La Juventus, campione d'Italia in carica, affronta una Reggina che alla fine della stagione riuscirà (per un pelo) nel suo scopo di evitare la retrocessione in Serie B.
I bianconeri invece si dovranno accontentare di un terzo posto che per la storia della Juventus è sempre una mezza delusione.
Buona Visione!
Campionato di Serie A 2003-2004 - 4 ritorno Torino - Stadio Delle Alpi Domenica 15 febbraio 2004 ore 20.30 JUVENTUS-REGGINA 1-0 MARCATORI: Maresca 51
JUVENTUS: Buffon, Thuram, Legrottaglie, Pessotto (Ferrara C. 80), Zambrotta, Conte A., Tacchinardi, Maresca (Appiah 55), Nedved, Del Piero, Di Vaio (Miccoli 62) Allenatore: Marcello Lippi
Buffon, parata decisiva. Zambrotta jolly prezioso Thuram risorge da centrale, per Pessotto una seconda giovinezza. Stellone il migliore dei calabresi
JUVENTUS BUFFON 6,5. Ipnotizza Cozza che gli si presenta davanti in solitudine e gli deposita il pallone fra le braccia. Una parata che vale come un gol. ZAMBROTTA 6.5. Un vero jolly. Questa volta parte da destra travestendosi da terzino, anche se in realtà cerca più il fondo campo in compagnia di Maresca che la copertura difensiva. THURAM 6. Centrale per necessità, sorveglia Bonazzoli che lo costringe a sfiancanti recuperi. LEGROTTAGLIE 6. Di nuovo abile e arruolato, pare aver dimenticato i malanni muscolari. La Juve fa la partita, lui contribuisce all'assalto continuo cercando la capocciata vincente. PESSOTTO 6,5. Vive una seconda giovinezza. Nel ruolo dove ha vinto tutto, porta avanti tanti palloni e controlla Comotto (dal 33'st Ferrara sv). MARESCA 7. Lo show di Milano doveva avere un seguito. Enzino ci prova da sùbito con giocate rapide e brillanti, anche se non riesce a picconare più di tanto la difesa reggina. Si esalta nella ripresa: doppio palo e gol prima di inchinarsi al turn over (dall'1st Appiah 6). CONTE 6. Grande impegno come sempre. TACCHINARDI 6. Apre a destra, riapre a sinistra, tuttavia gli effetti non sono mai decisivi. NEDVED 5,5. Si incaponisce nella ricerca sistematica del gol da lontano. E' un periodo poco fortunato per Pavel, mettersi in proprio non gli riesce bene come un tempo. DEL PIERO 6,5. Tenta la furbata alla Maradona, ma Bertini coglie l'irregolarità del gol segnato con la mano. Trova enormi difficoltà nel liberarsi per il tiro e parte troppo da lontano. Migliora nella ripresa: bella una punizione parata, sfortunato un colpo di testa di poco alto e chiude con una traversa con un tiro a effetto. DI VAIO 5. Movimenta la manovra d'attacco, ma incespica sempre prima dell'ultimo passaggio. Non lo salvasse Maresca, avrebbe sulla coscienza un errore decisivo sull'azione del vantaggio (dal 17' st Miccoli 6. Una mosca fastidiosa).
REGGINA BELARDI 6,5. Nessuna pericolo nel primo tempo. Sul vantaggio juventino non gli bastano neppure i due pali per salvarsi. Reattivo sulla punizione di Del Piero e sulla botta a pelo d'erba di Miccoli. FRANCESCHINI 6. Addetto alla marcatura di Di Vaio, se la cava. SOTTIL 6. Perno centrale di una barriera difensiva che nel primo tempo non apre imo spiraglio. TORRISI 6. Il suo punto di riferimento è Del Piero e ha meno problemi del previsto. COMOTTO 5. Il lavoro di aggiramento sulla fascia non funziona. MESTO 5. Lavora in appoggio alla difesa perchè la pressione della Juve è costante. Non trova la posizione. TEDESCO 5,5. Porta la sua borraccia con umiltà, prova a spezzare il ritmo degli avversari nella zona più delicata senza incidere. FALSINI 6. Prende in consegna l'esterno di centrocampo e non è facile perchè dalla sua parte la staffetta Zambrotta-Maresca gh crea parecchi grattacapi. COZZA 5,5. Si traveste da Fantozzi presentandosi davanti a Buffon e affidandogli il pallone che avrebbe dovuto scaraventargli alle spalle. Altre iniziative non lo assolvono. BONAZZOLI 6. Bel duello con Thuram, che non può perdere di vista un momento. STELLONE 6,5. Fa tutto. La punta e il difensore. Un prezioso puntello, bravo a offrire a Cozza la palla-gol che il compagno sciupa in maniera ignobile (dal 36'st Dall'Acqua sv).
