bari convinca l'allenatore a riconfermarmi. Da domani cominceremo a pensare al Genoa. A Marassi cercheremo di vendicare la beffa casalinga dell'anno scorso». 

Skuhravy è avvisato! catturato. Scudetto? Diciamo che siamo tra le grandi favorite. Da tenere d'occhio Milan Inter e Samp. Il clima è quello giusto. Nello spogliatoio si respira un'aria ben diversa da quella dell'anno passato. Un'aria molto simile a quella di due stagioni fa, quando giungemmo terzi in campionato e ci aggiudicammo due coppe. Rispetto però ad allora ci siamo rinforzati in ogni reparto. I due difensori centrali, Kohler e Julio Cesar, sono una garanzia. Parlano i numeri: in cinque partite abbiamo subito un solo gol. Anche il centrocampo è potente. Reuter quando avanza ha una progressione incredibile. Con lui riesco ad intendermi benissimo. Nessuna sovrapposizione sulla fascia, non so se l'avete notato. In attacco Baggio ha una fantasia come pochi in Italia; Casiraghi è diventato uno spauracchio per gli stopper avversari. Per finire con il solito Schillaci, sempre mobilissimo e veloce. Insomma, una Juve super, secondo il ricciuto giocatore salernitano, anche se un rimpianto c'é. 

Piero Abrate
tratto da: La Stampa 30 settembre 1991


 


Giovanni



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domenica 30 marzo 2025

30 Marzo 1991: Juventus - Bari

Ripercorriamo attraverso Youtube la data odierna atttaverso questo gustoso amarcord.

É il 30 Marzo 1991 Juventus e Bari si sfidano nella decima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1990-91 allo Stadio ‘delle Alpi' di Torino.

Ricordando questa stagione da giovane appasionato di calcio ed innamorato della Juventus non si puo nascondere la delusione per quella che doveva essere la 'nascita della nuova Juve'!

Rifondata dalle fondamenta (sul modello Milan Berlusconiano) con dirigenti rampanti e dallo stile yuppie (!!) come Luca Cordero di Montezemolo ed affidata sul piano tecnico ad un tecnico 'moderno' ed innovattivo come Luigi Maifredi la societá pensó di cestinare una tradizione centenaria ed installare una nuovo ideale di modernitá al piú alto livello manageriale & sportivo.

Fu un fallimento clamoroso! Ma marciamo un passo alla volta - intanto godetevi il prossimo filmato!

Buona Visione!



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Stagione 1990-1991 - Campionato di Serie A - 10 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
sabato 30 marzo 1991 ore 15:00
JUVENTUS-BARI 3-1
MARCATORI: Julio Cesar autorete 9, Haessler 45+1, Marocchi 79, Corini 90+2

JUVENTUS: Tacconi, Bonetti D. (Corini 61), Luppi, Fortunato D., Julio Cesar, De Agostini, Haessler, Marocchi, Casiraghi (Napoli N. 89), Baggio R., Schillaci
Allenatore: Luigi Maifredi

BARI: Alberga, Loseto G., Carrera, Terracenere, Maccoppi, Brambati (Dicara 77), Colombo (Soda 83), Gerson, Cucchi, Maiellaro, Joao Paulo
Allenatore: Gaetano Salvemini

ARBITRO: Quartuccio
ESPULSIONI: Terracenere 86 (Bari)


Julio Cesar

Roberto

Toto

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mercoledì 5 marzo 2025

5 Marzo 2000: Juventus-Bari

É il 5 Marzo 2000 e  Juventus e Bari si sfidano nella Settima Giornata del Girone del Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1999-2000  allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

La Juventus é guidata in panchina da Carlo Ancelotti e sembrerebbe in rampa di lancio per conquistare un altro Scudetto. Peró una grande Lazio, un epilogo da campionato non da Vecchia Signora, ed un signore fornito di ombrello in un campo piú da pallanuoto che di calcio, 'ruba' un tricolore piú che meritato. Il Bari dall'altra parte guidato da Eugenio Fascetti in panchina riesce nel suo intento di evitare la retrocessione in Serie B.

Buona Visione!

