venerdì 19 settembre 2025

19 Settembre 1979: Juventus - Raba Vasas Eto

É il 19 Settembre 1979 e Juventus Raba Eto Vasas si sfidano nella gara di andata dei Sedicesimi di Finale della Coppa delle Coppe 1979-80 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I bianconeri contendono fino all'ultimo lo Scudetto all'Inter ma al termine del campionato peró sará solo secondo posto dietro i nerazzurri mentre in europa si pregusta una finale prestigiosa in Coppa delle Coppe ma in semifinale dopo aver pareggiato 1-1 a Londra con l'Arsenal la Juventus si fa beffare in casa dai Gunners dopo una gara giocata con il pensiero di accontenarsi dello 0-0.

Buona Visione!



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Stagione 1979-1980 - Coppa delle Coppe - Sedicesimi, andata
Torino - Stadio Comunale
mercoledì 19 settembre 1979 ore 20:30 
JUVENTUS-RABA VASAS ETO 2-0
MARCATORI: Pozsgai autorete 64, Cabrini rigore 73

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cabrini, Prandelli (Cuccureddu 65), Brio, Scirea, (c) Causio, Tardelli, Bettega R., Tavola (Marocchino 55), Fanna
A disposizione: Bodini, Furino, Morini
Allenatore: Giovanni Trapattoni

RABA VASAS ETO: Palla, Csonka, Magyar, Hannich, Pasztor, Pozsgai, Szabo, Onhausz, Poczik (Jugovits 79), Glazer (Mile 68), Poloskei
A disposizione: Kocsis, Szijarto
Allenatore: Imre Kovacs

ARBITRO: Scheurell (Germania Est)
AMMONIZIONI: Tardelli 23, Prandelli 56 (Juventus); Hannich 4 (Raba Vasas Eto)



Per i bianconeri un avversario tutto da scoprire: i "metallurgici" di Gyoer, infatti, hanno cambiato più volte formazione durante il campionato trovando alla fine quella più valida
Meccanici contro la Fiat

LA NOTIZIA del sorteggio di Zurigo ha colto piuttosto di sorpresa i verdebianchi del Raba Eto: la squadra di Gyoer, che sarà la prima avversaria della Juventus in Coppa delle Coppe, ha già partecipato per tre volte a questo torneo (l'ultima dodici anni fa) e l'ha sempre iniziato bene per cui, questa volta, si aspettavano un trattamento più benigno dalla sorte.

"La Juventus come primo ostacolo è francamente troppo forte per noi" 

ha detto l'allenatore Imre Kovakcs, che già cinque anni fa incontrò i bianconeri alla guida dell'Ujpest Dozsa in Coppa Campioni. In quella occasione, tutto era cominciato bene per l'Ujpest grazie allo 0-0 di Torino poi, proprio sul loro campo, i campioni ungheresi erano crollati quando già gli veniva accreditata la vittoria nel duello. Kovakcs, quindi, ricorda benissimo la Vecchia Signora di Torino, per cui si può anche capire il suo malcontento. Comunque i dirigenti del Raba Eto si son espressi con molta sincerità dopo aver riconoscuto la netta superortà dei bianconeri.

"Noi faremo tutto il possibile per eliminare la squadra di Causio, Bettega, Cabrini e Zoff, ma ci sembra impossibile"

ha detto il presidente Szaniel, ex giocatore della società fin dai tempi in cui il Raba Eto si chiamava ancora Gyori Vasas Eto. 

"In ogni modo", ha sottolineato il giovane presidente "per noi è un vantaggio poter iniziare a Torino perché, tornando a casa con un pareggio, si potrebbe anche rovesciare il pronostico. Il sesto posto ottenuto in campionato e la vittoria in Coppa ci hanno rafforzato notevolmente il morale. E nei tornei a eliminazione diretta questo conta moltissimo".

