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giovedì 10 settembre 2026

10 Settembre 2016: Juventus - Sassuolo

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 10 Settembre 2016 e Juventus e Sassuolo si sfidano nella terza giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio  Serie A TIM 2016-17 allo 'Juventus Stadiumdi Torino.

I Bianconeri con al timone Massimiliano Allegri partono in pole position per vincere l'ennesimo campionato. Ed infatti arriva il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l'allenatore livornese.

Dall'altra parte ci sono i neroverdi che disputano una stagione tranquilla e si piazzano in dodicesima posizione finale.

Buona Visione!



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Torino - Juventus Stadium
Sabato 10 settembre 2016 ore 18.00
JUVENTUS-SASSUOLO 3-1
MARCATORI: Higuain 5, Higuain 10, Pjanic 27, Antei 33

JUVENTUS: Buffon, Benatia, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner, Khedira (Hernanes 73), Lemina, Pjanic, Alex Sandro, Dybala (Pjaca 87), Higuain (Mandzukic 70)
Allenatore: Massimiliano Allegri

SASSUOLO: Consigli, Gazzola, Antei, Acerbi, Peluso, Pellegrini Lo. (Missiroli 57), Magnanelli, Duncan, Politano, Matri (Iemmello 57), Ragusa (Ricci 80)

ARBITRO: Di Bello




I campioni d'Italia disputano una prima mezz'ora di gara travolgente e i neroverdi non possono che assistere. Il Pipita realizza una doppietta in cinque minuti, poi Pjanic chiude la pratica. La rete ospite arriva grazie a un errore di Buffon e una deviazione di Antei.

TORINO - Fino al gol del Sassuolo, la sensazione è stata una sola che poi è anche una conferma di quello che tutti sospettavano: questa Juventus è troppo forte, di una categoria superiore rispetto al campionato italiano. Ritmi alti, giocate di prima senza errori e tre gol in 27' al Sassuolo che non è proprio l'ultima arrivata. Gonzalo Higuain realizza una doppietta d'autore al suo esordio dal 1' in bianconero e Pjanic ci mette la ciliegina. Il Sassuolo accorcia, sempre nel primo tempo, approfittando di una uscita a vuoto di Buffon e Antei si ritrova goleador senza capire nemmeno come. Nel secondo tempo la Juventus controlla, potrebbe segnare ancora, ma si accontenta di essere capolista a punteggio pieno dopo tre giornate di Serie A.

FURIA HIGUAIN - Allegri può finalmente proporre la vera nuova Juventus con i big tutti dal 1′: Pjanic a centrocampo e in attacco la coppia Higuain e Dybala. Chiellini gioca regolarmente in difesa mentre riposano Barzagli e Dani Alves rimpiazzati rispettivamente da Benatia e Lichtsteiner. Lemina vince il ballottaggio con Asamoah. Al 3-5-2 bianconero, Di Francesco risponde col 4-3-3 con Ragusa, Matri e Politano in attacco viste le assenze di Berardi e Defrel. In mezzo al campo con Magnanelli ci sono Duncan e Pellegrini; al centro della difesa Antei viene preferito a Cannavaro. 

PJANIC FA TRIS, MA ANTEI ACCORCIA - E' un monologo bianconero adesso col Sassuolo che appare inerme. Sfiora la rete anche Bonucci di testa su calcio d'angolo, ma è Pjanic a siglare il 3-0 al 27': Dybala scatta in area ma viene fermato in extremis da un difensore. Pallone ancora vivo con colpo di testa di Pjanic e traversa piena. Quindi il bosniaco è più lesto dello stesso Dybala a insaccare da due passi. Al 33' a sorpresa arriva il gol del Sassuolo: angolo, Buffon esce a vuoto, Antei in corsa impatta la sfera e la insacca. I ritmi altissimi della Juventus non permettono al Sassuolo di giocare e quando Pellegrini commette una leggerezza nella propria area, Khedira lo grazia concludendo alto. Nell'unico minuto di recupero, corner di Pjanic e colpo di tacco di Benatia che il portiere controlla.

