lunedì 22 settembre 2025

13 Ottobre 1974: Juventus - Milan

É il 13 Ottobre 1974 e Juventus Milan si sfidano nella Seconda Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1974-75 allo Stadio 'Comunale'  di Torino.

La Juve é guidata in panchina da Carlo Parola e si appresta a vincere il suo sedicesimo scudetto. Dall'altre parte c'é il Milan guidato in panchina da Gustavo Giagnoni, che dopo un campionato altalenante chiude al quinto posto, sette punti dietro la Vecchia Signora - Campione d'Italia.

Buona Visione!


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Stagione 1974-1975 - Campionato di Serie A - 2 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 13 ottobre 1974 ore 15.00
JUVENTUS-MILAN 2-1
MARCATORI: Bettega R. 20, Benetti 32, Anastasi 57

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cuccureddu, Furino, Morini, Spinosi, Damiani, Causio, Anastasi (Altafini 76), Capello F., Bettega R.
Allenatore: Carlo Parola

MILAN: Albertosi, Bet, Sabadini, Zecchini, Turone, Maldera, Bigon, Benetti, Calloni (Gorin 79), Rivera, Chiarugi
Allenatore: Gustavo Giagnoni

ARBITRO: Gialluisi




Anastasi chiede scusa 
Il giocatore non aveva gradito la sostituzione con Altafini - 
Negli spogliatoi chiarificazione con Parola - 
Elogi del trainer a Spinosi - 
Zoff: "La mia non è stata una papera" - 
I complimenti di Boniperti 

Trentunesimo della ripresa. Parola fa spogliare Altafini per sostituire Anastasi che, cinque minuti prima, aveva ricevuto un colpo al basso ventre in uno scontro con Zecchini ma si era subito ripreso. La mossa di Parola sorprende Anastasi che protesta, è restio a lasciare il campo e si abbandona ad un gesto d'insofferenza verso la panchina — meno clamoroso di quello di Chinaglia, a Monaco nel confronti di Valcareggi — poi si sfila la fascia di capitano, la consegna a Furino e, contrariato, prende la via degli spogliatoi. La reazione di Pietro — anche se a « caldo » è difficile mantenere il « self control » — è parsa poco opportuna. Tutto finisce nel migliore dei modi, con la meritata vittoria della Juventus e con una chiarificazione negli spogliatoi: Anastasi si scusa con Parola. 

"Non volevo uscire perché mi sentivo in buone condizioni ed avevo ormai assorbito la botta di Zecchini" 

— dice Anastasi, che si era battuto bene ed aveva siglato, con un magnifico sinistro, di controbalzo, il gol decisivo —. 

"C'è stato un malinteso. Durante il primo tempo avevo riportato una contusione al ginocchio: nell'intervallo avevo detto all'allenatore che, se avessi avvertito le conseguenze dell'infortunio, sarei stato io stesso a chiedere la sostituzione. Invece ho ricevuto l'ordine dalla panchina. A chiunque spiacerebbe uscire in una partila così importante. Ora tutto è stato chiarito ». 

Ecco la versione di Parola. 

« Anastasi aveva preso un colpo alla rotula che si presentava un po' gonfia — spiega il trainer —. Nel secondo tempo sembrava non risentirne ed ha segnato un magnifico gol. Poi ha subito un altro colpo. A questo punto, vedendo che il Milan stava premendo, ho ritenuto opportuno sostituire Anastasi con il fresco Altafini per alleggerire il gioco. Con José abbiamo anche creato due pericolosi contropiede ». 

Commentando il risultato, Parola aggiunge: 

"La partita era delicata per entrambe le squadre. Se non avessimo perso a Bologna, si poteva fare un gioco più brillante. Invece c'era un po' di nervosismo: dovete capire lo stato d'animo dei bianconeri. Dopo iI primo gol hanno giocato più distesi: la calma è stata determinante. Nel complesso si è visto un incontro piacevole sul piano tecnico. La vittoria è stata sofferta ma meritata. Abbiamo sfiorato il terzo gol in un palo di occasioni. Causio è parso in progresso rispetto a Bologna. In difesa mi è piaciuto molto Spinosi: si è mosso con una freddezza olimpica e si è spinto in avanti, alla Beckenbauer, al momento giusto ». 

Spinosi accetta i complimenti ma dice che il suo compito è stato facilitato dai compagni di reparto. Ieri Spinosi ha dimostrato la sua adattabilità anche al ruolo di libero: l'anno scorso l'esperimento non aveva dato risultati apprezzabili perché non gli era stato concesso il tempo ma I tecnici avevano visto giusto. Adesso la Juventus sa che, in caso di necessità, può puntare su Spinosi come vice-Scirea. Davanti al microfoni della Rai, Parola s'incontra con Giagnoni. L'allenatore rossonero ammette che, dopo un primo tempo equilibrato, la Juventus ha preso il sopravvento. Parola ringrazia e replica: 

« Ho visto un grosso Milan. Quando troverà l'amalgama s'inserirà d'autorità nel gruppo delle candidate al titolo ». 

