É il 20 Dicembre 1981 e Inter e Juventus si sfidano nella dodicesima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1981-82 allo Stadio 'Giuseppe Meazza - San Siro' di Milano.
A fine campionato la Juventus conquisterá la sua Seconda Stella da appuntare sul petto. Dopo un lunghissimo testa a testa con la Fiorentina allenata da Giancarlo DeSisti, la spunta all'ultima giornata grazie ad una vittoria esterna a Catanzaro con un rigore del partente Liam Brady.
Dall'altra parte c'é l'Inter allenata da Eugenio Bersellini che terminerá il campionato in un deludente quinto posto.
Buona Visione!
Stagione 1981-1982 - Campionato di Serie A - 12 andata
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
domenica 20 dicembre 1981 ore 14:30
INTER-JUVENTUS 0-0
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
domenica 20 dicembre 1981 ore 14:30
INTER-JUVENTUS 0-0
INTER: Cipollini, Baresi G., Oriali, Marini, Bergomi, Bini (Bachlechner 77), Bagni, Prohaska, Altobelli, Beccalossi, Centi
A disposizione: Pizzetti, Canuti, Pasinato, Serena
Allenatore: Eugenio Bersellini
JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cabrini, (c) Furino, Brio, Scirea, Marocchino (Fanna 60), Tardelli, Virdis, Brady, Bonini
A disposizione: Bodini, Osti, Prandelli, Galderisi
Allenatore: Giovanni Trapattoni
ARBITRO: D'Elia
AMMONIZIONI: Brio, Gentile (Juventus); Bagni, Beccalossi (Inter)
Partita combattuta con i limiti imposti dal freddo e dalle carenze offensive
Inter-Juve, uno zero a zero che non condanna
Nonostante il grande impegno e l'alterna supremazia pochissime le occasioni da gol La più clamorosa è mancata da Marocchino ben servito da Brady
L'innesto di Bonini dà compattezza ai bianconeri ma non risolve la crisi di sterilità
Senza esito l'utilizzazione di Fanna
Fra i nerazzurri un ottimo finale di Beccalossi
Evanescente Bagni e ben bloccato Altobelli da Brio
DAL NOSTRO INVIATO SPECIALE
MILANO Per una volta, lo zero a zero non condanna le protagoniste. Almeno nelle intenzioni se non nelle conclusioni, Inter e Juventus si sono date battaglia sino alla fine nel gelo del Meazza-con momenti di alterna supremazia, anche se il gioco raramente ha trovato sui due fronti offensivi del varchi utili. Alla resa dei miseri conti delle occasioni da gol, hanno più da dolersi i bianconeri che hanno fallito al 38' il vantaggio con Marocchino, il cui indugio sul pallone pulito offertogli da Brady ha consentito a capitan Bini un eccezionale quanto provvidenziale recupero.
Tardelli al 28 del primo tempo (fiondata nel sette da fuori area, bella risposta di Cipollini) e al 12 della ripresa (chiusura sbilenca sbilenca di un ottimo uno-due con Virdis) e Bonini al 5 del secondo tempo (staffilata bassa radente al montante, fuori di pochissimo tanto da far gridare al gol metà stadio) sono stati gli altri bianconeri a sfiorare il gol, mentre l'Inter può soltanto rimpiangere la deviazione di testa di Beccalossi (21 della ripresa) che ha mandato la palla contro la faccia esterna del montante e poi a lato alla destra di Zoff.
Sará per il freddo, nostro e dei giocatori, ma nonostante il magro numero di emozioni il match non è stato del tutto deludente. Dal batti e ribatti di un centrocampo che da parte juventina Trapattoni aveva infoltito lasciando in panchina Fanna a vantaggio di Bonini e portando più avanti Brady, e da parte nerazzurra Bersellini aveva rafforzato con la posizione arretrata di Centi, sono partite a tratti offensive anche veementi, pur se bloccate da errori degli attacanti e da buone prestazioni dei difensori. Brio ha quasi completamente annullato Altobelli con una prestazione autoritaria. Bergomi si è fatto valere su Virdis il quale per trovare spunti validi ha dovuto arretrare, lavorare sugli scambi confermando (ma non ce n'era bisogno) che la vera carenza della Juve sta in una punta di ruolo.