CONSIGLI TIENE A GALLA IL SASSUOLO - Consigli tiene a galla il Sassuolo nel secondo tempo quando para su Khedira e soprattutto all'11' salvando su Pjanic che si inserisce in area e conclude in corsa. Di Francesco a questo punto cambia due elementi: fuori Matri (ex applauditissimo dallo Stadium) e Pellegrini e dentro Iemmello e Missiroli. Ma le sostituzioni non incidono e Dybala al quarto d'ora si beve tutta la difesa, poi con una finta supera Duncan sul fondo e conclude: Consigli devia. Si batte l'angolo e Chiellini di testa per poco non centra la porta. Al 22' occasionissima per Lichtsteiner: nell'area piccola e con Consigli già a terra, lo svizzero conclude però sul corpo del portiere. Quindi mischia furiosa e il Sassuolo che si salva mentre l'esterno bianconero cade e lamenta un fallo da rigore che pare non esserci.

ENTRA RICCI MA E' TARDI - Il punteggio consente ad Allegri di gestire i cambi in vista dell'impegno di Champions: il primo a abandonare la scena è Higuain, al suo posto dentro Mandzukic. Quindi out Khedira e dentro Hernanes. Alla mezz'ora il Sassuolo chiede calcio di rigore quando Iemmello colpisce di testa una palla che Chiellini poi devia in angolo con un braccio teso. Penalty che poteva starci, non per Di Bello. Quando tra gli ospiti entra Ricci per Ragusa, qualcosa migliora nella manovra offensiva ospite, ma ormai è tardi. Anzi, al 38' assistiamo a un gran lancio di Bonucci per Pjanic che in area intende servire Dybala ma c'è l'anticipo decisivo di Acerbi che salva i suoi dal 4-1. Al 43' il 3-2 pare cosa fatta quando Politano, liberato in area, salta Buffon e conclude. Ma salva sulla linea Lichtsteiner, degno sostituto oggi di Dani Alves.




