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martedì 12 maggio 2026

12 Maggio 1991: Napoli - Juventus

É il 12 Maggio 1991 Napoli Juventus si sfidano nella quindicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1990-91 allo Stadio ''Delle Alpi' di Torino.

La Juventus tenta di riapproparsi dello scettro di squadra 'piú forte della penisola' con una nuova dirigenza tecnica affidata ad un allenatore del famigerato 'calcio champagne' Luigi Maifredi. Dopo un inizio di campionato incoraggiante i bianconeri naufragano tra caterve di gol presi ed addirittura a fine campionato si trovano fuori dalle Coppe Europee dopo 27 anni

Buona Visione!


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Stagione 1990-1991 - Campionato di Serie A - 15 ritorno
Napoli - Stadio San Paolo
domenica 12 maggio 1991 ore 16:00 
NAPOLI-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Silenzi 32, Alessio 54

NAPOLI: Galli G., Ferrara, Francini (Renica 7), Crippa, Baroni, Corradini, Venturin, De Napoli, Careca, Zola, Silenzi
A disposizione: Taglialatela, Rizzardi, Mauro, Incocciati
Allenatore: Albertino Bigon

JUVENTUS: (c) Tacconi, Galia, Napoli N., Fortunato D., Julio Cesar, De Agostini, Haessler (Di Canio 81), Marocchi, Casiraghi, Baggio R. (Corini 83), Alessio
A disposizione: Micillo, De Marchi, Schillaci
Allenatore: Luigi Maifredi

ARBITRO: Coppetelli
AMMONIZIONI: Baggio R., Alessio, Tacconi (Juventus); Renica, Zola (Napoli)
ESPULSIONI: De Napoli 89 (Napoli)





La Juventus rimonta al San Paolo e si mantiene ancora in corsa per un posto in Uefa
Alessio sconfigge la grande paura
Il gol di Silenzi fa sognare il Napoli per 40 minuti

La Signora si riveste all'italiana e torna a sentire profumo d'Europa. Giocando, come avrebbe dovuto fare da tempo, specialmente in trasferta, ha compiuto un importantíssimo passo avanti nello spareggio Uefa del San Paolo.
Se il campionato fosse finito si dovrebbe disputare lo spareggio-Uefa con il Parma, ma mancano ancora due giornate: dovrebbero bastarle un successo in casa col Pisa e non perdere a Marasai con il Genoa per centrare l'ultimo obiettivo di una stagione negativa. 
E il punto, strameritato, non le rende pienamente giustizia anche se ha dovuto rimontare un gol di Silenzi con una prodezza di Alessio, troppo a lungo ignorato da Gigi Maifredi che l'aveva rispolverato col Milan.
Per il Napoli del dopo Maradona, privo anche di Alemao e dopo 7' dell'infortunato Francini, una brusca frenata: ma c'é voluta una Juventus piena di rabbia dopo le polemiche della disfatta contro il Milan.
Tutti si sono sacrificati. Anche Baggio. 
Il fantasista ha dimostrato di saper soffrire malgrado le carezze di Ferrara. É da un suo caparbio spunto che é scaturito il gol di Alessio. Ha superato Ferrara e sul duro contrasto di Renica non ha tirato smistando indietro la gamba, un pallone ad Alessio prima di crollare sull'erba. Questi, vincendo il tackle con Corradini, ha sparato dritto sotto la traversa, gelando il San Paolo (55'). 
Un pizzico di fortuna non guasta nel calcio e la Juventus era in credito. A Napoli ha saputo reagire, lottando su ogni pallone, coperta con i bravi Julio Cesar su Silenzi e Napoli su Careca ma non rinunciataria, facendo diga a centrocampo con il generosissimo Marocchi, con Galia che ha domato uno Zola vivacissimo, e bloccando le fasce laterali con Alessio (su Crippa) e De Agostini (su Venturini. Una Juventus umile, concentrata, con Fortunato libero, marcature strette e contropiede, affidato a Baggio e Casiraghi, preferito ad uno Schillaci acciaccato. Casiraghi, pur non essendo in gran forma, ha sfiorato il gol al 45' su cross pennellato da Haessler: la sua schiachiacciata di testa ha trovato Galli piazzato e pronto alla parata. 
Maifredi ha capito tardi che sarebbe bastato lasciare più spesso la zona nel cassetto per avere una classifica più ricca. Meglio tardi che mai. E il gol di Silenzi, alla mezz'ora, non ha niente a che vedere con lo schema. E' nato dagli sviluppi di un corner di Zola (procurato da Tacconi che aveva respinto in angolo una punizione-bomba di Renica), e da un'incornata di Careca trasformatasi in un assist per Silenzi, che di testa, in tuffo, ha insaccato. 
Sino a quel momento era stata la Juve ad assumere l'iniziativa, con un paio di pericoli per Giovanni Galli. Splendido il lancio di Baggio per Haessler che al volo, di sinistro, mancava di un metro il bersaglio. E due minuti dopo il portiere respingeva una punizione del tedesco molto attivo ma a volte, pasticcione. Il rendimento di Haessler, come quello di Baggio, è cresciuto nella ripresa, consentendo alla Juventus di sfiorare il successo. Gli azzurri si erano avvicinati a Tacconi una sola volta, su spunto di De Napoli poco preciso nella conclusione. L'1-0 di Silenzi, che era a digiuno da un mese, galvanizzava il Napoli e la sua folla. 
Una spinta di Fortunato in area sullo stesso Silenzi faceva gridare al rigore, ma Coppetelli, ritenendo che il bomber avesse bocciato con l'avversario, lasciava correге. 
L'errore più vistoso, di una gara nel complesso sufficiente, l'arbitro lo commetteva al 38' non concedendo la regola del vantaggio a Zola ben servito da Careca nonostante la carica fallosa di Napoli. 
E a un minuto dal termine, su segnalazione del guardalinee, espelleva De Napoli, reo di aver altercato con Marocchi, rendendo ancora più pesante il bilancio degli azzurri di Bigon. Sabato, all'Olimpico, nell'anticipo con la Roma, il Napoli si giocherà gli ultimi spiccioli di una stagione fallimentare.

