mercoledì 30 aprile 2025

30 Aprile 1977: Juventus - Napoli

É il 30 Aprile 1977 e Juventus Napoli si sfidano nella dodicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1976-77 allo Stadio ‘Comunale‘ di Torino.

É un campionato dominato dalle squadre piemontesi questo. Con Torino e Juventus 'abbracciate' in un appassionante testa a testa fino a fine campionato. Alla fine trionferanno i bianconeri per un solo punto in un duello entrato nella storia. 

Dall'altra parte c'é un Napoli che disputa un annata senza infamia e senza lode e si piazza in una tranquilla posizione di metá classifica.

Buona Visione!



juventus




Stagione 1976-1977 - Campionato di Serie A - 12 ritorno
Torino - Stadio Comunale
sabato 30 aprile 1977 ore 16:00 
JUVENTUS-NAPOLI 2-1
MARCATORI: Bettega R. 15, Massa 79, Furino 86

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile, (c) Furino, Morini, Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna, Benetti R., Bettega R. 
A disposizione: Alessandrelli, Spinosi, Gori S. 
Allenatore: Giovanni Trapattoni

NAPOLI: Carmignani, Bruscolotti, Vavassori, Burgnich, Catellani, La Palma, Massa, Esposito (Speggiorin 67), Savoldi, Vinazzani, Chiarugi
A disposizione: Favaro, Armidoro
Allenatore: Bruno Pesaola

ARBITRO: Menegali
AMMONIZIONI: Chiarugi (Napoli)




Oggi tocca al Torino la risposta, sul campo della Lazio
Juventus, due punti solo in extremis
E' davvero un finale di campionato terribile 
I bianconeri iniziano benissimo, molte azioni, un gol (Bettega) ed un palo (Benetti) 
Poi calano nella ripresa e il Napoli ne approfitta: si vede annullare una rete, pareggia con Massa, cede a 5' dalla fine su botta di Furino 
Gara nervosa sotto la pioggia, molti ammoniti

E' davvero un finale di campionato terribile, crudele, in cui le squadre torinesi sembrano destinate a soffrire sino in fondo partite sulle quali pur riescono a mettere inizialmente il marchio della loro superiorità. Chi ha visto ieri la Juventus partire alla grande contro il Napoli, sfiorare già al primo minuto con Tardelli un gol che per preparazione ed esecuzione sarebbe stato fra i più belli della stagione, non poteva immaginare che nella ripresa i bianconeri avrebbero rischiato di perdere un punto, che solo a cinque minuti dalla fine Beppe Furino sarebbe riuscito con un rabbioso diagonale a battere Carmignani chiudendo la gara sul due a uno, dopo il pareggio di Massa.
La gara che sembrava facile per la Juventus dopo il primo quarto d'ora, si è via via ingarbugliata prima per un rallentamento del ritmo del torinesi mentre dal cielo veniva giù un uragano d'acqua e di grandine, poi per il ritrovato coraggio del Napoli che sia pure senza mostrarsi troppo pericoloso in attacco riusciva almeno a tenere la palla con maggior sicurezza e a creare qualche problema per la verve di Chiarugi.

Il toscano per altro ha rovinato ancora una volta una buona prestazione con atteggiamenti plateali che irritano avversari e pubblico, gli assicurano l'antipatia del direttore di gara, e finiscono per danneggiare la sua stessa squadra come infatti è accaduto nella manovra che ha originato il gol della vittoria bianconera. Ci stava un fallo su di lui, a metà campo, ma alla solita sceneggiata dell'attaccante, Menegali ha risposto lasciando proseguire l'azione: la palla é passata alla Juventus, batti o ribatti, poi Causio ha inventato un passaggio da favola per Furino che non ha mancato, con eccezionale freddezza, un'occasione che chissà può valere lo scudetto.

É importante, prima di riprendere la gara dall'inizio e di entrare nel meriti dei singoli, sgombrare subito i dubbi su due episodi discussi, che hanno inviperito i partenopei ed hanno tenuto con il fiato sospeso I tifosi bianconeri. Venticinquesimo minuto della ripresa, Juventus ancora in vantaggio per uno a zero (Bettega al quarto d'ora). C'è un'azione di Speggiorin sulla sinistra, un centro basso che taglia l'area della Juventus e sul quale si avventa Chiarugi fallendo la deviazione ma proseguendo sullo slancio verso Zoff (alla destra del portiere, in direzione del montante). La sfera dalla parte opposta è raccolta da La Palma che tocca in mezzo per Savoldi il quale fa sponda per Massa che batte Zoff con un rasoterra secco. Si vede il portiere alzare le braccia, il guardalinee sotto le tribune con la bandiera al vento, Monegali che parte deciso verso il punto in cui era rimasto, solo a fianco di Zoff e quindi in fuori gloco, Chiarugi. Offside non tanto passivo, quindi, vista la vicinanza alla porta. Ineccepibile la decisione dell'arbitro, anche se il gol del Napoli era stato bello. Ma Chiarugi ha sbagliato a restare li,  doveva rientrare o uscire oltre il fondo.