 

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Campionato di Serie A 1999-2000 - 7 ritorno
Torino - Stadio delle Alpi
Domenica 5 Marzo 2000
JUVENTUS-BARI 2-0
MARCATORI: Conte A. 43, Del Piero rigore 53

JUVENTUS: Van der Sar, Birindelli, Ferrara C., Iuliano (Mirkovic 89), Zambrotta, Conte A., Davids, Pessotto (Oliseh 62), Zidane, Inzaghi, Del Piero
Allenatore: Carlo Ancelotti

BARI: Mancini, Ferrari, Neqrouz, Innocenti, Collauto, Marcolini, Bellavista (Markic 74), Andersson, Del Grosso (Cassano 46), Perrotta, Osmanovski (Spinesi 46)
Allenatore: Eugenio Fascetti

ARBITRO: Bonfrisco



LE PAGELLE 
Zidane ancora ispirato 
Zambrotta non ha coraggio di rischiare 
Cassano, un tempo per farsi ammirare 
 
JUVENTUS 
VAN DER SAR sv. I baresi sbagliano senza il suo aiuto. 
BIRINDELLI 5,5. Torna in difesa dopo prestazioni da mediano e perdo un po' le misure, sia sull'uomo che nei cross. 
FERRARA 6. Sostituisce Montero, di cui non possiede i tempi. Qui e là vuoti fatali. Il mestiere lo sorregge. 
IULIANO 5,5. La formula del Bari non li dà riferimenti nel primo tempo. Con Cassano soffre 
(Dal 44' st Mirkovic sv). 
ZAMBROTTA 5,5. Comincia a destra, chiude a sinistra dopo l'ingresso di Oliseh; gli manca il guizzo finale e il coraggio di rischiare (ad esempio quando, in contropiede solitario, non punta la porta e cerca Inzaghi). Impreciso sui cross. 
CONTE 7. E' ovvio che, se sta in mezzo, nuota nelle sue acque: va a concludere, tampona, colma le carenze di Davids. Poi va all'ala ed è ancora pericoloso a 5' dalla fine. 
DAVIDS 6. Primo tempo pericoloso per la Juve, i suoi errori di tocco spalancano praterie. Altra musica nella ripresa. «Salterà» Piacenza per squalifica. 
PESSOTTO 6. Sicuro, non dirompente 
(Dal 17' si Oliseh 6: si piazza al fianco di Davids in un match ormai segnato) 
ZIDANE 6,5. Un mese fa era choccante, ora lo è meno. Però gli resta abbastanza da ispirare la Juve, in duello con Del Piero. 
DEL PIERO 7. La Juve ottiene abbastanza rigori da arricchire il suo bottino di goleador: siamo a sei. Alex gioca una delle migliori partite dell'anno, crea tre assist, tra cui quello ispiratissimo di tacco por ii gol di Conte, e colpisce un palo, di testa: un'altra domenica a favore dei bookmakors che incassano le quote per i gol che Del Piero continua a non segnare e per i rigori che la Juve non subisce mai. 
INZAGHI 6. Decisivo per il penalty, ci va vicino sempre. 
ANCELOTTI 6,5. Altro passo verso lo scudetto ma la Juve non stritola piú gli avversari, regge sul carattere e il mestiere. 

BARI 
MANCINI 7. Gran riflesso sul tiro ravvicinalo di Iuliano (16'), più interventi sparsi e decisivi 
FERRARI 6. Fragoroso nell'intervento punito col rigore. Tuttavia controlla bene Inzaghi.
NEQROUZ 5. Come libero ci piace poco, sparacchia a caso, ha problemi sulle palle basse 
INNOCENTI 5,5. Del Piero lo risucchia a tutto campo. 
COLLAUTO 6. Sempre di fascia. Con limiti evidenti. 
MARCOLINI 6. In mezzo al campo c'è, davanti alla porta è un disastro: spreca per due volte il possibile vantaggio. 
BELLAVISTA 5,5. Pedina Zidane come può. 
(Dal 29' st Markic sv) 
ANDERSSON 6. Moggi ha smentito che lo svedese andrà alla Juve, dunque a Torino lo attendono. A noi pare un mediano di assoluta normalità. 
DEL GROSSO 5,5. Il gomito che colpì Diawara questa volta non si alza: e di lui non c'è più ragione di parlare. 
(Dal 1 st Cassano 6,5: gli basta per dimostrare il talento che ha). 
PERROTTA 5. Non riusciamo a capire como si ingarbugli sul cross di Cassano al 28 della ripresa, per non dire del poco costrutto in rifinitura. 
OSMANOVSKI 6. Un bell'assist, lotta da solo 
(Dal 1' st Spinesi 6: dà sostanza). 
FASCETTI 5,5. Con una scelta più coraggiosa avrebbe infilato la Juve nel primo tempo. 

L'arbitro BONFRISCO 5,5. Nutre dubbi sull'azione del primo gol e, sorvolando sulla spinta a Spinesi, non entra nella storia come primo arbitro a fischiare il rigore contro la Juve. Poca personalità. 

Marco Ansaldo
tratto da: La Stampa 6 marzo 2000



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venerdì 19 gennaio 2024

20 Gennaio 2007: Juventus - Bari

É il 20 Gennaio 2007 Juventus e Bari si sfidano nella ventesima giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie B 2006-07 allo Stadio 'Olimpico' di Torino.