Riferiscono a Parola che i milanisti rivendicano due rigori. Parola dissente: 

« Non c'erano questi rigori. Chiarugi è un bravo attaccante ma sa andare giù al momento giusto. E non dico altro. Morini, poi, non ha commesso alcun "mani" ». 

Anche gli interessati negano. Gentile dice di non aver commesso fallo su Chiarugi: 

« Nel rialzarsi da terra è inciampato sui miei piedi. L'ho fermato come a Lucca ». 

E Morini: 

"Il tiro di Calloni, da distanza ravvicinata, mi ha preso sul ventre ». 

Si discute anche sul gol incassato da Zoff: 

« La fucilata dì Benetti, da fuori area non è parsa irresistibile, se questa è una "papera" — dice il portiere — allora io sono un mostro. Il tiro di Benetti era forte: sono riuscito a toccare la palla ma non a deviarla. Tutto qui. Per il resto I difensori bianconeri sono stati eccezionali. Ho visto una buona Juventus. La squadra ha dimostrato di essersi ritrovata in pieno. Due punti importantissimi ». 

Bettega ha ritrovato la via del gol ma non è completamente soddisfatto di se stesso.

« Abbiamo sprecato un po' meno, in fase conclusiva, delle altre, volte, — osserva Bettega —. Ho segnato II gol più difficile, colpendo II pallone di punta, ed ho sbagliato il gol più facile per il vizio di essere perfezionista. Per la rabbia avrei mangiato i pali della porta di Albertosi. Meno male che non era un gol decisivo ». 

Causio dice: 

« Sono andato meglio che a Bologna. Questa era una partita in cui contava solo il risultato. Abbiamo vinto e le acque si sono calmate ». 

Boniperti, invece, si complimenta con i bianconeri. 

« Una bella Juventus che ha dato prova di maturità in una gara difficile, — rileva il presidente —. Il Milan visto al "Comunale" avrebbe vinto con qualsiasi squadra. Mi sembra questo l'elogio più bello per la Juventus che ha cancellato la sconfitta di Bologna ». 

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 14 Ottobre 1974



La Juventus ha snobbato l'Hilton

Non c'è piu Allodi a dominare il mercato e Boniperti non è certo il tipo da gettarsi nella mischia. Si è limitato ad affidare a Moggi le vendite minori, Boniperti si era mosso solo per ingaggiare Riva e si era già accordato con Arrica anche se le richieste del presidente del Cagliari francamente gli erano sembrate esagerate. Ma sapeva che con Riva avrebbe costruito una Juventus irresistibile ed avrebbe pure accontentato Agnelli. Sfumato il superman si è accontentato di Damiani del Vicenza. C'era poi da risolvere il problema del libero perché il patetico Salvadore era ormai maturo per la lista gratuita. Boniperti l'ha risolto acquistando dall'Atalanta Scirea definito il nuovo Beckenbauer.

Forse Boniperti avrebbe voluto privarsi anche di Altafini, l'ha riconfermato con malavoglia sia per 50 milioni che costa sia per il dualismo con Bettega. Ma temeva che Altafini andasse a segnare altrove, e non ha voluto correre rischi. 

Morini è contestato, ma è stato offerto invano all' Inter, cosi è rimasto. Ma forse partira riserva, con Spinosi stopper. Gentile merita la promozione a titolare. Potrebbe fare il mediano con l'arretramento di Furino in terza linea. Come laterale di spinta Furino accusa troppe pause, come terzino dovrebbe essere in grado di farsi valere ancora. Pensando al futuro la Juventus ha opzionato (per 172 milioni) il ragazzo prodigio del Giulianova Jachini, perché l'impostazione della societa prevede sempre di puntare sui giovani. Ma i tifosi, delusi per il mancato arrivo del terzo scudetto consecutivo, si preoccupano soprattutto del presente. Per calmarli Boniperti e deciso a emarginare il suo fraterno amico Vycpalek, e l'ha sostituito con Carletto Parola (altro suo ex compagno di squadra, tanto per cambiare). Parola ha promesso allenamenti all'inglese e controllo continuo dei giocatori che dovranno timbrare il cartellino come gli impiegati, Parola vivacchiava da sei anni in serie B nel Novara, ha idee approssimative sul massimo campionato, ma i maligni assicurano che non ce n'è bisogno. Perché si limitera ad obbedire a Boniperti. Quindi nella Juventus non cambierà nulla.

Guerin Sportivo nr.23 1974 


 


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