Gli azzurri sono poi comunque riusciti a pareggiare egualmente, e la Juventus ha mostrato grande forza di reazione nel ritrovare lucidità sino a tornare in vantaggio. Sul gol decisivo, Furino ha dato l'impressione di trovarsi in fuorigioco, ma anche se fosse scattato in anticipo, dalla parte opposta dell'area c'era Catellani a rimetterlo in posizione regolare. Forse seguendo Furino qualcuno non ha avuto la visione di tutta l'area, ma Beppe e la Juventus non hanno ricevuto favori.

Liberato il campo dai dubbi, si può tornare al primo minuto di gioco quando la palla è filata da Benetti a Gentile (ancora una volta decisivo il suo apporto, per la forza degli affondo sulle fasce laterali) che dalla sinistra ha fatto partire un cross sul quale si è avventato in tuffo Tardelli: bella la deviazione di testa, stupenda la risposta di Carmignani che, a freddo, è riuscito a volare sulla traiettoria della sfera per metteria in angolo. Lo show iniziale della Juventus è cominciato cosi, con azioni su azioni nelle quali si facevano notare più di tutti, assieme a Gentile, Cuccureddu, Bettega (importante il suo recupero in extremis), Benetti che avrà poi del momenti di calo, Tardelli il quale a gioco lungo si è mostrato via via più affaticato e lento di riflessi, e Scirea.

Preso d'assalto da una Juventus che avanzava con a con gioco largo, potente, il Napoli mostrava subito la corda. Vavassori si batteva con concentrazione su Causio, e se anche riusciva a intimidire in alcune occasioni il barone. I bianconeri avevano altri canali per portare avanti le loro offensive. Gli azzurri sembravano sballottati, come soggiogati. Solo il vecchio indomito Burgnich non accettava di sentirsi inferiore, mentre Chiarugi davanti non aveva ancora iniziato le sue manfrine e Savoldi confermava di essere davvero caduto in fondo al pozzo, in quanto a rendimento scadente. Così i bianconeri dilagavano, Bruscolotti faticava su Bettega anche se Catellani marcava bene Boninsegna. Zoff bloccava un tentativo da lontano di Massa, poi era Gentile a sfiorare il gol con una botta trasversale dalla sinistra che finiva sul fondo dopo avere lambito il palo opposto. Al quarto d'ora il gol: centro stavolta da destra di Gentile, sempre lui, scivolone di Vavassori davanti a Causio il quale sfiorava solo la palla che Bettega deviava di testa in gol, con un tuffo che gli causava il riacutizzarsi del dolore all'anca.

Tre minuti dopo partiva dal tre-quarti Benetti, e giunto al limite piazzava una staffilata bassa che era respinta dal montante alla destra del battutissimo Carmignani: Bettega si avventava per raccogliere il rimbalzo, ma era anticipato da Bruscolotti che liberava alla meglio, Zoff non tratteneva un tiro di Massa. Chiarugi cercava di approfittarne ma era preceduto da Cuccureddu, poi la Juventus si portava di nuovo in avanti. Finiva fuori di poco una perentoria capocciata di Bettega, poi lo stesso Bettega si vedeva regalare clamorosamente una palla gol dagli avversari: la serviva a Boninsegna che era stoppato sul tiro da Catellani. Ancora un tentativo di Benetti dal limite, poi cominciava a grandinare e nell'uragano avanzava Burgnich che trovava un corridoio in cui lanciare Savoldi. Morini era saltato, ma mentre l'ex bomber cercava di aggiustarsi la palla arrivava Furino in recupero a sbrogliare una situazione delicata.

Chiarugi invocava poi un rigore (che non esisteva), beccandosi la regolare ammonizione, quindi i finale del tempo era ancora della Juventus (tiri di Tardelli e Causio fuori di poco). La ripresa era subito più equilibrata, il Napoli invitato dai larghi gesti di Pesaola in panchina lasciava da parte ogni timore e partiva spesso all'attacco, soprattutto riusciva a comandare il gioco a centrocampo dove I bianconeri tiravano il fiato, perdendo efficacia, Bettega non intuiva al 6 un bel velo di Boninsegna su centro di Scirea, rispondeva subito Chiarugi con un lungo lancio sul quale Vavassori nel tentativo di smorzare la palla per Savoldi finiva per consegnarla a Zoff. Salvava Vavassori all'11 su centro dal fondo di Causio, finiva a lato un bel pallone chiuso da Bettega sul palo opposto, poi arrivava il gol annullato del Napoli.

