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martedì 14 aprile 2026

14 Aprile 2015: Juventus - Monaco

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi proponiamo questo gustoso amarcord di questa data odierna. 

É il 14 Aprile 2015 e Juventus e Monaco (Francia) si sfidano nella gara di andata dei Quarti di Finale della UEFA Champions League 2014-15 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

Buona Visione!



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Stagione 2014-2015 - Champions League - Quarti, andata
Torino - Juventus Stadium
martedì 14 aprile 2015 ore 20:45
JUVENTUS-MONACO 1-0
MARCATORI: Vidal rigore 57

JUVENTUS (4-3-1-2): Buffon, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra, Vidal, Pirlo (Barzagli 74), Marchisio C., Pereyra (Sturaro 87), Tevez, Morata (Matri 83)
A disposizione: Storari, Padoin, Pepe, Llorente
Allenatore: Massimiliano Allegri

MONACO (FRANCIA - 4-3-1-2): Subasic, Raggi (Berbatov 71), Ricardo Carvalho, Abdennour, Kurzawa, Dirar (Bernardo Silva 51), Fabinho, Kondogbia, Ferreira-Carrasco, Joao Moutinho, Martial (Matheus Carvalho 87)
A disposizione: Stekelenburg, Wallace, Elderson, Germain
Allenatore: Jardim

ARBITRO: Kralovec (Repubblica Ceca)
AMMONIZIONI: Ricardo Carvalho 55 (Monaco)




Nell'andata dei quarti i bianconeri battono i francesi con un rigore del cileno nella ripresa: per andare in semifinale basterà un pari o una sconfitta con un gol di scarto, segnandone almeno uno
“La Champions è un sogno”,
ripete da agosto Massimiliano Allegri. E i sogni si realizzano un passo alla volta, raccontavano i vecchi saggi. La Juve segue alla lettera il consiglio, battendo con un preziosissimo 1-0 il Monaco nell’andata dei quarti di Champions League. Decide il rigore di Vidal, che dimostra di esaltarsi quando parecchi giocatori tremerebbero. O almeno penserebbero al gol divorato nel primo tempo. O agli ultimi tiri dal dischetto sbagliati, in Champions con l’Olympiacos e in campionato a Cesena. Nemmeno per idea. King Arturo trasforma e mette la Juve in una posizione favorevole in vista del ritorno di mercoledì prossimo nel Principato. I francesi amano difendersi e ripartire, come sapevamo. Al ritorno non potranno farlo, lasciando spazi alle progressioni di Morata e Tevez. Missione compiuta, contro una rivale inferiore ma che per 20’ ha messo paura allo Stadium, dimostrando comunque che l’espressione “se arrivi ai quarti di Champions qualità ne hai” non è la solita banalità da taccuino.

CARRASCO O CR7? — Il Monaco indossa il vestito che tutti si attendevano alla vigilia. Toulalan non recupera, ma la sostanza non cambia. Due linee da quattro che sembrano disegnate col righello e vicinissime tra loro, nobilitate da uno strepitoso Kondogbia, con Moutinho a galleggiare alle spalle di Martial e gli esterni Ferreira-Carrasco e Dirar a ripartire velocissimi. Un destro di Tevez bloccato da Subasic non fotografa l’inizio, che parla solo monegasco. Pirlo, che torna dal 1’ dopo l’infortunio nell’andata col Dortmund, ha un inizio gara tremebondo. Già vederlo passarla agli avversari è una rarità, se poi le palle sbagliate diventano 3-4 allora la qualità della manovra bianconera non può che risentirne in negativo. E i ragazzini del Principato fanno capire perché all’Emirates hanno fatto ballare la rumba all’Arsenal: Martial se ha campo è un pericolo, Ferreira-Carrasco ha qualcosa di vagamente Ronaldesco (nel senso di CR7) quando punta l’uomo e cerca l’uno contro uno con le finte. Al 10’ Buffon è prodigioso sulla conclusione, che per la verità non è una sentenza, dello stesso Ferreira-Carrasco, messo in porta da Martial. Ancora il numero 17 a impegnare Buffon, poi dopo un sinistro a lato di Moutinho la Juve mette fuori la testa.

