É il 12 Settembre 1993 e Foggia e Juventus si sfidano nella Quarta Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1993-94 allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.
La Juve allenata in panchina da Giovanni Trapattoni e trascinata in campo da un Roberto Baggio nel suo momento più splendente si appresta a piazzarsi al secondo posto del massimo campionato calcistico. Davanti c'é l'inarrivabile Milan di Fabio Capello che 'ammazza' il campionato fin dall'inzio. Dall'altre parte c'é un Foggia che allenato dal 'nemico storico' Zdenek Zeman ottiene un bel nono posto finale dopo un campionato al di lá delle piú rosee aspettative.
La partita é entrata di diritto nella Storia della nostra gloriosa societá perché sancisce l'esordio ufficiale in maglia bianconera di una leggenda come Alessandro Del Piero.
Buona Visione!
Stagione 1993-1994 - Campionato di Serie A - 4 andata
Foggia - Stadio Pino Zaccheria
domenica 12 settembre 1993 ore 16:00
FOGGIA-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Roy 63, Ravanelli 68
FOGGIA: Mancini, Chamot, Nicoli, Sciacca, Bucaro, Bianchini, Bresciani, Di Biagio (De Vincenzo 88), Kolyvanov, Stroppa, Roy
A disposizione: Bacchin, Di Bari, Mandelli, Cappellini
Allenatore: Zdenek Zeman
JUVENTUS: Peruzzi, Porrini (Carrera M. 78), Torricelli, Marocchi, Kohler, Julio Cesar, Di Livio, Conte A., Ravanelli (Del Piero 74), Baggio R., Moeller
A disposizione: Rampulla, Baldini, Galia
Allenatore: Giovanni Trapattoni
ARBITRO: Amendolia
AMMONIZIONI: Torricelli 56, Marocchi 59 (Juventus);
Chamot, Bucaro 12, Sciacca 45 (Foggia)
Foggia - Stadio Pino Zaccheria
domenica 12 settembre 1993 ore 16:00
MARCATORI: Roy 63, Ravanelli 68
FOGGIA: Mancini, Chamot, Nicoli, Sciacca, Bucaro, Bianchini, Bresciani, Di Biagio (De Vincenzo 88), Kolyvanov, Stroppa, Roy
JUVENTUS: Peruzzi, Porrini (Carrera M. 78), Torricelli, Marocchi, Kohler, Julio Cesar, Di Livio, Conte A., Ravanelli (Del Piero 74), Baggio R., Moeller
ARBITRO: Amendolia
I bianconeri domano i bersaglieri del Foggia ma gettano al vento troppe occasioni
Juve, cuore di ferro e piede sprecone
Baggio e Moeller falliscono per quattro volte il bersaglio
Al gol dei pugliesi risponde Ravanelli evitando la beffa
FOGGIA DAL NOSTRO INVIATOZemanlandia, il luna park del pallone, ci ricorda adesso una di quelle centrali dell'effimero cresciute sulla riviera romagnola, dove si entra convinti di assistere alle mirabilie e poi ci trovi, fasciati di luci psichedeliche, due scivoli, tre piscine e il gabbiotto della Coca Cola. La Juve, finalmente solida e creativa, ha squarciato questa volta il cartellone pubblicitario dei foggiani e ha ridimensionato il babau anche in prospettiva futura: niente d'ora in poi dovrà sembrare troppo brutto a una squadra lontana dagli sfarzi giocosi del passato, ma abbastanza attrezzata per fare bene fino in fondo. Il problema per i trapattoniani sarà di non gettar via altri punti. Come a Roma, come anche a Foggia dove con più freddezza la Signora avrebbe potuto schiacciare gli Assatanelli sotto il peso di tre o quattro gol. Abbiamo visto un match non brutto se si giudica in base alle emozioni, sicuramente poco fluido se si guarda al gioco e alle molte (troppe) cadute di ritmo, un po' per il caldo, un po' per gli scontri in campo e un po', diremmo, perché alla Juve conveniva così.Guai a mettersi sul piano della corsa. Il battaglione bersaglieri foggiano avrebbe prevalso. E così è stato nei primi minuti, quando la Signora ha subito una giostra dalla quale ci chiedevamo come sarebbe scesa.Dopo tre minuti il Foggia era in gol. Roy, antillano di sangue e aiacide di scuola, è scattato sul tocco profondo di Kolyvanov lasciando sul posto un paracarro, cioè Porrini, e ha tirato in diagonale. Gol splendido e per noi anche buono. Non per Amendolia, cui il guardalinee aveva segnalato il fuorigioco. Su quell'episodio tutta la partita è scivolata via, con la sensazione (foggiana) di aver subito un furto. In realtà la Juve ha ottenuto con il tempo una superiorità netta: anche a Zemanlandia la tecnica conta qualcosa e se la palla la tocca Moeller o Baggio ne senti la musica, se la calcia Sciacca o Bianchini vien fuori uno «sboing». Dieci minuti è durata la danza degli Assatanelli e Peruzzi avrebbe gradito trovarsi al cinema, tanto pareva che la Juve fosse sul punto di crollare. Poi abbiamo assistito al miracolo. Giocando un calcio da provinciale Anni Cinquanta, tutto spigoli e pim-pum-pam, i bianconeri hanno smorzato il sacro fuoco degli Zemanidi. Il Foggia ha perso il fiato, la concentrazione, la precisione: poiché il brutto attrae, anche i pugliesi si sono adagiati sulla palla al ricaccio come gli juventini. Con la differenza che la qualità della Juve è lievitata, mentre il Foggia non ha più saputo ripulirsi.A centrocampo Conte e Marocchi, ma anche