martedì 29 luglio 2025

11 Dicembre 1994: Lazio - Juventus

È l'11 dicembre 1994 e si gioca allo Stadio Olimpico di Roma la sfida Lazio-Juventus, valevole per la tredicesima giornata del girone di andata del campionato italiano di calcio di Serie A 1994-95.

È la prima stagione di Marcello Lippi alla guida dei bianconeri. Il tecnico viareggino sta cercando di installare una nuova grinta e voglia di 'sbranare' gli avversari. Contro la squadra biancoleste (a fine campionato spiazzatosi al secondo posto) sará una gara tosta che fará intravedere (ancora) il grande talento del giovane Alessandro Del Piero.

Alla fine di quel Campionato, la Juventus , dopo ben otto anni d'astinenza, vincerà il suo 23esimo Scudetto dopo un duello su tre fronti con il fortissimo Parma di Nevio Scala, targato Parmalat.

Buona Visione!


 

lazio

 

Stagione 1994-1995 - Campionato di Serie A - 13ª andata
Roma - Stadio Olimpico
Domenica 11 dicembre 1994 ore 20.30
LAZIO-JUVENTUS 3-4
MARCATORI: Rambaudi 20, Del Piero 37, Marocchi 53, Del Piero 77, Grabbi C. 81, Casiraghi 83, Fuser 90+34

LAZIO: Marchegiani, Negro, Favalli, Venturin, Cravero, Chamot, Rambaudi, Fuser, Casiraghi, Winter, Signori (Bergodi 33) - Allenatore : Zdenek Zeman

JUVENTUS: Peruzzi, Ferrara C., Orlando A., Carrera M. (Grabbi C. 36), Kohler, Paulo Sousa, Marocchi, Conte A. (Porrini 66), Ravanelli, Del Piero, Tacchinardi - Allenatore : Marcello Lippi

ARBITRO: Bazzoli
ESPULSIONI: Cravero 28 (Lazio)





Non è da tutti esordire nel massimo campionato italiano segnando la rete decisiva di un Lazio-Juventus.

È quanto successe l’11 dicembre 1994 a Ciccio Grabbi, giocatore cresciuto nel vivaio bianconero, che firmò la quarta rete juventina in una partita che sarebbe terminata col punteggio di 3-4. Di Del Piero, doppietta, e Marocchi, le altre tre reti piemontesi.

tratto da: Esordire col gol della vittoria in un Lazio-Juventus alla 13^ di A 


VOTI BIANCONERI 
Bravo Grabbi 
Sousa si muove a tutto campo 

PERUZZI 7. Un intervento molto dubbio in area su Casiraghi, prima di esibirsi in una serie di parate determinanti. La più spettacolare quando vola a deviare un colpo di testa di Casiraghi.

FERRARA 6,5. Gli tocca un Signori in serata di scarsa vena. Si difende con il solito mestiere. Poi si dedica a Casiraghi.

ORLANDO 6,5. All'annuncio delle formazioni, sul tabellone elettronico compare con la vecchia maglia del Milan. Ma sul campo è sempre uno dei punti fermi della Juventus.

CARRERA 6. La Lazio gioca su ritmi indiavolati, in difesa si balla non poco. Qualche chiusura non è impeccabile, ma tampona quasi sempre con grinta. Dal 36' pt Grabbi 7, un debutto esaltante

KOHLER 6,5. Di Casiraghi conosce pregi e difetti, il duello che ne viene fuori è arroventato.

SOUSA 7. Da Padova in poi è tornato ad essere il campione che la Juve attendeva. Grande movimento, recupera palloni su palloni, dà man forte alla difesa.

MAROCCHI 7. Certi ritmi non fanno più per lui, ma si sistema sulla fascia destra e offre il proprio apporto di esperienza indiscussa. Corona il tutto con il gol.

CONTE 6. Solito stantuffo del centrocampo, gioca moltissimi palloni, ma commette anche qualche errore di troppo. Riscatto parziale con la palla-gol per Marocchi. Dal 22' st Porini 6

RAVANELLI 6,5. Stringendo i denti. In dubbio fino all'ultimo istante, scende in campo con grande coraggio e non risparmia su nulla. Giocatore preziosissimo, a volte insostituibile.

DEL PIERO 8,5. Sbaglia il gol più facile e segna quelli più difficili, entusiasmante. Il nipotino di Platini mette a tacere l'Olimpico con giocate regali

TACCHINARDI 6,5. Centrocampista di sostegno e costruzione a sinistra, dirottato nel ruolo di libero quando entra Grabbi

tratto da: La Stampa 12 dicembre 1994

 



La Signora ha un nuovo Baggio 
Da quando Roby-gol è uscito di scena, Alex Del Piero si è scatenato, confermando il proprio talento di fuoriclasse, ma anche un suggestivo e inquietante dualismo.

