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mercoledì 21 gennaio 2026

21 Gennaio 2001: Perugia - Juventus

É il 21 Gennaio 2001 Perugia e Juventus si sfidano nella quindicesima giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2000-01 allo Stadio 'Renato Curi' di Perugia.

La Juventus guidata in panchina da Carlo Ancelotti sta sfidando la Roma di Fabio Capello per la conquista dello Scudetto. Alla fine però sará solo un amarissimo secondo posto per i bianconeri. 

Dall'altra parte c'é un Perugia che vive una stagione tranquilla e finisce la propria corsa a metá classifica.

Buona Visione!

 


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Stagione 2000-2001 - Campionato di Serie A - 15 andata
Perugia - Stadio Renato Curi
Domenica 21 gennaio 2001 ore 15:00
PERUGIA-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Inzaghi 59

PERUGIA (3-4-1-2): Mazzantini, Rivalta (Tarana 83), Materazzi, Di Loreto, Zè Maria, Blasi, Paris, Pieri, Ahn, Vryzas, Saudati
A disposizione: Tardioli, Hilario, Milanese, Sogliano, Tatti, Goretti
Allenatore: Serse Cosmi

JUVENTUS (4-3-1-2): Van der Sar, Birindelli (Paramatti 65), Iuliano, Montero, Pessotto G., Zambrotta, Tacchinardi, Davids, Zidane, Inzaghi (Kovacevic 86), Trezeguet (Conte A. 75)
A disposizione: Carini, Ferrara C., O'Neill, Del Piero
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: Collina
AMMONIZIONI: Montero, Zambrotta (Juventus); Blasi, Tarana (Perugia)




LE PAGELLE 
Zidane, Ia mente e l' anima 
Mazzantini e Van der Sar, una sfida di giganti 

PERUGIA 

MAZZANTINI 8. Fortiere barocco, aggiunge funambolismo alla parata. Salva 3 gol sicuri nel pt. 
RIVALTA 6,5. Preciso e pulito 
(38'st Tarano sv). 
MATERAZZI 6,5. E' il più sicuro tra i difensori, finché Zidane non lo azzoppa. 
DI LORETO 6,5. Ci mette forza e attenzione, positivo. 
ZE MARIA 5. Buon avvio. Poi pasticcia alla brasiliana, dribbla fino a perdere palla, rallenta l'azione e nella ripresa scompare. Eppure era il più esperto. 
SIASI 6. A vent'anni è molto non farsi travolgere. Perde la palla che lancia la Juve in gol 
PARIS 5,5. Argentino preso dal Newell's Old Boy: per il passo lento su Zidane ci pare soltanto «old», pericolosamente vecchio 
PIERI 5. Cenerentola al ballo del principe fa tappezzeria. Il salto dal Grosseto a Madama è una favola: l'emozione frena la corsa ed evidenzia i limiti tecnici. 
AHN 6,5. Il coreano per ora non è Nakata, tuttavia entra in tutte le azioni più pericolose. 
VRYZAS 6. Meglio nei rientri che sotto porta, dove sbaglia un gol facile di testa. 
SAUDATI 5,5. Grandi potenzialità espresse al risparmio, con due azioni nel pt e il vuoto nel st. 
COSMI 6. Ha coraggio nel rattoppar la squadra evirata del centrocampo. Non fiuta il calo nel st e non interviene come dovrebbe. 

