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giovedì 12 febbraio 2026

12 Febbraio 2006: Inter - Juventus

É il 12 Febbraio 2006 e InterJuventus si sfidano nella Sesta Giornata del Girone di Ritorno del Campionato di Calcio di Serie A 2005-06 allo Stadio 'Giuseppe Meazza' San Siro di Milano.

La Juve allenata in panchina da Fabio Capello si appresta a vincere il suo ventinovesimo Scudetto ed ha proprio nei nerazzurri il suo massimo antagonista per la vittoria finale. Sará una gara epica contrassegnata dalla punizione di Alessandro Del Piero che decide il match e dalla sua esultanza con la lingua di fuori che diventerá leggenda. 

Putroppo l'invidia regala grandi amarezze e disincanti e quella grande squadra dal futuro ancora piú grande verrá spazzata via dalla piú grande farsa del calcio moderno.

Buona Visione!


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Campionato di Serie A 2005-2006 - 6 ritorno
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
Domenica 12 febbraio 2006 ore 20.30
INTER-JUVENTUS 1-2
MARCATORI: Ibrahimovic 63, Samuel 74, Del Piero 85

INTER: Julio Cesar, Zanetti J., Cordoba, Samuel, Burdisso, Figo, Veron (Kily Gonzalez 36), Cambiasso, Stankovic, Adriano (Recoba 83), Martins (Cruz J. 72)
Allenatore: Roberto Mancini

JUVENTUS: Buffon, Balzaretti, Thuram, Cannavaro, Chiellini (Blasi 89), Camoranesi (Mutu 76), Emerson, Vieira, Nedved, Ibrahimovic (Del Piero 70), Trezeguet
Allenatore: Fabio Capello

ARBITRO: Paparesta G.


L’ultimo derby d’Italia prima di Calciopoli

Quando si parla di Inter e Juve si pensa però indiscutibilmente anche all’infelice capitolo di Calciopoli, i nerazzurri da protagonisti in positivo ed i bianconeri dalla parte dei “cattivi”. Lo scandalo pose fine al dominio della Vecchia Signora che durava ormai da anni.

Il campionato 2005-2006 fu assegnato quindi all’Inter, in cui si trasferirono Vieira e Ibrahimovic la stagione successiva. Parleremo dunque dell’ultimo match andato in scena tra le due squadre prima della retrocessione punitiva juventina. Febbraio 2006, 25esima giornata di campionato e si affrontarono le due squadre mai retrocesse dalla loro fondazione. I bianconeri di Capello arrivarono a San Siro con 9 punti di vantaggio, sarebbe dunque bastato loro un pareggio per vivere in tranquillità l’ultima parte di stagione. Il titolo fu consegnato invece proprio ai nerazzurri, nonostante fossero arrivati terzi dietro Milan e Juve.

Tornando a quel 12 febbraio 2006, la squadra di Mancini fece di tutto per ridurre i punti di distacco, che a fine gare divennero 12. La partita la vinse infatti la Juve per 2 a 1 dopo un primo tempo sofferto ma conclusosi comunque 0 a 0, causa anche il gol annullato ad Adriano. La seconda parte di gara si aprì con il vantaggio Juve arrivato al 18esimo grazie al gol di Ibrahimovic che, passando l’anno successivo all’Inter, fu considerato in casa Agnelli il più grande dei traditori.

Dieci minuti dopo lo stacco imperioso di Samuel, che gli permise di superare addirittura Vieira, pareggiò i conti. Quando tutto lasciava presagire che la partita sarebbe finita in parità, a 6 minuti dalla fine l’arbitro Paparesta fischiò fallo su Nedved al limite dell’area. A incaricarsi della battuta fu ovviamente Del Piero, che insaccò sotto l’incrocio il match point del 2 a 1. La squadra di Capello volò così a più dodici sull’Inter , credendo di aver messo in cassaforte quello scudetto assegnato poi proprio alla squadra di Mancini.

tratto da: Amarcord, l’Inter-Juventus di Calciopoli 





I bianconeri battono 2-1 l'Inter a San Siro grazie ai gol di Ibrahimovic e Del Piero: ora i punti di vantaggio sono 12. Nerazzurri illusi dal pari di Samuel

MILANO, 12 febbraio 2006 - Game over. La Juventus vince a San Siro (guarda le immagini dell'incontro) e mette una seria ipoteca sul campionato. Il pallone è tondo e può rimbalzare in modi strani, ma il 2-1 con cui i bianconeri hanno battuto l’Inter a domicilio ha tutta l’aria di essere un colpo da ko. La squadra di Capello stende i nerazzurri per la seconda volta in stagione, e porta a 12 i punti di vantaggio sull’accoppiata Milan-Inter. Mancano 13 giornate alla fine, un’eternità, però il vantaggio anche psicologico sulle inseguitrici è enorme.

