É l' 8 Aprile 1979 e Juventus e Atalanta si sfidano nella decima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1978-79 allo Stadio 'Comunale' di Torino.
É una Juventus (Campione d'Italia in carica) con grandi giocatori, un allenatore vincente (Giovanni Trapattoni) che peró non riuscirá a ripetere la conquista tricolore. Infatti lo Scudetto andrá al Milan.
L' Atalanta dal canto suo non riuscirá ad evitare una dolorosa retrocessione in Serie B.
Buona Visione!
Campionato di Serie A 1978-1979 - 10 ritorno
Torino - Stadio Comunale
Domenica 8 aprile 1979
JUVENTUS-ATALANTA 3-0
MARCATORI: Virdis 2, Virdis 30, Virdis 60
JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, Gentile, Brio, Scirea, Fanna, Tardelli (Verza 65), Virdis, Causio, Bettega
Allenatore : Giovanni Trapattoni
ATALANTA: Bodini, Osti, Andena, Prandelli, Marchetti, Baldizzone (Scala 46), Marocchino, Rocca, Paina, Mastropasqua, Festa
Allenatore : Battista Rota
ARBITRO: Menicucci
Con tre gol del suo discusso centravanti, la Juventus ha battuto l'Atalanta al Comunale
Finalmente una domenica tutta dedicata a Virdis
La modestia degli avversari ha facilitato le manovre dei bianconeri
Buone le prove di Bettega e di CausioTORINO — La Juventus batte l'Atalanta con i gol di Pietro Paolo Virdis. E', questo, un evento che i tifosi accolgono con assoluta soddisfazione. I gol del centravanti bianconero sono tre, due (il primo ed il terzo) autentici, uno (il secondo) non autentico: davanti a sé, Virdis trova infatti una porta completamente spalancata dal disorientamento degli atalantini. Così la Juventus nel rallegrarsi dell'esplosione del suo centravanti, in letargo dalla fine dell'autunno, continua il proprio cammino senza troppi affanni e si preoccupa soprattutto di chiudere la stagione in modo dignitoso. Guardando I risultati della decima giornata di ritorno, Trapattoni non ha motivi particolari per inorgoglirsi. Il gruppo di testa regge bene le posizioni. E il successo di ieri sulla debole Atalanta non deve procurare specifiche ragioni di soddisfazione. Dopo due minuti l'Atalanta è sotto di un gol. E già la partita entra in un sonno profondo. La Juventus ha energie fisiche e qualità tecniche per spingere ancora, ma non ha il coraggio per infierire. L'Atalanta, dal canto suo, possiede polmoni e muscoli ma non armi offensive per rovesciare la situazione. Intendiamoci, i bianconeri giocano con umiltà e con impegno, non regalano nulla. Ma appare evidente il divario dei valori esistenti in campo. E quando al 30' Virdis spedisce per la seconda volta il pallone alle spalle di Bodini, il match s'impoverisce dei residui interessi. C'è, in effetti, un, episodio che può ridare sapore alla partita, ma lo scoordinato Festa si ingobbisce, al 35', sul pallone molto alto che Marocchino gli rimette dal lungo linea destro. Il colpo di testa del centrocampista procura solo un pallonetto che finisce sul tetto della porta di Zoff. Forse, sul 2 a 1, il piatto servito dal Comunale avrebbe rimesso appetito al pubblico. Ma in campo c'è un Pietro Paolo Virdis particolarmente voglioso. Anche quando la gara scade a disputa senza acuti e senza toni agonistici, si muove con animosità inconsueta. E così Pietro Paolo, attento e zelante, segue l'azione che Cabrini (59') sviluppa sul settore sinistro ed è pronto a battere a rete il suggerimento del compagno. Gli altri due gol sono realizzati così: al 2' c'è una punizione battuta dalla destra da Causio; irrompe Virdis che anticipa Bodini, in chiara difficoltà. Al 30' Cabrini, lanciato da Fanna, va via spedito sulla sinistra, finta il tiro, prosegue la rincorsa, attira su di sé gli avversari (compreso l'ingenuo Baldizzone) porge a Virdis che può comodamente mettere dentro. Siamo contenti per l'exploit del sardo; troppe volte lo abbiamo criticato, a volte anche severamente. Ieri, a parte i gol, si è mosso con puntiglio, ha suggerito molti e buoni palloni per i compagni, è stato autore di azzeccati colpi di testa. Ma Virdis non si illuda di aver conquistato definitivamente il critico pubblico torinese. E' solo all'inizio di una lenta opera di restauro. Continui senza lasciarsi tradire dall'orgoglio, o tanto meno dalla presunzione. Se si farà guidare dall'umiltà, potrà forse degustare Torino ancora pomeriggi radiosi come quello di ieri.