Di Livio piazzato sulla fascia sinistra, hanno triturato gioco a prezzo di energie mcredibili, la difesa si è assestata in Kohler e Julio Cesar. E davanti le geometrie di Baggio, Moeller e Ravanelli hanno mandato in crisi la difesa in linea, assai debole in Bucaro e Bianchini. Per due volte (al 27' e al 40') Moeller si è trovato a tu per tu con Mancini, una volta (al 13') è toccato al Divin Codino: tre conclusioni facili come un rigore, tre errori. Saliva anche Julio Cesar per sfruttare la stazza sui calci d'angolo e sfiorava per due volte la porta. Di tante occasioni si poteva rammaricare la Juve e al 60' se ne aggiungeva un'altra, ancora con Roberto Baggio. Tra Samp e Foggia il Codino ha sbagliato tre conclusioni a tu per tu con il portiere: che gli succede?Poteva calare il dramma sulla Juve. Il gol del Foggia arrivava in contropiede al 63' con Roy, l'avversario di Porrini. Un raggio di sole rischiarava Zemanlandia. E già immaginavamo i paraponzi sul calcio nuovo che abbatte il vecchio e a nulla sarebbe valso raccontare che il calcio nuovo stava vincendo con un contropiede da italianuzzi vecchio stampo. Cinque minuti dopo però il piede di Ravanelli centrava lo spiraglio giusto per risistemare la verità e la classifica della Juve. Solo in parte però. Perché la Signora Sprechi è di nuovo a due punti dalla testa.Marco Ansaldo
Kohler, grande rientroRoy super, Conte e Marocchi perfettiLE PAGELLE
MANCINI 7. Salva il salvabile, con poco stile ma rara efficacia.CHAMOT 6. Trap lo temeva e per questo ha spostato Di Livio sulla sua fascia per contenerlo. L'operazione è riuscita.NICOLI 6. Potrebbe mandare in crisi Mbeller e il centrocampo bianconero se spingesse come sa. Si limita al compitino.SCIACCA 6. Gioca da centromediano metodista e si arrangia, pur con limiti tecnici evidenti.BUCARO 5. Se i bianconeri perforano al centro con grande facilità è anche perché lui si fa cogliere spesso fuori posizione.BIANCHINI 5,5. Complice di Bucaro, qualche chiusura in più.BRESCIANI 6. Bravo a lanciarsi nel contropiede giusto. Svaria da destra cercando un corridoio che trova raramente.DI BIAGIO 6,5. Ci pare il più lucido a centrocampo, dove se la vede con Marocchi.(88' De Vincenzo s.v.).KOLYVANOV 5. Rientra in squadra, come Kohler che lo marca. Ma per il russo c'è solo un ruolo da spettatore.STROPPA 6. Lezioso nel primo tempo, più sostanza nella ripresa, quando il Foggia appoggia su di lui il rilancio dell'azione.ROY 7. Bellissimo nell'azione del gol annullato, puntuale nel realizzare quello buono. Tutta la vivacità degli attacchi foggiani è nelle sue iniziative.
PERUZZI 6. Ordinaria amministrazione. La miglior parata è su una botta di Sciacca al 7'.PORRINI 5. In bambola. Gli scatti di Roy lo sorprendono, noi invece siamo sorpresi del suo stato confusionale che gli complica le giocate più banali.(77' Carrera s.v.).TORRICELLI 6. Fatica a uscire dal pressing del Foggia. Si riprende alla distanza, dimostrando se non altro carattere.MAROCCHI 7. Tra i protagonisti: insieme a Conte tampona ovunque, pressa, contrasta, rilancia. Il neo tattico è di essersi lasciato attirare in attacco, lasciando spazio al contropiede foggiano nell'azione del gol.KOHLER 7. La differenza tra quando c'è e quando manca è la stessa che c'è tra una porta blindata e una tavola di compensato: dà sicurezza a tutti.JULIO CESAR 7. Finalmente la sua partita, nel giorno in cui lo pensavamo in maggiore difficoltà per quanto sono veloci i foggiani. Formidabile di testa, roccioso di piede. Con più freddezza potrebbe segnare 2 gol.DI LIVIO 6,5. Un passo avanti sulla strada della conferma. Gioca a sinistra con diligenza, se possedesse anche lo spunto in velocità sarebbe un fenomeno. Si attrezzi per il miracolo.CONTE 7. Adora le caramelle gommose e zuccherine: sono il suo carburante. Chiude anche gli spazi non suoi, forse per questo Sacchi lo trascura: uno così non esegue solo gli ordini.RAVANELLI 6,5. Il Marine è l'unico juventino che non spreca le palle-gol. Ha carattere per rischiare anche le entrate spaccagambe in copertura.(74' Del Piero, s.v.: esordisce in serie A).BAGGIO R. 5,5. E' una sofferenza negargli il sei, perché l'abbiamo visto prendere e dare botte, giocare zoppicando, lavorare intensamente benché si veda che non è al massimo. Ma per due volte è solo davanti a Mancini e si impapocchia: non è roba da Divin Codino.MOELLER 5,5. Come Baggio ha sulla coscienza due clamorose occasioni: per una volta la Colt juventina fa cilecca e poco vale che dopo un avvio stentato (attento a non beccare botte) dia un bel contributo in attacco.
L'arbitro Amendolia 5. Partita difficile e in un'atmosfera incandescente: lui e i suoi collaboratori provvedono a infiammarla. Inoltre concede troppi tempi morti.Marco Ansaldo
brani tratti da: LA STAMPA Sport Lunedì 13 Settembre 1993
.png)