La vittoria della Vecchia Signora è griffata Ibrahimovic, croce e delizia bianconera, la variabile ics di una corazzata in cui tutto il resto è magnificamente prevedibile. Ma soprattutto Del Piero. Il capitano e simbolo della Juve, che fa staffetta con Ibrahimovic e pennella una punizione da Pinturicchio, forse da 29° scudetto. L’Inter ha giocato alla pari, forse non avrebbe meritato la sconfitta, ma non ha mai messo spalle al muro, come doveva, la Juventus, in una gara in cui contava un solo risultato, la vittoria, come aveva detto Mancini alla vigilia.

Le formazioni. Mancini sceglie Martins come partner d’attacco di Adriano. In panchina Recoba e Cruz. In difesa confermata la scelta di Burdisso come terzino sinistro, come sostituto dell’infortunato Favalli. Capello risolve i dubbi dela vigilia schierando sulle fasce in difesa Balzeretti e Chiellini: largo alla linea giovane, gli esclusi sono Pessotto e Blasi. In avanti i Giganti: Trezeguet-Ibrahimovic, entrambi non al meglio, ma recuperati. Del Piero si accomoda in panchina. Il primo tempo è (molto) più tattico che spettacolare. San Siro è trasformato in un’enorme scacchiera, Mancini e Capello giocano una partita paziente ed equilibrata.

Alla ricerca di un punto debole nello schieramento difensivo degli avversari, entrambe le fazioni si concentrano sulla stessa fascia. L’Inter cerca gli uno contro uno di Figo su Balzaretti, mancino schierato sulla corsia destra, mentre nella metà campo opposta Camoranesi punta Burdisso, destro (e più un centrale che un esterno) schierato sulla fascia sinistra. Sono punture di spillo, più di tanto non si passa. In mezzo le coppie Emerson-Vieira e Cambiasso-Veron, pedoni con licenza di affondare, ballano a specchio. Insomma, tra mosse e contromosse l’equilibrio regna sovrano.

Qualche guizzo c’è, per carità, un destro al volo dal limite di Emerson respinto da Julio Cesar, un paio di partenze da sprinter di Martins, a cui non corrispondono adeguati arrivi. Poi il primo colpo di scena: Veron si allunga in scivolata su Vieira e resta a terra, prova a stringere i denti, ma è costretto ad uscire. Entra Kily Gonzalez, Mancini sposta il cavallone Stankovic in mezzo: meno geometrie, più arrembaggi. Le emozioni restano poche. Poi, repentino, lo scacco. Presunto. Adriano tira fuori dal suo cilindro una gemma su punizione, ma il calcio piazzato era di seconda, per un gioco pericoloso fischiato a Chiellini. San Siro espolde, ma è un falso allarme, tutto da rifare. Si va al riposo sullo 0-0.

Ripresa. L’Inter prova a cambiare atteggiamento, a spingere di più. Deve vincere, alla Juve il pari basta e avanza. Ma sono solo buone intenzioni. Al primo affondo in contropiede la Juve passa: Camoranesi salta Burdisso, poi mette in mezzo un pallone d’oro che Ibrahimovic, battendo sul tempo Cordoba e Zanetti, trasforma nell’1-0. L’Inter reagisce buttando il cuore oltre l’ostacolo e trovando il pari con Samuel, che di testa su angolo di Figo svetta, gigante, sopra la contraerea Vieira. Entrano Del Piero, Cruz e Recoba, tutti cavalli di razza, ma quello che lascia il segno è il numero 10 bianconero, che mette all’incrocio dei pali una punizione telecomandata dal limite. Quella stupenda di Recoba, a tempo scaduto, si schianta sul palo. La Juve tira un sospiro di sollievo, se ci si mette anche la fortuna, il campionato non può sfuggirle.