Terza vittoria in tre partite: una doppietta di Higuain e un gol dell'ex centrocampista della Roma fanno volare i bianconeri che battono 3-1 i neroverdi di Di Francesco. Qualche disattenzione difensiva nel finale, però, fa arrabbiare Max Allegri Per stendere il Sassuolo, alla Juve bastano 27 minuti. Una doppietta di Gonzalo Higuain alla sua prima dall’inizio in bianconero e un gol di Miralem Pjanic, all’esordio in campionato con la nuova maglia, fanno volare la squadra di Max Allegri. Tre vittorie in tre partite: aspettando Genoa e Sampdoria, i campioni uscenti della Serie A sono già in testa da soli a punteggio pieno. E ora che hanno ritrovato gli acquisti più importanti di una grandissima sessione di mercato, mirano davvero a far bene in ogni competizione. Soprattutto in quella Champions che resta il grandissimo obiettivo stagionale. Dopo la sconfitta a tavolino contro il Pescara, a causa del tesseramento definito irregolare di Ragusa, il Sassuolo invece non riesce a ripartire. Dopo aver trovato un gol fortunoso al 32’ del primo tempo sull’unico errore della difesa bianconera con Antei, non è mai riuscito nella seconda parte di gara a cambiare passo per mettere in difficoltà con continuità la Juve. Nel finale, un salvataggio sulla linea di Lichtsteiner su Politano, fa arrabbiare Allegri. Dopo aver cambiato tantissimi giocatori rispetto allo scorso anno, la Juventus sembra giocare già a memoria per larghi tratti di gara: velocità, ottimo gioco negli spazi stretti, e davanti la coppia Higuain-Dybala promette già scintille. Da migliorare forse, qualcosina in difesa: qualche sbavatura di troppo avrebbe potuto far rientrare in gara il Sassuolo sul 3-1. Il mister bianconero dalla panchina ha mostrato di non gradire. I cambi in formazione - Dopo due gare ai box, Pjanic va a posizionarsi davanti alla difesa, nel solito centrocampo a cinque. In difesa non c’è Barzagli ma Benatia, accanto a Bonucci e Chiellini. Dopo esser rimasto a Vinovo per ritrovare la forma nel corso della sosta per le nazionali, Gonzalo Higuain fa il suo esordio davanti dal primo minuto accanto a Dybala. Senza Berardi infortunato, Di Francesco dà spazio a Ragusa e Politano, a supporto di Matri unica punta. Passano pochissimi minuti: al 9’ la Juve è già sul 2-0. Che giochi in contropiede, o provi a impostare, i bianconeri nei primi minuti sono uno spettacolo. Al 4’ Pjanic lancia Dybala, appoggio per Higuain e il Pipita fa quello che sa fare meglio: da posizione molto defilata sulla destra, trafigge Consigli. Passano solo cinque minuti e sempre l’argentino fa un gol davvero impressionante: palla a campanile e grandissimo destro al volo che si insacca alle spalle di un incolpevole, e bravissimo portiere del Sassuolo. Il terzo gol di Pjanic al 27' sembra spegnere i sogni di rimonta degli ospiti ma non è così. Al 32’, dopo una rete molto fortunosa di Antei, bravo a inserirsi in un’indecisione tra Buffon e Alex Sandro. E’ l’unico sussulto dei neroverdi. Nel finale di tempo, è ancora la Juve che preme. Negli spogliatoi si va sul 3-1. Grande Juve anche nella ripresa - Nella seconda parte di gara, i bianconeri ci provano più volte. Ma Consigli c’è su Khedira, Pjanic e Dybala. Nel finale il Sassuolo si scrolla la tensione dei primi 30’, e tenta di risalire. I cambi di Di Francesco (Iemmello per Matri, Missiroli per Pellegrini e Ricci per Ragusa), sembrano dare maggior forza alla propria squadra. All’87’ è proprio l’ex Crotone, appena in campo, a servire Politano con un grandissimo filtrante. Il suo tiro chiama Lichtsteiner al grandissimo salvataggio sulla linea. Allegri non avrà lanciato il cappotto come contro il Carpi nello scorso campionato, ma è furibondo. La sua Juve chiude la gara 3-1. Ma sicuramente lavorerà sulle incertezze difensive. Una squadra che punta alla Champions, certi errori non può permetterseli. Un primo tempo perfetto, non gli fa dormire sogni tranquilli.







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lunedì 31 agosto 2026

31 Agosto 2019: Juventus - Napoli

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi offriamo questo gustoso amarcord della data odierna. É il 31 Agosto 2019 e Juventus Napoli si affrontano per la seconda giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2019/20.

Il mondo é stravolto dalla pandemia Covid-19. Dopo un lungo stop il campionato 'deve' riprende in estate con le restanti giornate da disputare. Nel frattempo la Juventus (allenata in panchina da Maurizio Sarri) si appresta a continuare il suo dominio sul massimo torneo italiano. Il nono Scudetto consecutivo é solo questione di giorni; i ragazzi in bianconeri conquistano il 38esimo scudetto finendo la stagione piú irregolare della storia con un solo punto di vantaggio dall' Inter.

Dall'altra parte c'é il Napoli che nonostante non abbia disputato il suo campionato migliore riesce communque a conquistare un piazzamento nella UEFA Europa League.


Buona Visione! 




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Stagione 2019-2020 - Campionato di Serie A - 2 andata
Torino - Allianz Stadium
sabato 31 agosto 2019 ore 20:45 
JUVENTUS-NAPOLI 4-3
MARCATORI: Danilo 16, Higuain 19, Ronaldo 62, Manolas 66, Lozano 68, Di Lorenzo 81, Koulibaly autorete 90+2

JUVENTUS: Szczesny; De Sciglio (Danilo 15), (c) Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira (Can 60), Pjanic, Matuidi; Douglas Costa, Higuain (Dybala 76), Ronaldo
A disposizione: Buffon, Pinsoglio, Cuadrado, Mandzukic, Rugani, Rabiot, Demiral, Bentancur, Bernardeschi
Allenatore: Maurizio Sarri