JUVENTUS 

VAN DER SAR 7,5. Molte conclusioni gli finiscono addosso però riempie la porta con piazzamento perfetto. Due mesi fa era un pericolo persino quando gli tiravano sulle braccia.
BIRINDELLI 5,5. Pallida figura di fronte al tremebondo Pieri 
( 19' st Paramatti 6: entra sull'1-0 ed è più facile). 
IULIANO 6. La sbandata iniziale lo coinvolge e sbaglia il tempo sulla palla gol di Vryzas. Emerge alla distanza. 
MONTERO 6. Saudati lo salta alla prima occasione e sfiora il gol, Vryzas lo costringe all'ammonizione. Avvio da brivido, al rientro si assesta: anche lo stomaco. 
PESSOTTO 7. La ripresa di impressionante sostanza cancella a prima mezz'ora, quando è dalla sua parte che Ze Maria e Ahn portano i maggior pericoli. 
ZAMBROTTA 6. Il nuovo assetto lo sposta dalla fascia al centro e ne esce il mediano che non è. Si arrangia. 
TACCHINARDI 6,5. Parte dal suo contrasto l'azione del gol, come altre. Buon collante. 
DAVIDS 7. Non ha la devastante continuità di una volta, ma quando parte sul contropiede decisivo è impossibile fermarlo. 
ZIDANE 7,5. Tra le giocate che ne hanno fatto la vera anima juventina, è un peccato che la più decisiva sia stata il fallo che ha messo fuori causa Materazzi. 
TREZEGUET 5. Si ferma alla prima e più clamorosa palla gol, al 32', che sparacchia addosso a Mazzantini 
(30' st Conte sv). 
INZAGHI 7. Nel gol (alla sua maniera, arriva solo davanti al portiere) mantiene freddezza; la bravura la mostra nella girata al 41' su cui vola Mazzantini. Sempre vivo 
(41 ' st Kovacevic sv). 
ANCELOTTI 6,5. Il calcio di oggi è un gioco di corsa e i difetti tattici di cui qualcuno l'accusa nella prima mezz'ora spariscono quando il Perugia cala e la Juve cresce. Non è cambiato niente, se non la voglia. 

L'arbitro COLLINA 8. Una partita difficile in cui non sbaglia niente. 

Marco Ansaldo
tratto da: La Stampa 22 gennaio 2001





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sabato 13 settembre 2025

13 Settembre 1998: Perugia - Juventus

É il 13 Settembre 1998 e Perugia e Juventus si sfidano nella Prima Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1998-99 allo Stadio 'Renato Curi' di Perugia.

In casa bianconera sta per avvenire una clamorosa 'rivoluzione'. Il grande Marcello Lippi rassegnerá le dimissioni da allenatore ed al suo posto arriverá il giovane e rivoluzionario Carlo Ancelotti. Dopo l'iniziale scettiscimo dei tifosi la squadra sembra aver intrapreso la giusta via. Peró alla fine sará solo un deludentissimo settimo posto che varrá solo l'accesso per l'europa verso la Coppa Intertoto

Dall'altra parte c'é il Perugia che riesce ad evitare la Serie B per un soffio.

Buona Visione!

 

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Campionato di Serie A 1998-1999
1a Giornata del Girone di Andata
Perugia - Stadio Renato Curi
Domenica 13 settembre 1998
PERUGIA-JUVENTUS 3-4
MARCATORI: Davids 23, Tudor 32, Pessotto 45, Nakata 52, Nakata 59, Fonseca 65, Bernardini rigore 88

PERUGIA: Pagotto, Sogliano, Matrecano, Rivas, Sussi, Petrachi (Melli 90+2), Manicone (Bernardini 46), Campolo, Rapajc, Nakata, Tovalieri (Erceg 74)
A disposizione: Docabo, Tangorra, Maspero, Ripa
Allenatore: Ilario Castagner

JUVENTUS: Peruzzi, Birindelli, Tudor, Iuliano (Mirkovic 48), Pessotto, Tacchinardi, Deschamps, Zidane (Fonseca 24), Davids, Inzaghi, Del Piero (Di Livio 67)
A disposizione: Rampulla, Blanchard, Dimas, Pecchia
Allenatore: Marcello Lippi

ARBITRO: Tombolini
Ammoniti: Birindelli, Pessotto, Davids, Mirkovic (J), Sogliano, Sussi, Campolo, Tovalieri (P)

 



Davids guida la carica 
E Tacchinardi e Deschamps lo seguono 

PAGOTTO 5. Decisivo l'errore che manda in vantaggio la Juve. 
SOGLIANO 5,5. Picchia a sproposito. 
MATRECANO 5,5. Sempre fuori posizione sui calci da fermo della Juve, sul gol di Fonseca è abbattuto in area. 
RIVAS 5,5. L'ex interista condivide il giudizio con Matrecano. 
SUSSI 5. Di rara disutilità. 
PETRACHI 6,5. Gioca a destra da ala vera. E la Juve fatica a contenerlo. 
(Dal 47' st Medi sw). 
CAMPOLO 6. Modestuccio, migliora nella ripresa. 
MANICONE 5. Lento e un po' alla frutta. 
(Dal 1' st Bernardini 6. Gioca quando la Juve perde equilibrio: rende più vivace l'azione). 
NAKATA 7,5, Già visto ai Mondiali, dimostra che il talento sboccia ovunque, persino in Giappone. Ha il fiuto del gol e non si esime dal contrasto: molto in piccolo è un Platini. Idolo dei tifosi e degli albergatori: mai visti tanti giapponesi per le strade di Perugia. 
RAPAJC 7,5. Anarchico puro ma che potenza. Le sue strappate sulla fascia sono un incubo per Pessotto nella ripresa. 
TOVALIERI 4,5. Più lucertolina che cobra: sbaglia tutto. 
(Dal 29' st Erceg sw). 