Bruno Bernardi





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sabato 10 gennaio 2026

17 Maggio 1981: Napoli - Juventus

É il 17 Maggio 1981 e NapoliJuventus e si sfidano nella quattordicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1980-81 allo Stadio 'San Paolo' di Napoli.

La Juventus si appresta a vincere il suo diciannovesimo tricolore con una squadra che sembra aver pochi punti deboli. Il Napoli vive una gran bella stagione. Allenati da Rino Marchesi (che tra qualche anno sará protagonista anche nella Vecchia Signora) per molti mesi i partenopei sembrerebbero' i veri candidati ad essere l'anti-juve. Invece una serie di sconfitte nelle ultime partite del campionato risucchiano il 'ciuccio' verso un comunque onorabilissimo terzo posto finale.

Buona Visione!



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Stagione 1980-1981 - Campionato di Serie A - 14 ritorno
Napoli - Stadio San Paolo
domenica 17 maggio 1981 ore 16:00 
NAPOLI-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Guidetti autorete 64

NAPOLI: Castellini, Bruscolotti, Marangon L., Celestini (Nicolini 69), Krol, Ferrario, Damiani, Vinazzani, Musella (Palo 66), Guidetti, Pellegrini
A disposizione: Fiore, Cascione, Ciccarelli
Allenatore: Rino Marchesi

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu (Brio 58), Cabrini, Prandelli, Gentile, Scirea, Marocchino, Tardelli, (c) Causio (Verza 46), Brady, Fanna
A disposizione: Bodini, Osti, Galderisi
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Michelotti
AMMONIZIONI: Gentile, Fanna, Prandelli 28, Tardelli 30 (Juventus); Guidetti, Damiani (Napoli)
ESPULSIONI: Verza 88 (Juventus)