L'arbitro BERTINI 7. Non lo inganna Del Piero che segna di mano. Facile il resto. Conte-Comotto: incontri ravvicinati
La Juventus è guidata in panchina da Carlo Ancelotti e sembrerebbe in rampa di lancio per conquistare un altro Scudetto. Però una grande Lazio, un epilogo da campionato non da Vecchia Signora, ed un signore ornito di ombrello in un campo piú da pallanuoto che di calcio, 'ruba' un tricolore piú che meritato.
La Reggina dall'altra parte é guidata da Franco Colombae riesce nel suo intento di evitare la retrocessione inSerie B.
Buona Visione!
Stagione 1999-2000 - Campionato di Serie A - 1 andata Torino - Stadio Delle Alpi Domenica 29 agosto 1999 ore 20.30 JUVENTUS-REGGINA 1-1 MARCATORI: Inzaghi 31, Kallon 47
Del Piero fa il solista, la Juve non canta Sorpresa al Delle Alpi, dove i bianconeri escono tra i fischi contro la matricola della serie A Il gol di Inzagbi illude, poi Kallon esalta la Reggina
TORINO Non c'è stato, nel vernissage della Juve, il rombo del tuono che Vieri ha trasmesso a S. Siro e al campionato: sono altre le strade che i bianconeri percorrono da tre anni, da quando appunto cedettero Vieri in Spagna, che, al solo pensiero, l'Avvocato ancora immalinconisce. Non c'è stato il rombo ma la pioggia è caduta ugualmente: di fischi. Sibili mosci, tristi, quasi increduli hanno bagnato l'uscita di Ancelotti dopo il pareggio, hanno lucidato le vesti dei giocatori che dovrebbero offrire la risposta ad una stagione disgraziata, si sono riversati in ogni angolo del Delle Alpi, dove la Reggina ha colpito alla grande per la seconda volta in due mesi e mezzo: la promozione in giugno e adesso il primo punto in serie A.
L'1-1 è un premio e non un regalo per i calabresi che nel secondo tempo hanno pareggiato e tenuto botta in difesa, persino quando sono finiti in inferiorità. La fortuna li ha assistiti con due pali, il resto l'hanno conquistato da sè con la complicità della Juve. La Signora della riscossa deve già inseguire, unica tra le grandi che non abbia vinto in casa, e i suoi fenomeni hanno da crescere: l'Intertoto e il Milan hanno illuso di trovarli belli e pronti, ma ora che il gioco s'è fatto duro. Del Piero e Zidane hanno riposto le magie. Il secondo tempo li ha inghiottiti, con il resto della compagnia. I sentieri juventini, alla fine, conducono a Inzaghi. Lui non rombeggia e rambeggia, è una scarica d'elettricità che si innesca a un certo punto e porta al gol. Ha levato parecchie castagne al fuoco juventino nell'Intertoto, ieri ha schiodato la partita che la Reggina, entusiasta e niente affatto sprovveduta, gestiva come una zecca fastidiosa.
La Juve, ed era già la mezz'ora, non scrollava l'avversaria, si perdeva dietro lo strano egoismo di Del Piero che gioca come se dovesse riscuotere un debito dalla sorte, molto per sè: al 16', lo stesso minuto del primo gol interista, Alex lo studente Cepu si impapocchiava in area, invece di servire sulla sinistra il liberissimo Inzaghi. Cercava il «suo» gol, Del Piero, e in campo lavorava quasi esclusivamente con Zidane, forse per affinità di tocco o per solidarietà da ex infortunati. In attacco, la Juve non trovava se non in un'occasione (24', assist per Conte, di testa in tuffo) i cross perfidi di Zambrotta, un po' malconcio. Tra queste difficoltà bianconere la Reggina manteneva la calma e un bell'equilibrio tra difesa e centrocampo: in avanti il più intraprendente era Kallon, africano che piacque all'Inter, un centravanti con il 2 sulla schiena a conferma che i numeri di maglia ormai escono dai bussolotti, come nel lotto. Una palla sbagliata a centrocampo da Giacchetta, il controllore di Del Piero, schiudeva la cassaforte calabrese: Zidane appoggiava in verticale nel corridoio giusto e Inzaghi si trovava davanti a Orlandoni, che batteva in controtempo (e nell'intervallo, per consolarlo, gli regalava la maglia).