NAPOLI: Meret; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Ghoulam (Mario Rui 46); Callejon, Allan (Elmas 74), Zielinski, (c) Insigne (Lozano 46); Fabian Ruiz, Mertens
A disposizione: Ospina, Karnezis, Malcuit, Verdi, Luperto, Maksimovic, Hysaj, Younes, Gaetano
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: Orsato
AMMONIZIONI: Matuidi 52, Alex Sandro 80, Douglas Costa 83 (Juventus); Ghoulam 40, Di Lorenzo 44, Elmas 90+1 (Napoli)




Partita incredibile allo Stadium. 
Due gol della Juve tra 16' e 19' sbloccano il match: rete di Danilo (entrato in campo da 29 secondi) e raddoppio di Higuain con una super giocata. 
CR7 cala il tris nella ripresa ma Manolas e Lozano (al debutto) riaprono tutto. 
All'81' il pari di Di Lorenzo. 
All'ultimo di recupero arriva però la clamorosa autorete di Koulibaly che decide il match

Una partita memorabile, storica. Una montagna russa, come ha detto Higuain al triplice fischio. Con un finale amarissimo per il Napoli segnato dall'autorete di uno dei suoi giocatori simbolo. Koulibaly, l'uomo che a Torino segnò una rete decisiva qualche anno fa, questa volta sbaglia porta al penultimo minuto di recupero vanificando una clamorosa rimonta da 0-3 a 3-3 del Napoli. È super Juve in avvio, agli ordini di Martusciello dalla panchina ma seguita molto da vicino anche dall'ex Sarri, presente allo Stadium. Higuain parte dal 1' con Dybala in panchina (ma blindato da Paratici nel pre partita: "Resta con noi"), mentre Ancelotti conferma i suoi fedelissimi. Al 16' il primo colpo di scena porta il nome di Danilo, dentro 29 secondi prima per l'infortunato De Sciglio, e in gol sull'assist di Douglas Costa in contropiede. Napoli colpito a freddo che subisce subito il secondo gol, una perla di Higuain che salta Koulibaly in area (inizia qui la sua serataccia) e segna sotto l'incrocio con l'esterno destro. Una magia. Khedira sfiora due volte il tris (tra cui una traversa colpita), e solo l'intervallo salva il Napoli.

Nella ripresa, dunque, la storia non sembra cambiare. Entra Lozano (per Insigne fermato da una noia muscolare) ma a segnare è CR7, che pare chiudere definitivamente un match fin lì dominato dai bianconeri. Tutto facile fino al novantesimo? Affatto. Manolas, uomo da rimonte storiche, riapre la sfida di testa; mentre tre minuti dopo Lozano si conferma cecchino nei suoi debutti con una nuova maglia. A quel punto la paura bianconera sale, nonostante la seconda traversa di giornata colpita da Douglas Costa, preludio al pari di Di Lorenzo, che punisce i bianconeri trovando il pazzesco 3-3 all'81'. Poi il clamoroso epilogo. Novantaduesimo minuto. Una punizione per la Juve, Koulibaly è solo. Svirgolata pazzesca e palla in rete. Triplice fischio. Una partita incredibile.  



Un altro spot fantastico per il calcio italiano. 

La sfida tra Juventus e Napoli, le prime due della scorsa stagione, prometteva bene e ha mantenuto le aspettative, regalando ai tifosi uno spettacolare 4 - 3. I bianconeri vanno avanti 3 - 0 dominando la prima ora di gioco, poi spengono l'interruttore e gli ospiti, spinti nella ripresa dal nuovo arrivo Lozano, rimettono la partita in parità con uno splendido finale di gara. Quando sembra finita ed ognuno è pronto a riflettere sui propri meriti e gli errori fatti arriva la sfortunata autorete di Koulibaly che interviene di sinistro su una punizione e devia involontariamente nella propria porta. 

