È il 29 Agosto 1999 e Juventus e Reggina si sfidano nella Prima Giornata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1999-2000 allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.
La Juventus è guidata in panchina da Carlo Ancelotti e sembrerebbe in rampa di lancio per conquistare un altro Scudetto. Però una grande Lazio, un epilogo da campionato non da Vecchia Signora, ed un signore ornito di ombrello in un campo piú da pallanuoto che di calcio, 'ruba' un tricolore piú che meritato.
La Reggina dall'altra parte é guidata da Franco Colomba e riesce nel suo intento di evitare la retrocessione in Serie B.
Buona Visione!
Stagione 1999-2000 - Campionato di Serie A - 1 andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 29 agosto 1999 ore 20.30
JUVENTUS-REGGINA 1-1
MARCATORI: Inzaghi 31, Kallon 47
JUVENTUS: Van der Sar, Iuliano (Mirkovic 46), Ferrara C., Montero, Conte A., Oliseh, Tacchinardi (Kovacevic 77), Zambrotta (Bachini 46), Zidane, Inzaghi, Del Piero
Allenatore: Carlo Ancelotti
REGGINA: Orlandoni, Giacchetta, Cirillo, Stovini, Bernini, Brevi, Baronio (Campo 90+2), Pralija (Poli 63), Morabito, Possanzini, Kallon (Reggi 70)
Allenatore: Franco Colomba
ARBITRO: Racalbuto
ESPULSIONI: Bernini 76 (Reggina)
Del Piero fa il solista, la Juve non canta
Sorpresa al Delle Alpi, dove i bianconeri escono tra i fischi contro la matricola della serie A
Il gol di Inzagbi illude, poi Kallon esalta la RegginaTORINO Non c'è stato, nel vernissage della Juve, il rombo del tuono che Vieri ha trasmesso a S. Siro e al campionato: sono altre le strade che i bianconeri percorrono da tre anni, da quando appunto cedettero Vieri in Spagna, che, al solo pensiero, l'Avvocato ancora immalinconisce. Non c'è stato il rombo ma la pioggia è caduta ugualmente: di fischi. Sibili mosci, tristi, quasi increduli hanno bagnato l'uscita di Ancelotti dopo il pareggio, hanno lucidato le vesti dei giocatori che dovrebbero offrire la risposta ad una stagione disgraziata, si sono riversati in ogni angolo del Delle Alpi, dove la Reggina ha colpito alla grande per la seconda volta in due mesi e mezzo: la promozione in giugno e adesso il primo punto in serie A.
L'1-1 è un premio e non un regalo per i calabresi che nel secondo tempo hanno pareggiato e tenuto botta in difesa, persino quando sono finiti in inferiorità. La fortuna li ha assistiti con due pali, il resto l'hanno conquistato da sè con la complicità della Juve. La Signora della riscossa deve già inseguire, unica tra le grandi che non abbia vinto in casa, e i suoi fenomeni hanno da crescere: l'Intertoto e il Milan hanno illuso di trovarli belli e pronti, ma ora che il gioco s'è fatto duro. Del Piero e Zidane hanno riposto le magie. Il secondo tempo li ha inghiottiti, con il resto della compagnia. I sentieri juventini, alla fine, conducono a Inzaghi. Lui non rombeggia e rambeggia, è una scarica d'elettricità che si innesca a un certo punto e porta al gol. Ha levato parecchie castagne al fuoco juventino nell'Intertoto, ieri ha schiodato la partita che la Reggina, entusiasta e niente affatto sprovveduta, gestiva come una zecca fastidiosa.
La Juve, ed era già la mezz'ora, non scrollava l'avversaria, si perdeva dietro lo strano egoismo di Del Piero che gioca come se dovesse riscuotere un debito dalla sorte, molto per sè: al 16', lo stesso minuto del primo gol interista, Alex lo studente Cepu si impapocchiava in area, invece di servire sulla sinistra il liberissimo Inzaghi. Cercava il «suo» gol, Del Piero, e in campo lavorava quasi esclusivamente con Zidane, forse per affinità di tocco o per solidarietà da ex infortunati. In attacco, la Juve non trovava se non in un'occasione (24', assist per Conte, di testa in tuffo) i cross perfidi di Zambrotta, un po' malconcio. Tra queste difficoltà bianconere la Reggina manteneva la calma e un bell'equilibrio tra difesa e centrocampo: in avanti il più intraprendente era Kallon, africano che piacque all'Inter, un centravanti con il 2 sulla schiena a conferma che i numeri di maglia ormai escono dai bussolotti, come nel lotto. Una palla sbagliata a centrocampo da Giacchetta, il controllore di Del Piero, schiudeva la cassaforte calabrese: Zidane appoggiava in verticale nel corridoio giusto e Inzaghi si trovava davanti a Orlandoni, che batteva in controtempo (e nell'intervallo, per consolarlo, gli regalava la maglia).