Le pagelle dei bianconeri e degli azzurri al S. Paolo
Zoff resta il migliore

ZOFF-Solo il suo arrivo fra i pali, prima del fischio di avvio, ha calmato i tifosi della curva, quella che era la sua curva. E, fra i pali e in uscita, ha detto al suo vecchio pubblico di essere sempre il migliore. Concentrazione, scatto, tutto il bagaglio intatto. Inutile andare nei particolari del match. Zoff l'ha dominato prima con la sua personalità e poi con le sue mani. 
CUCCUREDDU - Un banale incidente
l'ha tolto dalla mischia al 10' della ripresa quando ormai aveva preso le misure di Pellegrini e l'aveva completamente domato. Gli ha concesso una palla-gol nel primo tempo soltanto quella, poi è stato il solito marcatore efficace.
CABRINI-Ha preso in custodia Damiani, lo ha sfiancato in durissimi corpo a corpo ed è riuscito come sempre davanti per sostenere l'attacco con frequenza.
PRANDELLI-Ha preso sul campo la posizione solita di Furino, con un gioco oscuro ma efficace, un lavoro di frangiflutti che a gioco lungo si è fatto sentire.
GENTILE-Ha iniziato su Musella, quindi ha avuto abbastanza libertà per tutta la partita per la posizione arretrata dell'avversario che pensava di dover marcare per tutto il match. Buoni spunti in avanti, cross utili per l'attacco, la consueta generosità.
SCIREA Difensore ma anche centrocampista, ha spesso dato una mano al fraseggio di Brady e di Tardelli, senza dimenticare i doveri di copertura a Zoff.
MAROCCHINO Una partenza molto brillante, un secondo tempo giocato più di sacrificio, ma con grande concentrazione. Nettamente migliore che non la settimana prima contro la Roma.
TARDELLI - Ha giocato a sprazzi, ma quando è partito in affondo ha fatto sentire la sua potenza atletica, come in occasione del gol. A parte il merito di Verza o la deviazione di Guidetti, è stato lo slancio di Tardelli che ha propiziato un gol che potrebbe aver deciso la stagione.
CAUSIO E partito bene, con un gioco brillante, forse per convincere la piazza napoletana dopo le ultime voci di un suo possibile trasferimento al Sud. Purtroppo gli son rimasti solo 45', una scelta tattica per rafforzare il centrocampo lo ha tolto dalla partita
BRADY-Meno brillante che in altre occasioni, comunque molto continuo, redditizio, ha tenuto una posizione piú arretrata per fare da filtro e non soltanto da rampa di lancio per le punte.
FANNA-Uno dei migliori sul piano della combattivita e dell'impegno, in particolare nella ripresa, quando ha ripiegato a centrocampo sacrificandosi in un lavoro d'interdizione molto utile ai compagni.
BRIO-Ormai Trapattoni ha piena fiducia in lui e nel finale difensivo bianconero la sua potenza atletica si è fatta valere.
VERZA-E entrato in campo nella ripresa in sostituzione di Causio, ha rinvigorito il centrocampo, ma non ha fatto mancare il suo apporto offensivo. Pronta l'intuizione nel deviare il centro di Tardelli, e un po' di fortuna nell'aver trovato la collaborazione decisiva di Guidetti per battere Castellini con il gol vincente.

Castellini, brutta giornata

CASTELLINI Nervoso, impreciso gia nei primi interventi e anche sfortunato in occasione del gol subito con la collaborazione di Verza e del suo difensore Guidetti. Una brutta giornata per il giaguaro.
BRUSCOLOTTI Ha cercato di imporsi di forza a Fanna, ha vinto dei duelli, ma ha anche faticato moltissimo. Una partita senza squilli
MARANGON Ci si aspettava di più da lui come spinta offensiva, anche se la sostituzione di Causio fa pensare che Trapattoni la temesse in modo particolare. Soltanto nel finale il terzino si e fatto vedere in avanti con la solita grinta.
CELESTINI Sostituito nella ripresa con Nicolini, perché esausto, il giovane partenopeo ha confermato comunque di essere una delle più interessanti novità del campionato per continuita d'azione e luciditá.
KROL-Ancora una volta ha fatto da balia alla squadra, tenendo le fila della difesa e cercando di appoggiare l'attacco del finale quando il Napoli era in svantaggio.
FERRARIO E corso dietro a Marocchino per tutto il fronte dell'attacco, ma ha faticato non poco, come sempre quando non ha un punto di riferimento più stabile al centro dell'attacco avversario.
VINAZZANI - Una prova generosa, molto combattiva, una spinta costante, ma senza troppa lucidità nei passaggi.
MUSELLA Ha delle qualita, ottima tecnica, ma la tattica di Marchesi l'ha costretto a fare da frangiflutti a centrocampo, togliendogli la possibilità di farsi luce in avanti.
GUIDETTI-Una partita generosa, combattiva come sempre fra difesa e centrocampo, e per lui l'amarezza più grande di avere determinato il gol ingannando Castellini con l'involontaria deviazione sul tiro di Verza.
PELLEGRINI - Due o tre buoni spunti, una palla lavorata molto bene e messa a fil di montante. Molto chiuso prima da Cuccureddu e poi da Brio.
NICOLINI-PALO Entrati nel finale, hanno dato una mano al pressing avversario senza peraltro risultare determinanti, Palo si e anche infortunato, scomparendo nel finale del match. 