PERUZZI 5. Ha colpe su entrambi i gol di Nakata. Sorprendente. 
BIRINDELLI 5,5. Perde sicurezza quando si piazza al centro. 
TUDOR 6,5. Largheggiamo con un esordiente. Prestazione incoraggiante, in stile S.Siro contro il Milan. Birindelli e Iuliano lo coprono quando serve la velocità, al croato non rimane che sfruttare la potenza e lo fa bene: in attacco poi diventa la torre che la Juve non ha più avuto nel dopo-Vieri. Patisce molto la ripresa, con l'uscita di Iuliano. 
IULIANO 6,5. Finché rimane in campo la Juve ha solo impercettibili sbandate. Con il suo infortunio la difesa frana: e adesso? 
(Dal 2' st Mirkovic 5,5: l'avvio è preoccupante ma è grazie al suo spostamento a sinistra che Lippi argina la falla più evidente nella ripresa, sul 3-2). 
PESSOTTO 5,5. Un gol straordinario da 8 pieno, un primo tempo valido anche a supporto del centrocampo e un secondo da dimenticare in chiave difensiva. I gol perugini nascono dove sta lui, con Nakata e con Rapajc, il suo torturatore, che lo segue quando si sposta a destra, Provoca il rigore sul croato. 
TACCHINARDI 6,5. Un po' incerto se lo piazzano sull'esterno, più incisivo quando l'asse del centrocampo juventino gli permette di accentrarsi. Buona la ripresa. 
DESCHAMPS 7. Tampona meglio di quanto costruisce. Sempre prezioso. 
DAVIDS 7,5. Sul campo dove si spezzò una gamba (in uno scontro con Bucci) torna ai livelli dell'anno scorso: prepotente ma non falloso, tempista e coraggioso. Il gol è più di Pagotto che suo. 
DEL PIERO 5,5. Gli gridano «tossico», grazie a Zeman. Lo picchiano molto, grazie al fatto che è lento e confuso. Non va oltre due calci d'angolo battuti benissimo e trasformati in gol. 
(Dal 21' st Di Livio sv: Lippi lo considera alternativa a sinistra ed è utile a raffreddare il match). 
INZAGHI 6. Tantissimo lavoro, arretra persino a centrocampo. Ma un po' lo servono male, un po' gli manca la lucidità e non è mai pericoloso. 
ZIDANE sv. L'abbattono presto ma in 20' minuti aveva sfiorato due gol, da terza punta. 
(Dal 23'pt Fonseca 7: gira molto al largo però si fionda in area per la deviazione giusta e perde pochi palloni).

Marco Ansaldo
tratto da: La Stampa 14 settembre 1998





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venerdì 13 giugno 2025

30 Ottobre 1977: Perugia - Juventus

É il 30 Ottobre 1977 Perugia Juventus si sfidano nella sesta giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1977-78 allo 'Stadio Comunale di Pian di Massiano' di Perugia.

É la gara che é rimasta negl'annali della cronaca per la tragica morte sul campo del giocatore del Perugia Renato Curi.

"Nel primo tempo Curi, uno dei migliori in campo per la puntua­lità della gestione della manovra, si infortuna leggermente in uno scontro con Causio. Nella ripresa tuttavia rientra, ma dopo cinque minuti, sotto la pioggia, si acca­scia improvvisamente al suolo. Il gesticolare disperato dei giocato­ri juventini accanto a lui, Benetti, Bettega e Scirea, fa pensare a qualcosa di grave, ma nessuno riesce a comprendere, non essen­dosi visti contrasti di gioco vio­lenti. Arriva la barella, il giocato­re esanime viene portato fuori dal campo. I medici del Perugia gli praticano due iniezioni, il massaggio cardiaco, la respira­zione bocca a bocca: Curi è pao­nazzo, il battito del cuore è incep­pato. Mentre la partita, tra com­pagni e avversari ignari, prose­gue, viene caricato su un’au­toambulanza e portato al Policli­nico di Perugia. Dove tuttavia ar­riva praticamente cadavere: i tentativi di rianimarlo proseguo­no per una quarantina dì minuti, finché, alle 16,30 (in lugubre, perfetta contemporaneità con la fine della partita fischiata dal­l’arbitro Menegali) il giocatore viene dichiarato ufficialmente morto. Una fine terribile per la sua fulmineità."

tratto da: Renato Curi: Morte nel pomeriggio 

Buona Visione!  



