É il 9 Aprile 1980 e Arsenal e Juventus si sfidano nella gara di andata della Semifinale di Coppa delle Coppe 1979-80 allo Stadio 'Highbury' di Londra.
Mentre in campionato i ragazzi in bianconero contendono all'Inter la palma di 'Campione d'Italia', la marcia in Coppa delle Coppe é arrivata quasi all'epilogo. La Juventus pareggiando questa gara insidiosa contro i temibili Gunners sembrerebbe ad un passo dalla finale di coppa. Però nel ritorno a Torino succedde l'impensabile.
Buona Visione!
Coppa delle Coppe 1979-1980 - Semifinali, andata
Londra - Stadio Highbury
Mercoledì 9 aprile 1980 ore 19.30
ARSENAL-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Cabrini 11, Bettega autorete 85
ARSENAL : Jennings, Devine (Vaessen 84), Walford, Talbot, O'Leary (Rice 24), Young, Brady, Sunderland, Stapleton, Price, Rix
Allenatore : Terry Neill
JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, Furino, Brio, Scirea, Causio, Tardelli, Bettega, Gentile, Marocchino (Fanna 46)
Allenatore : Giovanni Trapattoni
ARBITRO: Corver (Olanda)
RIGORI FALLITI: Cabrini 11 (Juventus)
ESPULSIONI: Tardelli 33 (Juventus)
Nella prima semifinale della Coppa Coppe gagliarda prova dei giocatori bianconeri
La Juve, in dieci, pareggia a Londra: 1-1
All'11 l'Arsenal subisce un rigore per fallo su Bettega: Cabrini tira, il portiere respinge ed il terzino segna
Lo stopper O'Leary fuori campo un minuto dopo per un calcione di Bettega
Espulso Tardelli al 33' dopo due ammonizioni
Il gol degli inglesi, realizzato da Stapleton, a cinque minuti dalla fineDAL NOSTRO INVIATO SPECIALE LONDRA — Sessantamila spettatori, al completo il vecchio stadio di Highbury, cori e grida ben prima che le squadre entrassero in campo: Arsenal e Juventus sono partite; al segnale dell'arbitro olandese Corver, in un clima da grande sfida internazionale. In tribuna d'onore fra tecnici e personalità anche Ron Greenwood, commissario tecnico della nazionale inglese, che non ha perso l'occasione di vedere in azione l'ossatura della squadra del collega Bearzot per il campionato d'Europa che si avvicina. Confermata la formazione della Juventus, minimo ritocco a quella dell'Arsenal. Terry Neil ha recuperato cinque dei sei titolari assenti lunedi nel derby, il portiere Jennings, i centrocampisti Price e Rix, la coppia d'attacco Stapleton-Sunderland. Per aver tenuto a riposo giocatori non infortunati nel match con il Tottenham, l'Arsenal è stato intanto multato dalla federazione inglese di 500 sterline, un milione di lire. Se c'è maggior serietà nel calcio britannico (non totale, l'assoluto non esiste), è anche perché i dirigenti sanno far sentire il loro pugno. Le prime battute di gioco hanno consentito di vedere una Juventus affatto timorosa, disposta a giocare a tutto campo, pur puntando gran parte delle controffensive soltanto su Marocchino, al quale però si aggiungevano rapidamente Bettega, Causio e Cabrini, il più pronto a venir fuori dalle retrovie. Marcature da parte bianconera secondo previsione: Cuccureddu contro Sunderland, Brio addòsso a Stapleton, Cabrini ad aspettare Price in zona, Furino sulla strada di Talbot e Tardelli a marcare stretto Brady, il quale per un lungo periodò non è riuscito a mettersi in luce deludendo il suo pùbblico.