MICHELOTTI - All'ultima grossa partita di serie A (gli resteranno ancora due incontri di B prima della fine della carriera) ha diretto con la preoccupazione di calmare gli animi, di portare in porto la partita. C'è riuscito. anche a prezzo di qualche ammonizione che è parsa sin troppo severa. 

Bruno Perucca




La Roma resta tenacemente nella scia e fa ancora balenare la possibilità di uno spareggio. Ma la clamorosa vittoria di Napoli ha ormai portato i bianconeri a un passo dal diciannovesimo scudetto. L'ultimo ostacolo è quella Fiorentina che ha già fermato (sul loro campo) sia Roma che Napoli e ha conti in sospeso...

Juve 18 e mezzo

NAPOLI. Questa volta è toccato a Trapattoni pescare il jolly: cosí, nella guerra dei tre maghi, si è messo alla pari. Già ci erano riusciti Liedholm, un maestro, e Marchesi, allievo precoce: dentro Faccini, oppure Palo e subito gol. Il Trap si è preso la rivincita nella smazzata più importante: ha giocato la carta Verza, al posto di un Causio che andava illanguidendo i suoi estri appena ritrovati sotto il cocente sole di Napoli, e Verza, schiumante rabbia repressa, ha offerto alla Juve la vittoria più importante. Tutta Napoli andava vivendo lo straordinario evento: i novantamila del San Paolo, luccicanti di azzurro nel sole e gli altri fuori, con radio e amplificatori che facevano rimbombare la voce di Ameri sui lungomari e nei vicoli. Al gol di Verza, lo slancio popolare si è afflosciato mestamente su se stesso, come un tubolare bucato da uno spillo maligno. Mancava ancora quasi mezz'ora, eppure a tutti il destino è apparso segnato: da queste parti una lunga assuefazione alle disgrazie ha reso presaghi infallibili delle cattive notizie, Sino a quel punto era stata partita vera: certo non bella di ripetute squisi-tezze tecniche, o particolarmente prodiga di emozioni mozzafiato. Ma autentica contrapposizione di uomini e di schemi, niente a che vedere con la indecorosa rissa d'osteria di Torino. All'indomani di quella recita invereconda, erano spuntati i soliti difensori d'ufficio: quando la posta assurge a tali livelli, inutile pretendere il fair-play, mazzate ci vogliono e chi picchia più forte vinca. A sette giorni di distanza, la smentita ovvia: a calcio si può giocare nei propri limiti, ovviamente anche quando in palio c'è l'obiettivo massimo, una stagione intera. Però non trascuriamo Michelotti, vecchio, impagabile drago giunto a un reclamizzatissimo (ma siamo sicuri?) passo d'addio. Per un arbitro l'autorità è come il coraggio: se non ce l'ha, non se la può dare. Michelotti, che ce l'ha (e ha anche coraggio, se è per quello) ha giocato col fuoco della partita con istrionica bravura. Ammonizioni psicologiche, richiami diretti, un colloquio sempre in atto coi giocatori, stimolati al rispetto del copione. Persino i ribelli riottosi si sono assoggettati al giogo: e il mattatore di Parma ha finito campeggiando, senza neppure troppa fatica, in un ambiente ricondotto alla sua serenità istituzionale.