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Stagione 1977-1978 - Campionato di Serie A - 6 andata
Perugia - Stadio Comunale di Pian di Massiano
domenica 30 ottobre 1977 ore 14:30 
PERUGIA-JUVENTUS 0-0

PERUGIA: Grassi, Nappi, Dall'Oro, Frosio, Zecchini, Amenta, Bagni, Curi (Matteoni 52), Novellino, Vannini, Speggiorin
A disposizione: Malizia, Scarpa
Allenatore: Ilario Castagner

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile, (c) Furino, Morini, Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna, Benetti R., Bettega R. 
A disposizione: Marchese, Cabrini, Virdis
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Menegali




Il dolore di compagni e di avversari negli spogliatoi di Perugia dopo la gara 
"Via, via mi tiro su,, le sue ultime parole Questa la frase mormorata da Curi a Bettega che accorreva
Il commosso ricordo di Vannini ed Agroppi
Il tragico annuncio dall'ospedale allo stadio 

(Dal nostro inviato speciale) 
Perugia, 30 ottobre. 

La partita è finita. Il cielo ha sfogato la sua rabbia e, dopo il diluvio, il sole si apre un varco fra la nuvolaglia. La gente sfolla dallo stadio di Pian di Massiano affondando nel fango e commentando lo zero a zero ma chiedendosi, soprattutto, come sta Renato Curi. La notizia della sua morte sta già circolando ma è ancora nota a pochissime persone. Scendo dalla tribuna e raggiungo gli spogliatoi attraversando il campo, che sembra una risaia: nell'acquitrino spuntano, qua e là, le zolle sconvolte. Superato il tunnel varco la soglia che immette nell'atrio davanti agli stanzoni delle due squadre. Per un puro caso sono l'unico giornalista — insieme ad un collega di una televisione locale — ad essere testimone del dramma che si sta consumando all'interno. Dal policlìnico hanno appena telefonato allo stadio confermando il decesso di Curi e il general manager del Perugia, Silvano Ramaccioni, scoppia in un pianto dirotto. 
«No, non è possibile" 
grida con la voce rotta dai singhiozzi. Lo sorreggono. La porta del camerone bianconero si apre e compaiono il dottor La Neve, il general manager Giuliano, Trapattoni e I giocatori. Hanno saputo e, sconvolti, chiedono particolari, si recano in pellegrinaggio negli spogliatoi perugini. Morini è pallido come un cencio. 
«Ero il più vicino al povero Curi — racconta lo stopper —, stavo seguendo il pallone, finito in fallo laterale, quando ho visto Curi accasciarsi al suolo come fulminato. Non riusciva a respirare, aveva gli occhi rovesciati e ho capito che era grave». 
Un urlo interrompe il dialogo con Morini. E' l'allenatore in seconda Molinari, molto affezionato a Curi, che non regge al dolore e, vittima di una crisi nervosa, si accascia: debbono praticargli una iniezione cardiotonica per calmarlo. La scena è straziante. Mi avvicino al camerino dell'arbitro dove c'è uno dei medici sociali. Il dottor Giorgi, che sta parlando con Menegali e i due guardalinee. Chiedo a Giorgi di diagnosticare la causa del decesso. 
«Posso solo dire che Curi non aveva subito traumi — risponde —. Si tratta di un collasso che sottintende però altre cose». 
Infatti solo l'autopsia, che verrà effettuata domattina dal prof. Severi o dal prof. Boris, potrà accertare le cause del decesso ed eventuali responsabilità dì terzi. Insisto per sapere se a Curi — che aveva subito una botta alla gamba destra da Causio al 38' del primo tempo — durante I quattro minuti in cui era rimasto ai bordi del campo per le cure del caso gli fosse stata praticata una iniezione antidolorifica. Il dottor Giorgi scuote il capo asserendo che non è stato necessario, sia in quel momento che nell'intervallo, praticargli iniezioni e pertanto non si può parlare di choc anafilattico. Fuori c'è ressa. I giornalisti vogliono entrare, ma le porte si aprono soltanto per Sandro Ciotti, che, informato della disgrazia, più tardi, darà la notizia attraverso la radio. C'è sgomento, confusione, dolore: un'atmosfera allucinante. Anche Malizia, il portiere di riserva, perde il controllo, piange e sì dispera. Arrivano due donne, sono le mogli di Amenta e di Ceccarìni. 
"No, no", grida la signora Amenta. Ed aggiunge con un gemito: «Perché ha voluto giocare? Perché?». 
Le portano via. I giocatori cominciano ad uscire alla spicciolata. Ecco Furino. Il capitano della Juventus, quando Curi era crollato sull'erba fradicia, aveva richiamato l'attenzione della panchina del Perugia e dell'arbitro rendendosi immediatamente conto delle condizioni disperate del giocatore biancorosso. 