Sospinti dal vento —i rilanci di Zoff giungevano sino in area di rigore avversaria — i bianconeri hanno frenato intelligentemente, rallentando il gioco e «accorciando» la squadra, il prevedibile assalto iniziale dell'Arsenal. Marocchino, al 5', è stato fermato sul filo del fuorigioco, poi Gentile si è beccato i primi fischi per un intervento troppo deciso, al 9', su Rix. Dal 10' l'Arsenal ha cominciato a spingere, ma la Juventus l'ha colpito in contropiede con freddezza. Lungo rinvio della difesa verso Marocchino, errore di Devine il quale ha sbucciato la palla tentando di colpirla di testa, probàbilmente ingannato dal vento. Sulla sfera, deviata all'indietro verso il centro, si è inserito con decisione Bettega e Talbot in recupero non ha potuto far altro che agganciare il centravanti bianconero due metri dentro l'area. Rigore, affidato a Cabrini. Il terzino ha calciato debolmente sulla destra del portiere Jennings, il quale non si aspettava neppure il regalo e non ha trattenuto la sfera, e Cabrini, dopo un attimo di incertezza, è stato prontissimo ad avventarsi sulla stessa e a calciarla in rete sotto la traversa. La prevedibile reazione dell'Arsenal non ha trovato sbocchi per le marcature attente dei bianconeri, che gli uomini di Neill soffrivano chiaramente.
Al 17' Bettega, entrando a gamba tesa su O' Leary ha fatto un brutto servizio a se stesso e alla Juventus. Il pubblico inglese e gli arbitri stranieri non tollerano questo genere di intervento. Tanto più che O' Leary dopo alcuni minuti di cure è stato trasportato ai bordi del campo e non è piú rientrato, sostituito al 23' da Rice. Nel frattempo Bettega era stato ammonito, e pure Tardelli per proteste. Con una Juve frastornata dalle decisioni arbitrali, l'Arsenal poteva spingere maggiormente, portarsi in avanti, ma senza riuscire a impensierire Zoff che con tiri da fuori neppure difficili di Rix e Talbot. Al 33' si accendeva una mischia paurosa, che Zoff cercava di risolvere in uscita senza allontanare troppo la palla, sulla quale si avventava Sunderland ostacolato duramente da Tardelli,in acrobazia. Interveniva l'arbitro Corver ed inaspettatamente alzava il cartellino rosso per Tardelli già ammonito in precedenza.
Espulso il centrocampista, ammonito anche Causio per proteste. Juventus in dieci per i restanti 57 minuti. L'Arsenal si proiettava in avanti ed il finale del primo tempo era un calvario per la difesa bianconera. Tentava al volo Brady al 41' su tocco di Sunderland, Zoff era bravissimo a distendersi in tuffo sulla sua sinistra per deviare in angolo il bolide. L'assalto continuava con Sunderland il quale incuneatosi in area batteva Zoff con una botta sotto traversa, scoccata però da posizione di fuorigioco per cui l'arbitro annullava. Allo scadere, del tempo centrava Rix, di testa colpiva Talbot e Zoff bloccava al centro della porta. Il pericolo maggiore arrivava al 44' quando ancora Stapleton riusciva a districarsi in dribbling in posizione centrale e dal dischetto batteva rasoterra: Zoff era bravissimo a respingere la botta radente con i piedi. La Juventus ha cominciato la ripresa con Fanna al posto di Marocchino, che si era dannato su tutto l'arco dell'attacco per tutto il primo tempo. Prevedibilmente, l'Arsenal si è portato subito nella metà campo bianconera per stabilrvisi praticamente, sospinto da Brady, il quale stando alle spalle dei compagni nel ruolo di playmaker poteva cominciare a far vedere le sue qualità in qualche occasione. La Juventus comunque si difendeva con ordine, Scirea giocava praticamente sull'uomo, lasciando a Bettega, il ruolo di secondo libero-, ruolo che il centravanti sosteneva coni grande efficacia affiancando Brio nelle respinte di testa sui palloni alti, quando non era Zoff ad arrivarci con splendida scelta di tempo.