Più JUVE — Chiellini capisce che Martial soffre il corpo a corpo e stringe la marcatura, Pirlo e Pereyra si rinfrancano un po’. Pericoli veri non ne arrivano, perché il ritmo bianconero è bassino e Jardim si sa difendere benissimo con raddoppi sistematici e con letture esperte sulle linee di passaggio. Il primo tempo di Evra e Lichtsteiner (il peggiore della Juve, perché attacca male e scopre il fianco destro) non aiuta ad arrivare sul fondo, chiave fondamentale per allargare la difesa del Monaco. Il primo a riuscirci è Pereyra, ma Evra colpisce un gelataio in curva sull’invitante palla dell’argentino. La Juve chiude comunque in crescendo: Tevez, dopo 43’ anonimi, mette una meraviglia di esterno destro per Vidal, che spreca a due passi da Subasic dopo aver anche controllato bene. Gol divorato.

PIRLO & MORATA — Difficile immaginare un tema diverso nei secondi 45’. Ferreira Carrasco mette ancora i brividi con una galoppata chiusa dall’assist per Bernardo Silva, su cui vigila un Buffon decisivo nei tre interventi della serata. A conti fatti Gigi è tra i migliori della Juve. Al 12’ l’episodio chiave della partita. Lancio euclideo del rinfrancato Pirlo in profondità per Morata, che brucia Carvalho sullo scatto ed è bravissimo a farsi toccare dal portoghese all’ingresso dell’area. Fallo tanto involontario quanto evidente, ma fuori area. Per l'arbitro Kralovec, però, è rigore. Ancora una volta in vetrina le qualità dello spagnolo, pur non nella sua serata migliore. Il movimento con cui beffa Ricardo Carvalho farebbe pensare che sia lui il veterano che a maggio farà 37 anni. Dagli undici metri Vidal non dà scampo a Subasic. Allegri e Jardim cambiano: il tecnico ospite mette Berbatov per Raggi, con Fabinho che scala terzino, Moutinho che arretra e il bulgaro che va centravanti, sfiorando subito il gol di testa da corner. Allegri dopo 74’ passa al 3-5-2, con Barzagli per un Pirlo che è arrivato con la testa dove le gambe ancora non potevano portarlo. Significativo l’abbraccio con Allegri. Quello di Berbatov è l’ultimo brivido della serata, anche se Fabinho è bravo ad anticipare Morata un passo da Subasic. Nessun rimpianto, l’1-0 è quello che la Juve voleva alla vigilia.

 




Con un generoso rigore concesso dall'arbitro Kralovec, e trasformato dal cileno, i bianconeri piegano la resistenza della squadra del Principato e mettono mezzo piede in semifinale. Ritorno il 22 aprile

TORINO – Con una gara tatticamente intelligente, la Juve piega di misura (1-0) il Monaco e mette mezzo piede in semifinale di Champions League. Un risultato preziosissimo soprattutto considerate le caratteristiche tecniche della formazione del Principato che, anche stasera, ha confermato di trovarsi meglio quando deve ripartire piuttosto che quando è costretta a fare la partita.

LA VITTORIA DI ALLEGRI – Una vittoria arrivata con un pizzico di fortuna (il rigore decisivo è nato da un fallo di Carvalho su Morata commesso fuori area) ma decisamente meritata da parte dei bianconeri, bravi a cambiare più in volte in corsa l’atteggiamento in campo fino a riuscire a trovare il modo per imbrigliare definitivamente un Monaco che si è rivelato avversario ostico e temibile.

VIDAL, LA SERATA PERFETTA – E nella serata perfetta un plauso particolare lo merita Vidal. Non solo perché è tornato, finalmente, dopo 17 mesi a riscrivere il proprio nome sul tabellino dei marcatori di Champions. Quanto per il gran lavoro che ha fatto in entrambe le fasi, aiutando, in particolare, Lichtsteiner a raddoppiare sulle discese di Kurzawa che si è confermato un terzino di primissimo livello.

ALLEGRI RILANCIA PIRLO – Costretto a fare a meno ancora di Pogba, Allegri si è consolato rilanciando, dopo due mesi e mezzo d’assenza, Pirlo in cabina di regia. Per il resto tutto come previsto con difesa ancora a quattro e Pereyra schierato nel ruolo di trequartista. Nel Monaco, Jardim ha cambiato, invece, una sola pedina rispetto alla formazione prevista alla vigilia inserendo al centro della difesa Carvalho, recuperato in extremis, al posto di Wallace.

MONACO, PARTENZA A MILLE – La Juve ha provato a mettere sotto i rivali con la solita partenza a mille ma dopo essere stata illusa da un destro da fuori di Tevez, che ha impegnato Subasic, ha dovuto fare i conti con le velocissime ripartenze degli avversari che, in almeno 4 occasioni, hanno davvero spaventato Buffon: prima con un sinistro di poco alto di Kurzawa poi con due conclusioni di Carrasco, infine con tiro dal limite di Moutinho.