Un gol di repertorio, come erano stati i tre di Vieri: a ciascuno il proprio timbro. Diventava una partita facile. Del Piero, al 35', inventava un duetto con Inzaghi, smarcandolo per il tiro e sulla respinta del portiere segnava il gol annullato per fuorigioco. Nel recupero, una punizione di oliseli, scheggiava il palo. Tutto risolto? No, con la difesa dell'anno scorso i difetti si sono protratti, fedeli nei tempi. La Juve dell'ultimo Lappi prendeva i gol su corner e punizione? E così deve continuare ad essere: al 2' Kallon saltava in area nel grappolo degli juventini, tra i quali non c'era l'unico che avrebbe dovuto esserci, il portiere. Il gol di testa dell'africano metteva a nudo i limiti che l'Intertoto non aveva espresso e che un paio di bordate di Oliseh (una su punizione deviata da Stovini centrava ancora il palo al 4') non sapevano nascondere. Si afflosciava Zidane, Del Piero e Inza¬ ghi non trasudavano il lusso, entrava Kovacevic, «il Vieri de noantri», perchè vuoi mai vedere che il prodigio si realizza come a S. Siro? Niente. E anche in superiorità numerica per la seconda ammonizione di Bernini, la Juve del nuovo corso si incastrava in azioni spente dalle barricate reggine. Un inizio deprimente. Nessuna magia di Alex e Zidane, ma tutta la squadra ha smarrito il brio dell'Intertoto Il pareggio non è un regalo ma il premio all'attenta gara dei calabresi di Colomba 1 Pippo Inzaghi si conferma grande opportunista e sfruttando un errore della difesa avversaria mette a segno il gol del momentaneo vantaggio della Juventus.
Marco Ansaldo
LE PAGELLE DELLA PARTITA AL DELLE ALPI
Oliseh frangiflutti, Tacchinardi e Zambrotta male
Kallon mette in allarme la difesa e poi la colpisce
VAN DER SAR 5. A lungo disoccupato, sta a guardare 45' e resta impietrito, in avvio di ripresa, sul colpo di testa ravvicinato di Kallon.
IULIANO 6. Con Kallon o Possanzini il difensore riesce, in qualche modo, ad evitare guai ma nell'intervallo resta negli spogliatoi.
(Dal 1 st Mirkovic 5. A freddo, si fa anticipare da Kallon sull' 1 -1 ).
FERRARA 6. Fa del suo meglio per francobollare chi capita nella sua zona, e devia sul palo una punizione di Oliseh.
MONTERO 6. Deve fare i conti con la velocità delle punle calabresi e nulla può sulla parabola che Kallon dirotta a bersaglio di testa.
CONTE 6. Sta molto largo, sulla destra, pronto ad inserirsi, come sul traversone di Zambrotta che incorna di poco a lato.
OLISEH 7. Un po' macchinoso, presidia il centrocampo come un frangiflutti e, su punizione, centra la base del palo allo scadere del primo tempo e un altro legno, con la complicità di Ferrara, nella ripresa, sfiorando poi la traversa con una bomba da 30 metri.
TACCHINARDI 5. Lotta, corre ma non esprime il pressing di cui è capace quando è al massimo della condizione, e la sua spinta offensiva ne risente.
(Dal 31' st Kovacevic sv).
ZAMBROTTA 5. Va sul fondo e scodella un invitante cross all'inglese per Conte, ed è l'unico spunto importante; poi deve arrendersi per un problema muscolare.
(Dal 1' st Bachini 5. Anonimo).
ZIDANE 6. Non è al top ma parte dal suo piede l'assist per il gol di Inzaghi. Zizou gioca alle spalle delle punte, come perno della forbice e, alla prima occasione, fa sentire il peso della sua classe, poi si defila.
INZAGHI 7. Una scarica elettrica che fulmina Orlandoni alla prima vera occasione, così si presenta Superpippo nella sfida dei bomber. Ma è la sola fiammata.
DEL PIERO 5. Sorvegliato speciale dalla difesa granata si libera in gol due volte, in fuori gioco, e le sue punizioni non graffiano.ORLANDONI 6. Con un goffo rinvio arma il destro di Del Piero che non approfitta del regalo, poi para una punizione del Talentino e capitola, incolpevole, sul destro ravvicinato di Inzaghi.GIACCHETTA 6. Il capitano canta e porta la croce alternandosi su Del Piero e Inzaghi e, frastornato, perde il pallone dal quale nasce l'azione del vantaggio bianconero. Per il resto tiene botta ai bianconeri e a Mister 10 miliardi.
CIRILLO 5. É taglialo fuori dalla rapidità dell'azione-gol tra Zidane e Inzaghi, ma poi riesce ad evitare altri danni.
STOVINI 6. Si batte senza complessi d'inferiorità nei confronti di nessuno dei celebrati assi juventini.
BERNINI 5. L'espulsione, per doppia ammonizione, che lascia in dieci la Reggina nell'ultimo quarto d'ora, macchia una prestazione ai limiti della sufficenza.
BREVI 6. Impedisce a Tacchinardi di avvicinarsi all'area e minacciare Orlandoni.
BARONIO 6. Ha Oliseh da tenere a bada e deve soffrire sino in fondo.
(Dal 47' st Campo sv).
PRALIJA 6.Il croato, ex dell'Espanol di Barcellona, trova in Oliseh un ostacolo insormontabile.
(Dal 18' st Poli sv).
MORABITO 6. Si lascia sfuggire una sola volta Conte senza danni.
KALLON 8. Con la sua vivacità tiene in campana Ferrara o Iuliano ma non incide, sino a quando brucia Mirkovic sul corner di Morabito e firma l' 1-1.
(Dal 25' st Raggi sv).
POSSANZINI 6, Fa molto movimento, ma riceve poche palle e non incide.Bruno Bernardibrani tratti da: La Stampa 30 agosto 1999