Ai londinesi, sempre più nervosi con il trascorrere dei minuti, particolarmente Sunderland, il quale vanamente cercava il rigore gettandosi a terra in area in ogni occasione, restavano soltanto alcuni tiri da lontano. Uno fiacco di Brady subito al 3' parato da Zoff, uno al 5' di Talbot, finito fuori di poco, poi, con l'intervallo di un'ammonizione a Sunderland per uno sciocco fallo su Gentile tentava anche Rix e Zoff fermava con sicurezza. Al 18' si sviluppava un contropiede bianconero, la palla viaggiava da Gentile a Causio, il quale la controllava con sicurezza e lanciava Fanna, la cui botta centrale era parata da Jennings. Una parentesi, si rovesciava nuovamente l'Arsenal davanti alla porta di Zoff, collezionando vanamente calci d'angolo, poi si ripeteva Fanna, il quale al 21' approfittava di un errato rinvio di Young per partire in dribbling ed impegnare Jennings con un bolide centrale che il portiere inglese neutralizzava a stento. Riprendevano il discorso offensivo i biancorossl, al 23' Sunderland, solo davanti a Zoff, si allargava con la sfera anziché calciare direttamente. Cinque minuti dopo tentava da lontano Devine, ma la palla si perdeva sul fondo. Con uno Zoff grandissimo, pronto ad uscire su tutti i palloni alti che spiovevano nella sua area, la Juventus ha reso a lungo vani gli sforzi dell'Arsenal. Al 37' dopo un calcio d'angolo il portiere bianconero è stato colpito e sballottato in area, Gentile sulla linea ha anticipato Price evitando il pareggio. Come sempre, l'Arsenal non si è dato per vinto, malgrado il trascorrere dei minuti, e al 40', dopo che Zoff eseguendo una rimessa dal fondo era stato colpito al capo da un oggetto lanciato dalla curva, i londinesi pareggiavano. Calciava una punizione dalla destra Brady, la palla spioveva sul secondo palo dove il lungo Young la deviava al centro per Stapleton: Zoff era tagliato fuori, il centravanti deviava in rete a contatto con Bettega, la palla faceva quasi una carambola fra i due e finiva in porta. Intanto l'Arsenal aveva sostituito Devine con Vaessen. I bianconeri, sul pareggio, anziché accettare le ultime folate offensive degli avversari si portavano a loro volta in avanti e Fanna e Causio in tandem impegnavano prima Jennings con una forte botta e poi si vedevano respinto il secondo tiro.
L'ultimo rabbioso affondo era ancora dell'Arsenal, su un cross di Talbot dalla destra si proiettava all'assalto ancora Young ma il suo colpo di testa lambiva il montante alla destra di Zoff e si perdeva sul fondo. L'urlo di delusione del pubblico si mischiava con il fischio di chiusura dell'arbitro Cover. I bianconeri alzavano le braccia in segno di giubilo, 1-1 vale una garanzia, se non la sicurezza assoluta del passaggio in finale. Delusi i giocatori dell'Arsenal, ma in realtà con il loro gioco monotono, senza fantasia, fatto soltanto di cross alti, non sono riusciti ad impensierire seriamente la Juventus se non in alcune occasioni nelle quali hanno imposto una maggiore potenza atletica. I bianconeri comunque, sono sempre riusciti, sia pure pressati, a rispondere con sporadici ma efficaci contropiede alla superiorità degli avversari.
Bruno Perucca
tratto da: La Stampa 10 aprile 1980
L'impresa della Juventus sul terreno dell'Arsenal in Coppa delle Coppe ha assunto, per la speculazione inglese su un fallo di Bettega, il significato di una campagna anti-italiana che introduce « Europa 80 »
Prova d'orchestraLONDRA.
«Amico, siamo proprio cosi cattivi?».
L'italiano che mi rivolgeva questa domanda il giorno dopo Arsenal-Juventus non nascondeva la speranza che io gli rispondessi:
"Sì, siamo selvaggi, criminali, tigri, belve",
perché una conferma del genere l'avrebbe inorgoglito.