L'ammonimento non bastava alla Juventus, il gioco non fluiva piú come prima ma era tutto sussulti e imprecisioni. Si incattivivano gli scontri e al 34' il Napoli pareggiava. Corner dalla destra calciato con forza, a rientrare, da Chiarugi. La palla prendeva velocita anche per il vento, evitava il difensore bianconero sul primo palo, cadeva quasi davanti a Zoff dove Massa era lesto a deviarla. Pareva la beffa per la Juventus, ma i bianconeri ritrovavano energie e lucidità per tornare sotto, lottare su ogni pallone, arrivare al successo con Furino.

Vittoria con il cuore in gola quindi, ma la convulsa ripresa non cancella il limpido primo tempo. E ormai questione di nervi, non lo si dice da oggi, più che di gioco e di energie. La Juventus ha patito come il Torino contro il Verona: se nel primo tempo fosse arrivato il raddoppio, meritato, il secondo tempo non sarebbe stato così teso e drammatico. Due punti sofferti, importanti. Adesso I bianconeri aspettano notizie da Roma, e l'arrivo del Bilbao.

Bruno Perucca




Pissi, Pissi, Bilbao, Bilbao

IL TEMA DEL CAMPIONATO è sempre quello: spareggio-sì o spareggio-no? Il romanziere di "Paese Sera" Aldo Biscardi, dopo aver visto all'opera il Torino contro la Lazio, ha detto che le possibilità di uno scudetto-spareggio si assottigliano, perché i campioni d'Italia hanno mostrato con "chiarezza brutale" una preoccupante "involuzione atletica", specie a centrocampo. Ma il presidente Pianelli non vuole sentir parlare di stanchezza. Dice che a quell'età è assurdo: 
"non sono stanco io che ho quasi sessant'anni e ogni domenica tiro più calci delle due squadre messe assieme".
Però Pianelli si limita a tirar calci in tribuna (a Roma aveva a fianco Gianni Agnelli che sperava nella sconfitta del Toro) non deve far la spola come Sala e Zaccarelli. In attesa del finale thrilling invece Giovanni Arpino è andato a perlustrare Torino 
"capitale del calcio: una città, uno scudetto, una febbre". 
Al mercato di Porta Palazzo ha ascoltato la giullarata di un venditore di acciughe che gridava così: 
"buone per la gola, buone per il fegato, meglio della pillola contro l'aborto. Carne dei poveri, funziona anche per i tamburini dello stadio. Le amava la Callas, amatele anche voi. Valgono lo scudetto: checché ne dica Arpino, lo vincerà il Torino checché ne dica Perucca, la Juve se lo cucca, checché ne dica Panza, ne avremo ancora ad oltranza. Ehi, donne..." 
e una anziana signora amica, ha telefonato al successore di Vittorio Pozzo per comunicargli che sa già chỉ vincerà lo scudetto. Però ha aggiunto: 
"ma mi fa pena chi perderà, non è giusto, è inumano, scrivete che è inumano, altri due anni così, o anche uno solo e andremo tutti al Cottolengo". 
Secondo Arpino finiamo di andare tutti al manicomio anche per la reclame, sempre più erotizzante. L'autore di "La suora giovane" se l'è presa con la fanciulla che ha prestato i suoi dolci glutei per pubblicizzare i jeans. Le ha chiesto con un epigramma: 
"cosa vuoi dirmi, o bambinaccia/col tuo didietro?/ che è riaperta la caccia?". 
E l'ha severamente ammonita: 
"chi di sé fa mercato/ o bambinaccia,/ finisce nell'usato/perso il didietro,/ non ritrova la faccia". 
Ma il discorso potrebbe valere anche per tanti calciatori di nostra conoscenza.

