É il 10 Ottobre 1976 e Juventus e Genoa si sfidano nella Seconda Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1976-77 allo Stadio ‘Comunale‘ di Torino.
É un campionato dominato dalle squadre piemontesi questo. Con Torino e Juventus 'abbracciate' in un appassionante testa a testa fino a fine campionato. Alla fine trionferanno i bianconeri per un solo punto in un duello entrato nella storia.
Dall'altra parte c'é un Genoa che si dibatte nei bassifondi della classifica ma riesce ad evitare la retrocessione.
Buona Visione!
Campionato di Serie A 1976-1977 - 2 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 10 ottobre 1976 ore 15.00
JUVENTUS-GENOA 1-0
MARCATORI: Boninsegna 25
JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile, Marchetti A., Morini, Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna, Benetti, Bettega
Allenatore: Giovanni Trapattoni
GENOA: Girardi, Secondini, Rossetti, Campidonico, Matteoni, Onofri, Damiani, Arcoleo, Pruzzo, Castronaro, Rizzo
Allenatore: Luigi Simoni
ARBITRO: Lattanzi
Trapattoni: La squadra cresce
Palle-gol perlomeno cinque, gol realizzati uno. Giustizia? Certo. La bilancia, nel calcio, tiene conto solo di un piccolo particolare, i successi non si assegnano ai punti. Perciò fa rabbia a Trapattoni quel risultato stretto, striminzito, stentato. Poi esce dal rannuvolamento e sorride, consapevole e sicuro di aver fatto dono ai tifosi di due punti importanti e meritati. Dice il « Trap » circondato dai giornalisti:
« Grossa Juve, lasciatemelo dire, dopo tanto tempo di attesa. E anche nei primi quindici minuti del secondo tempo ci siamo espressi su buoni livelli. Voi obietterete parlandomi del calo, dei rischi corsi sul finire di gara. Ebbene, io sono pronto alla replica. Il calo, dopo le cadenze sostenute nella prima parte del match, era prevedibile. A questo punto della stagione, è pressoché impossibile mantenere la stessa verve e vivacità per la durata di novanta minuti. Perciò sono soddisfatto, anche perché siamo riusciti a contenere il logico ri¬ torno di fiamma del Genoa. Insomma, questo 1 a 0 mi appaga, non nella forma ma nella sostanza. Poiché se vogliamo essere obiettivi dobbiamo riconoscere la bravura di Girardi ma anche la sfortuna di Boninsegna. Su Marchetti mi limito all'essenziale. Ha svolto con concentrazione e bravura il proprio compito. Senza dubbio un match positivo ».Marchetti si concede all'intervista senza atteggiamenti divistici. Accetta i complimenti, ringrazia e poi ribatte:
« Non ho avuto difficoltà iniziali, semmai sul finire dell'incontro. Come buona parte delia squadra. Del resto, mi pare che la Juve abbia dato ed offerto tanto nel primo tempo. Sono soddisfatto, questo è certo. Spero di rendermi ancora utile alla Juventus. Il posto è di Furino, ma se la Juve dovesse avere bisogno di me sa che può contarci, tranquillamente ».Sulla crescita della squadra bianconera Romeo Benetti, che questa sera al ristorante Pala¬ dini, presso il casello di Carisio (autostrada Torino-Milano) presenterà I suoi vini di cui è eccellente cultore, si esprime con concetti molto precisi e categorici:
« Bella Juve, concordo con Marchetti, un primo tempo eccezionale. Chi non si è divertito è davvero difficile di palato. Tutti hanno disputato una buona gara ed allora come conseguenza anche il sottoscritto si è espresso su un livello superiore rispetto al recente passato. Sto crescendo anch'io. E non è finita. Un 4 a 0 era il risultato più giusto. Che sfortuna, Boninsegna ».Passa Boninsegna, dice grazie e completa la frase:
« Ho entusiasmo come un giovanotto perché ho trovato un ambiente ideale, un allenatore molto bravo, compagni eccellenti che mi mettono nelle condizioni di fare gol e bella figura ».Passa Cuccureddu, esprime ad alta voce un pensierino. Fa:
« Noi bravi, però se questo Torino comincia a vincere fuori casa... »Angelo Caroli
tratto da: La Stampa 11 ottobre 1976
Boninsegna ha bocciato Pruzzo
JUVENTUS-Genoa era stata presentata come una nuova sfida tra Boninsegna e Pruzzo, il centravanti di ieri e quello di domani. La "Gazzetta dello sport" alla vigilia, aveva accusato il presidente della Juventus di illecite trattative, scrivendo che in Lega Boniperti aveva chiesto a Fossati di vendergli subito Pruzzo, senza aspettare il 31 maggio prossimo. Un'operazione del genere nell'imminenza della partita sarebbe stata come minimo scandalosa. Boniperti però ha smentito di aver avviato trattative di mercato durante l'assemblea della Lega, e anzi dopo aver visto all'opera Pruzzo si è rallegrato di non aver sborsato i due miliardi che aveva chiesto il Genoa e di essersi limitato a un'opzione in cambio di Damiani. Anzi, si è pure rallegrato di aver ceduto Damiani per 650 milioni, perché il Damiani rivisto a Torino con la maglia del Genoa non è stato certo rimpianto dai tifosi della Juventus. Cuccureddu l'ha neutralizzato senza difficoltà. Morini poi non ha fatto toccar palla a Pruzzo, al quale nessuno dei critici presenti al Comunale nemmeno quelli di parte genovese ha osato attribuire la sufficienza. "La Stampa" ha parlato ironicamente di «oro nascosto». Semmai stupisce che su "Stadio" l'autorevole Gino Franchetti abbia dato solo 6 a Morini che ha ridicolizzato il centravanti da due miliardi ed è stato quindi giustamente esaltato da tutti gli altri giornali. Pruzzo, per difendersi, ha tentato di scaricare le responsabilità sul centrocampo. Ma Rizzo gli ha risposto per le rime facendogli notare che i centrocampisti l'hanno rifornito in continuazione di palloni, è stato lui a sbagliarli tutti. Forse perché era emozionato per la presenza di Boniperti. Per ora, comunque, alla Juventus serve più Boninsegna di Pruzzo. Siccome non ha più il regista fisso certi critici sostengono che la Juventus di Trapattoni non ha un gioco e probabilmente continueranno su questa falsariga per tutto il campionato. Ma Trapattoni, giustamente, se ne infischia. In due partite la Juventus ha preso quattro punti e marcia a punteggio pieno con il Torino di Radice. Torino continua ad essere la capitale del calcio italiano. Milano ha perso anche Rocco, Rivera e padre Eligio. Solo il training autogeno può salvare Pippo Marchioro!
Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1976 nr.42

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