«Avevo calciato io la palla in fallo laterale — racconta Furino —, poi in attesa che riprendesse il gioco ho visto Curi stramazzare. Ho cercato di rialzarlo, stava ancora facendo del movimenti ma poi l'ho udito rantolare». 
In quel momento, attorno a Curi c'erano diversi juventini, fra i quali Bettega e Gentile. Bettega ha udito Curi dire: 
« Via, via, mi tiro su ». 
E queste sono state le ultime parole del centrocampista perugino. 
« E' un fatto terribile che si commenta da solo — dice Bettega —. Una dolorosa pagina che sconvolge lo sport e l'ambiente del calcio e che deve farci meditare. La gente ovviamente non c' entra in questa disgrazia, ma certe esasperazioni di tifo non si debbono più verificare. Il calcio deve tornare ad essere un gioco ». 
Trapattoni si associa a Bettega: 
« Ci si deve rendere tutti conto che le esasperazioni creano tensione ».
Il clan della Juventus è attonito. C'è Causio che rimpiange di non aver colpito Curi più forte in quel tackle al 38' del primo tempo. Con un fil di voce aggiunge: 
« Cosi non sarebbe tornato in campo e di conseguenza sarebbe ancora vivo ». 
Nell'altro camerone Castagner è sconvolto, ha i lineamenti contratti. Non piange, si tiene tutto dentro, non fa dichiarazioni. Avvicino Novellino e Speggiorin, che stanno appoggiati ad un muro. Novellino ha gli occhi arrossati, lo sguardo fisso nel vuoto, le mani abbandonate lungo i fianchi. E' distrutto dal dolore per la scomparsa di un compagno al quale voleva bene. 
« Era cosi contento di rientrare in squadra, la vita è davvero crudele e per la famiglia di Renato e per noi è una grande sciagura », 
si lascia sfuggire Novellino a bassa voce, come parlando fra sé e sé. Curi era il più piccolo giocatore della serie A e Vannini il più alto: lì chiamavano il braccio e la mente. Entrambi provenivano dal Como e da tre stagioni militavano nel Perugia che con il loro apporto, aveva compiuto la brillante escalation dalla serie B alla massima divisione. Vannini non si dà pace per la scomparsa del compagno, che considerava un fratello. S'aggira nello spogliatoio come un automa. 
"Gli volevamo tutti bene — riesce a dire —. Sua figlia Sabrina era nata il 7 ottobre, come me, e si festeggiava insieme il compleanno. E adesso... ». 
S'interrompe, non riesce a proseguire. Piange, piangono tutti. Si viene a sapere che il presidente D'Attoma è corso al Policlinico a bordo di un'auto della polizia. 
« Incredibile », 
ha detto il massimo dirigente del Perugia al momento di lasciare Pian di Masslano. D'Attoma era allegro prima della partita. Raccontava ai cronisti di aver regalato un portasigarette d'argento a Boniperti durante la cena di sabato sera che era servita a chiarire alcuni equivoci. Scherzava dicendo che aveva chiesto a Boniperti il 10 per cento sulla quota degli ingaggi decurtati ai bianconeri un anno fa grazie alla sconfitta della Juventus sul campo perugino, nell'ultima partita del campionato '75-76 successo propiziato da un gol di Curi. A chi gli chiedeva se era sorto una specie di « gemellaggio » fra le due società, D'Attoma replicava: 
« Sarebbe un onore. Ma non parlate di pace fra noi e la Juventus. Non ce n'era bisogno. L'incontro è servito unicamente per la gente. Come si fa non essere amici di un grande club come quello bianconero ». 
Appariva sicuro che il pubblico si sarebbe comportato bene (e cosi è stato) ed ottimista sull'esito della gara. Non presagiva certo la tragica fine di Curi, una grossa perdita sia sul plano umano sia su quello economico. Gli spogliatoi sì stanno svuotando. Le due squadre lasciano lo stadio dirette all'obitorio del Policlinico, dove intendono rendere un commosso omaggio alla salma di Curi. Ormai è buio. Passa in secondo piano la notizia che, durante il secondo tempo, una voce anonima, attraverso il telefono, aveva annunciato che in tribuna c'era una bomba. Il solito mitomane. In quel momento Curi stava morendo. E adesso lo piange tutta una città. E lo piange anche Aldo Agroppi, che a tarda sera, rientrando da Ferrara, dove ha accompagnato la squadra ragazzi, si reca al Policlinico. 
"Renato viveva per la famiglia — dice Aldo —. Lo ammiravo per la sua semplicità, è una grossa perdita per tutti noi". 