DICA DICIANNOVE, Che lo scudetto sia ormai della Juventus, lo dicono tutti meno, naturalmente, i bianconeri, tanto fiduciosi e persino spavaldi prima del proibitivo passo di Napoli, quanto divenuti cauti e sospettosi a vittoria ottenuta. In realtà, se questo pazzo campionato conserva un filo di logica, è difficile immaginare una soluzione diversa. La Roma ad Avellino è destinata a incontrare perlomeno le medesime difficoltà della Juve contro i viola (la maggior caratura tecnica della Fiorentina è bilanciata dal fattore campo e dagli stimoli dell'avversario, in area di salvezza): il punto in più in classifica dovrebbe essere, a questo punto, un usbergo piuttosto rassicurante. Per una squadra, oltretutto, che ha dimostrato inossidabile tenuta: proprio nel finale di campionato, sulla Juventus si sono abbattute contrarietà di ogni genere e sempre la reazione è stata pronta, rabbiosa, ef-ficace. Giocare senza Bettega e Tardelli contro la Roma; senza Bettega e Furino a Napoli, è vantaggio non indifferente concesso alle avversarie dirette. Eppure la Juve ha raccolto tre punti su quattro, nella giostra dello scudetto, e ha nello stesso frangente eliminato un concorrente e mantenuto le distanze dall'altro. E' l'impagabile forza dell'esperienza: intesa come abitudine alle battaglie di vertice, agli stimoli, ma anche alle corrosioni delle snervanti vigilie, delle atmosfere arroventate, delle polemiche astiose. La Juventus è passata come una salamandra sotto il fuoco incrociato: a Napoli si è attestata in un albergo del centro, ha subito alla vigilia - l'aggressione (calcolata) del tifo contrario, ma il giorno dopo, sul campo, ha domato avversari e spettatori con una impagabile sere-nità d'animo. Che non sia degna del titolo, possono sostenerlo sol-tanto rivali delusi e critici imbot-titi di pregiudizi.

PERO', DE SISTI... E tuttavia, se sull'ultima giornata si allunga l'ombra del thrilling (e non soltanto nel-l'intricatissimo settore di coda), qualche motivo c'è. La Fiorentina di De Sisti ha perduto la sua pri-ma partita e poi non ne ha perdute più: e la serie è arrivata già a quattordici. Quella prima partita era con la Juventus. Picchio debuttava, pieno di tremori, su una panchina bollente. Aveva giocato con cauta saggezza le sue carte, imbrigliate sullo zero a zero le velleità non eccessive di una Juve convalescente. Poi, la stilettata di Tardelli, dritta al cuore. E per la Fiorentina lo strapiombo di un dramma sportivo, dal quale si è risol-levata passo a passo, sino ad as-surgere al ruolo di squadra più in forma del torneo, di andare a pa-reggiare a Roma e a Napoli e di lanciare, adesso, una stuzzicante sfida ai quasi campioni. Nel suo ruolo di arbitro dello scudetto, la Fiorentina ha sin qui seguito un metro implacabile, uguale per tutti, persino nel punteggio. Se lo scudetto numero diciannove della Juventus, è per ora soltanto lo scudetto numero diciotto e mezzo, è proprio per la considerazione che la Fiorentina merita. Che poi Picchio sia romano è un tocco di sen-timento, uno svolazzo nel copione, l'ultima preziosità di una stagione memorabile. 

Adalberto Bortolotti
tratto dal Guerin Sportivo anno 1981 nr.21 






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lunedì 1 dicembre 2025

1 Dicembre 2017: Napoli - Juventus

É il 1 Dicembre 2017 e NapoliJuventus si sfidano nella Quindicesima Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A TIM 2017-18 all' 'Allianz Stadium' di Torino.

La squadra di Massimiliano Allegri si aggiudica ancora lo Scudetto. Sará il 36esimo titolo

Dall'altra parte ci sono i napoletani che danno filo da torcere ai bianconeri fino alle ultime giornate; saranno 'solo' quattro punti a dividere le due squadre alla fine del campionato.

Buona Visione! 



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Stagione 2017-2018 - Campionato di Serie A - 15 andata
Napoli - Stadio San Paolo 
Venerdì 1 dicembre 2017 ore 20.45
NAPOLI-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Higuain 13

NAPOLI: Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Mario Rui (Maggio 76), Allan (Zielinski 67), Jorginho, Hamsik, Callejon, Mertens, Insigne (Ounas 76)
Allenatore: Maurizio Sarri

JUVENTUS: Buffon, De Sciglio (Barzagli 83), Benatia, Chiellini, Asamoah, Douglas Costa (Cuadrado 79), Khedira (Marchisio C. 67), Pjanic, Matuidi, Dybala, Higuain
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Orsato



A decidere il big match el S. Paolo è la rete del grande ex che porta la Juve a -1 dalla vetta (aspettando la partita dell'Inter contro il Chievo). Per gli azzurri è la prima sconfitta in campionato. 