Riccardo Pratesi
tratto da: Juve, le mani sullo scudetto

 





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venerdì 28 novembre 2025

28 Novembre 1993: Inter - Juventus

É il 28 Novembre 1993 e InterJuventus si sfidano nella Tredecesima Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1993-94 allo Stadio 'Giuseppe Meazza - San Siro'  di Milano. Va in atto il 'Derby d'Italia'.

La Juve allenata in panchina da Giovanni Trapattoni e trascinata in campo da un Roberto Baggio nel suo momento più splendente si appresta a piazzarsi al secondo posto del massimo campionato calcistico. Davanti c'é l'inarrivabile Milan di Fabio Capello che 'ammazza' il campionato fin dall'inzio. 

Dall'altre parte c'é un Inter che disputa uno dei suoi campionati peggiori; molto più vicino alla zona retrocessione che a quella 'nobile'.

Buona Visione!

 


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Stagione 1993-1994 - Campionato di Serie A - 13 andata
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
Domenica 28 novembre 1993 ore 20.30
INTER-JUVENTUS 2-2
MARCATORI: Ruben Sosa 33, Baggio R. 55, Moeller 77, Ruben Sosa rigore 90+1

INTER: Zenga, Paganin M., Orlando, Jonk (Bianchi A. 66), Paganin A., Battistini S., Dell'Anno, Manicone (Schillaci 16), Fontolan, Bergkamp, Ruben Sosa
Allenatore: Osvaldo Bagnoli

JUVENTUS: Peruzzi, Porrini, Fortunato A., Baggio D., Kohler, Torricelli, Di Livio, Conte A., Ravanelli (Galia 86), Baggio R. (Marocchi 65), Moeller
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Cesari
ESPULSIONI: Conte A. 63 (Juventus)



« Meritavamo di vincere» 
Chiusano: la miglior Juve dell'anno 

MILANO. Rigore netto, anzi nettissimo, dice Sosa salvatore della patria nerazzurra. 

«Eravamo un po' stanchi per la partita di Coppa ma abbiamo meritato il pareggio. La punizione che ci ha portati in vantaggio non è un miracolo, la provo spesso in allenamento». 

Qualcuno dice che con tre punte l'Inter soffre di più? 

«E' vero. Soffrono la difesa e il centrocampo perché noi tre vogliamo fare gol, stiamo avanti e torniamo poco. Contro la Juve faccio sempre ottime partite. Anche l'anno scorso avevo giocato bene». 

E il rigore insaccato con un brivido? 

«Calcio sempre forte sulla sinistra. E' andata bene». 

Per il presidente dell'Inter Pellegrini un punto «meritato

"Non è stata una partita bellissima, soprattutto nel secondo tempo. La squadra però ha dimostrato grande grinta. Avrebbe potuto chiudere la partita sul 1-0, se non avesse sbagliato un gol già fatto. Purtroppo l'infortunio di Manicone ha creato nuovi problemi di organico, che si sono fatti sentire". 

Chiusano non nasconde di avere l'amaro in bocca: 

«E' stata la più bella Juve dell'anno. Meritavamo di vincere». 

Gianluca non ha giocato neanche oggi. Esiste un problema Vialli? 

«Non credo. Vialli è fondamentale. E' stato assente per molto tempo e poi Ravanelli sta giocando molto bene». 

Bagnoli ringrazia la fortuna ma 

«se avessimo perso ci sarebbe stata molta amarezza. Abbiamo avuto la palla del 2-0, abbiamo sbagliato e loro ci hanno punito. Ma non meritavamo la sconfitta. Il rigore? Netto. Quando scendevo le scale ho sentito il loro libero imprecare contro se stesso perché aveva provocato il rigore e non contro l'arbitro che l'ha fischiato».

Marco Ansaldo
tratto da: La Stampa 29 novembre 1993

 


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28 Novembre 2004: Inter - Juventus

È il 28 Novembre 2004 e Inter e Juventus si sfidano nella tredicesima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2004-05 allo Stadio 'Giuseppe Meazza - San Siro' di Milano.

La Juventus si affida a Fabio Capello per condurla in vetta all'Europa. Mentre in Italia gli scudetti non mancano, in europa i risultati non arrivano. Eppoi se ci aggiungete Farsopoli e l'ondata che travolge tutto il mondo bianconero, il regno di Capello non sarà sicuramente ricordato per i successi ottenuti!