Le reti della squadra di Sarri, ancora guidata da Martusciello in panchina, le realizzano Danilo (in contropiede al 16', dopo pochi secondi dal suo ingresso in campo per infortunio di De Sciglio), Higuain (al 19' eludendo la marcatura di Koulibly in area piccola) e Ronaldo (al 62' con un sinistro a fil di palo finalizzando una manovra tutta di prima), per gli ospiti Manolas (di testa al 66'), Lozano (di piatto al 68') e Di Lorenzo (all'81' con un tocco di coscia su traversone da destra). Poi, come raccontato, l'autogol decisivo di Koulibaly. La Juventus sul taccuino annota anche due traverse, una di Khedira nel primo tempo e una di Douglas Costa nel secondo. 

La Juventus arriva alla sosta già a punteggio pieno dopo due partite e aspetta il ritorno di Sarri in panchina contro la Fiorentina, il Napoli registra nei primi 180' di campionato 7 gol fatti e 7 gol subiti, sarà compito di Ancelotti tenere il buono e porre rimedio ai difetti mostrati in queste due gare.





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mercoledì 26 agosto 2026

26 Agosto 2017: Genoa - Juventus

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Serie A vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 26 Agosto 2017 e Genoa e Juventus si sfidano nella seconda giornata del girone di andata del  Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2017-18 allo Stadio 'Luigi Ferraris - Marassi' di Genova.

La squadra di Massimiliano Allegri si aggiudica ancora lo Scudetto. Sará il 36esimo titolo. Dall'altra parte ci sono i liguri che navigano in cattive acque per lunghi tratti della stagione. Alla fine peró i rossoblu si salveranno da un amara retrocessione.

Buona Visione!

  


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Stagione 2017/18 - Serie A - 2a Giornata
Sabato 26 Agosto 2017 ore 18.00
Genova - Stadio Luigi Ferraris - Marassi
GENOA-JUVENTUS 2-4 
MARCATORI: 1' (aut.) Pjanic (G) , 7' (rig.) Galabinov (G), 14', 49' pt (rig.) e 47' st Dybala (J), 17' st Cuadrado (J)

GENOA (3-4-3): Perin; Biraschi, Rossettini, Gentiletti; Lazovic, Veloso, Bertolacci, Laxalt; Pandev (33'st Lapadula), Galabinov (27'st Centurion), Taarabt (6'st Palladino)
A disposizione: Lamanna, Spolli, Zukanovic, Cofie, Rosi, Migliore, Omeonga, L.Rigoni, Salcedo
Allenatore: Ivan Juric

JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon; Lichtsteiner (29' st Barzagli), Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Khedira (13'st Matuidi), Pjanic (36'st Bentancur); Cuadrado, Dybala, Mandzukic; Higuain
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, De Sciglio, Benatia, Sturaro, Douglas Costa, Bernardeschi, Kean
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Banti di Livorno
Ammoniti: Lichtsteiner, Gentiletti, Biraschi, Pjanic, Lazovic, Cuadrado, Laxalt



Rossoblù sul 2-0 dopo 8' (autogol Pjanic e rigore con Var di Galabinov), poi si scatena Dybala (il secondo su rigore, anche qui con tecnologia), nella ripresa segna pure Cuadrado.

Dejavu, autogol goffi e triplette, fallacci e raffinatezze, ma soprattutto lunghi minuti davanti a un monitor: in un sabato di ordinaria follia, Marassi non si è annoiato per la tempesta di emozioni. Alla fine dei conti, la Juve ha avuto il merito e la forza di riprendere una gara che sembrava morta e sepolta già prima di cominciare. Ma le meraviglie di Dybala e la perla di Cuadrado non possono nascondere sotto al tappeto la montagna di polvere accumulata a inizio partita. È l’ennesimo inizio-shock regalato al Genoa: in attesa delle fine del mercato, trascina molti interrogativi in casa bianconera.

CRONACA — "Bisogna fare meglio dello scorso anno dove abbiamo preso 3 gol in 27 minuti", disse Max alla vigilia. Allegri è accontentato: due gol in un amen, sette minuti di follia in un inizio irreale con Lazovic che asfalta Sandro e autogol dopo 18 secondi di Pjanic; poi nuovo rigore con Var, secondo in due giornate contro i bianconeri (stavolta, però, c’è il millimetrico fuorigioco di Galabinov, non notato dalla tecnologia, che rende sbagliata la decisione). A procurarlo e realizzarlo proprio il carrarmato bulgaro che bullizza Rugani per tutto il primo tempo. Non bastasse, in mezzo c’è pure un miracolo di Perin su tentato autogol di Gentiletti: troppo e tutto insieme, impossibile dare ordine razionale al caos. Eppure, ormai quando la Signora passa da qua, da questo stadio vestito da rossoblù, il copione è lo stesso.

