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mercoledì 26 agosto 2026

26 Agosto 2017: Genoa - Juventus

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Serie A vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 26 Agosto 2017 e Genoa e Juventus si sfidano nella seconda giornata del girone di andata del  Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2017-18 allo Stadio 'Luigi Ferraris - Marassi' di Genova.

La squadra di Massimiliano Allegri si aggiudica ancora lo Scudetto. Sará il 36esimo titolo. Dall'altra parte ci sono i liguri che navigano in cattive acque per lunghi tratti della stagione. Alla fine peró i rossoblu si salveranno da un amara retrocessione.

Buona Visione!

  


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Stagione 2017/18 - Serie A - 2a Giornata
Sabato 26 Agosto 2017 ore 18.00
Genova - Stadio Luigi Ferraris - Marassi
GENOA-JUVENTUS 2-4 
MARCATORI: 1' (aut.) Pjanic (G) , 7' (rig.) Galabinov (G), 14', 49' pt (rig.) e 47' st Dybala (J), 17' st Cuadrado (J)

GENOA (3-4-3): Perin; Biraschi, Rossettini, Gentiletti; Lazovic, Veloso, Bertolacci, Laxalt; Pandev (33'st Lapadula), Galabinov (27'st Centurion), Taarabt (6'st Palladino)
A disposizione: Lamanna, Spolli, Zukanovic, Cofie, Rosi, Migliore, Omeonga, L.Rigoni, Salcedo
Allenatore: Ivan Juric

JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon; Lichtsteiner (29' st Barzagli), Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Khedira (13'st Matuidi), Pjanic (36'st Bentancur); Cuadrado, Dybala, Mandzukic; Higuain
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, De Sciglio, Benatia, Sturaro, Douglas Costa, Bernardeschi, Kean
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Banti di Livorno
Ammoniti: Lichtsteiner, Gentiletti, Biraschi, Pjanic, Lazovic, Cuadrado, Laxalt



Rossoblù sul 2-0 dopo 8' (autogol Pjanic e rigore con Var di Galabinov), poi si scatena Dybala (il secondo su rigore, anche qui con tecnologia), nella ripresa segna pure Cuadrado.

Dejavu, autogol goffi e triplette, fallacci e raffinatezze, ma soprattutto lunghi minuti davanti a un monitor: in un sabato di ordinaria follia, Marassi non si è annoiato per la tempesta di emozioni. Alla fine dei conti, la Juve ha avuto il merito e la forza di riprendere una gara che sembrava morta e sepolta già prima di cominciare. Ma le meraviglie di Dybala e la perla di Cuadrado non possono nascondere sotto al tappeto la montagna di polvere accumulata a inizio partita. È l’ennesimo inizio-shock regalato al Genoa: in attesa delle fine del mercato, trascina molti interrogativi in casa bianconera.

CRONACA — "Bisogna fare meglio dello scorso anno dove abbiamo preso 3 gol in 27 minuti", disse Max alla vigilia. Allegri è accontentato: due gol in un amen, sette minuti di follia in un inizio irreale con Lazovic che asfalta Sandro e autogol dopo 18 secondi di Pjanic; poi nuovo rigore con Var, secondo in due giornate contro i bianconeri (stavolta, però, c’è il millimetrico fuorigioco di Galabinov, non notato dalla tecnologia, che rende sbagliata la decisione). A procurarlo e realizzarlo proprio il carrarmato bulgaro che bullizza Rugani per tutto il primo tempo. Non bastasse, in mezzo c’è pure un miracolo di Perin su tentato autogol di Gentiletti: troppo e tutto insieme, impossibile dare ordine razionale al caos. Eppure, ormai quando la Signora passa da qua, da questo stadio vestito da rossoblù, il copione è lo stesso.