TEVEZ E VIDAL MANCANO L’1-0 – Allegri ha capito di dover cambiare qualcosa e, invitando i suoi a tenere un atteggiamento più aggressivo, ha costretto il Monaco a ripiegare con più frequenza nella propria trequarti. La Juve ha fatto girar meglio palla e proprio grazie a due ottimi cambi di gioco si è procurata due occasioni d’oro per passare. Ma prima Tevez (destro al volo addosso a Subasic su cross di Marchisio) e poi Vidal (destro a giro alto da pochi passi su imbeccata in area dello stesso Tevez) l’hanno tradita costringendola ad andare a riposo sullo 0-0.

VIDAL SBLOCCA IL RISULTATO SU RIGORE – Nella ripresa la Juve ha proseguito nella sua azione di accerchiamento e, alla fine, è stata premiata: su un lancio illuminante di Pirlo, Carvalho è inciampato su Morata lanciato verso la porta e ha indotto la terna arbitrale, tradita dalla velocità dell’azione (il fallo è stato commesso mezzo metro fuori area), a decretare il rigore. Sul dischetto è andato Vidal che ha trasformato con freddezza spedendo il pallone all’incrocio.

JARDIM CAMBIA IL MONACO – Sulle ali dell’entusiasmo la Juve ha insistito e ha sfiorato il raddoppio con un destro a fil di palo di Morata. Jardim, già costretto a rimpiazzare Dirar per infortunio, ha capito di dover cambiare qualcosa e ha rivisto la squadra inserendo Berbatov al posto di Raggi con Moutinho arretrato in mediana, Martial spostato a destra e l’altro subentrato, Silva, dirottato sulla trequarti.

ALLEGRI CHIUDE CON IL 3-5-2 – Ma l’unico rischio la squadra bianconera lo ha corso su un calcio d’angolo sul quale Berbatov è saltato più in alto di tutti mandando il pallone di poco oltre la traversa. Allegri ha capito di non poter rischiare più nulla e con l’innesto di Barzagli al posto di uno stanco Pirlo ha chiuso a doppia mandata il risultato varando il classico 3-5-2. E così il viaggio di mercoledì prossimo a Montecarlo da stasera fa molta meno paura.

Jacopo Manfredi







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venerdì 9 maggio 2025

9 Maggio 2017: Juventus - Monaco

É il 9 Maggio 2017 e Juventus Monaco si sfidano nella gara di andata della Semifinale della Champions League 2016-17 allo 'Juventus Stadiumdi Torino

I Bianconeri con al timone Massimiliano Allegri rivincono ancora il campionato. É il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l allenatore livornese.

Nella massima competizione europea i nostri beniamini si faranno valere fino alla Finale. Li peró si imbatteranno nell'ostacolo Real Madrid. Un'altra brutta botta per le ambizioni della Juventus!

Buona Visione!



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Stagione 2016-2017 - Champions League - Semifinali, ritorno
Torino - Juventus Stadium
martedì 9 maggio 2017 ore 20:45 
JUVENTUS-MONACO 2-1
MARCATORI: Mandzukic 33, Dani Alves 44, Mbappè 69

JUVENTUS: (c) Buffon, Barzagli (Benatia 85), Bonucci, Chiellini, Alex Sandro, Pjanic, Khedira (Marchisio C. 10), Dani Alves, Dybala (Cuadrado 54), Mandzukic, Higuain
A disposizione: Neto, Lichtsteiner, Asamoah, Rincon
Allenatore: Massimiliano Allegri

MONACO: Subasic, Raggi, Glik, Jemerson, Sidibè, Mendy (Fabinho 54), Joao Moutinho, Bakayoko (Germain 78), Bernardo Silva (Lemar 69), Mbappè, Falcao
A disposizione: De Sanctis, Jorge, Carrillo, Diallo
Allenatore: Leonardo Jardim

ARBITRO: Kuipers (Olanda)




Mandzukic e Dani Alves mettono in discesa la semifinale di ritorno contro i francesi, nella ripresa c'è gloria per Mbappè prima della festa. Il 3 giugno l'atto conclusivo.

TORINO - Per la Juve non poteva che essere Cardiff, ora si può pure cercare sull'atlante dov'è. Non poteva che essere finale di Champions, la seconda in due anni, e non potrà che essere contro il Real Madrid atteso da un Atletico senza speranza dopo la tripletta di Cristiano Ronaldo. La vittoria contro il Monaco (2-1, Mandzukic e Dani Alves e poi il ragazzino Mbappé) ha chiuso un cerchio che i Giotto bianconeri avevano cominciato a disegnare in autunno, ma che hanno reso perfetto eliminando Messi e il Barcellona. Due finali su tre: è un risultato enorme, che però senza stringere il trofeo rischia di restare solo un ottimo premio di consolazione. In fondo, anche l'Atletico Madrid ha fatto la stessa cosa, però perdendo entrambe le volte, guarda caso contro i campioni vestiti di bianco che abitano al Bernabeu.