Ma a prendersi gli applausi finali è sempre Dybala, che dopo la prima tripletta bianconera si porterà a casa la palla: un giorno, continuando così, ne avrà in mano una tutta d’oro. Per il momento, si può limitare ad essere il nuovo leader tecnico di questa squadra. Ma da solo non basterà sempre: Marassi ha detto quanto sia urgente un nuovo colpo dietro e in mezzo.

tratto da: Genoa-Juventus 2-4: Dybala e Cuadrado firmano la rimonta. Var protagonista


 
I bianconeri passati in svantaggio 2-0 dopo 7 minuti di gioco prima rimontano e poi ribaltano i ragazzi di Juric grazie a una tripletta della Joya e ad un gol di Cuadrado

GENOVA - I genoani hanno cullato il sogno di un clamoroso remake, ma stavolta non poteva andare come l’anno scorso, quando i rossoblù rifilarono tre gol in 27’ alla Juve, umiliandola. E lasciandola lì, a macerarsi nell’umiliazione. Non poteva andare come l’anno scorso per un sacco di motivi. Primo: stavolta il Genoa di gol ne ha segnati soltanto due e ha smesso di farne già al 7’, lasciando alla Juve quasi tutta la partita per rimontare. Secondo: i bianconeri avevano imparato la lezione, e l’hanno messo in pratica. Terzo: questo Genoa non è quello, non ha la stessa qualità, non ha la stessa forza nel pressing, non ha quel livello. Ha spremuto se stesso, ma ha ceduto per pura inferiorità. Quarto: Allegri è stato bravissimo a rimettere nei binari i suoi, che dapprincipio avevano reagito con la forza dei nervi ma poi la partita l’hanno tenuta in pugno quando l’hanno affrontata con lucidità e fredda razionalità, fidandosi della propria superiorità, che Dybala sa benissimo come far pesare. La sua tripletta, la prima in Italia, è il, manifesto bianconero del sabato pomeriggio.

Sul risultato c’è però anche, e un ancora una volta, la firma del Var, che ha determinato certamente l’andamento della partita. E dunque bisogna raccontarlo, questo andamento. Il Genoa è passato in vantaggio dopo 18 secondi, quando Pandev s’è bevuto Alex Sandro e poi ha messo in area un pallone teso che Chiellini ha lisciato facendolo carambolare su Pjanic: uno a zero. Al 7’, Banti non s’è accordo di un evidente sgambetto di Rugani a Galabinov invece non sfuggito alla moviola, che ha suggerito il rigore non accorgendosi però della millimetrica posizione di fuorigioco del centravanti bulgaro, che poi ha battuto Buffon dal dischetto: due a zero. Al 14’, la Juve s è rimessa in carreggiata con uno gol di Dybala (di destro!), preparato da una splendida combinazione tra Higuain e Pjanic: due a uno. Sul finire del primo tempo, Lazovic ha respinto con il braccio una conclusione ravvicinata di Mandzukic, e se lì per lì nessuno allo stadio se n’era accorto (neanche gli juventini, che non avevano protestato), a quelli sul furgoncino del Var l’episodio non è sfuggito. Il rigore l’ha trasformato Dybala: due a due. Al 17’ del secondo tempo, dopo una lunga fase di superiorità juventina, Mandzukic ha pescato in area Cuadrado, elegante nel controllo e geniale nel movimento con cui si è liberato di Laxalt e ha battuto Perin: due a tre. E alla fine, il sinistro del capocannoniere Dybala,  servito da Higuain, è diventato la rasoiata della tripletta: due a quattro.

