mercoledì 30 aprile 2025

30 Aprile 1978: Roma - Juventus

É il 30 Aprile 1978 e Roma Juventus si sfidano nella quattordicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1977-78 allo Stadio 'Olimpico' di Roma.

É una Juventus che domina il calcio italiano. Con questo risultato infatti i bianconeri conquisteranno il loro diciottesimo Scudetto

Nessuno puo starle dietro tant'è che al secondo posto si afferma la sorpresa Lanerossi Vicenza.


Buona Visione! 



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Stagione 1977-1978 - Campionato di Serie A - 14 ritorno
Roma - Stadio Olimpico
domenica 30 aprile 1978 ore 15:30 
ROMA-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Bettega R. 38, Di Bartolomei 56

ROMA: Conti P., Peccenini, Chinellato, Boni, Santarini, Menichini, Casaroli, Di Bartolomei, Musiello, De Sisti, Maggiora
A disposizione: Tancredi, Bacci, Ugolotti
Allenatore: Gustavo Giagnoni

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile, (c) Furino, Morini, Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna, Benetti R., Bettega R. (Fanna 80)
A disposizione: Alessandrelli, Cabrini
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Ciacci
AMMONIZIONI: Boni 34 (Roma)






Il decisivo pari con la Roma all'Olimpico 
Alla botta di Bettega replica Di Bartolomei 

DAL NOSTRO INVIATO SPECIALE 
ROMA — Mentre lo stadio Olimpico si svuotava, sul pennone più alto sventolava la bandiera bianconera: era l'omaggio alla Juventus meritatamente laureatasi campione d'Italia per la diciottesima volta. Roma l'ha consacrata, com'era accaduto cinque anni fa in circostanze ben diverse, quasi drammatiche, all'ultima giornata con il famoso sorpasso sul Milan, travolto a Verona, a tre minuti dalla conclusione del torneo, grazie al gol vincente di Cuccureddu. 

Ieri è finita 1-1, secondo copione, all'insegna del 'volemose bene' e di un tacito patto di non belligeranza. Al gol di Bettega (38') ha risposto Di Bartolomei (53'), poi c'è stata una gigantesca 'melina' in attesa del triplice fischio di Ciacci. Un pareggio che accontenta tutti e che riduce l'incontro fra i campioni d'Italia ed il Lanerossi Vicenza, in programma domenica prossima allo stadio Comunale di Torino, ad una semplice formalità: la passerella finale per due squadre che hanno onorato il torneo. L'atto conclusivo non è stato esaltante ma non si poteva pretendere che il match avesse un andamento diverso. Gol a parte, le emozioni (si fa per dire) si erano registrate nei primissimi minuti. 

Al 3' Boni discendeva sulla destra e traversare in centro-area: Gentile incespicava sul pallone, in un mal riuscito tentativo di stop, e Casaroli fiondava a fil di palo, sul fondo. La Juventus reagiva in scioltezza, con manovre ad ampio respiro, e costruiva un'occasione al 13': Furino scambiava con Gentile, poi con Bettega e concludeva la bella trama con una volée di poco fuori bersaglio. Faceva piuttosto caldo ed il ritmo blando, i tocchetti laterali, le azioni che si spegnevano prive d'incisività sulla soglia delle due aree, invitavano il pubblico alla pennichella. 

A risvegliare l'interesse dei settantacinquemila spettatori, ci pensava Bettega. Al 31', su calibrata punizione battuta da Causio, Bettega di testa anticipava Menichini e indirizzava il pallone a lato di pochi centimetri. Un minuto dopo, Boni si faceva ammonire per proteste e, considerando il clima amichevole e privo di autentico contenuto agonistico, era davvero il colmo. Da un errore di Boni nasceva il contropiede che consentiva alla Juventus di portarsi in vantaggio. Scirea rilanciava in profondità verso Furino che rifiniva un bel pallone per Bettega. Penetrando fra le maglie della difesa giallorossa, Bettega si presentava in area e, eludendo l'intervento di Santarini, di destro, con un tiro basso, sorprendeva il distratto Paolo Conti. Nessuno drammatizzava fra i sostenitori della Roma. 

Il pareggio era nell'aria di questo sciroccoso pomeriggio romano. Dopo il riposo di metà tempo, la Roma produceva il suo forcing ma la Juventus non correva seri pericoli e con Cuccureddu effettuava un tiro insidioso da lontano. Al 53' la Roma riequilibrava il punteggio. Di Bartolomei serviva Casaroli. La palla rinviata di testa da Scirea, spioveva sul limite dell'area dove Di Bartolomei, bruciando sul tempo Cuccureddu, staffilava di destro nell'angolino basso, sulla sinistra dell'incolpevole Zoff. La folla tirava un sospiro di sollievo. Fissato il risultato — che sanzionava matematicamente lo scudetto per la Juventus e la salvezza per la Roma — la gara perdeva ogni residuo significato. A questo punto la gente temeva unicamente uno svarione difensivo o un'autorete poiché le due squadre apparivano appagate e non volevano correre rischi inutili. Si assisteva, cosi, ad una abbondante mezz'ora di non gioco, con tiri di alleggerimento da lontano, senza pretese (faceva eccezione Tardelli con un bolide a fil di traversa al 69'). Lo stesso arbitro consultava spesso il cronometro. 

