È il 20 Novembre 1996 e Manchester United e Juventus si sfidano nella quinta Giornata del girone di primo turno della UEFA Champions League 1996-97 al 'Old Trafford Stadium' di Manchester (Inghilterra).
La Juventus é Campione d'Europa in carica mentre lo United guidati magistralmente da Alex Ferguson è la squadra del decennio in terra d'Albione. A fine competizione i bianconeri avranno raggiunto l'ennesima Finale, salvo poi perdendo una gara incredibile contro il Borussia Dortmund per 1-3 a Monaco di Baviera.
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Buona Visione!
Stagione 1996-1997 - Champions League - 5ª giornata
Manchester - Stadio Old Trafford
Mercoledì 20 novembre 1996 ore 19.30
MANCHESTER UNITED-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Del Piero rigore 35
MANCHESTER UNITED: Schmeichel, Neville G., Johnsen, May, Neville P. (McClair 12), Beckham, Keane, Butt, Giggs, Cantona, Solskjaer (Cruijff 82)
Allenatore: Alex Ferguson
JUVENTUS: Peruzzi, Porrini, Ferrara C., Montero, Torricelli (Iuliano 83), Di Livio (Tacchinardi 80), Deschamps, Zidane, Jugovic, Del Piero, Boksic
Allenatore: Marcello Lippi
ARBITRO: Garçia Aranda (Spagna)
Peruzzi, un otto con lode
Del Piero al suo terzo eurogol ha ritrovato voglia di lottare
MANCHESTER DAL NOSTRO INVIATO
Peruzzi è l'eroe della serata, in una Juve tutta grinta e pronta per la battaglia di Tokyo col River.
PERUZZI 8. I reds arrivano da ogni parte con folate improvvise come il vento gelido che spazza lo stadio. Quando, nella ripresa, gli assatanati di Ferguson ci provano con più cattiveria, si fa trovare pronto. Davvero insuperabile.
PORRINI 6,5. Gli inglesi lo corteggiano, lui ci mette la grinta consueta senza ottenere risultati travolgenti, ma sempre con puntualità nelle chiusure. Cantona, che incrocia spesso dalle sue parti, gioca come un dopolavorista delle ferrovie.
FERRARA 7,5. Si esalta nella battaglia, arpiona decine di palloni ed è quasi sempre insuperabile. Soprattutto nsl secondo tempo.
MONTERÒ 6,5. Torna al suo posto e la differenza si vede subito. Ma un suo errore all'inizio della ripresa spalanca ai reds un'autostrada verso Peruzzi. Che per fortuna sventa alla grande. Nella fretta di liberare l'area, è a volte impreciso e aiuta gli avversari a ripartire subito.
TORRICELLI 6,5. A volte barcolla di fronte agli attacchi degli inglesi, ma Jugovic non lo aiuta con una copertura assidua della fascia sinistra. Spreca tesori di energie e nel finale paga la grande fatica
(dal 38' st Iuliano sv).
DI LIVIO 7. Il vice Conte si conferma un giocatore capace di adattarsi ad ogni situazione. Non spinge sulla fascia, ma fa diga con grande concretezza
(dal 35' st Tacchinardi sv).
DESCHAMPS 7. Un moto perpetuo, indispensabile diga di centrocampo filtra decine di palloni e si piazza davanti alla difesa facendo barriera agli inglesi.
ZIDANE 7,5. Solita partenza sprintata. Lo trovi dappertutto, gioca decine di palloni con grande intelligenza, si mette al servizio della squadra come un gregario di lusso. Non si fa travolgere nei momenti in cui la battaglia diventa più infuocata. Ma con il passare dei minuti fatica a reggere il ritmo di una partita giocata sempre a mille all'ora.
JUGOVIC 5,5. Più quantità che qualità, ci mette il cuore ma non basta. Non è sempre pronto a ripiegare e lascia agli avversari varchi pericolosi. L'unico non all'altezza di una grande serata.
BOKSIC 5,5. Tiene in continua allerta la difesa del Manchester. Serve qualche assist prezioso, sul finire del primo tempo ha la palla del raddoppio, ma il gigante Schmeichel protende i suoi tentacoli e arpiona il pallone. Lui è proprio senza colpe? Nel secondo tempo prova a dare sostanza al contropiede e a tratti è ancora uno spauracchio, però fallisce nel finale un'occasione clamorosa.
DEL PIERO 7. Terzo gol in Europa. Ritrova la voglia di lottare dopo un turno di riposo, cerca la rete a getto continuo. L'intesa con Boksic funziona. Nel secondo tempo torna anche a dare un aiuto alla difesa spesso in affanno.