Dall'altra parte i nerazzurri guidati da Roberto Mancini danno filo da torcere ai bianconeri solo nella prima parte del torneo. L'Inter si dovrà accontentare del terzo posto.

Buona Visione! 


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Stagione 2004-2005 - Campionato di Serie A - 13 andata
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
Domenica 28 novembre 2004 ore 20:30
INTER-JUVENTUS 2-2
MARCATORI: Zalayeta 53, Ibrahimovic rigore 66, Vieri C. 79, Adriano 85

INTER: Toldo, Zanetti J., Cordoba, Mihajlovic, Favalli (Zè Maria 46), Van der Meyde (Recoba 67), Stankovic, Cambiasso, Davids (Vieri C. 67), Martins, Adriano
A disposizione: Fontana, Materazzi, Emre, Zanetti C
Allenatore: Roberto Mancini

JUVENTUS (4-4-2): Buffon, Zebina, Thuram, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi (Pessotto G. 84), Emerson, Blasi, Nedved, Ibrahimovic, Zalayeta
A disposizione: Chimenti, Montero, Legrottaglie, Appiah, Tacchinardi, Kapo
Allenatore: Fabio Capello

ARBITRO: Rodomonti
AMMONIZIONI: Blasi 20, Zebina 40 (Juventus); Van der Meyde 8, Toldo 66, Stankovic 88 (Inter)



Capello: ho una grande squadra 
CE' RAMMARICO PER IL PAREGGIO, MA L'ALLENATORE BIANCONERO ADESSO HA NUOVE CERTEZZE
Moratti: «Peccato per i soliti favori arbitrali» 

MILANO Un primo tempo di grande equilibrio, una ripresa da infarto. Gol e spettacolo. Non sono bastate la prodezza di Nedved e il rigore di Ibrahimovic. 

Lo svedese è deluso: 

«Abbiamo giocato bene, ma non posso essere contento per come è finita perchè avevamo la partita in pugno. Questo pari è quasi una sconfitta. Tuttavia abbiamo dato con il gioco la dimostrazione di essere una grande squadra. Ora dobbiamo ripartire, in fondo i primi della classifica siamo sempre noi». 

Capello ha qualcosa da dire ai suoi: 

«Nello spogliatoio ho fatto i complimenti a tutti, però ci siamo rilassati prima del gol di Vieri, quasi sembrava che facessimo il torello come in allenamento. Invece bisogna essere sempre aggressivi e cattivi. L'Inter è stata galvanizzata dalla rete di Vieri, prima in campo la squadra di Mancini non c'era. Bobo è stato l'uomo chiave, anche per gli spazi che ha aperto per Martins. Il finale è stato difficile, abbiamo cercato di tenere la palla, loro hanno pareggiato grazie a due grandissimi gol, ma noi ci siamo fatti trovare scoperti. Questo non deve accadere». 

Incontentabile Capello, ma la Juve l'ha soddisfaltto: 

«C'è amarezza, però abbiamo dimostrato di essere una grande squadra dando la prova di essere venuti a Milano per vincere. La partita è stata molto bella, complimenti ; all'Inter per averci creduto fino in fondo». 

Anche Luciano Moggi è orgoglioso di come la Juve si è battuta: 

«Abbiamo dimostrato prima di tutto di essere ima grossa squadra. Peccato ci siamo fatti sfuggire la vittoria, ma l'Inter è davvero una grande squadra, perchè altrimenti non sarebbe riuscita a competere con noi. i II Milan è a meno quattro, ma cambia poco. Il vantaggio ci dà ancora tranquillità». 

Il dg, invocato perfino dai tifosi interisti, ha ribadito di avere un contratto con la Juve fino al 2006 e quindi non ha commentato le voci che lo vorrebbero all'Inter già alla fine della stagione in corso. Inevitabile la domanda su Cannavaro, scaricato troppo in fretta da Moratti e anche ieri mattatore: 

«Abbiamo fatto un viaggio in taxi da Firenze a Napoli, l'ho confessato e gli ho dato anche l'assoluzione. Ho capito che era il difensore che faceva per noi». 