Del Raba Eto, dobbiamo sapere prima di tutto che un anno fa lottava ancora per evitare la retrocessione. In un anno però, cambiando l'allenatore, la stessa squadra si è completamente rinnovata per ben due volte nel corso del massimo torneo nazionale. Dopo il girone d'andata, infatti, Imre Kovaks (a causa del servizio militare di alcuni giocatori e di vari infortuni) ha dovuto rifare da capo la sua squadra e l'anziano tecnico, invece di cercare sostituti in altri club, ha guardato a fondo nelle schiere dei rincalzi dove ha pescato sei giocatori cinque dei quali sono diventati elementi fissi della nuova formazione (Csonka, Poloskei, Lipot, Szijarto e Horvath L.) che ha affrontato il girone di ritorno. Questi giovanissimi, diventati ormai titolari fissi, sono stati tra i maggiori protagonisti della vittoria contro il Ferencvaros nella finale di Coppa e per curiosità ricorderemo che per due volte il Raba Eto ha bloccato la squadra del Ferencvaros nella finale della Coppa.

PER QUANTO RIGUARDA il club, il Raba Eto appartiene al novero delle provinciali di lusso del campionato ungherese. Il nome Vasas significa che appartiene agli operai metalmeccanici, precisamente quelli della grande fabbrica di vagoni tipo Rabo, di Gyoer che è la terza città più grande d'Ungheria, vicina alla frontiera austriaca. La maggior forza della squadra è rappresentata dalla difesa: Palla; Csonka, Pozsgai, Pasztor, Magjar: uno schieramento "abbottonatissimo" che ha incassato meno gol di tutte le altre squadre magiare nel corso del campionato. In tredici incontri, la rete del Raba Eto è rimasta inviolata e solo una volta, a Budapest contro l'Ujpest, Palla ha dovuto raccogliere tre palloni in fondo al sacco. A metà campo, troviamo Fuzi e Onhausz. Il primo doveva essere ceduto lo scorso anno ma poi, fortunato è stato confermato mentre il secondo, comincia a dimostrare solo ora le sue doti non comuni. Fuzi è il motore della squadra; Onhausz ne è il regista. Solo il primo, però è continuo nel rendimento mentre il secondo alterna prove ottime ad altre apatiche. E' l'attacco, comunque, il reparto più debole della squadra: nei tre ruoli si sono alternati ben nove giocatori e sino ad ora il trio composto da Otto Szabo, Glazer e Poloskei è quello che ha offerto le prove migliori sino a divenire quello titolare. I giocatori del Raba Eto, rispetto a quelli italiani, sono lenti, meno dotati tecnicamente e anche più acerbi tatticamente: sono però più combattivi. Ognuno di essi è un Causio «in miniatura» dal punto di vista della concezione di gioco. Alla fine dello scorso campionato l'allenatore Imre Kovakes ha spiegato così il sesto posto in classifica: 

«Siamo una squadra giovane appena amalgamata. Siamo però affiatati anche se ci mancano stelle di prima grandezza e possediamo un morale a prova di bomba. Ed è questo che, che, in in più più di un'occasione ci ha fatto colmare il divario tecnico nei confronti delle avversarie, Adesso siamo in Coppa delle Coppe dove sono convinto che po tremo fare la nostra bella figura».

LO SCORSO CAMPIONATO, il Raba Eto si è piazzato sesto a 35 punti con 12 vittorie, 11 pareggi e altrettante sconfitte. 40 i gol segnati, 33 quelli subiti. Cannoniere della squadra è risultato Glazer a quota 9 seguito da Otto Szabo con 8, Poloskei con 6 e Ferenc Szabo con 4. Gli elementi più validi sono il portiere Palla, il terzino sinistro Magyar e il libero Poszgai.

Vandor Kalman
tratto dal Guerin Sportivo anno 1979 nr.29


All'esordio nella Coppa delle Coppe è mancato ancora il gioco ma sono arrivati i gol 
La Juve nella ripresa batte il Raba Eto: 2-0 
Dopo un primo tempo deludente, la situazione si sblocca al 64' con un'autorete: tiro di Fanna e deviazione di Pozsgai
Dieci minuti dopo un fallo su Cabrini in area è punito col rigore: realizza lo stesso terzino
Soltanto quarantamila spettatori
 