Stavolta, però, la Juve sembra più adulta che nel 2015, più pronta. Non affronterà la finalissima tremando, sa che per molti dei suoi campioni sarà quasi certamente l'ultima occasione. Il simbolo di questo cammino è Gigi Buffon, 39 anni e due finali già perse. Per lui, più che mai, dovrà esserci eccome il 2 senza il 3. "La vita è bella, bisogna sempre credere ai propri sogni" ha detto quasi in lacrime. "E pensare che molti nel 2015 credevano che sarebbe stata quella la mia ultima finale". E poi ci sarebbero i giganti della difesa, stavolta battuta, anche se 3 reti al passivo in tutta la Champions restano un'impresa: Barzagli, Bonucci e Chiellini vogliono il trofeo come nessun altro. E che dire della parte più creativa, dell'anima sudamericana della Juve? Dani Alves (splendido il gol al volo), Dybala, Cuadrado e Higuain, molta Argentina, un po' di Brasile e un po' di Colombia, terre dove il calcio è prima di tutto felicità. La stessa che la Juve il 3 giugno proverà a regalare alla sua gente in attesa.

Per la Juve si trattava di far passare senza danni e senza noie questa specie di enorme tempo di recupero dopo il 2-0 di Montecarlo, e prima del molto che l'attende: domenica a Roma il possibile scudetto, il mercoledì successivo sempre all'Olimpico la finale di Coppa Italia contro la Lazio, poi il lungo scivolamento verso Cardiff e verso il Real Madrid (impensabile credere che possa qualificarsi l'Atletico, sconfitto per 3-0 al Bernabeu). In verità, una prima grana per la Juve è arrivata presto, cioè il guaio muscolare di Khedira sostituito da Marchisio, che del resto aveva già giocato all'andata per la squalifica del tedesco. Ogni gesto atletico, da qui al 3 giugno passando appunto per Roma e per le due partite di campionato che ancora resteranno, è anche un potenziale pericolo per muscoli e tendini, per questo Allegri dovrà dosare uomini e minuti, titolari e riserve (difatti Dybala, essenziale, è stato tolto dopo meno di un'ora di gioco), sperando che nessuno dei più insostituibili si faccia male. In fondo è l'unico vero pericolo, per questa Juve quasi onnipotente.

Prima del gol di Mario Mandzukic al 33', la Juventus si era in verità lasciata un poco insidiare dal Monaco e appariva non proprio sciolta, sulla scia del primo tempo contro l'Atalanta e di buona parte del derby. Poi, però, la rete del croato (doppio tentativo, il primo di testa respinto, il secondo di sinistro vincente) ha reso impossibile la missione francese: a quel punto, sarebbero serviti 4 gol poi diventati virtualmente 5 dopo il meraviglioso raddoppio di Dani Alves, un destro al volo da molto lontano su respinta del portiere Subasic. Un colpo da campione assoluto per il brasiliano che nel 2015 vinse la Champions proprio contro la Juventus, e con addosso la maglia del Barcellona, autentico mattatore in questo finale di stagione: due assist a Montecarlo per Higuain, assist per Mandzukic al ritorno e poi la prodezza personale. In totale, 4 gesti decisivi in altrettante reti. E adesso Dani Alves può pure pensare a Cristiano Ronaldo. Del resto ha già fatto fuori il suo amico Messi, cosa volete che sia.

Maurizio Crosetti 






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martedì 1 aprile 2025

1 Aprile 1998: Juventus - Monaco

É il 1 Aprile 1998 e Juventus e Monaco si sfidano nella gara di andata delle Semifinali della UEFA Champions League 1997-98 allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

La Juventus ottimamente guidata in panchina dal maestro Marcello Lippi si appresta a vincere il suo 25esimo Scudetto. Sará l'annata di Alessandro Del Piero (autore di 21 gol in campionato) e Zinedine Zidane (che a Luglio vincerá il Mondiale a casa sua).

Per quanto riguarda la massima competizione europea i bianconeri saranno protagonisti di un altra finale persa. Stavolta tocca ai 'blancos' del Real Madrid di impedire alla Juve di issarsi sul tetto del 'Vecchio Continente'.