Bruno Bernardi



PERUGIA-JUVENTUS 0-0
Tanto rumore per nulla

DOVEVA essere una bella giornata di sport, dopo la cena della pace tra D'Attoma e Boniperti nella villa da nababbo del dirigente Ciai (caviale, champagne e belle signore, come nei film di Hollywood); è stata invece una giornata di lutto. Boniperti ha rischiato l'infarto quando ha appreso che l'arbitro sarebbe stato Menegali, proprio quello della sconfitta-scudetto del '76, con un gol del povero Curi.
Se non fosse stato per la tragedia, ora la Juventus farebbe festa per il pareggio, del resto ampiamente meritato. A tifare per il Perugia c'era anche Brera. Su "Il Giorno" si è mimetizzato scrivendo:
"Al solito, avevo cercato di prevenire i brutti vizi del mio cuore, che è decisamente vecchio, baccagliando come un qualsiasi spettatore core tifoso. Prendevo anche parte, non dico quale...".
Ma conoscendo il suo pensiero sulla Juventus è facile dedurre che tifava per il Perugia. La Juventus resta comunque un quiz. E il radiocronista-rivelazione Franco Zuccalà ha scritto su "La Sicilia" di Catania, il quotidiano della sua città: 
"Qui non si riesce a capire finalmente se la Juventus è in crisi oppure no. Persino il sommo Brera, quando i bianconeri perdono, è pronto a menare il torrone con la storia della stanchezza per il campionato scorso mentre quando vincono è pronto a dire che gli avversari non valgono una cicca. E se non riesce a raccappezzarsi lui che come ha detto una volta a un suo interlocutore per zittirlo, "è pagato per dare giudizi", figurarsi il sottoscritto". 
Gian Paolo Ormezzano ha sparso la voce che Boniperti si appresta a lasciare la Juventus per sostituire Catella al vertice del comitato piemontese del CONI. Il bello è che Ormezzano non l'ha scritto su «Tuttosport», di cui è direttore, bensì su "Il Messaggero" di Roma. Sulla "Domenica del Corriere" Mike Bongiorno, in attesa di riprendere la sua fortunata trasmissione, ha scritto: 
"Scommettiamo che la mia Juventus anche quest'anno vince il campionato?". 
Dopo aver intervistato in tutti i modi Roberto Bettega i rotocalchi sono passati alla moglie, Emanuela Peverali. "Eva Express" ha sparato questo titolo all'intervista rilasciata a Donata Giachini:
"Mi ha sposata nonostante il mio peccato di gioventù". 
Niente scandali, il peccato di gioventù non sottintende alcun figlio segreto. Solo, prima di conoscere Bettega, Emanuela tifava per l'Inter. Cose che capitano.

Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1977 nr.44





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Una rovesciata di Roberto Boninsegna sotto gli occhi di Mauro Amenta

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giovedì 24 aprile 2025

24 Aprile 1977: Perugia - Juventus

É il 24 Aprile 1977 e Perugia Juventus  si sfidano nell' undicesima giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1976-77 allo StadioComunale di Pian di Massimo‘ di Perugia.