Qualche spettatore fischiava senza convinzione ben sapendo che a nessuna delle contendenti conveniva riaprire le ostilità. L'unico che si agitava in panchina era Trapattoni che invitava i suoi a non distrarsi. La Juventus addormentava la partita, il pubblico s'interessava degli altri risultati. Al 79' Bettega, zoppicante per una leggera contusione alla gamba destra, cedeva il posto a Fanna. Avviandosi verso gli spogliatoi, mentre si consumavano gli ultimi scampoli di gioco congelato, Bobby-gol veniva intervistato dai telecronisti alla moda sudamericana. E' davvero ora di pensare al 'Mundial'.

Bruno Bernardi




Nel 1905 la Juventus diede la prima «lezione bianconera» e conquistò il suo primo titolo. Allora come oggi, tutto fu determinato da un pari: settantatrè anni fa fece 1-1 col Genoa, domenica si è laureata all'Olimpico con l'identico punteggio.
Bagarre per la piazza d'onore e nella lotta per la salvezza: al vertice il Torino insegue il Vicenza e supera il Milan, in coda invece vincono Foggia e Fiorentina e per sei squadre la serie A è legata agli ultimi novanta minuti di gioco. Auguri!
Settantatrè anni dopo.

JUVENTUS-VICENZA non sarà uno spareggio. La Juventus ha pareggiato a Roma e ha vinto lo scudetto numero 18. Chi ha scritto che i neo campioni d'Italia si divideranno mezzo miliardo. Chi ha garantito che il premio scudetto è di dieci milioni a testa e qualcuno è sceso addirittura a otto. Forse la verità sta nel mezzo. Boniperti è per natura piuttosto avaro, ma quando vince sa anche essere generoso.
Lo scudetto bianconero ha fatto felici i critici piemontardi che si sono presi una bella rivincita sui colleghi milanesi che avevano previsto il crollo. Su "Stampa-Sera" Giovanni Arpino ha parlato di 
"Lezione bianconera" 
e ha così concluso: 
"Sia lode ancora alla vecchia, coriacea signora torinese. Come "fidanzata d'Italia" si sono anche divertiti certi individui, certe "teste" gloriose a criticarla. Per epidemici rami è nato anche un "contagio" di neo-conformismo anti-juventino, da noi rilevato più di una volta. Chi fa e poi vince non può accogliere applausi da tutti, lo sappiamo. Ma la regolarità bianconera, il "lavoro" che porta frutti, riescono alla lunga a mettere in silenzio anche i bastian contrari più ostinati. Sia dunque brindisi per la madama. Chỉ non beve con noi, festa non coglie".

BETTEGA. Nessuno ha sbagliato il pronostico di Roma-Juventus: tutti avevano scritto X fisso sulla schedina. E Aldo Biscardi, ha raccontato su «Paese Sera»: 
"Jacques Tati, che ci ha regalato splendide imitazioni del gioco del calcio, non avrebbe saputo mimare meglio i gol, si fa per dire, di Bettega e Di Bartolomei. Lui, quando illustrava un gol, doveva fingere fingere di trovarsi di fronte giocatori rivali. Li evitava con lo slalom immaginario, sferrava il tiro e alzava le mani al cielo, secondo quella moda sudamericana diventata tout-court universale. Bettega i giocatori di fronte li aveva, in carne e ossa, ma questi si sono ritirati sveitamente, come fossero stati inghiottiti dal terreno. E il portiere, un Paolo Conti sempre più stralunato, gli si è proteso contro cadendo sui glutei e facendosi passare il pallone tra le gambe. Di Bartolomei, che ha risposto a Bettega, aveva sulle sue orme Cuccureddu, ch'è difensore duro-inarrendevole. Questa volta "Cuccu" si è tirato da una parte, il romanista ha fatto qualche passo, ha stangato e Zoff nemmeno ha abbozzato l'intervento". 
Insomma una partita secondo copione.

Elio Domeniconi 
tratto dal Guerin Sportivo anno 1978 nr.18




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La Juventus conquista a Roma il suo diciottesimo tricolore. Per i bianconeri, era già scudetto alla fine del primo tempo quando Bettega, su azione personale, fa fuori Menichini e infila Conti. La Roma non può perdere e alla Juve basta il pareggio, così i bianconeri lasciano il gioco in mano ai giallorossi che si fanno sempre più aggressivi. Al 10', Casaroli salta due uomini e crossa; Morini ribatte, la palla finisce a Di Bartolomei che infila l'angolo basso alla sinistra di Zoff


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