Roberto Mancini porta a casa l'ennesimo pareggio e tira un sospiro di sollievo: 

«Per come si era messa non posso che essere contento. Il primo tempo è stato giocato da due squadre che si temevano, poi abbiamo preso due gol senza neppure sapere perchè. I ragazzi sono stati meravigliosi ci hanno creduto fino alla fine. Vieri è stato bravissimo, potevamo anche giocare con tre attaccanti dall'inizio. Pensavo che Martins potesse mettere in crisi la Juve con la sua velocità. Adriano? Non può essere stanco perchè si è riposato, anzi, deve ritrovare il clima partita». 

Rivede in tv l'immagine del rigore: 

«Poteva anche starci l'espulsione di Toldo, ma c'era anche un rigore per noi per fallo su Adriano» 

Moratti conferma con stizza: 

«Il fallo su Adriano c'era tutto, è ingiusto che grandi squadre abbiano simili favori arbitrali. E non mi sono piaciuti certi commenti bianconeri alla fine. Comunque siamo stati bravi a riprenderli». 

Vieri, ovvero l'uomo che ha riaperto la partita, patisce il ruolo di ruota di scorta? 

«No, sono entrato sul 2-0 pensavo fosse dura recuperare e lo è stato. Per fortuna il mio gol è stato importante. Non cerco rivalse, cerco di fare del mio meglio quando gioco. La tattica della disperazione adottata da Mancini ha funziona¬ to. Lo scudetto? E' molto difficile, ma ci dobbiamo credere». 

Grande tensione prima della partita. Incidenti fin dalle 19 nella zona di piazzale Lotto con gli interisti che cercavano di «agganciare» gli juventini. Dentro all'impianto la curva degli ultras interisti si è sbizzarrita, com'era prevedibile, con canti e striscioni a deridere gli juventini prendendo spunto dalla sentenza del tribunale di Torino sulla vicenda doping. Ecco un campionario di sfottò: 

«Senza arbitri e creatina la Juve va in rovina. Juventini costituitevi»; 

«Una pastiglia al giorno toglie il medico di torno»; 

«E per colazione nandrolone»; 

«Più che una squadra blasonata, sembrate gli afrika bambata»; 

«Ulivepo» (a forma di bottiglia) 

e lo striscione 

«Voi vincete solo perché bevete ulivepo»; 

«Juve e Lippi siringhe e scippi». 

Gli juventini hanno replicato provocando Adriano: 

«Adriano come Pappalardo: chi me I'ha fatto fare». 

Con risposta interista: 

«Dio perdona, Adriano no» 

e un invito a Recoba «resisti». All'ingresso delle due squadre via alle coreografie. La curva juventina si è ricoperta del tricolore e quella interista con sventolio di bandiere nerazzurre e l'accensione di numerosi fumogeni. All'inizio del secondo tempo, poco prima del gol del vantaggio bianconero, gli interisti hanno lanciato fumogeni e petardi dal settore sovrastante quello occupato dai tifosi di Buffon e compagni. 

Don Fabio: 

«Troppo rilassati prima delia rete segnata da Vieri» 

Mancini: 

«Bobo è stato determinante, ma tutti hanno creduto nel pari» 

 

Nino Sormani
tratto da: La Stampa 29 novembre 2004





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domenica 19 ottobre 2025

19 Ottobre 2002: Inter - Juventus

É il 19 Ottobre 2002 e Inter e Juventus si sfidano nella sesta giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2002-03 allo 'Stadio Giuseppe Meazza - San Siro' di Milano.

É una Juventus lanciatissima quella che si appresta a vincere questa gara nella capitale. Tra qualche settimana sará incoronata Campione d'Italia per la 27a volta, ma é un altro il chiodo fisso della societá e tifoseria. La Champions League purtroppo sfugge ai rigori nella finale fratricida contro il Milan, in un'altra serata da dimenticare sul fronte europeo. 

Dall'altre parte c'é un Inter che tallona 'da vicino' i bianconeri. Sará un'altra fatica inutile: il titolo di piú forti d'Italia scappa ancora in Piemonte!

Buona Visione!