Ma a prendersi gli applausi finali è sempre Dybala, che dopo la prima tripletta bianconera si porterà a casa la palla: un giorno, continuando così, ne avrà in mano una tutta d’oro. Per il momento, si può limitare ad essere il nuovo leader tecnico di questa squadra. Ma da solo non basterà sempre: Marassi ha detto quanto sia urgente un nuovo colpo dietro e in mezzo.

tratto da: Genoa-Juventus 2-4: Dybala e Cuadrado firmano la rimonta. Var protagonista


 
I bianconeri passati in svantaggio 2-0 dopo 7 minuti di gioco prima rimontano e poi ribaltano i ragazzi di Juric grazie a una tripletta della Joya e ad un gol di Cuadrado

GENOVA - I genoani hanno cullato il sogno di un clamoroso remake, ma stavolta non poteva andare come l’anno scorso, quando i rossoblù rifilarono tre gol in 27’ alla Juve, umiliandola. E lasciandola lì, a macerarsi nell’umiliazione. Non poteva andare come l’anno scorso per un sacco di motivi. Primo: stavolta il Genoa di gol ne ha segnati soltanto due e ha smesso di farne già al 7’, lasciando alla Juve quasi tutta la partita per rimontare. Secondo: i bianconeri avevano imparato la lezione, e l’hanno messo in pratica. Terzo: questo Genoa non è quello, non ha la stessa qualità, non ha la stessa forza nel pressing, non ha quel livello. Ha spremuto se stesso, ma ha ceduto per pura inferiorità. Quarto: Allegri è stato bravissimo a rimettere nei binari i suoi, che dapprincipio avevano reagito con la forza dei nervi ma poi la partita l’hanno tenuta in pugno quando l’hanno affrontata con lucidità e fredda razionalità, fidandosi della propria superiorità, che Dybala sa benissimo come far pesare. La sua tripletta, la prima in Italia, è il, manifesto bianconero del sabato pomeriggio.

Sul risultato c’è però anche, e un ancora una volta, la firma del Var, che ha determinato certamente l’andamento della partita. E dunque bisogna raccontarlo, questo andamento. Il Genoa è passato in vantaggio dopo 18 secondi, quando Pandev s’è bevuto Alex Sandro e poi ha messo in area un pallone teso che Chiellini ha lisciato facendolo carambolare su Pjanic: uno a zero. Al 7’, Banti non s’è accordo di un evidente sgambetto di Rugani a Galabinov invece non sfuggito alla moviola, che ha suggerito il rigore non accorgendosi però della millimetrica posizione di fuorigioco del centravanti bulgaro, che poi ha battuto Buffon dal dischetto: due a zero. Al 14’, la Juve s è rimessa in carreggiata con uno gol di Dybala (di destro!), preparato da una splendida combinazione tra Higuain e Pjanic: due a uno. Sul finire del primo tempo, Lazovic ha respinto con il braccio una conclusione ravvicinata di Mandzukic, e se lì per lì nessuno allo stadio se n’era accorto (neanche gli juventini, che non avevano protestato), a quelli sul furgoncino del Var l’episodio non è sfuggito. Il rigore l’ha trasformato Dybala: due a due. Al 17’ del secondo tempo, dopo una lunga fase di superiorità juventina, Mandzukic ha pescato in area Cuadrado, elegante nel controllo e geniale nel movimento con cui si è liberato di Laxalt e ha battuto Perin: due a tre. E alla fine, il sinistro del capocannoniere Dybala,  servito da Higuain, è diventato la rasoiata della tripletta: due a quattro.

Il bello è che il Var farà molto discutere chi sta in poltrona ma poco chi sta allo stadio, dove il clima è palesemente più disteso. La gente si fida. Al rigore per la Juve, per esempio, Marassi non ha emesso nemmeno un fischio e in genere ogni decisione di Banti è stata presa bene, perché evidentemente il fatto che l’arbitro sia sotto tutela è visto come una forma di garanzia. Dentro gli stadi si respira un’aria migliore.
La bellezza della Juve è invece ancora del tutto indefinibile, ma d’altronde Allegri ha già fatto sapere che per lui la stagione comincia dopo la sosta e che adesso è tutto provvisorio, compresi gli sbandamenti difensivi che continuano a caratterizzare le prestazioni bianconere. Ma la settimana prossima il mercato chiuderà, e la Juve sarà diversa da quella di oggi. Giudicarla ora non ha senso, al momento ha senso solamente contare i gol che segna, e anche un po’ quelli che prende.






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mercoledì 19 agosto 2026

19 Agosto 2017: Juventus - Cagliari

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Serie A vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 19 Agosto 2017 Juventus e Cagliari si sfidano nella prima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2017-18 all 'Allianz Stadium' di Torino.