Un gol di repertorio, come erano stati i tre di Vieri: a ciascuno il proprio timbro. Diventava una partita facile. Del Piero, al 35', inventava un duetto con Inzaghi, smarcandolo per il tiro e sulla respinta del portiere segnava il gol annullato per fuorigioco. Nel recupero, una punizione di oliseli, scheggiava il palo. Tutto risolto? No, con la difesa dell'anno scorso i difetti si sono protratti, fedeli nei tempi. La Juve dell'ultimo Lappi prendeva i gol su corner e punizione? E così deve continuare ad essere: al 2' Kallon saltava in area nel grappolo degli juventini, tra i quali non c'era l'unico che avrebbe dovuto esserci, il portiere. Il gol di testa dell'africano metteva a nudo i limiti che l'Intertoto non aveva espresso e che un paio di bordate di Oliseh (una su punizione deviata da Stovini centrava ancora il palo al 4') non sapevano nascondere. Si afflosciava Zidane, Del Piero e Inza¬ ghi non trasudavano il lusso, entrava Kovacevic, «il Vieri de noantri», perchè vuoi mai vedere che il prodigio si realizza come a S. Siro? Niente. E anche in superiorità numerica per la seconda ammonizione di Bernini, la Juve del nuovo corso si incastrava in azioni spente dalle barricate reggine. Un inizio deprimente. Nessuna magia di Alex e Zidane, ma tutta la squadra ha smarrito il brio dell'Intertoto Il pareggio non è un regalo ma il premio all'attenta gara dei calabresi di Colomba 1 Pippo Inzaghi si conferma grande opportunista e sfruttando un errore della difesa avversaria mette a segno il gol del momentaneo vantaggio della Juventus.
Marco Ansaldo
LE PAGELLE DELLA PARTITA AL DELLE ALPI Oliseh frangiflutti, Tacchinardi e Zambrotta male Kallon mette in allarme la difesa e poi la colpisce
VAN DER SAR 5. A lungo disoccupato, sta a guardare 45' e resta impietrito, in avvio di ripresa, sul colpo di testa ravvicinato di Kallon. IULIANO 6. Con Kallon o Possanzini il difensore riesce, in qualche modo, ad evitare guai ma nell'intervallo resta negli spogliatoi. (Dal 1 st Mirkovic 5. A freddo, si fa anticipare da Kallon sull' 1 -1 ). FERRARA 6. Fa del suo meglio per francobollare chi capita nella sua zona, e devia sul palo una punizione di Oliseh. MONTERO 6. Deve fare i conti con la velocità delle punle calabresi e nulla può sulla parabola che Kallon dirotta a bersaglio di testa. CONTE 6. Sta molto largo, sulla destra, pronto ad inserirsi, come sul traversone di Zambrotta che incorna di poco a lato. OLISEH 7. Un po' macchinoso, presidia il centrocampo come un frangiflutti e, su punizione, centra la base del palo allo scadere del primo tempo e un altro legno, con la complicità di Ferrara, nella ripresa, sfiorando poi la traversa con una bomba da 30 metri. TACCHINARDI 5. Lotta, corre ma non esprime il pressing di cui è capace quando è al massimo della condizione, e la sua spinta offensiva ne risente. (Dal 31' st Kovacevic sv). ZAMBROTTA 5. Va sul fondo e scodella un invitante cross all'inglese per Conte, ed è l'unico spunto importante; poi deve arrendersi per un problema muscolare. (Dal 1' st Bachini 5. Anonimo). ZIDANE 6. Non è al top ma parte dal suo piede l'assist per il gol di Inzaghi. Zizou gioca alle spalle delle punte, come perno della forbice e, alla prima occasione, fa sentire il peso della sua classe, poi si defila. INZAGHI 7. Una scarica elettrica che fulmina Orlandoni alla prima vera occasione, così si presenta Superpippo nella sfida dei bomber. Ma è la sola fiammata. DEL PIERO 5. Sorvegliato speciale dalla difesa granata si libera in gol due volte, in fuori gioco, e le sue punizioni non graffiano.
ORLANDONI 6. Con un goffo rinvio arma il destro di Del Piero che non approfitta del regalo, poi para una punizione del Talentino e capitola, incolpevole, sul destro ravvicinato di Inzaghi.
GIACCHETTA 6. Il capitano canta e porta la croce alternandosi su Del Piero e Inzaghi e, frastornato, perde il pallone dal quale nasce l'azione del vantaggio bianconero. Per il resto tiene botta ai bianconeri e a Mister 10 miliardi. CIRILLO 5. É taglialo fuori dalla rapidità dell'azione-gol tra Zidane e Inzaghi, ma poi riesce ad evitare altri danni. STOVINI 6. Si batte senza complessi d'inferiorità nei confronti di nessuno dei celebrati assi juventini. BERNINI 5. L'espulsione, per doppia ammonizione, che lascia in dieci la Reggina nell'ultimo quarto d'ora, macchia una prestazione ai limiti della sufficenza. BREVI 6. Impedisce a Tacchinardi di avvicinarsi all'area e minacciare Orlandoni. BARONIO 6. Ha Oliseh da tenere a bada e deve soffrire sino in fondo. (Dal 47' st Campo sv). PRALIJA 6.Il croato, ex dell'Espanol di Barcellona, trova in Oliseh un ostacolo insormontabile. (Dal 18' st Poli sv). MORABITO 6. Si lascia sfuggire una sola volta Conte senza danni. KALLON 8. Con la sua vivacità tiene in campana Ferrara o Iuliano ma non incide, sino a quando brucia Mirkovic sul corner di Morabito e firma l' 1-1. (Dal 25' st Raggi sv). POSSANZINI 6, Fa molto movimento, ma riceve poche palle e non incide.