Il bello è che il Var farà molto discutere chi sta in poltrona ma poco chi sta allo stadio, dove il clima è palesemente più disteso. La gente si fida. Al rigore per la Juve, per esempio, Marassi non ha emesso nemmeno un fischio e in genere ogni decisione di Banti è stata presa bene, perché evidentemente il fatto che l’arbitro sia sotto tutela è visto come una forma di garanzia. Dentro gli stadi si respira un’aria migliore.
La bellezza della Juve è invece ancora del tutto indefinibile, ma d’altronde Allegri ha già fatto sapere che per lui la stagione comincia dopo la sosta e che adesso è tutto provvisorio, compresi gli sbandamenti difensivi che continuano a caratterizzare le prestazioni bianconere. Ma la settimana prossima il mercato chiuderà, e la Juve sarà diversa da quella di oggi. Giudicarla ora non ha senso, al momento ha senso solamente contare i gol che segna, e anche un po’ quelli che prende.






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26 Agosto 2001: Juventus - Venezia

Attraverso il canale Youtube ufficiale della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. È il 26 agosto 2001 Juventus e Venezia si sfidano nella prima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2001-02 allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

È una stagione col finale col botto questa per i campioni bianconeri. Iniziata così così nel finale, i nostri eroi stanno girando a mille. La vetta si avvicina e si avvicina anche il 5 maggio, ultima giornata di campionato. Tutto il resto è Storia! Dall'altra parte c'è un Venezia che deve salutare il massimo campionato dopo un pesante ultimo posto in classifica.

Questa gara segna il debutto in campionato con la maglia bianconera per una leggenda del club piemontese: Gianluigi Buffon!

Buona Visione!



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Stagione 2001-2002 - Campionato di Serie A - 1 andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 26 agosto 2001 ore 15:00
JUVENTUS-VENEZIA 4-0
MARCATORI: Trezeguet 10, Trezeguet 11, Del Piero 44, Del Piero 81

JUVENTUS: Buffon, Zenoni, Thuram, Montero (Iuliano 78), Pessotto G., Zambrotta, Tudor (Maresca 70), Tacchinardi, Nedved, Trezeguet (Salas 75), Del Piero
Allenatore: Marcello Lippi

VENEZIA: Rossi, Algerino (Conteh 46), Bjoerklund, Viali, Cvitanovic, Valtolina (De Franceschi 55), Bressan, Andersson, Marasco, Vannucchi, Maniero (Di Napoli 86)
Allenatore: Claudio Prandelli