Alla fine di questo campionato la squadra di Massimiliano Allegri si aggiudicerá ancora lo Scudetto. Sará il 36esimo titolo

Dall'altra parte ci sono i sardi che navigano in cattive acque per lunghi tratti della stagione. Alla fine peró i rossoblu isolani  si salveranno da un amara retrocessione.

Buona Visione! 


 

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Stagione 2017-2018 - Campionato di Serie A - 1 andata
Torino - Allianz Stadium
sabato 19 agosto 2017 ore 18:00 
JUVENTUS-CAGLIARI 3-0
MARCATORI: Mandzukic 12, Dybala 45+1, Higuain 66

JUVENTUS: (c) Buffon; Lichtsteiner, Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Pjanic, Marchisio C. (Khedira 62); Cuadrado (Douglas Costa 74), Dybala, Mandzukic; Higuain (Matuidi 71)
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, De Sciglio, Benatia, Barzagli, Asamoah, Bentancur, Sturaro, Bernardeschi
Allenatore: Massimiliano Allegri

CAGLIARI: Cragno; Padoin (Joao Pedro 63), Andreolli, Pisacane, Capuano; Faragò, Cigarini (Dessena 82), Ionita, Barella; Farias, Cop (Sau 81)
A disposizione: Crosta, Daga, Ceppitelli, Miangue, Romagna, Cossu, Giannetti
Allenatore: Massimo Rastelli

ARBITRO: Maresca
RIGORI FALLITI: Farias 39 (Cagliari)
AMMONIZIONI: Lichtsteiner 77 (Juventus)




I bianconeri piegano la squadra di Rastelli alla prima della nuova stagione grazie alle reti di Mandzukic e Dybala nel primo tempo, del Pipita nella ripresa.  
Rigore assegnato con la Var al Cagliari, poi sbagliato da Farias

Il campionato 2017-2018 riparte dall’Allianz Stadium di Torino e regala già grandissime emozioni. La Juventus campione d’Italia uscente batte 3-0 il Cagliari, grazie ai gol di Mandzukic e Dybala nel primo tempo e di Higuain nella ripresa, in un match che entrerà nella storia del nostro calcio: per la prima volta un arbitro (Fabio Maresca) ha assegnato un calcio di rigore con la Var (la tecnologia in campo). E’ successo al 35’ per il contatto tra Alex Sandro e Cop: il direttore di gara ha chiesto l’aiuto della moviola in campo, si è avvicinato allo schermo a bordo campo, e ha assegnato il calcio di rigore alla squadra di Rastelli. Farias dagli 11 metri, però, l’ha sbagliato: bravo Buffon a pararlo. 

Nella ripresa, un buon controllo di partita dei bianconeri vicini al tris in apertura ancora con Paulo Dybala, che colpisce la traversa. Poi ritmi bassi, con il Cagliari che ci prova, e la Juve pronta ad abbassare i ritmi. Al 66’ arriva la firma di Gonzalo Higuain (su assist di Alex Sandro): il Pipita ha segnato alla "prima" solo nelle sue due stagioni in bianconero.

Le scelte dei due allenatori

Con il cuore ancora rivolto all’attentato delle Ramblas di Barcellona, dopo il minuto di silenzio in onore alle vittime, è cominciata all’Allianz Arena la prima partita della nuova stagione di Serie A. Come in Supercoppa, Max Allegri ha deciso di lasciare in panchina i nuovi acquisti e di affidarsi al modulo che tanto bene ha fatto nella scorsa stagione: il 4-2-3-1 con le "cinque stelle". In difesa, a destra Lichtsteiner e non Barzagli. In mezzo, accanto a Chiellini, Rugani. A centrocampo riecco Marchisio con Pjanic. In avanti Cuadrado, dopo aver vinto il ballottaggio con Douglas Costa, con Dybala e Mandzukic dietro all’unica punta Higuain. Il Cagliari, che ha salutato proprio in giornata Salamon e Borriello diretti alla Spal, si affida a Cigarini in regia in un 4-4-2. Padoin, Pisacane, Andreolli e Capuano in difesa. In avanti Farias e Cop con Barella pronto a diventare un uomo aggiunto a centrocampo in fase difensiva, e a rifornire le punte al momento di attaccare.

