È il 21 ottobre 1998 ed Athletic Bilbao e Juventus si sfidano nella terza giornata del girone di qualificazione della UEFA Champions League 1998-99 allo Stadio San Mamés di Bilbao (Spagna).
In casa bianconera sta per avvenire una clamorosa 'rivoluzione'. Il grande Marcello Lippi poco dopo questa partita rassegnerà le dimissioni da allenatore ed al suo posto arriverà il giovane e rivoluzionario Carlo Ancelotti. Dopo l'iniziale scetticismo dei tifosi, la squadra sembra aver intrapreso la giusta via. Però alla fine sarà solo un deludentissimo settimo posto che varrà solo l'accesso per l'europa verso la Coppa Intertoto.
Dall'altra parte c'è l'Athletic che, fiero del suo orgoglio basco, è sempre un ostacolo ostico da superare.
Buona Visione!
Bilbao - Estadio San Mamés
mercoledì 21 ottobre 1998 ore 20:45
ATHLETIC BILBAO-JUVENTUS 0-0
ATHLETIC BILBAO: Etxeberria I.; Lacruz, Carlos Garcia, Alkorta (Rios 5), Larrazabal; Imaz, Urrutia (Jorge Perez 86), Guerrero (Ezquerro 58), Alkiza; Etxeberria J., Urzaiz
A disposizione: Valencia de la Serna, Felipe, Ferreira, Lasa
Allenatore: Luis Fernández
JUVENTUS: Peruzzi; Birindelli, Tudor, Montero P.; Di Livio, Deschamps, Davids (Tacchinardi 77), Pessotto G. (Iuliano 29); Zidane; Inzaghi, (c) Del Piero (Fonseca 81)
A disposizione: Rampulla, Mirkovic, Conte A., Perrotta.
Allenatore: Marcello Lippi
ARBITRO: Nielsen K.M. (Danimarca)
AMMONIZIONI: Inzaghi 79 (Juventus)
Del Piero, il genio riposa
E Inzaghi sbaglia un pallone d'oro
BILBAO DAL NOSTRO INVIATOUn Peruzzi in versione Superman salva la Juventus che soffre e viene abbandonata dai suoi attaccanti. Partita, comunque, piena di tensioni sia in campo sia fuori con incidenti sugli spalti, nella curva occupata dai tifosi bianconeri, nell'intervallo e carica della polizia.
PERUZZI 7,5. Si fa notare subito per il maglione color carota, ma soprattutto per un'uscita tempestiva sui piedi di Exteberria (19' pt) degna di un campione qual è. Bis nel finale su botta in mischia di Urzaiz.
BIRINDELLI 6. Non è la sua serata. Soffre Urzaiz, commette fin dall'avvio una serie di errori abbastanza insoliti per lui. Nel secondo tempo passa sul versante sinistro e migliora.
TUDOR 6. Ogni tanto vengono a galla i limiti dettati dall'inesperienza. Due «lisci» nel primo tempo mettono i brividi a tutta la difesa. Poi si risolveva.
MONTERO 7. La Juve patisce la partenza a tutta birra del Bilbao, e lui, come un po' tutta la retroguardia, si trova a fronteggiare le incursioni dei baschi cui il centrocampo non riesce a mettere un freno in prima battuta. I guai maggiori quando Lippi adotta per pochi minuti la difesa a tre. Ma c'è da chiedersi cosa succederebbe se non ci fosse nei momenti cruciali.
PESSOTTO 5. Ritorna in servizio dopo l'infortunio con la Nazionale. La sua partita di grande patimento dura mezzora, Lippi lo sacrifica per motivi tattici: in quella posizione era quasi inutile alla causa e lasciava via libera a Exteberria.
(Dal 29' pt Iuliano 6,5. Al debutto dopo oltre un mese di stop e pronto a sbrogliare qualche intricata situazione con il piglio di chi è da tempo un perno della difesa).
DI LIVIO 6,5. Parte nella consueta posizione di esterno destro, poi viene riciclato a sinistra nella zona in cui la Juve lascia troppi varchi agli avversari. Nella ripresa Lippi lo riporta a destra a conferma di come la partita fosse per la Juve più difficile da interpretare di un libro in aramaico.
DESCHAMPS 6,5. A pochi passi da casa, il basco di Francia vive una serata di grande sofferenza e non riesce a ripetere la prestazione eccellente di Vicenza. Ma tiene bene la posizione e con i minuti cresce di tono.
DAVIDS 6,5. Un assist per Inzaghi è il suo primo squillo di una partita in cui prima di tutto deve arrangiarsi a cercare di tenere lontano il pericolo da Peruzzi. Si esalta nel clima infuocato, offre un apporto di assoluta concretezza.
(Dal 31° secondo tempo Tacchinardi sv).
ZIDANE 6. Cambia la scena, resta il solito Zizou. Un primo tempo con poca polpa, spesso in balia dell'avversario, mai in grado di esprimere uno spunto vincente. Ripresa di maggior sostanza.
INZAGHI 5,5. Ha la palla del vantaggio dopo un quarto d'ora, ma la mira è sbagliata. Partita delicata per tutta la Juve, molto problematica per il suo centravanti che resta spesso abbandonato e ha pochissime occasioni per colpire. E sbaglia quando potrebbe segnare. Ma almeno ci prova.