É un campionato dominato dalle squadre piemontesi questo. Con Torino e Juventus 'abbracciate' in un appassionante testa a testa fino a fine campionato. Alla fine trionferanno i bianconeri per un solo punto in un duello entrato nella storia. Dall'altra parte c'é un Perugia che disputa un gran bel campionato e finisce la propria cavalcata in uno storico sesto posto finale.

Buona Visione!



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Stagione 1976-1977 - Campionato di Serie A - 11 ritorno
Perugia - Stadio Comunale di Pian di Massiano
Domenica 24 aprile 1977 ore 15:00
PERUGIA-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Causio 19, Vannini 31

PERUGIA: Marconcini, Nappi, Ceccarini, Frosio, Berni, Pin L., Scarpa, Curi, Novellino, Vannini, Cinquetti (Amenta 18)
Allenatore: Ilario Castagner

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile, Furino, Morini, Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna, Benetti, Bettega R. (Cabrini 57)
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Bergamo



Addetto al controllo di Novellino
Gentile, un compito ingrato 

ZOFF — E' battuto, imparabilmente, da un colpo di tetta dello specialista Vannini con il primo tiro che, nell'arco di mezz'ora, gli viene indirizzato. Per iI resto compie in pieno il proprio dovere e, coma ringraziamento, diventa il bersaglio del lancio di agrumi e di altri oggetti da parte dei tifosi perugini. 

CUCCUREDDU — Cinquetti si « stira » dopo 18 minuti e viene sostituito da Amenta, ma il sardo se la sbriga senza particolari difficolta controllando con sicurezza II suo settore. 

GENTILE — Comincia stroncando un tentativo di Novellino che, proiettatosi in una fuga, viene interrotto fallosamente. Deve ricorrere a tutto il suo mestiere e qualche volta ai falli (l'arbitro gli fischia otto punizioni contro e due a favore) per fermare il vivace Novellino che al sposta spesso anche a sinistra per sottrarsi alla marcatura asfissiante del bianconero. Nell'ultimo quarto d'ora, benché azzoppato, Gentile neutralizza il «brasiliano» ormai svuotato di energie. 

FURINO — Prende in consegna Curi, poi se la vede con Pin che gli sfugge e propizia con un bel cross da fondo campo II gol di Vannini. Produce, comunque, un buon lavoro a centrocampo, specie in fase di contenimento. 

MORINI — Neutralizza Scarpa anticipandolo costantemente e battendosi come un gladiatore per atroncare le velleitarie offensive del Perugia. Nell'esaltazione agonistica e per la stanchezza ha una reaziona eccessiva nei confronti di un avversario che lo ostacola e viene ammonito: un provvedimento che non scalfisce la sua ottima prestazione. 

SCIREA — Si sgancia con frequenza nelle battute iniziali del « match » sfruttando la fascia laterale destra per II cross. Nella ripresa resta più ancorato alla sua zona per arginare, con tempestivi Interventi, gli inaerimantl dei centrocampiati umbri. 

CAUSIO — Trascurato inizialmente dai compagni, non entra nel giro del gioco, ma entra al momento giusto per disturbare Marconcini sul tirocross di Boninsegna e determinare la « sponda » che porta in vantaggio la Juventus. Poi si produce in numeri eccezionali ridicolizzando Nappi, ma, dopo un'ammonizionl, si defila un po'. 

TARDELLI — Vannini lo sovrasta di una spanna, come statura, e nulla può fare sul colpo di testa che determina il pareggio. Nel lavoro di centrocampo alterna spunti utili ad errori: non ha ancora ritrovato il miglior smalto e sta pagando il pedaggio di una stagione particolarmente logorante per lui. 

BONINSEGNA — Propizia il gol di Causio. Le occasioni migliori gli capitano sul deatro, il piede meno abile, ma è anche merito di Marconcini se Il centravanti fallisce il punto decisivo. #

BENETTI — Sgobba con II solito impegno prima su Pin, poi au Curi e infine su Pin. Una gran mole di lavoro che talvolta lo porta fuori misura nei passaggi, ma che è assai redditizia. 

BETTEGA — Pur non avendo recuperato In pieno tutte le energie, si prodiga come « pivot », al servizio di Boninsegns o in appoggio al centrocampo. Effettua un alto tiro dal lato, poi ripiega in retrovia per disturbare il lungo Vannini sui corner e sulle punizioni. Una ginocchiata di Vannini al fianco sinistro lo menoma costringendolo ad uscire in una fase delicata della partita.