Il gol di Mandzukic e il rigore con la Var

Lo schema tattico della prima parte di gara si capisce presto. Nei primi minuti, i rossoblù (per l’occasione in maglia rossa), hanno un ottimo approccio alla partita: pressing altissimo per interrompere la fase di costruzione di gioco dei bianconeri, recuperare il pallone e pungere in contropiede. Alla prima vera occasione, però, la Juve passa. Al 12’ Lichtsteiner crossa da destra, con una bella girata Mandzukic batte Cragno e segna il primo gol di questo campionato: nelle ultime tre stagioni, tra Spagna e Italia, non aveva mai segnato alla prima giornata. I bianconeri prendono fiducia, il Cagliari accusa un po’ il colpo. Al 35’ l’episodio che fa entrare Juventus-Cagliari nella storia: contatto Alex Sandro-Cop, l’arbitro Massa chiede l’aiuto del Var e assegna il calcio di rigore. Farias dal dischetto, però, lo sbaglia. Gigi Buffon para il secondo degli ultimi tre penalty affrontati in A. Il Cagliari però non si perde d’animo e continua a tenere bene il campo e a provarci. Al 46', la Juve raddoppia in contropiede: assist perfetto di Pjanic per Dybala, la Joya scatta sul filo del fuorigioco e di sinistro insacca sotto la traversa. Due a zero e risultato forse troppo duro per un buon Cagliari. Ai giocatori rossoblù che protestavano chiedendo l’aiuto della Var, l’arbitro ha risposto: "Abbiamo controllato".

Traversa di Dybala, poi Higuain

A inizio ripresa, i "nuovi" acquisti della Juve restano in panchina. Ad andare vicino al tris è ancora Dybala in apertura: sinistro a giro che si stampa sul legno. Il Cagliari prova a proporre, non costruisce però grandissime occasioni fino al 56’: assist proveniente da sinistra ma Faragò spara alto. Rastelli prova a irrobustire l’attacco: dentro Joao Pedro per il terzino Padoin (ovazione dal suo vecchio pubblico per lui), ma a passare è ancora la Juventus. Azione manovrata dai bianconeri sulla sinistra e assist di Alex Sandro: il Pipita non sbaglia e segna la terza rete. Nella seconda parte di tempo, spazio ai nuovi. L'ultimo ad arrivare (Blaise Matuidi), è il primo a entrare in campo: al 70’ per Higuain. Poi Douglas Costa, al posto di Cuadrado al 74'. Sul 3-0 i ritmi calano, Rastelli regala spazio anche a Sau (per Cop) e a Dessena (per Cigarini) ma è ancora Dybala ad andare vicino al quarto gol nel finale. La partita si chiude così, e la Juve può dimenticare la sconfitta in Supercoppa.

tratto da: Juventus-Cagliari 3-0: segnano Mandzukic, Dybala e Higuain.




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mercoledì 15 aprile 2026

15 Aprile 2018: Juventus - Sampdoria

È il 15 aprile 2018 e Juventus Sampdoria si sfidano in questa gara valevole per la tredicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2017-18 allo 'Juventus Stadium' di Torino.


Buona Visione!



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Stagione 2017-2018 - Campionato di Serie A - 13 ritorno Torino - Allianz Stadium
Domenica 15 aprile 2018 ore 18:00
JUVENTUS-SAMPDORIA 3-0
MARCATORI: Mandzukic 45, Howedes 60, Khedira 75

JUVENTUS: Buffon, Howedes, Rugani, Chiellini, Asamoah, Khedira (Sturaro 81), Pjanic (Douglas Costa 43), Matuidi, Cuadrado, Dybala (Bentancur 66), Mandzukic
Allenatore: Massimiliano Allegri

SAMPDORIA: Viviano, Sala, Silvestre, Ferrari G.M., Regini, Barreto (Verre 82), Torreira, Praet, Ramirez (Caprari 60), Quagliarella (Kownacki 46), Duvan Zapata
Allenatore: Marco Giampaolo