DEL PIERO 5. Poco o nulla da segnalare nel primo tempo se si esclude una magia da fuoriclasse per sinarcare Zidane. Per il resto ha gli stessi problemi di Inzaghi e non dà segnali di vita.
(Dal 36'st Fonseca sv).
Fabio Vergnano
La Champions League sorride ai nerazzurri, mentre a Bilbao i bianconeri strappano un pari che può rivelarsi prezioso
Peruzzi tiene la Juve in Europa.
Le sue parate decisive stoppano l'assalto bascoBILBAO DAL NOSTRO INVIATO Il terzo pareggio che la Juventus strappa in Champions League tiene aperto il sentiero che porta ai quarti di finale, anche in virtù della vittoria che il Rosenborg coglie a spese del Galatasaray, spodestandolo, così, del primo posto. Poteva perdere, la Juve di Bilbao, ma anche vincere. Marcello Lippi l'ha corretta in corsa, rimediando a un assetto iniziale che faceva acqua soprattutto nel settore di Pessotto. Con Iuliano, la squadra è parsa meno vulnerabile. I campioni d'Italia hanno ricavato poco da Inzaghi, Del Piero e Zidane, accerchiati dagli indiavolati avversari. Per un tempo, meglio i baschi di Fernandez. Nella ripresa, Juve più attenta e disinvolta. Athletic, Athletic. La storia rumoreggia sulle gradinate. In campo, ci si batte a muso duro, ma senza sotterfugi, un inchino a ogni botta. L'arbitro non fischia mai. La Juventus giochicchia per un quarto d'ora, quanto basta a Davids per spalancare l'area a Inzaghi, il cui tiro, dalla lunetta, avrebbe giustificato ben altra mira. Già privi di Javi Gonzalez, Larrainzar e José Mari, i baschi perdono anche Alkorta, al posto del quale viene precettato il mastodontico Bios. Piano piano, l'Athletic guadagna metri, circonda e ammutolisce con il pressing Inzaghi, Del Piero, Zidane, costringe Di Livio e Pessotto, soprattutto lui, a tribolati rammendi, obbliga Birindelli, Tudor e Monterò a disimpegni così febbrili che, spesso, diventano munizioni per chi attacca. L'Athletic pigia a tavoletta. La Juventus ne soffre le improvvise folate, anche per via di quella grottesca difesa a tre che sboccia verso l'ir, senza sollevare Deschamps dal navigare fra Scilla e Cariddi, fra Guerrero e Alkiza. Il pressing dei baschi è furia a comando. Al 19', un errore di Del Piero propizia un contropiede che, attraverso Imaz e Urzaiz, porta J. Etxeberria a tu per tu con Peruzzi. Ci vorrebbe un miracolo: Peruzzi lo compie. A Zidane non riesce di accendere la luce. La Juve rincula, aggredita a centro- campo, scoperta sulle fasce. L'assedio lo rompe un'iniziativa di Del Piero, che Deschamps, infiltratosi sino al limite, non sfrutta. Può succedere di tutto, a forza di lasciarsi risucchiare, e difatti, al 28', un'omissione di Tudor, su punizione di Guerrero, procura la più ghiotta delle occasioni: Lacruz, tutto solo, la sciupa di testa. Corre ai ripari, Lippi. Fuori Pessotto, infilzato dalla baionetta di J. Etxeberria, e dentro Iuliano. Tre centrali, con ai fianchi Birindelli (destra-sinistra) e Di Livio (destra-sinistra-destra-sinistra), a proposito di idee chiare). Blindata la Maginot, i campioni d'Italia possono, così, uscire dal bunker: 36', sventola di Davids, a rischio di autogol; 38', punizione di Del Piero, carambola su Birindelli, brivido; 42', da Deschamps a Inzaghi, in bocca al portiere. Scaramucce nel covo dei tifosi juventini e cariche della polizia introducono la ripresa. L'Athletic cerca d'increspare le acque, di aizzare il ritmo contro una Juve non più in palese affanno, ora che Lippi l'ha ridisegnata, e sempre reattiva: prova ne sia lo spericolato avvitamento in forza del quale, al 9', I.Etxeberria sfila dalle chiome di Del Piero una parabola arguta dell'inossidabile Di Livio. Fernandez richiama Guerrero, così così, e sfodera un'altra punta, Ezquerro. Adesso è la Juve a recuperare campo e personalità: al 14', Inzaghi-Deschamps, applausi per tutto, il movimento, il tiro, la parata. Tre angoli sprigionano altrettante bolge a casa Peruzzi. Ma al 22', è Zidane a smarcare Inzaghi: I. Etxeberria gli piomba sui piedi, rubandogli il tempo. Quando scocca la mezz'ora, gli dei pilotano fra i guanti di Peruzzi, annaspante sulla linea, una strepitosa girata di Urzaiz. Tacchinardi avvicenda un Davids forse esausto, sicuramente fra i più generosi. Molto si agita, Inzaghi, tanto da essere ammonito, allorché il guardalinee Knudsen gli annulla u gol-partita, al 33', ma il fuorigioco era netto. Fonseca dà il cambio a Del Piero. La Juve ribatte colpo su colpo. Graffiata, morde. Il finale, però, è tutto Athletic, con Alkiza che, sfrecciando ai cento all'ora, impegna strenuamente Peruzzi. E così la partita, ardente e corretta, approda al risultato più equo.

