 


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Stagione 2002-2003 - Campionato di Serie A - 6 andata
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
Sabato 19 ottobre 2002 ore 20.30
INTER-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Del Piero rigore 90, Vieri C. 90+6

INTER: Toldo, Cordoba, Materazzi, Cannavaro F., Zanetti J., Almeyda (Emre 63), Di Biagio, Coco, Recoba (Morfeo 78), Vieri C., Crespo
Allenatore: Hector Cuper

JUVENTUS: Buffon, Thuram, Ferrara C., Iuliano, Birindelli (Zambrotta 63), Camoranesi, Tudor (Conte A. 83), Davids, Nedved, Salas (Zalayeta 69), Del Piero
Allenatore: Marcello Lippi

ARBITRO: Collina
ESPULSIONI: Conte A. 90+2 (Juventus); Morfeo 90+2 (Inter)


Le Pagelle Bianconere 

BUFFON 7. Potrebbe anche iscriversi a un corso di origami per il tempo libero che gli lascia l'Inter nel primo tempo. Si supera nella ripresa quando aspetta Vieri lanciato verso di lui e gli ruba il pallone dai piedi con un intervento magistrale. 

THURAM 7. Sempre robusto e attento il pattugliamento della fascia destra anche se a turno si inseriscono in tanti. Trova spes so l'opportunità di sganciarsi e si trova perfino a tu per tu con Toldo dopo un assist di Del Piero. Un gigante. 

FERRARA 7. Vieri o Crespo, Vieri e Crespo. Benvenuto a San Siro, paraggi dell'inferno. Usa ogni mezzo lecito per imporsi, conferma che gli anni non hanno scalfito la sua immagine. Nelle mischie prevale spesso la sua capoccia, prende il tempo a gente con dieci anni meno di lui. Se pensiamo a difensori azzurri... 

IULIANO 6. Quasi sempre fa da body guard a Vieri e non è come fare da balia a un neonato anche se Bobone esce da un infortunio. Lotta, si impone con tranquillità, si concede alleggerimenti velleitari che non riesce mai a cancellare. Lascia troppa mano libera a Vieri nella ripresa. 

BIRINDELLI 6. Sta qualche passo più avanti della linea difensiva con il compito di neutralizzare Zanetti. L'argentino deve avere un paio di polmoni di scorta, il bianconero evita si sfiancarsi aspettandolo in zona e assolvendo con abnegazione, ma senza sussulti da protagonista, un compito davvero difficile 

(dal 17' st Zambrotta 6: spinge più del compagno, con qualche affanno). 

CAMORANESI 6. Contribuisce a dare spessore all'inizio folgorante della Juve, ovvero il periodc in cui i bianconeri sprecano un patrimonio di occasioni. Non fa cose memorabili, ma è sempre molto presente nel gioco in una parte del campo in cui non trova grande opposizione da Coco. Diventa protagonista nel finale di partita. 

TUDOR 6,5. Parte molto bene e sfiora perfino il gol con un piattone al volo che sorvola Toldo. Lo svolgimento della partita lo porta quasi sempre a essere al centro delle operazioni e mette a frutto la sua natura di difensore per aiutare i compagni nei ripiegamenti 

(dal 37' st Conte 5). 

DAVIDS 6,5. Grande impegno, una percentuale di errore a volte eccessiva. Il movimento continuo è la sua dote migliore considerato che le necessità lo portano a giocare in zone in cui non si sente a suo agio. 

NEDVED 6. Toccano a lui le occasioni da gol più allettanti nella fase di partenza, entrambe su suggerimento di Salas. Le spreca come spesso gli capita, perché è uno che lavora una montagna di palloni, ma poi sembra sempre che l'ultima parte dell'azione non lo riguardi più. 

SALAS 6,5. Sceglie l'occasione giusta per dare un segnale. Ispirato, generoso, non risparmia pressoché su nulla, mettendo il suo marchio sulla partita. Gli manca soltanto la piroetta vincente sotto porta, infatti fallisce il clamoroso match-ball che l'avrebbe fatto diventare l'uomo del destino
 
(dal 24' st Zalayeta sv). 

DEL PIERO 6,5. Decima partita ufficiale da titolare. Gli succhiano anche il sangue e un po' si vede che comincia a battere in testa. Ma non ci fosse lui, chi farebbe girare la palla con tocchi sempre delicati, chi inventerebbe quella girata che soltanto un Toldo mostruoso evita che si trasformi in un gol da fenomeno paranormale? 

COLLINA 6. Un arbitro all'altezza della sfida più bella e appassionante. Incute rispetto ai giocatori, domina la scena anche se non è una partita difficile da arbitrare. Nel finale non è lucidissimo.

Fabio Vergnano 




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