ARBITRO: Mariani



Allegri lascia in panca Benatia, Alex Sandro, Lichtsteiner, Douglas Costa e Higuain e sceglie il 4-2-3-1 con Howedes terzino destro, Matuidi alto a sinistra, Cuadrado a destra e Mandzukic centravanti, ma il primo tempo è da pennichella. 
A parte il gol, la Juventus tira in porta due volte (con Cuadrado e Mandzukic) e la Samp di Giampaolo, schierata con il 4-3-1-2 (Ramirez a sostegno di Zapata e Quagliarella), è tutta in un'occasione dell'ex Quagliarella, su cui Buffon è ben piazzato. Il resto è svagatezza e tatticismo, almeno fino a quando la cattiva sorte non dà un aiutino ad Allegri: a due minuti dall'intervallo Pjanic esce per un fastidio muscolare e il sostituto Douglas Costa pochi attimi dopo dipinge per il destro di Mandzukic il cross che vale il vantaggio. Così Marione, che non aveva mai segnato in campionato nel 2018 (ultima rete a Bologna a metà dicembre), trova la terza rete nelle ultime due gare dopo la doppietta (inutile) al Real.

MARCHIO DOUGLAS — Massimo risultato con il minimo sforzo, con Douglas Costa che si conferma letale per parabole e accelerazioni. Non a caso è sempre lui a mettere sulla testa di Howedes (già, proprio l'oggetto misterioso del mercato estivo, con più minuti passati in infermeria che in campo) il cioccolatino delizioso per il raddoppio, che arriva al 14'. E poi a omaggiare Khedira (al 29') con un altro pallone irresistibile. Tre a zero e tre assist di mister Flash, che vuole griffare il settimo scudetto. A inizio ripresa Giampaolo aveva provato a muovere le acque inserendo Kownacki per Quagliarella, che dà meno punti di riferimento. Ed è lui a creare subito un po' di agitazione nell'area avversaria (palla che finisce a lato), seguito a ruota da Zapata (colpo di testa stoppato da Buffon). Fino al 2-0 di Howedes, che chiude la partita e forse anche il campionato. La Signora ferita non molla, anzi diventa ancora più feroce. Napoli avvisato: appuntamento domenica prossima sempre allo Stadium (mercoledì ci sarà la trasferta a Crotone per il turno infrasettimanale) per il match clou della stagione.

tratto da Juve-Samp 3-0: Douglas tre assist, gol di Mandzukic, Howedes e Khedira 




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lunedì 1 dicembre 2025

1 Dicembre 2017: Napoli - Juventus

É il 1 Dicembre 2017 e NapoliJuventus si sfidano nella Quindicesima Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A TIM 2017-18 all' 'Allianz Stadium' di Torino.

La squadra di Massimiliano Allegri si aggiudica ancora lo Scudetto. Sará il 36esimo titolo

Dall'altra parte ci sono i napoletani che danno filo da torcere ai bianconeri fino alle ultime giornate; saranno 'solo' quattro punti a dividere le due squadre alla fine del campionato.

Buona Visione! 



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Stagione 2017-2018 - Campionato di Serie A - 15 andata
Napoli - Stadio San Paolo 
Venerdì 1 dicembre 2017 ore 20.45
NAPOLI-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Higuain 13

NAPOLI: Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Mario Rui (Maggio 76), Allan (Zielinski 67), Jorginho, Hamsik, Callejon, Mertens, Insigne (Ounas 76)
Allenatore: Maurizio Sarri

JUVENTUS: Buffon, De Sciglio (Barzagli 83), Benatia, Chiellini, Asamoah, Douglas Costa (Cuadrado 79), Khedira (Marchisio C. 67), Pjanic, Matuidi, Dybala, Higuain
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Orsato



A decidere il big match el S. Paolo è la rete del grande ex che porta la Juve a -1 dalla vetta (aspettando la partita dell'Inter contro il Chievo). Per gli azzurri è la prima sconfitta in campionato. 