NAPOLI - La prima certezza del campionato, cioè il Napoli favorito per lo scudetto, forse era un’illusione ottica o magari soltanto un giudizio precipitoso. La Juve dice che no, non è così, non ancora. E lo dice con un gol di Higuain, caduto dentro la partita come uno di quei meteoriti che uccisero tutti i dinosauri. Non doveva neanche giocare, il Muzio Scevola bianconero, e invece con la sua mano fasciata ha comunque stretto il Napoli alla gola, l’ha sollevato di peso e l’ha messo nell’armadietto dello spogliatoio. Si era preso oceani di fischi, Higuain, già durante il riscaldamento, quando ha guardato il pubblico e si è toccato l’orecchio come a dire “fischiatemi di più, non vi sento”. L’accoglienza urticante e inevitabile dello stadio intero è diventata, per il centravanti ferito come un leone (il dolore lo acceca, si sa, e lo rende tre volte più feroce) una specie di doping. Così la trama è stata rispettata, e scritta come peggio il Napoli non poteva immaginare: forse a Insigne e Callejon è stato fatale quel selfie con Matteo Salvini che è pure milanista, una specie di bacio della morte. In classifica rimane solo un punto in più: il campionato non soltanto non finisce, ma riparte da qui.

Napoli in nero contro Juve in giallo, chissà perché questa assurda confusione di tinte, ormai il nostro calcio non rispetta neppure i dettagli cromatici fondamentali. E la Juve si prende subito il campo, tagliando al Napoli ogni spazio per i famosi triangoli brevi e svelti che ne intessono il gioco. Tanti gli errori, anche banali, anche dei bianconeri che però mostrano una ferocia diversa, in Higuain specialmente. Il suo gol, così atteso e presente in ogni angolo dell’ormai infinita storia tra Napoli e Torino (una serie tv, ormai) arriva presto, 12 minuti e qualche secondo appena, arriva per errore altrui (clamoroso buco difensivo, assoluta solitudine concessa al Pipita) e per somma bravura sua: lo stop a seguire sul passaggio di Dybala è magistrale, del tutto perfetto il tiro che trova il giusto pertugio. Seguirà una plateale rappresentazione teatrale, la mano a visiera per scrutare la tribuna lassù, dove il perfido presidente De Laurentiis (perfido per Higuain, s’intende) alza gli occhi al cielo e si sente ancora buggerato dal suo core ‘ngrato (7 gol nelle ultime 7 partite, è in formissima anche con la manona malata), beffato all’infinito.

Gonzalo Higuain subito dopo il gol con cui ha portato in vantaggio la Juventus al San Paolo ha esultato mettendosi la mano all'orecchio per rispondere ai cori di insulti da parte dei tifosi del Napoli. Mentre correva esultando si è poi diretto verso il lato del campo che dà sulla tribuna autorità e si è portato la mano sulla fronte per scrutare la tribuna, probabilmente in un gesto di contestazione verso il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis.

Se la narrazione è scontata, l’interpretazione è più che intensa. Per oltre mezza partita è come se la Juve fosse adulta e il Napoli ragazzino, precipitoso nella ricerca delle conclusioni anche da lontano, fuori sintonia con la propria collaudata attitudine al merletto. Gira lento il pallone del Napoli, prevedibile nel disegno mentre la Juve colpisce di rimessa, sfiora il raddoppio e poi concede un paio di occasioni a Insigne, una addirittura di testa, sulle quali Buffon è vigile come un ventenne. Mentre Sarri grida alla sua squadra di stare calma, lo stadio San Paolo mostra di patire a tal punto Higuain da esultare quando costui incespica. E più lo fischiano, più lo dileggiano, più il centravanti si moltiplica: lasciarlo stare sarebbe stato più saggio.

La Juve concede all’avversario più spazio nella ripresa, il Napoli insiste, cerca lo strappo dentro una trama che però i campioni d’Italia sanno cucire come nessuno, con ritrovata solidità. A volte sembra che i bianconeri siano un po’ stanchi, in realtà sanno abbassare il ritmo della sfida rischiando poco, anche se un contatto in area tra Chiellini e Mertens al 65’ potrebbe creare grane ma il rigore non c’è, neppure per il Var. E neppure il raddoppio juventino tre minuti dopo, soltanto perché Reina trova una parata incredibile su Matuidi. Il Napoli sente che la notte si sta mettendo proprio male, tenta di darle scossoni, Insigne al 73’ avvicina molto la palla a Buffon ma non quanto basta e poi si fa anche male scontrandosi col portiere (il piccolo attaccante dovrà uscire, lui che è quasi sempre il più pericoloso). Non c’è verso, la Juve recupera 3 punti di svantaggio su 4, il Napoli resta primo ma con qualche sicurezza in meno. Il romanzone non ha deluso.


 


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