Confinata in Serie B dalla Commedia Italiana Piú Falsa della Storia (detta anche Calciopoli), la Juventus sta piano piano scalando posizioni e a fine campionato sará di nuovo Serie A. Ma questa gara contro i galletti pugliesi é ricordata per la 500esima presenza in bianconera della Leggenda Juventina Alessandro Del Piero.

Buona Visione! 



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Campionato di Serie B 2006-2007 - 20 andata
Torino - Stadio Olimpico
Sabato 20 gennaio 2007 ore 16.00
JUVENTUS-BARI 4-2
MARCATORI: Santoruvo 1, Trezeguet 34, Nedved 45, Del Piero 67, Nedved 73, Gervasoni 89

JUVENTUS: Mirante, Birindelli, Piccolo, Giannichedda, Balzaretti, Camoranesi (Marchionni 59), Zanetti (Marchisio C. 75), Paro, Nedved, Trezeguet, Del Piero (Bojinov 81)
Allenatore: Didier Deschamps

BARI: Gillet, Milani (Tabbiani 71), Esposito (Gervasoni 21), Pianu, Micolucci, Bellavista, Carrus, Rajcic, Scaglia, Santoruvo, Di Vicino (Sgrigna 46) 

Allenatore: Rolando Maran

ARBITRO: De Marco



I bianconeri volano in testa alla classifica grazie al 4-2 su un buon Bari, in vantaggio con Santoruvo. Trezeguet, il ceco (doppietta) e Del Piero, alla 500ª presenza con la Juve, non hanno però lasciato scampo ai pugliesi

TORINO, 20 gennaio 2007 - Puoi segnare un gol dopo un minuto e giocare una partita ordinata, coraggiosa. Ma nonostante tutto questo puoi pure tornartene a casa con quattro pappine sul groppone. Può succedere, se giochi contro gente come Del Piero, Nedved e Trezeguet. Nella 20esima di campionato un bel Bari si è arreso ai campioni della Juventus nel giorno della 500esima in bianconero di Del Piero. Ha vinto la Juve 4-2, trascinata dai gol dei suoi giocatori più rappresentativi. La spietata realtà è che contro di loro non sono ammesse pause o distrazioni: il Bari non ci è riuscito e ha pagato dazio duramente.    

La partita è stata subito bellissima grazie a una clamorosa disattenzione difensiva bianconera. Dopo un solo minuto, Giannichedda e Birindelli hanno lasciato solo Santoruvo a centro area: la punta ha raccolto un cross basso di Scaglia e ha segnato l’1-0 biancorosso. Niente di meglio per accendere il match. La Juve ha cominciato a macinare azioni su azioni e solo Gillet le ha inizialmente impedito di raddrizzare la situazione.

In particolare i pericoli sono quasi tutti arrivati dalla fascia destra del Bari. Lì si sono inseriti più volte Del Piero e Nedved, i due più attesi perché il primo festeggiava le 500 presenze, il secondo rientrava dalle 5 giornate di squalifica. Da lì sono partiti palloni che hanno fatto gridare al gol i tifosi dell’Olimpico. Come all’11’ quando Del Piero ha saltato il difensore diretto e ha sparato forte, Gillet ha però respinto. Un minuto dopo, stessa sorte per Trezeguet che però era a centro area. Al 19’ il portiere belga si è invece superato su Nedved. Il Bari però non ha demeritato affatto. Ha sempre cercato di ripartire con ordine (bravissimi Scaglia e Carrus) e al 24’ ancora Santoruvo si è liberato bene del suo marcatore: il colpo di testa è però finito fuori di un soffio. 

Scampato il pericolo del secondo gol, il pareggio della Juve non poteva che essere questione di minuti. Al 34’, e naturalmente da sinistra, Del Piero si è inserito, ha crossato al centro e Trezeguet ha realizzato. Un gol che ha spento il Bari e la Juve ne ha approfittato subito col terzo dei suoi fuoriclasse, Nedved. Al 45’ il ceco ha fatto tutto da solo: percussione centrale, tiro ribattuto da un difensore, palla ripresa, spostamento a sinistra in area e tiro incrociato facile facile su cui Gillet non ha potuto nulla.

Sul 2-1 il destino della partita era segnato. La ripresa ha visto un Bari molto generoso tentare di impensierire i rivali. Anche benino due volte con Sgrigna, all’8’ e al 14’. Ma se non si approfitta del poco che la Juve ti concede, non si può sperare di fare punti a Torino. Al 22’ Del Piero, ben lanciato da Marchionni, ha prima chiuso la partita solo a centro area. Poi al 28’ ha servito a Nedved un meraviglioso assist che il ceco ha infilato per il 4-1. Il Bari ha mitigato la punizione segnando nel finale con Gervasoni da corner. Ma il decollo Juve verso la serie A ora è completo.

Giusto Ferronato
tratto da: Torna Nedved, la Juve decolla





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