NAPOLI - La prima certezza del campionato, cioè il Napoli favorito per lo scudetto, forse era un’illusione ottica o magari soltanto un giudizio precipitoso. La Juve dice che no, non è così, non ancora. E lo dice con un gol di Higuain, caduto dentro la partita come uno di quei meteoriti che uccisero tutti i dinosauri. Non doveva neanche giocare, il Muzio Scevola bianconero, e invece con la sua mano fasciata ha comunque stretto il Napoli alla gola, l’ha sollevato di peso e l’ha messo nell’armadietto dello spogliatoio. Si era preso oceani di fischi, Higuain, già durante il riscaldamento, quando ha guardato il pubblico e si è toccato l’orecchio come a dire “fischiatemi di più, non vi sento”. L’accoglienza urticante e inevitabile dello stadio intero è diventata, per il centravanti ferito come un leone (il dolore lo acceca, si sa, e lo rende tre volte più feroce) una specie di doping. Così la trama è stata rispettata, e scritta come peggio il Napoli non poteva immaginare: forse a Insigne e Callejon è stato fatale quel selfie con Matteo Salvini che è pure milanista, una specie di bacio della morte. In classifica rimane solo un punto in più: il campionato non soltanto non finisce, ma riparte da qui.

Napoli in nero contro Juve in giallo, chissà perché questa assurda confusione di tinte, ormai il nostro calcio non rispetta neppure i dettagli cromatici fondamentali. E la Juve si prende subito il campo, tagliando al Napoli ogni spazio per i famosi triangoli brevi e svelti che ne intessono il gioco. Tanti gli errori, anche banali, anche dei bianconeri che però mostrano una ferocia diversa, in Higuain specialmente. Il suo gol, così atteso e presente in ogni angolo dell’ormai infinita storia tra Napoli e Torino (una serie tv, ormai) arriva presto, 12 minuti e qualche secondo appena, arriva per errore altrui (clamoroso buco difensivo, assoluta solitudine concessa al Pipita) e per somma bravura sua: lo stop a seguire sul passaggio di Dybala è magistrale, del tutto perfetto il tiro che trova il giusto pertugio. Seguirà una plateale rappresentazione teatrale, la mano a visiera per scrutare la tribuna lassù, dove il perfido presidente De Laurentiis (perfido per Higuain, s’intende) alza gli occhi al cielo e si sente ancora buggerato dal suo core ‘ngrato (7 gol nelle ultime 7 partite, è in formissima anche con la manona malata), beffato all’infinito.

Gonzalo Higuain subito dopo il gol con cui ha portato in vantaggio la Juventus al San Paolo ha esultato mettendosi la mano all'orecchio per rispondere ai cori di insulti da parte dei tifosi del Napoli. Mentre correva esultando si è poi diretto verso il lato del campo che dà sulla tribuna autorità e si è portato la mano sulla fronte per scrutare la tribuna, probabilmente in un gesto di contestazione verso il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis.

Se la narrazione è scontata, l’interpretazione è più che intensa. Per oltre mezza partita è come se la Juve fosse adulta e il Napoli ragazzino, precipitoso nella ricerca delle conclusioni anche da lontano, fuori sintonia con la propria collaudata attitudine al merletto. Gira lento il pallone del Napoli, prevedibile nel disegno mentre la Juve colpisce di rimessa, sfiora il raddoppio e poi concede un paio di occasioni a Insigne, una addirittura di testa, sulle quali Buffon è vigile come un ventenne. Mentre Sarri grida alla sua squadra di stare calma, lo stadio San Paolo mostra di patire a tal punto Higuain da esultare quando costui incespica. E più lo fischiano, più lo dileggiano, più il centravanti si moltiplica: lasciarlo stare sarebbe stato più saggio.

La Juve concede all’avversario più spazio nella ripresa, il Napoli insiste, cerca lo strappo dentro una trama che però i campioni d’Italia sanno cucire come nessuno, con ritrovata solidità. A volte sembra che i bianconeri siano un po’ stanchi, in realtà sanno abbassare il ritmo della sfida rischiando poco, anche se un contatto in area tra Chiellini e Mertens al 65’ potrebbe creare grane ma il rigore non c’è, neppure per il Var. E neppure il raddoppio juventino tre minuti dopo, soltanto perché Reina trova una parata incredibile su Matuidi. Il Napoli sente che la notte si sta mettendo proprio male, tenta di darle scossoni, Insigne al 73’ avvicina molto la palla a Buffon ma non quanto basta e poi si fa anche male scontrandosi col portiere (il piccolo attaccante dovrà uscire, lui che è quasi sempre il più pericoloso). Non c’è verso, la Juve recupera 3 punti di svantaggio su 4, il Napoli resta primo ma con qualche sicurezza in meno. Il romanzone non ha deluso.


 


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