Il nuovo schema bianconero, con due soli attaccanti (non chiamiamo punte Virdis e Marocchino) e un centrocampo più folto ha risposto alle attese per quanto riguarda la saldezza generale della squadra, ma non ha risolto i problemi di conclusione.
Il più caparbio in area avversaria è stato Tardelli, ma ancora una volta Brady pur lottando e correndo molto di più che nelle precedenti partite non è riuscito a piazzare il suo sinistro neppure una volta nella porta di Cipollini.
In crescendo nel finale del primo tempo, e vivace tanto da prendere il comando del gioco in avvio di ripresa, la squadra bianconera ha poi avuto una flessione alla distanza, terminando la partita compressa nella sua meta campo. Ha sicuramente influito sul cambio di situazione oltre alla riscossa nerazzurra, la sostituzione di Marocchino con Fanna al 59 di gioco. Marocchino aveva fallito la miglior occasione della partita, ma l'errore singolo non è certo un termine di giudizio, e non per Trapattoni. II vercellese aveva lavorato buoni palloni, e almeno sicuramente li difendeva con caparbietá cercando il dialogo con i compagni. Forse da Fanna l'allenatore si attendeva lo scatto a sorpresa, il possibile affondo vincente, o forse Trapattoni aveva notato una affiorante stanchezza in Marocchino, ma alla prova dei fatti l'inconsistenza di Fanna stesso ha tolto alla squadra il gia scarso peso offensivo.
L'Inter, partita bene e con un gioco sin troppo virile (subito bilanciato dalle durezze di Gentile su Beccalossi) ha avuto momenti di pausa e in attacco bloccato come siè detto Altobelli da Brio, ha patito l'evanescenza di Bagni, il quale forse potrebbe dare un apporto più sostanzioso se badasse al pallone, al gioco, e non si facesse prendere soprattutto dalla nota vocazione del cascadeur, del provocatore. Oriali, dedicatosi alla guardia di Brady senza rinunciare alla spinta offensiva. Marini e Beccalossi, salito nel secondo tempo ad un consistente ruolo di protagonista con preziosi suggerimenti al compagni, sono stati i migliori dei nerazzurri.
La partita e vissuta comunque più di buone intenzioni che di momenti concreti. Il primo tiro degno di registrazione è stato quello di Tardelli al 28 alzato in angolo da Cipollini, quindi dieci minuti dopo un rilancio sbagliato di Bini ha concesso a Brady di inserirsi in area, sulla sinistra per liberare quindi Marocchino sul dischetto del rigore. L'attaccante cercava di assestarsi la palla, perdeva l'attimo favorevole. Bini riparava l'errore precedente con un recupero tanto pulito quanto efficace.
La Juve partiva in attacco all'inizio della ripresa. Bonini su tocco di Brady mandava la palla fuori di poco, tutta la squadra insisteva in avanti e al 12 Tardelli mandava a lato dalla destra, su una palla servitagli in profondità da Virdis. L'Inter reagiva, al 21' sfiorava il gol con un colpo di testa di Beccalossi che mandava la palla sulla faccia esterna del montante alla destra di Zoff, quindi la folla nerazzurra invocava il penalty quando Oriali, affiancato da Cabrini, cadeva a terra in area. D'Elia vedeva giusto, lasciava proseguire il gioco, e Oriali manco accennava ad una protesta. Nell'acceso finale, Brio e Bagni si univano a Gentile e Beccalossi nell'elenco degli ammoniti. Ma non è stata una partita cattiva. Senza rabbia e senza gol, con molto correre e tanto freddo.

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