Fabio Vergnano
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MANCHESTER DAL NOSTRO INVIATOIn quarant'anni l'Old Trafford non era mai stato violato nelle partite di Coppa: in tre settimane ci sono riuscite il Fenerbahce e la Juventus, che da ieri è la prima squadra italiana che abbia vinto a Manchester un match non amichevole. Che i rossi campioni d'Inghilterra siano in crisi di risultati e rischino l'esclusione è un dato di fatto, tuttavia non scalfisce l'impresa dei Lippanti, sicuri del primo posto nel girone di Champions League. In una notte di battaglia (e quanto lo è stata nel secondo tempo) i bianconeri hanno superato l'appannamento delle ultime settimane: non tutto funziona al meglio (i movimenti di Boksic in zona gol, le incertezze difensive della ripresa), però il rodaggio per Tokyo è stato incoraggiante. E il rigore decisivo di Del Piero chiude una parentesi amara per il Pinturicchio e per il calcio italiano in questo stadio: lui infatti restò fuori il 19 giugno contro la Germania e Zola sbagliò il rigore nella stessa porta in cui lo juventino l'ha segnato. Sembra tutto più lontano.
La partita offre un ritmo alto. Si può essere stanchi e svagati ma quando si scende all'Old Trafford la scossa è tale che un calciatore avverte la fortuna di fare il mestiere che fa. E gioca senza riserve. A differenza di quello che immaginavamo alla vigilia non c'è il pensiero dell'impegno di Tokyo che frena la Juve. Il primo tempo è a briglia sciolta, non piacerà agli esteti e agli ultra sacchiani però c'è la sensazione che ogni azione proponga un pericolo. Il Manchester gioca come la Juve con il 4-4-2, le punte sono il norvegese Solskjaer e Cantona, Boksic e Del Piero attaccano per i bianconeri, ma la differenza è nell'impiego di Zidane a tutto tondo. Gli inglesi non hanno una simile fonte del gioco: Butt si dedica al francese e Keane è un lottatore, per cui il Manchester deve costruire tutto sul lancio lungo del portiere Schmeichel (che ricordavamo più bravo) oppure sull'azione di Beckham e di Giggs sulle fasce. Giggs è un brunetto gallese che si insinua in velocità, fatica Porrini nel frenarlo.
Il peggiore nella Juve è Jugovic che non trova il passo nè la posizione: la mancanza del suo filtro mette anche in difficoltà Torricelli. Non ci stupiamo che il primo rischio per la Juve venga dalla destra, con tiro di Beckham al 10' e poi un colpo di testa di May, il difensore centrale, su angolo. Va bene alla Juve che Cantona sia un peso morto e sbagli sotto porta (al 19' dopo una mischia e soprattutto al 43', con un colpo di testa nell'area piccola). Ci sono più bandiere francesi all'Old Trafford che al Parco dei Principi, ma è un'infatuazione esagerata. La Juve è organizzata meglio. Uno dei problemi è che Di Livio, con questo schema, si accentra molto e non può trovarsi sempre sulla destra per crossare, l'altro è che Boksic e Del Piero partono a tempo ma ricevono spesso la palla in fuorigioco. Il grande lavoro juventino non produce palle gol (anzi è Giggs a sfiorare la rete di testa) finché al 35' Deschamps apre a destra per Del Piero, che si accentra e Butt gli rifila un'ancata: non è un rigore che gli arbitri italiani concedono abitualmente ma Garda Aranda è spagnolo e non l'ha istruito Casarin, vede che il Talentino è spostato dalla traiettoria e fischia. Del Piero realizza con un tiro sotto la traversa.
Cambiano i temi nella ripresa. Si torna al paleocalcio di quando le squadre italiane venivano in Inghilterra e restavano schiacciate in area. Non è colpa della Juve se il Manchester preme con furia, certo c'è qualche tocco troppo lezioso sul quale gli inglesi si avventano per rilanciare l'azione. I britannici meriterebbero il pari per l'intensità dell'azione, Peruzzi salva su Cantona al 3', trema altre volte, soprattutto sui tiri del francese. Ma 1' occasione clamorosa tocca a Del Piero (7') che calcia alto. Nel finale Schmeichel neutralizza un colpo di testa del Pinturicchio e Boksic lo grazia. Va bene così.
Marco Ansaldo
brani tratti da: La Stampa 21 novembre 1996