CABRINI — Sostituisce Bettega all'12' della ripresa e svolge con diligenza il compito di ala tornante (è un po' un ritorno alle origini) impegnando a fondo Nappi, che si salva con interventi fallosi in un paio di occasioni. Assume una posizione più arretrata in difesa del pareggio. 

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 25 aprile 1977




Il torneo diventa di fuoco: la coda-lunghissima è piena di veleno. In testa, continua il derby piemontese. Tutti volevano Juve e Toro alla pari: ci ha pensato il Perugia, ci ha pensato soprattutto l'arbitro di Torino-Verona
Aggancio di rigore

L'OPERAZIONE-AGGANCIO è riuscita. Il Torino ha acciuffato la Juventus. Siamo al derby ad oltranza. Giovanni Arpino, ebbro di gioia, ha annunciato su "La Stampa" del vecchio Piemonte: 

"Rieccoli in parità, i due "cavalli di razza" del football italiano. Come volevasi dimostrare, come sottolinea l'identica media inglese". 

Тоrino esulta giustamente. E l'autore di «Una nuvola d'ira» ha concluso il suo sermone sparando a zero sui mezzibusti della TV che si divertono solo con il «Mistero buffo di Dario Fo (e gentile signora)". 

Ha detto Arpino: 

"Torniamo a veder le stelle cioè: Juventus e Torino. Da questo punto, dicano pure la loro chiromanti, psichiatri, parapsicologi: i due "cavalli di razza" stanno giocandosi una stagione che non trova esempi nella storia. Anche se i barbogi della TV seguitano a parlare di "Monotonia al vertice". Forse si svegliano solo quando li bastonano le mogli ».

PERUGIA-JUVENTUS: 1-1
La "Vecchia Signora" scippata dal Grifone

L'ANNO SCORSO la Juventus di Parola a Perugia aveva perso lo scudetto. Quest'anno Trapattoni è contento di aver pareggiato, Boniperti sapeva pure che l'allenatore del Perugia, Castagner, ha sempre una notevole dose di fortuna. Si ricordava quanto aveva scritto sul "Giornale Nuovo" Alfio Caruso: 

"Raccontano che una volta dopo parecchie indecisioni si mise in fila per entrare in un'autostrada che giudicava superflua. Giunto al casello, al momento di ritirare lo scontrino si senti dire che avrebbe viaggiato gratis: era la ventimillesima auto".

Domenica Castagner ha avuto la fortuna di trovare la testa dell'ex cеstista Vannini, quando la Juventus si era illusa di poter vincere la partita con il golletto di Causio. Nei commenti, la solita prova di campanilismo. Sulla «Gazzetta del Popolo», quotidiano di Torino, Franco Colombo ha dato questi voti: Zoff buono, Cuccureddu discreto, Gentile discreto; Furino sufficiente, Morini buono, Scirea buono; Causio buono, Tardelli sufficiente, Boninsegna discreto. Benetti sufficiente, Bettega discreto. E anche Gino Bacci su "Tuttosport" ha elogiato tutti: nessuno ha avuto l'insufficienza, il cronista ha distribuito tre 7 e tre 6,5. Pure i giudici di Bruno Bernardi su "Stampa Sera" sono stati lusinghieri, nessuna stroncatura in particolare. Apri invece il «Corriere della Sera» e scopri che Gianni de Felice ha dato l'insufficienza a Tardelli e Bettega. Vai a leggere la "Gazzetta dello Sport" e vedi che Giorgio Mottana, mentre ha attribuito 6,5 a Bettega, ha bocciato ben cinque giocatori. Sulla rosea, hanno infatti ricevuto l'insufficienza Cuccureddu, Furino, Tardelli, Boninsegna e Benetti (5 contro il 7 di Tuttosport). E allora non puoi che concludere che la stampa milanese stronca la Juventus anche per invidia. Se il Perugia fosse davvero così più forte della Juventus come sostengono le gazzette longobarde, come ha fatto la Juventus a staccare il Perugia di ben 17 punti? non può essere certo solo fortuna.

Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1977 nr.16-17



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Doppia esultanza per Causio e Vannini.

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A dare il via alle marcature è Causio che sfrutta uno scontro tra Nappi e Marconcini.

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Livio Pin contro Franco Causio

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