Buona Visione!

 


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Stagione 1997-1998 - Champions League - Semifinali, andata
Torino - Stadio Delle Alpi
mercoledì 1 aprile 1998 ore 20:45
JUVENTUS-MONACO 4-1
MARCATORI: Del Piero 35, Costinha 45, Del Piero rigore 45+3, Del Piero rigore 62, Zidane 87

JUVENTUS (4-4-2): Peruzzi, Torricelli (Conte A. 59), Iuliano, Montero, Pessotto G. (Birindelli 46), Di Livio (Tacchinardi 66), Deschamps, Zidane, Davids, Inzaghi, Del Piero
A disposizione: Rampulla, Pecchia, Dimas, Amoruso
Allenatore: Marcello Lippi

MONACO (5-3-2): Barthez, Martin (Henry 68), Sagnol, Christanval, Konjic, Pignol (Costinha 38), Djetou, Diawara, Bernabia (Carnot 74), Trezeguet, Ikpeba
A disposizione: Porato, Lefevre, Spehar, Di Meco
Allenatore: Jean Tigana

ARBITRO: Levnikov (Russia)
AMMONIZIONI: Deschamps 31 (Juventus); Djetou 34, Costinha 66 (Monaco)



Davids, l'uomo-ovunque 
L'olandese esalta squadra e folla 
Zidane si mette al servizio di tutti 

PERUZZI 6. Impegno ai minimi termini grazie a una difesa che tiene botta. Lo tradisce l'autogol di Del Piero, ma prendersela con Alex sarebbe folle come picchiare un bambino. 
 
TORRICELLI 6. Ikpeba lo mette alla frusta, lui fatica ad arginarne la prorompente vitalità. Gioca la seconda metà partita da centrocampista di destra, esperimento già provato in passato con buoni risultati. Esce per uno stiramento.  
(Dal 13' st Conte 6).  
IULIANO 6. Il gioiello Trezeguet non è al massimo, ma la sentinella di Lippi fatica un po' a mettergli il bavaglio.  
MONTERO 6. Vedi Iuliano. Il Monaco avanza con folate, nelle mischie più accese ha qualche problemino pure lui.  
PESSOTTO 6. E' da tempo che ha ripreso cadenze vecchia maniera, ma ieri sera, un po' come tutta la Juve per buona parte del primo tempo, ha segnato il passo. Comunque, si propone sulla fascia sinistra ed è preciso nelle chiusure difensive.  
(Dal 1'st Birindelli 6, che diventa perno della difesa ridisegnata da Lippi con tre soli uomini). 
DI LIVIO 6,5. Molto efficace. Ancora una volta ha la meglio su Conte nel ballottagio per il tornante di destra. Nella ripresa si sposta a sinistra in omaggio al credo lippiano che qui tutti possono fare tutto.  
(Dal 23'st Tacchinardi sv).  
DESCHAMPS 6. La sfida con gli amici francesi lo esalta, si sdoppia in un massacrante lavoro di centrocampo, tiene a freno Benarbia, l'uomo d'ordine del Monaco. Uno stupido fallo di mano gli negherà la partita di ritorno.  
ZIDANE 7,5. Non si innamorasse spesso del pallone sarebbe quasi perfetto. Si mette al servizio della comunità, si procaccia il rigore, segna il gol della tranquillità. 
DAVIDS 6,5. Quando gli riesce una giocata vincente alza il braccio in segno di giubilo. E la folla impazzisce. Perfetto contro il Milan, si ripete con una prestazione di straordinaria intensità e si fa trovare dovunque dai compagni.  
INZAGHI 6,5. Ingaggia duelli ruvidi con i difensori del Monaco. Konjic lo pedina in ogni parte del campo, Super Pippo ha margini di manovra unitarissimi. Nel finale la sfortuna gli nega un gol che avrebbe meritato. 
DEL PIERO 8. L'ultima moda lanciata dall'ex Talentino sono i gol su calcio piazzato. I tre di ieri sera valgono altrettanti record di Coppa in un colpo solo, arrivano puntuali come un cronometro svizzero e sono il bis di quelli segnati al Milan. Che sia un campione non ci sono dubbi, che lo confermi ogni volta è un regalo che fa alla Juventus e al suo popolo di innamorati.  
LIPPI 7. Un'altra prestazione da applausi della Juve, qualche pennellata del Marcello che nella ripresa ha cambiato due volte l'assetto tattico della squadra come suggeriva l'atteggiamento del Monaco. Il charter per Amsterdam ha già acceso i motori. 

Fabio Vergnano 





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La Stampa 2 aprile 1998