ARBITRO: Bertini




Trezeguet-Del Piero La partita perfetta della Juve di Lippi 
APERTURA ALLA GRANDE CONTRO IL VENEZIA: ALTRI FUTURI OSTACOLI SARANNO PIÙ IMPEGNATIVI, MA QUESTA È DAVVERO UNA SQUADRA DA SCUDETTO
Due reti di David e due di Alex (una su morbido assist di Salas) Il successo esalta la svolta tecnica e di mentalità dei bianconeri 
TORINO Una partita troppo perfetta, in cui ha segnato chi doveva segnare (Trezeguet e Del Piero) e lo ha fatto al momento giusto per mettere il match in discesa, sotto il sole che arrostiva le gambe e i pensieri. Una partita senza rischi, se non per un colpo di testa di Maniero, che ha concesso una bella figura a tutti, pure a Salas, catapultato da tre giorni nella giostra sulla quale non era mai salito prima. 
Più che l'esordio con il botto nella nuova Serie A (4-0 e poteva essere di più), Juve-Venezia è stato come dovrà essere lo spot per lanciare l'ingresso juventino in Borsa, tutti che sorridono come davanti a un Mulino Bianco e senza insopportabili ragazzine che offrono caramelle ai cavalli. Un successo patinato, da Carosello. Verranno ostacoli molto più impegnativi di questo Venezia slabbrato in dieci minuti, tuttavia l'ouverture juventina non ci sembra un fenomeno casuale, che verrà presto smentito. Questa è una squadra da scudetto. Lo diciamo dal giorno in cui comprarono Nedved e cedettero Zidane, non perché disprezziamo il francese ma perché era il segnale di una svolta tattica e di mentalità, l'addio a una squadra che delegava il proprio benessere a un giocatore. In alcuni momenti, nel primo quarto d'ora, quando la partita era da definire e le forze non erano stropicciate dal caldo, s'è rivisto l'embrione della prima stagione di Lippi, la capacità di calamitare ogni pallone nella metà campo avversaria e di riproporlo in area, come fa il mare quando sbatte onda su onda tra gli scogli e ne gratta via un po'. 
Con Zidane, si sapeva sempre da dove sarebbe nato il pericolo. Con questa nave senza timoniere, benché Del Piero si ingegni ad esserlo più di altri, sarà più difficile individuare una fonte del gioco: mancherà la fantasia della giocata barocca, però crediamo che, per incepparsi, la Juve dovrà sbattere in una giornata di crisi collettiva. Ieri è stato davvero tutto troppo facile. In precampionato erano sorti due dubbi: l'efficacia dell'attacco e la consistenza del centrocampo. Nel combatterli, il Venezia è stato più efficace di un'aspirina. Prandelli l'ha schierato con una difesa a quattro ma un centrocampo piuttosto evanescente e in inferiorità numerica rispetto alla Juve: la forza d'urto bianconera ha cominciato a lavorare ai fianchi con Zambrotta e il giovane Zenoni, più sciolto che nelle amichevoli; dall'altra parte, Nedved e Pessotto si godevano l'ombra ma non permettevano ad Algerino (un francese che pochi anni fa ne prese già sei dalla Juve al Parco dei Principi) di fare altrettanto. Nedved veniva fermato al 5' per un fuorigioco di centimetri, subito dopo Maniero anticipava Thuram in tuffo e la palla usciva di un niente. 
Sarebbe stata l'unica occasione dei veneti fino alla mezz'ora del secondo tempo, quando Vannucchi avrebbe avuto avventurosamente tra i piedi la seconda palla buona, deviata in angolo. Tutta Juve, solo Juve in pressing. Al 10' andava in rete. Zambrotta e Zenoni innescavano l'azione che l'ex atalantino rifiniva con il cross: Trezeguet saltava e piazzava la palla nell'angolo, imprendibile, confermando che la Juve adesso ha un centravanti che usa la testa per segnare e non per immergerla nei budini della pubblicità. Trezeguet si ripeteva in novanta secondi, questa volta il lancio che lo pescava in area era di Tudor e il francese non si spaventava a colpirla al volo. In undici minuti finiva il carnevale veneziano, Trezeguet calava sugli occhi una maschera che gli conciliasse il sonno e lasciava che fossero gli altri a giocare. Salivano la voglia di Nedved, impreciso nella mira, e la febbre di Del Piero. Alex non è la perfezione scolpita, certi suoi dribbling abortiti possono spazientire eppure nella ricerca della porta si vedono i progressi: il controllo di petto e tiro di sinistro con cui colpiva la traversa al 32' e la rovesciata, sbattuta pure quella contro un legno al 42', erano pezzi di bravura sfortunata. Lo ripagava invece la punizione che suggellava con il 3-0 il primo tempo, con Rossi, il portiere, in ritardo nello scatto. 
La Juve tornava ai ritmi di un'amichevole, giustificatissimi con quel caldo africano che spingeva persino Lippi a cercare un rinfresco nel frigo vicino alla panchina, per lui vuoto. Restiamo convinti che alla perfezione dell'opera manchi un centrocampista vero che affianchi Tacchinardi (in gran spolvero); tuttavia, Tudor s'è mostrato un buon tampone, fronteggiato da Andersson, che viaggia a ritmi bassi. Il croato, tra l'altro, ha un grande lancio. E nella ripresa, giocata per dovere, l'ingresso di Salas risvegliava il popolo. Un lancio di luliano premiava la bravura del cileno nello smarcarsi in profondità, Salas alzava la testa e offriva a Del Piero quanto gli era negato da anni: un cross morbido e piazzato, che Alex incrociava di testa per il quarto gol. Troppa grazia, ma non finta. 

Marco Ansaldo 
tratto da: La Stampa 27 agosto 2001

 



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