JUVENTUS-NAPOLI: 2-1
La Signora non gradisce lo spareggio

BETTEGA è stato esplicito: la moviola ha dimostrato che la Juventus non ha rubato nulla. Alla "Domenica Sportiva" si è visto in maniera inequivocabile che: 
1) il gol di Massa andava annullato perché Chiarugi era in fuorigioco; 
2) il gol del pareggio del Napoli è nato da un corner inventato dall'arbitro, perché Furino non aveva toccato il pallone; 
3) Furino quando ha realizzato il gol-vittoria era in posizione regolare, perché davanti a Carmignani c'era Catellani. 
Carlo Sassi ha anche avuto l'impressione che, prima, Tardelli avesse commesso fallo su Chiarugi: ed è questo forse, l'unico neo dell'arbitraggio di Juve-Napoli. Eppure Massa ha dichiarato che la Juventus ha giocato in 12 e "Il mattino" di Napoli ha raccontato in prima pagina: 
"la Juve con l'aiuto dell'arbitro batte il Napoli a 4' dalla fine". 
Giuseppe Pacileo ha scritto: 
"la Juve più forte in tutto... pure nell' arbitro". 
Il vittimismo è stato alimentato anche dal "Corriere della Sera". Il napoletano verace Gianni De Felice è stato categorico: 
"la Juve scippa due punti», 
ha parlato di un arbitro 
"profondamente ossequioso dei diritti del pubblico e della squadra di casa". 
Per fortuna non ha parlato di ossequio ai potenti, cioè ad Agnelli. Nello Paci, su "L'Unità", giornale che da lustri fa la guerra all'avvocato, ha definito la vittoria "inquinata". Per Salvatore Lo Presti (Corriere dello Sport) 
«c'e ra rigore su Chiarugi», 
su "Stadio" Gino Franchetti ha bocciato Menegali con un 5, Carlo Grandini su "il Giornale Nuovo" l'ha definito "in una giornata almeno discutibile". Invece su "Il Giorno" Gianni Brera ha dato all'arbitro 6,5, e su "Tuttosport" Pier Cesare Baretti ha assegnato a Menegali addirittura 7 e in fondo ha scritto bene Gianni Mura su "La Repubblica":
"uno può dire che è stato un furto, uno può dire che è stata una bella vittoria della Juventus, per quanto faticata, uno può dire che è stata una brutta partita. C'è solo da fare una scelta che dipende da dove si è nati o dal colore del tifo o anche da come ci si è svegliati la mattina".
Fulvio Bernardini ha confidato a Francesco Rossi del "Messaggero" che si augura uno spareggio 
"anche se è contro gli interessi della Nazionale. Uno spareggio giacchè non si può dare il titolo a tutte e due le squadre come meriterebbero" 
ma "La Stampa" - giornale di Agnelli -dice che non ci sarà, perché il Torino arriverà prima della dell Juventus. Non potendolo far dire alla redazione sportiva l'hanno fatto dire al computer. Ma Boniperti, adesso che ha un punto in più del Toro, se ne infischia anche del computer. Specie di quello manovrato dagli specialisti di fede granata. Il Napoli sta per perdere uno dei suoi tifosi più illustri: Antonio Ghirelli, Totò per gli amici. Una vita per il calcio: prima capo dei servizi sportivi di "Paese Sera", poi direttore del "Calcio Illustrato", di «Tuttosport», del «Corriere dello Sport». Lasciò il quotidiano sportivo della capitale quando l'ex-presidente dell' Inter, Angelo Moratti, gli offrì di dirigere un quotidiano economico, «Il Globo». In seguito Rizzoli gli chiese di rilanciare "Il Mondo" che era stato di Pannunzio e Benedetti. Adesso Ghirelli, tornato free-lance, teneva una rubrica sportiva, «Così per gioco», su «La Stampa».
Ma ha già annunciato che a fine campionato appenderà la penna al chiodo: 
"lascio questa rubrica in estate e non tornerò più a scrivere di sport". 
Smette perché smettono Burgnich, Mazzola, Rivera e Riva. Ha confessa-to: 
"penso che sia simpatico mollare i pappafichi con questi amici. Abbiamo fatto un sacco di strada insieme, io e loro, anche se naturalmente quando essi hanno cominciato a filare sulla cresta dell'onda, intorno agli Anni Sessanta, il sottoscritto era già un pezzo avanti nella professione e purtroppo anche negli anni. In proporzione, però, siamo quasi coetanei". 
Il revival è commosso: 
"non so, ci vorrebbe un Duvivier dei bei tempi, un bel Carnè anteguerra, per girare il film dei nostri ricordi calcistici. Ma oggi i giovanissimi non sanno neppure chi erano Duvivier e Carnè, presto non sapranno neppure chi erano Riva e Burgnich, Mazzola e Rivera. Oggi Marcel Proust scriverebbe per il cabaret, la "Maddalena" sarebbe una femminista con il seno scoperto. Il tempo perduto non usa più, la sola, ricerca che conta è quella scientifica. Anche per questo uno toglie il disturbo prima che lo costringano. L'idea sarebbe di sparire come Numa Pompilio, vivi e vegeti, d'incanto, in una nuvola". 
Sparito Totò Ghirelli, Ferlaino si augura che non decida di sparire anche Totò Juliano. Al Napoli rimarrebbe solo San Gennaro.

Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1977 nr.18




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