TORINO — La Juventus ha ottenuto il 2-0 che cercava ma solo su autorete e su rigore ha centrato l'obiettivo dopo oltre un'ora di inutili assalti alla porta del Raba Vasas Eto condotti in modo irrazionale da una squadra che ha ancora alcuni uomini lontani dalla condizione di forma ideale e che non riesce a mettere in pratica a dovere gli schemi voluti da Trapattoni. Il risultato, che poteva essere anche più rotondo, e l'autorevolezza sfoderata nel finale, fanno comunque ben sperare per il «retourmatch» di Coppa delle Coppe del 3 ottobre a Gyoer: fra due settimane il rodaggio sarà completo ed i problemi tecnico-tattici riemersi ieri sera dovrebbero essere risolti. Tutto è bene quel che finisce bene ma per un'ora i circa 40 mila spettatori (il «Comunale" presentava dei vuoti) avevano vissuto nell'incubo, soffrendo, masticando rabbia e fischiando per l'impotenza dell'attacco bianconero che non riusciva a districarsi nella spessa ragnatela creata da Kovacs a centrocampo, a protezione di una difesa solida, arcigna e spigolosa che ricordava la «muraglia» del Bologna di Perani a cui l'allenatore ungherese, contrariamente alle dichiarazioni della vigilia, s'è ispirato. 

Con Causio in non perfette condizioni (e toccato duro sulla gamba malconcia già al 2'). con Bettega che è lontano parente del giocatore di classe che conosciamo e con Fanna che andava fuori misura nei passaggi e non riusciva a rendersi pericoloso, la manovra offensiva abortiva sulla soglia della munitisslma area avversaria. Il movimento fra gli avanti era caotico: a volte si notava Causio sul centro quando avrebbe dovuto esserci Bettega. La spinta dei terzini Cabrini e Gentile era ridotta, sia dalla loro frenesia (alcune rudezze dei magiari avevano innervosito i bianconeri) sìa dagli smarcamenti dei compagni che non avvenivano a tempo debito. Scirea si sganciava spesso ma finiva nell'imbuto ed il lodevole impegno di Tavola e Prandelli non era però sostenuto da intuizioni di gioco felici. 

Anche Tardelli non trovava la posizione ideale per infilarsi negli strettissimi corridoi che. di tanto in tanto, si aprivano. Bastava però l'innesto di Marocchino al posto di Tavola (cambio che il pubblico, sulle prime, disapprovava), con Bettega in rifinitura, per vi vacizzare il «forcing» ma ci voleva un'autorete — deviazione decisiva di Pozsgai su tiro di Fanna al 64' — per sbloccare la partita e spianare la strada verso il prezioso raddoppio (rigore di Cabrini al 73') ad una Juventus che cresceva di tono a vista d'occhio e nel finale non consolidava il punteggio grazie a due prodezze di Palla su conclusioni insidiosissime di testa di Tardelli e Marocchino. 

Le rudezze che hanno caratterizzato l'incontro di ieri creeranno un clima «caldo» a Gyoer ma la Juventus è vaccinata a questi climi e la qualificazione non dovrebbe sfuggirle. Sono stati gli uomini di Kovacs ad iniziare le ostilità con interventi fallosi: l'arbitro tedesco orientale Scheurell interveniva subito ammonendo (3') Hannich per scorrettezze. Solo al 7' si snodava la prima vera azione: Tardelli imbeccato da Scirea impegnava Palla con un tiro-cross. 

La manovra dei bianconeri, troppo elaborata, non dava frutti. Poche le idee. Al 19' un'improvvisa accelerazione: Tavola, scambiava con Causio, e folgorava in porta ma Palla bloccava. Era poi il turno di Tardelli (22') ad essere ammonito per un fallo. Zoff interveniva senza problemi sulla punizione di Poczik. Di rimessa il Raba Vasas Eto creava qualche affanno nelle retrovie juventine ma nessun vero pericolo. Sempre senza sbocchi le offensive della Juventus. Al 41' Fanna dalla destra (la posizione che predilige) traversava sul centro dove Bettega smistava a Causio ma il palleggio aereo del «barone» era stroncato da Pozsgai. Su questo episodio si chiudeva lo scialbo primo tempo, sotto i fischi della folla che. sentendosi tradita, gridava «Serie B, Serie B» all'indirizzo dei bianconeri. 