"Ci fanno passare tanto spesso per carogne aggiungeva per spiegare il suo atteggiamento così poco da gentleman che varrebbe la pena d'esserlo sul serio".
La poco amabile conversazione verteva sul tema:
"Bettega è o no un criminale?".
A leggere i quotidiani inglesi (tutti, tranne il serio e distaccato "Times" che puntualizzava:
"Le speranze dell'Arsenal cominciano a vacillare"
sul terreno di Highbury non era passata una squadra, la Juventus, ma una forma di vandali, guidati non dal famoso Bobby-Gol
("Il più inglese degli italiani", annunciavano alla vigilia i "Daily" popolari)
ma da un Attila assetato di sangue. E fortuna che Brian Glanville era andato a vedersi Nottingham Forest-Ajax...
«Era da tempo,"
continuava il nostro interlocutore,
"che non si registrava un cosi violento rigurgito di astio anti-italiano. Non se la sono presa tanto con noi neppure per il rapimento Schild. E non capisco perché...".
In effetti, giovedi mattina i londinesi, imburrando il toast e preparandosi un caffè macchiato, hanno divorato con ansia le pagine dei giornali per scoprire quale fosse il fattaccio del giorno: la decapitazione della príncipessa saudita da parte del boia di re Khaled o... L' amputazione della gamba di David O'Leary da parte di Roberto Bettega? Molto salomonicamente, la principessa decapitata occupava la prima pagina, il calciatore malcapitato l'ultima, ma i titoli più feroci erano tutti per Bettega, «criminale» e «selvaggio». Inutile spiegarvi cosa fosse successo ad Highbury: sapete tutto del fallaccio (inspiegabile) commesso dal big juventino ai danni di O'Leary e delle polemiche successive: sta di fatto che il buon David dato da più parti come condannato all'immobilità permanente il sabato successivo ha giocato contro il Liverpool, e piuttosto bene, stando alle cronache, che naturalmente hanno precisato:
«Prima si è tolto dalla caviglia i frammenti dei tacchetti di Bettega, poi si è riempito di pillole e antibiotici, infine si è messo un bel parastinchi ed è andato a giocare».
La principessa no: lei è rimasta interprete di una paurosa storia che in breve vi spieghiamo per chiarire il singolare rapporto che la sua vicenda ha con quella di O' Leary. Mercoledì sera infatti - mentre la BBC trasmetteva Arsenal-Juventus, la ITV (canale com merciale) mandava in onda una ricostruzione filmata della decapitazione della principessa Misha, condannata a questa triste fine per un banale adulterio. E giovedì mattina, mentre Boniperti e Trapattoni venivano investiti da un fiume di contumelie, re Kalheb, incavolatissimo con gli inglesi per... l'affronto cinematografico, otteneva le sentite scuse del ministro degli degli esteri Lord Carrington. Il fatto, secondo una interpretazione politica, dice della grande considerazione... petrolifera in cui sono tenuti gli arabi, ormai re di Londra, e della scarsissima considerazione di cui godono i camerieri italiani.
EUROPA 80. E' chiaro, tuttavia, che la campagna di stampa grossolanamente montata dopo Arsenal-Juventus rappresenta soprattutto la prova generale di quel che si prepara per gli «Europei». Non si vuole qui giustificare il fallo di Bettega, che anzi va condannato energicamente, ma è chiaro che altrettanto energicamente bisogna respingere la provocazione di un manipolo di critici in malafede. L'arbitro Charles Corver (interpellato dal «Daily Mail» che ha definito "horror-tackle" il fallo del juventino) ha precisato:
«Ho rivisto l'incidente in televisione e sono convinto di avere agito bene: non ho creduto neppure per un istante che Bettega avesse commesso il fallo intenzionalmente: lo conosco bene e so che è uno dei calciatori italiani più corretti. E questo ho scritto nel mio rapporto: un brutto fallo che però non meritava l'espulsione».
