É il 7 Maggio 1978 e Juventus e Lanerossi Vicenza si sfidano nella quindicesima (ed ultima) giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1977-78 allo Stadio 'Romeo Menti' di Vicenza.
É una Juventus che domina il calcio italiano. Alla fine di questo campionato i bianconeri infatti conquisteranno il loro diciottesimo Scudetto. Nessuno puo starle dietro tant'è che al secondo posto si afferma proprio la sorpresa Lanerossi Vicenza.
Buona Visione!
Bettega, più vicino alla portaLe pagelle dei bianconeri allo Stadio comunaleZOFF — Non è rimasto a guardare per la partita della festa bianconera: l'hanno costretto a lavorare duro in più occasioni, e Dino aveva tutta l'aria di chi si diverte. Non sarebbe stato da professionisti seri chiudere il campionato senza qualche brivido (e senza qualche risposta da campione).CUCCUREDDU — Come tutti i difensori bianconeri, meno Morini, è stato costretto spesso ad «improvvisare» al cospetto del movimento degli avanti avversari. Si trova meglio con un punto di riferimento preciso, ma non ha commesso errori. Ad uno (eccesso di confidenza, nella ripresa) ha rimediato con un pronto recupero.GENTILE — Quando c'è meno da lottare e più da dare spettacolo le cose si complicano per un combattente come «Gento», sempre per altro all'altezza della situazione.FURINO — Non è riuscito a cogliere l'occasione per divertirsi, per giocare in scioltezza senza preoccuparsi molto del tackle; ma Beppe è così, è sulla concentrazione e sulla grinta che ha costruito la sua splendida carriera e senza agonismo, forse, non si divertirebbe affatto.MORINI — Aveva fermato tutti i centravanti del campionato; l'ultimo però — Paolo Rossi — gli è risultato più ostico degli altri per mobilità e souplesse. (Morgan, però, aveva dimostrato all'andata giocando «al massimo» di saperlo fermare).SCIREA — Puntuale negli interventi e nelle uscite, anche se una mano più consistente a Morini su Paolo Rossi avrebbe potuto darla. Ma era una partita spettacolo, e Gaetano si è adeguato.FANNA — Una sicurezza nelle progressioni, meno incisivo al momento del tiro. Ma è come cercare il pelo nell'uovo, tanto è chiara la «stoffa» del campione.TARDELLI — Ha cercato più volte la rete senza fortuna, si è affannato meno del solito a centrocampo. Giusto, visto il tipo di partita.BONINSEGNA — Un gol, alcuni pezzi di bravura tecnica, per chiudere bene un campionato che deve averlo soddisfatto. Per un «vecchio», una nuova stagione da applausi.CAUSIO — Un'ora scarsa di gioco con il «dieci» sulla schiena: invenzioni bellissime e pause, tutto nel quadro di una gara particolare. Poi il cambio, e gli applausi della folla.BETTEGA — Due gol, altri mancati di poco, un «passo in più» verso l'area di rigore e sono subito arrivati i pericoli per il portiere avversario. Evviva, l'Argentina è vicina.CABRINI — Entra e crossa, la Juve ha subito dei sussulti in attacco. Poi si placa anche lui, e diventa «normale». Ottimo, come sempre.Bruno Peruccatratto da: La Stampa 8 maggio 1978
Il gol di Paolo Rossi nella mancata sfida scudetto
Quello in foto non è un gol passato alla storia, anche se è il primo che Paolo Rossi segnò in campionato nella sua carriera contro Zoff e la Juventus. Era l’ultima partita della serie A 1977-78 e l’incredibile stagione della matricola Lanerossi Vicenza per poco non culminò nella possibilità di giocarsi lo scudetto nello scontro diretto con i bianconeri che il destino aveva riservato a fine torneo. Con il pari in casa della Roma alla penultima giornata la Juventus mantenne invece 3 punti di vantaggio, rendendo l’incontro finale inutile per l’esito complessivo. La Juventus vinse poi ugualmente 3-2 in una partita aperta e divertente ma ormai senza valore per il titolo. Il gol di testa di Paolo Rossi, piuttosto semplice, fu quello del temporaneo 1-1, il numero 23 di quella stagione in cui si laureò capocannoniere e che anticipò il mondiale in Argentina in cui sarebbe diventato Pablito. Bella tra l’altro la maglia blu indossata dai vicentini. Nella foto in basso a destra la formazione del Vicenza che disputò la maggior parte degli incontri e che tutti ricordiamo per il suo bellissimo gioco e per la ventata di nuovo che portò. Da sinistra in piedi il grande tecnico GB Fabbri, Galli, Lelj, Carrera, Rossi, Prestanti; accosciati il massaggiatore Casetto, Faloppa, Callioni, Filippi, Guidetti, Salvi, Cerilli. Come numerazione da 1 a 11 si declinava così: Galli Lelj Callioni Guidetti Prestanti Carrera Cerilli Salvi Rossi Faloppa Filippi.
tratto da: Facebook
