Torniamo alla partita. Una partita a senso unico, comandata a piacimento dalla Juventus, che conferma Brio in difesa, sposta Gentile a centrocampo e rilancia il giovane Fanna. Bettega e Causio, nella circostanza, sono i' senatori che illuminano con giocate esemplari i compagni di squadra. lardelli, dal suo canto, conferisce alla manovra un pizzico di brio e di spregiudicatezza. L'Atalanta, purtroppo, conferma le impressioni negative che avevamo ricevuto all'andata (vittoria bianconera per 1 a 0), quando gli uomini del bravo Rota ci apparvero indisciplinati nella stesura degli schemi, anarchici nelle consegne, privi di forza d'urto anche se buoni fondisti. Ieri la rimaneggiatissima Atalanta ha dato probabilmente l'addio alla serie A. Assente, quasi distratta, evidentemente convinta di trovarsi di fronte alla fatal condanna, gioca non come un corpo unico ma come cinque, dieci corpi distinti. Ognuno obbedisce al proprio istinto, quasi mai ad uno schema. La squadra è buona in Osti, ma lacunosa in Andena e soprattutto in Baldizzone, evanescente in Mastropasqua, leggerina anche se diligente in Prandelli, fantasiosa ma poco pratica in Marocchino, caotica in Rocca e Festa, inoffensiva in Paina. Ed a volte ci appare come spezzata in due tronconi, per cui i collegamenti risultano ardui e naturalmente faticosi. Rota tenta diverse soluzioni (spostamento di Prandelli su Fanna e inserimento di Scala al posto dell'ingenuo Baldizzone), che però non gli procurano vantaggi evidenti, infine, ci pare che i bergamaschi usino il libero (nella fattispecie Marchetti) come un quinto centrocampista, con troppa liberalità cioè. Una licenza che non può permettersi chi vive fra i carboni accesi della zona retrocessione. La cronaca è fitta. Al 7' Cabrini si fa luce, ma il suo destro è parato da Bodini. Tre minuti dopo Bettega libera, con una finta. Causio il cui traversone è toccato da Virdis che alza sopra la traversa. Pause fino al 35'. Dopodiché si registra l'azione impostata da Marocchino e fallita stolidamente da Festa. Quattro minuti dopo Brio raccoglie l'invito di Causio e spara addosso a Bodini. Al 43' finalmente, si mette in luce lo spersonalizzato Fanna. Il suo sinistro impegna Bodini. Nella ripresa (5') ancora il portiere atalantino si destreggia bene per opporsi ad un bel tiro da lontano di Causio. Al 25' si rifà viva l'Atalanta, con Paina, il cui destro improvviso non trova impreparato Zoff. come non lo trova impreparato allo scadere quando gira in porta un improvviso shoot.
Angelo Caroli
tratto da: La Stampa 9 aprile 1979
Tre gol all'Atalanta e tutti a chiedersi:è risorto o no? Ha ritrovato la virtù d'un tempo o ha approfittato dell'inesperienza di Baldizzone, il suo baby-guardiano?La risposta potrebbe arrivaregià da Inter-Juve, sabato prossimoVirdis: fu vera gloria?RIGO E BALDIZZONE. A cinque domeniche dalla conclusione del campionato, il ventiduenne centravanti della Juventus si trova nelle posizioni di mezzo della classifica dei cannonieri, con sei bersagli messi a segno. I critici più maligni sussurrano che, per far segnare Virdis, ci sono voluti due sconosciutissimi e impauriti debuttanti delle due squadre meno forti del campionato, ossia Rigo (1 presenza) del Verona e Baldizzone (2 presenze) dell'Atalanta. Guarda caso, all'infuori di Atalanta e Verona, il giovane-fu sardo non è più riuscito ad andare a rete, e forse insinuiamo noi ciò fu dovuto al particolare stato d'animo del centravanti, che rifiutato dai propri compagni praticamente messo nelle condizioni di esprimersi col fucile della critica sempre spianato nei propri confronti. Emarginato dai compagni e dal pubblico, Virdis non è mai riuscito a trovare lo stato d'animo ideale per fare valere le proprie, dimenticatissime doti, riuscendo a prevalere soltanto nei confronti di quegli avversari diretti che, a livello "mentale", erano messi peggio di lui (i due debuttanti, appunto). Ma i critici di queste piccole cose non si sono mai molto occupati e, a un certo punto avevano cominciato, a picchiare (insieme all'Avvocato) su questo giovane atleta che, a nostro avviso, conserva invece ancora intatte tutte le proprie possibilità di fare (come si dice) carriera. Salvo, magari, ricredersi poi alla prima occasione, la meno attendibile, come quella costituita dalla partita con una squadra (l'Atalanta) sul punto del totale disfacimento morale e psicologico.