QUI JUVE

ROMA. Grazie, Signora. Il calcio italiano, stretto alle corde da figuracce azzurre e violenza assortita, addenta il boccaleglio d'ossigeno di un nuovo campione, servito su un vassoio d'argento (il primato in classifica) dalla Juve. Diù giovane gagliarda dell'ultimo decennio. Alex Del Piero sta rubando di prepotenza la ribalta a Roby Baggio. Anzi, più il codino d'oro sembra preda di una preoccupante fragilità fisica e di imbarazzanti freni mentali, meno il <baby> avverte i timori reverenziali del ruolo, scatenandosi come un vero leader offensivo. Potenza della gioventù, che assiste benigna le scelte coraggiose di Lippi, finalmente libero dalle prudenze di inizio stagione, forse perché ormai consapevole del valore effettivo imberbe brigata bianconera scalpitante dietro gli acciaccati titolari. Al punto che Del Piero, nella esaltante serata dell'Olimpico, si è permesso il lusso di tenere a battesimo un altro virgulto offensivo carico di promesse, il diciannovenne Grabbi, subito a proprio agio in zona gol, dove occorre fortuna ma soprattutto freddezza, per far valere le qualità prodigate da madre natura. 

DUALISMO. Potenza della gioventù, che improvvisamente fa apparire vecchio e quasi superato Robertino Baggio, a ventisette anni teoricamente nel pieno della maturità agonistica e solo attardato, fin qui, da quei benedetti piccoli contrattempi fisici che paiono andare di pari passo con le sue troppe esitazioni di campionissimo infastidito dagli eccessi del pallone. Per Lippi, un teorema esaltante, cioè la conferma degli straripanti mezzi tecnici del reparto offensivo bianconero, su cui ha decisamente puntato al momento di scegliere il tridente come soluzione offensiva stabile; ma anche un problema spinoso, pronto a esigere il conto non appena Roby gol recupererà la piena efficienza fisica. Già, perché fin qui i due assi veneti della prima linea bianconera sono sembrati difficilmente compatibili tra loro. Basti ricordare che l'ultima occasione a vederli insieme fu il successo juventino a Padova, l'ultimo del vecchio corso, quello della squadra brutta ma efficace. Nella circostanza, la luce del codino, decisivo nell'affondare gli avversari con una fiammeggiante punizione, spinse nel buio il talento di Del Piero, abulico ex della partita, incapace di ritagliare spazi all'ingombrante omologo, poi fermato dall'ennesimo infortunio. Col codino in infermeria, ecco levarsi d'incanto la nuova Signora, quella della gagliarda rimonta contro la Fiorentina e poi dell'assalto all'arma bianca nella ta-na della Lazio, coronato dal successo che vale il primato in classifica. Come dire: uscito di scena Roby, ecco esplodere Alex.

FUORICLASSE. Ma che giocatore è il nuovo fuoriclasse della Signora? A prima vista, impossibile resistere alla tentazione di inquadrarlo come un piccolo Van Basten. L'etichetta guadagnata negli anni delle giovanili del Padova. Morbido nel tocco. Flessuosamente agile nei movimenti, istintivo e geniale nelle intuizioni-gol, provvisto del misterioso radar che concede al <big> di inquadrare la porta senza bisogno di guardarla, semplicemente indirizzandovi il tocco magico dei piedi: uno splendido animale da calcio, il grande centravanti olandese reincarnato in miniatura. Il tempo, che va via via colmando gli angoli bui del campione in sboccio, sta però ora rivelando doti più squisitamente da attaccante di movimento, trequartista implacabile in zona gol ma altrettanto prezioso nella fase di preparazione. Sublime dispensatore di assist e al contempo freddo esecutore di sentenze sotto rete. Il gol pennellato al Napoli, il pallonetto di Sofia, la palombella anti-Fiorentina e ora le due perle affondate al Lazio: la sua collana di gioielli sta esaltando la stagione. Insomma, un Roby Baggio due, con la freschezza e l'entusiasmo dei vent'anni fatalmente perduti dall'originale. Quando li avrà di nuovo entrambi nella metà campo, a chi si affiderà Lippi? Un quesito stimolante per questa nuova Juve, felice d'avere ormai alle spalle troppi fichi secchi delle ultime stagioni: Ora è festa grande e il calcio ringrazia, sperando che pure la Nazionale si schiuda finalmente davanti al fascino di questa così irresistibile gioventù baciata.


Del Piero trascina una Juve spavalda
La partita 

Molto intensa, ricca di emozioni e di gol, malgrado o, forse, proprio grazie al fatto che le due squadre sono scese in campo in formazioni rimaneggiate. Splendida doppietta di Del Piero che totalizza i suoi gol numero 4 e 5. Juve prima in classifica, grazie alla sesta vittoria consecutiva in campionato, nona se si considerano le coppe. Zeman decide di far uscire il capitan Signori (che dimostra di non gradire la scelta) dopo l'espulsione di Cravero, un episodio che ha condizionato tutta la partita. 

Carlo F.Chiesa
tratto dal Guerin Sportivo anno 1994 n.50





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