Nell'intervallo Trapattoni incitava i suoi uomini che. in avvio di ripresa, sviluppavano un gioco più vivace. E finalmente cominciavano a fioccare gli applausi per un colpo di testa ravvicinato (parato) di Bettega su cross di Fanna (51'). Poco dopo Bettega indugiava su un invito del bravo Scirea e l'occasione sfumava. Al 55' Marocchino subentrava al generoso Tavola. La Juventus dava fondo alle energie residue. La foga tradiva Prandelli il cui nome: finiva sul cartellino giallo dell'arbitro. Dopo una comoda parata di Zoff. i bianconeri si distendevano in avanti e passavano in vantaggio (64'). Su cross di Cabrini, Poczik falliva la rovesciata e Fanna, di sinistro, tirava quasi dal limite: la sfera carambolava sullo stinco di Pozsgai e spiazzava Palla, infilandosi nell'angolino basso. Il gol galvanizzava la Juventus e Trapattoni operava' un altro cambio: Cuccureddu al posto di Prandelli. Anche Kovacs sostituiva Glazer coni Mile. Il raddoppio tardava appena nove minuti. Cabrini s'involava e, un passo dentro l'area, veniva sgambettato da Hannich. Rigore: lo stesso Cabrini, con una fucilata angolatissima, trasformava. 



Soddisfatto il tecnico bianconero, deluso il magiaro 
Trapattoni e Kovacs polemici sulle scorrettezze della gara 

TORINO — Trapattoni non accetta distinzioni fra gioco e risultato. A certi livelli ed in certe occasioni l'uno è logica conseguenza dell'altro. Per cui l'allenatore bianconero quasi si inalbera quando gli pongono la cinica domanda: soddisfatto degli schemi o del 2 a 0. Poi si placa è preferisce evitare toni polemici, affrontando il discorso in chiare generale. 

«Nel primo tempo abbiamo costruito una notevole mole di lavoro e nonostante qualche fischio ricevuto, mi ritengo soddisfatto. Anche perche fino alla loro metà campo siamo stati efficaci, diventando soltanto successivamente poco penetrativi. Ma anche questo aspetto va spiegato: gli ungheresi si sono subito dimostrati fallosi. Impedendoci di affondare i colpi con profitto. Siamo stati fortunati nell'azione del primo gol, ma va rilevata anche, la prestazione del portiere'magiaro, bravissimo in due o tre interventi determinanti. Adesso voglio vederli al ritorno questi ungheresi. Dovranno attaccare loro e noi non staremo a guardare». 

C'è un altro argomento che fa perdere la flemma a Trapattoni. Qualcuno gli contesta la sostituzione di Tavola con l'inserimento di Marocchino. 

«Sullo zero a zero — replica l'allenatore bianconero con una buona dose di logica — avevo la necessità di inserire un attaccante in piú ed ho mandato in campo Marocchino, e a chi mi chiede come sia andato Bettega rispondo che se l'è cavata con una prova normale." 

Dallo spogliatoio del Raba Eto esce frattanto l'allenatore Kovacs. Ha una faccia triste, lo sguardo spento, gli occhi socchiusi dalla stanchezza e dalla tensione nervosa. E' di umore nero. Un umore che traspare subito dalle parole che ci vengono tradotte in italiano da un interprete. 

«Sono triste per gli errori che abbiamo commesso e per gli svantaggi che abbiamo dovuto subire. Gli svantaggi tipici di una partita giocata in campo avversario. Tre elementi hanno influito sulla nostra prestazione: il gioco duro della Juventus, la permissività dell'arbitro e la prova della mia squadra che mi ha sorpreso." 

Dunque Juventus che ha applicato gioco duro. Si prevede battaglia nel match di ritorno. Bettega ascolta e commenta. 

«Hanno cominciato loro con un bruttissimo fallo su Causio. Noi ci siamo comportati come si deve in campo internazionale. Abbiamo corso più di loro ed alla fine li abbiamo stroncati. Sbloccato il risultato siamo andati] meglio, palesando progressi rispetto al match con il Bologna». 





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