«Siamo contenti»,ha assicurato Angelo Caroli di "Stampa Sera","per l'exploit del sardo. Troppe volte lo abbiamo criticato, a volte anche severamente. Ieri, a parte i gol, si è mosso con puntiglio, ha suggerito molti e buoni palloni per i compagni, è stato autore di azzeccati colpi di testa. Ma Virdis non si illuda",ha filosofeggiato Caroli,"di avere conquistato definitivamente il critico pubblico torinese. E' solo all'inizio di una lenta opera di restauro. Continui senza lasciarsi tradire dall'orgoglio, o tanto meno dalla presunzione. Se si fará guidare dall'umiltà, potrà forse degustare ancora pomeriggi radiosi come quello di ieri".SOGNO O REALTA'? Virdis ha fatto tre gol e c'è persino chi si rifiuta di prendere atto della circostanza. L'inviato de "Il Giorno" ha infatti commentato che sarebbe bastato un Virdis da un gol a partita per tenere la Juventus a livello dei pronostici pre-campionato. "Invece",ironizza il giornalista,«i campioni uscenti hanno contrassegnato il loro torneo con larghe pennellate di follia. Come ieri, quando Virdis ha realizzato tre reti ed è andato vicino al gol almeno un paio di volte ancora. Roba da matti, no?».Noi non siamo d'accordo. Semmai c'era da stupirsi quando il centravanti sardo mancava sistematicamente i bersagli. L'ironia, nel frattempo, scorre a fiumi.«Tre gol di Pietro Paolo Virdis»,è l'esordio di Roberto Baruffaldi, de "Il Messaggero",«è proprio vero! E' il fatto storico di questa facile partita della Juventus. Il tanto criticato attaccante sardo, pomo della discordia tra squadra e tifosi, si è rifatto in un colpo solo di tante pillole amare dovute ingo-iare. La Juventus»,rammenta Baruffaldi,«in questo ragazzo ha sempre creduto e gli ha dato fiducia nonostante la piazza più volte ne avesse invocato la testa, e a nostro avviso ha agito bene perché Virdis è giocatore di valore ma che per tante cause, non ultima la sfortuna, non ha ancora potuto esprimersi al meglio. Ora comunque tocca al ragazzo, caricato da questa giornata favorevole, darsi da fare. Il tanto sospirato gol è arrivato e con il gol quella tranquillità che gli era mancata. Ha perciò a portata di mano un traguardo importante, quello di dimostrare di poter recitare bene la sua parte anche nella Juventus».IL BACIO DELLA MUSA. Roberto Beccantini, di 'Tuttosport' ha definito l'incontro con la compagine allenata da Rota«un allegro picnic sull'erba, con l'Atalanta più spensierata di una collegiale in vacanza e la Juve padrona assoluta del prato, dal primo all'ultimo minuto. Ma più che la squadra vittoriosa, ci sembra giusto celebrare Pietro Paolo Virdis, autore di tutti e tre i gol (e quello iniziale, credeteci, assai più difficile di quello sbagliato nel derby), finalmente protagonista, finalmente baciato dalla musa che presiede e manipola i misteri buffi del pallone. Il sardo»,ha ricordato Beccantini,«non segnava dal 4 febbraio scorso, quando a Verona aveva incornato un parabolico cross di Gentile. E anche stavolta ha sbloccato il risultato di testa. La fine di un incubo?»,si è interrogato il cronista.«E' la domanda che s'impone ad ogni gol del Pietro nonché Paolo. Tre in sei mesi e poi, d'improvviso, tre in un sol colpo».Salvatore Lo Presti ('Il Corriere dello Sport-Stadio') si è rallegrato del ritrovato rendimento di Virdis.«Il suo exploit»,ha commentato,"gli servirà certamente a smuovere, alla buon'ora, quell'atmosfera di scetticismo e di diffidenza che s'era venuta a creare intorno a lui. A sgelarlo in vista di un finale di campionato che può decidere del suo futuro, del suo destino calcistico».Un Virdis finalmente recuperato? E' troppo presto per dirlo»,non si sbilancia Lo Presti,«sarebbe pura e semplice demagogia. Si può dire, invece, che Virdis ha superato, ieri, una buona fetta dei suo problemi in gran parte ormai di indole più psicologica che tecnica. E' troppo presto per dire che ormai si è inserito anche tecnicamente e tatticamente nella Juventus. Ma si può affermare che dopo la tripletta all'Atalanta; il suo compito diventa più facile».Soprattutto, concludiamo noi, se i critici gli vorranno dare una mano ad allontanare i fantasmi del passato.Paolo Zilianitratto dal Guerin Sportivo anno 1979 nr.15