Ma la gazzarra anti-italiana è continuata e si è ingigantita con l'entrata in campo dei giornali della domenica, molto sensazionalisti; uno di questi, il popolarissimo «News of The World», ha rotto gli indugi e ha mostrato dove andasse veramente a parare tutta la chiassosa campagna giornalistica:
"A Torino sarà l'inferno! L'indignazione della stampa inglese chiamerà vendetta da parte dei tifosi non solo per la partita di di ritorno Juventus-Arsenal ma anche per il confronto fra Italia e Inghilterra. E' inutile che Greenwood getti acqua sul fuoco, questa è la realtà...».
Come dicevo, siamo alle prove generali di Europa 80, alla ricerca anticipata di alibi a per l'Arsenal, che in realtà deve solo rimproverarsi di avere ceduto il dominio territoriale a una squadra ridotta in dieci (se non in nove, per l'assenza... tecnica di un altro giocatore) e per la nazionale inglese, che in realtà si presenterà a Torino il 15 giugno prossimo a giocare con l'Italia godendo dei favori del pronostico.
BONIPERTI. Pur avendo l'attenuante della provocazione, ha sbagliato Boniperti (lui solitamente cosi prudente, anche quando potrebbe parlar fuori dei denti) a rintuzzare con rabbia le accuse inglesi, in particolare quelle del tecnico dell'Arsenal, Neill, e farà bene, in vista del match di ritorno, ad invitare la tifoseria bianconera ad esser corretta come lo è stata quella londinese (va precisato, una volta di più, che molto spesso i tifosi sono migliori di chi il rappresenta, dirigenti e giornalisti compresi). Il clima di nervosismo che la critica inglese vuol creare potrebbe recar danno soprattutto ai bianconeri, autori a Londra di una partita eccezionale per concentrazione, freddezza e determinazione.
Si è parlato molto di Juventus coraggiosa, ma il coraggio a nostro avviso ha poco a che vedere con l'impresa dell'Highbury: i ragazzi di Trapattoni hanno badato soprattutto al gioco, ad approfittare dello slancio parrocchiale dei cannonieri di Neill, incapaci di tramutare gli illuminanti suggerimenti dell'ottimo Brady e la spinta gene rosa di Talbot in gol. Sarà comunque il caso di rammentare alla Juventus che il secondo tempo di Highbury potrebbe ripetersi pari pari a Torino, con grossi pericoli, gli stessi corsi a Londra.
ZOFF. Per l'occasione, la Juve dovrà contare una volta di più sullo straordinario Zoff di Londra, sottoposto da Sunderland, Stapleton e compagni ad un vero e proprio cannoneggiamento. La sua esibizione conferma che il nostro grande portiere si è presto ripreso dalle incertezze argentine, cancellando dubbi e timori sul suo impiego in azzurro. Il suo finale di campionato, le sue prove in Coppa lo dicono fra i migliori calciatori italiani in senso assoluto; il prossimo impegno con la Polonia, i restanti tre incontri di campionato, il ritorno con l' Arsenal e (auguriamocelo) la finale della Coppa delle Coppe dovrebbero consegnarlo a Bearzot in splendida forma per interpretare egregiamente l'Europeo. L'antico Zoff (secondo solo a Facchetti per le presenze in azzurro, 477 volte in campo in campionato con 239 partite giocate consecutivamente) merita il plauso degli sportivi non solo per le sue imprese di calciatore ma an che per le sue qualità umane. Ad Highbury qualcuno ha visto cadergli vicino ai piedi un coltello che, col passare delle ore, nei discorsi del dopopartita, da temperino che era stava diventando scimitarra. Lui l'ha raccolto e l'ha gettato via. E il giorno dopo, mentre infuriava la tempesta polenica, ha detto soltanto:
"Pensiamo a giocare".
Già, ragazzi: pensate a giocare. A far fumo e chiasso ci pensano già gli Inglesi...
Italo Cucci
tratto dal Guerin Sportivo anno 1979 nr.16
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