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giovedì 22 ottobre 2026

22 Ottobre 1975: Borussia Mönchengladbach - Juventus

È il 22 ottobre 1975 e Borussia Mönchengladbach e Juventus si sfidano nella gara di andata degli ottavi di finale della Coppa dei Campioni 1975-76  al 'Rheinstadion' di Düsseldorf (Germania Ovest).

Mentre in campionato i bianconeri battagliano fino all'ultimo con i cugini granata per la vittoria dello Scudetto, le gare in Europa sono ardue e ostacoli difficili da superare. Contro i tedeschi (nel loro momento più roseo della loro storia) sarà un'eliminazione cocente.

In Serie A la Juventus deve cedere lo scettro al Torino che vince così il suo settimo tricolore.

Buona Visione!




borussia




Stagione 1975-1976 - Coppa dei Campioni - Ottavi, andata
Düsseldorf - Rheinstadion
mercoledì 22 ottobre 1975 ore 20:00
BORUSSIA MÖNCHENGLADBACH-JUVENTUS 2-0
MARCATORI: Heynckes 27, Simonsen 36

BORUSSIA: Kleff, Vogts, Schaeffer, Wittkamp, Bonhof, Danner, Simonsen, Wimmer, Jensen, Stielike, Heynckes
A disposizione: Klingen, Hannes, Koeppel, Wohlers, Del'Haye
Allenatore: Udo Lattek

JUVENTUS: Zoff, Spinosi, Gentile, Furino, Morini, Scirea, Cuccureddu, Tardelli, (c) Anastasi, Gori S. (Altafini 78), Bettega R. 
A disposizione: Alessandrelli, Marchetti A., Damiani
Allenatore: Carlo Parola

ARBITRO: Wurtz (Francia)
AMMONIZIONI: Scirea 49 (Juventus)



Ecco il Borussia di Mönchengladbach 
Juventus-Borussia Mönchengladbach: un confronto degno della finale. Per i bianconeri ben diffidati, il sorteggio poteva riservare un avversario più difficile, Dinamo Kiev a parte. La squadra attualmente campione di Germania è da circa cinque stagioni ai vertici della scena europea e più del Bayern di Beckenbauer rappresenta attualmente il meglio del calcio tedesco, campione del mondo. 
Nella storia di questa società, fondata il 1° agosto del 1900, il capolavoro delle vittorie si trova nelle ultime pagine e fa parte dell'attualità. Soltanto undici stagioni fa il Borussia militava nella II Divisione e non godeva di molta popolarità se non per aver vinto abbastanza sorprendentemente la Coppa di Germania del 1960. Dal 1966-67 ha avuto inizio la scalata del Borussia alle posizioni di prestigio in campo nazionale, raggiunta nel 1969-70 con la vittoria del primo campionato, affermazione ripetuta nella successiva stagione.
In campo europeo, dopo i tentativi nelle Coppe dei Campioni e delle Coppe frustrati dalle due squadre di Milano, consacrazione nella Coppa UEFA 1974-75, mancata di poco nel 1972-73 di fronte al Liverpool.
Fiore all'occhiello del Borussia delle prime affermazioni era Gunter Netzer, il biondo fuoriclasse, passato nel 1973-74 al Real Madrid, che con le sue irresistibili proiezioni in verticale travolgeva le difese di Germania ed Europa. Oltre a Netzer, le pesetas spagnole hanno portato via alla squadra di Mönchengladbach anche Hennes Weisweiler, creatore della squadra e considerato attualmente come il miglior tecnico d'Europa, passato alla guida del Barcellona di Cruijff e Neeskens all'inizio della presente stagione. 
Attualmente la squadra è condotta da Udo Lattek (classe 1935), ex del Bayern, col quale ha vinto il campionato nel 1972-73 e nel 1973-74 e la Coppa dei Campioni sempre nel 1973-74. A metà della scorsa stagione, Lattek fu cacciato all'italiana dai dirigenti della squadra di Monaco che gli attribuirono la responsabilità dello scarso rendimento di Beckenbauer, Maier, Müller e compagni. Da poche settimane alla guida del Borussia, il successore di Weisweiler si è già preso una prima rivincita il 20 settembre scorso, quando la squadra da lui diretta ha strapazzato Beckenbauer e soci per 4 a 1. 
La formazione tipo è composta da:

Wolfgang Kleff (16-11-1946), portiere, m. 1,80, kg. 72. Germania secondo solo Sepp Maier possiede mezzi atletici notevolissimi, ma non è molto costante nel rendimento. Ha giocato 6 volte in Nazionale A e una in B.
Bertie Vogts (30-12-1946), difensore, m. 1,86, kg. 67 È il capitano della squadra. Uno dei beniamini dei tifosi tedeschi, eletto calciato re dell'anno nel 1971. Campione del mondo e d'Europa ha 65 presenze nella Nazionale A e 3 nelle Juniores. Duro, grintoso, combattente irriducibile, non dà spazio all'avversario. L'unico difensore che durante la Coppa del Mondo 1974 sia riuscito a neutralizzare Cruyff.
Hans Klinkhammer (23-8-1953), difensore, m. 1,86, kg. 75. Uno dei giovani della squadra. Grazie alla statura, eccelle nel gioco di testa. Può essere impiegato sia da terzino che da stopper.
Hans-Jürgen Wittkamp (23-7-1947), difensore, m. 1,77, kg. 71. In origine uomo di centrocampo, sa inserirsi con pericolosità in attacco. Conta una presenza nella Nazionale Juniores.
Rainer Bonhof (29-3-1952), difensore, m. 1,80, kg. 74. Un giocatore dalle grandi risorse atletiche e tecniche può essere impiegato in qualsiasi ruolo della difesa o del centrocampo. Punto di forza della Nazionale, nella quale conta 13 presenze, oltre a 5 nelle Juniores, ha fatto parte della squadra vincitrice della Coppa del Mondo del 1974. Vittima della sua dirompente vitalità, incorre frequentemente in squalifiche (6 giornate in una volta sola nella passata stagione) ed infortuni. Contro la Juventus sarà probabilmente assente a causa della frattura a un braccio riportata nell'incontro col Bayern del 20 settembre scorso.
Dietmar Danner (29-11-1950), centrocampista, m. 1,78, kg. 65. Lanciato come terzino d'attacco (esordì in Nazionale nel 1973 in sostituzione di Braitner), si è definitivamente affermato come uomo di centrocampo. Possiede una buona tecnica individuale e molta attività'. Abilmente gioca coi calzettoni arrotolati come Sivori e Corso. Conta 2 presenze in Nazionale A, 1 in B e 6 nelle Juniores.
Herbert Wimmer (9-11-1944), centrocampista, m. 1,79, kg. 73. Era la naturale spalla di Netzer. Nel 1972, dopo il campionato europeo delle nazioni, venne giudicato il miglior mediano del vecchio continente. Pur non esprimendosi più a quegli eccezionali livelli, resta un giocatore di chiara classe europea. Campione mondiale ed europeo, conta 29 presenze in Nazionale A e 4 nelle Juniores.
Ulrich Stiellke (15-11-1954), centrocampista, m. 1,74, kg. 68. È la grande rivelazione di quest'inizio di stagione. Ha esordito in Nazionale nel recente confronto con l'Austria. Conta inoltre 8 presenze nella Nazionale Dilettanti.
Allan Simonsen (15-12-1953), attaccante, m. 1,68, kg. 58. Possiede un dribbling stretto ed insidioso, notevole senso dello smarcamento ed è un buon opportunista. Ha giocato 11 volte nella Nazionale della Danimarca.
Josef Heynckes (9-5-1945), attaccante, m. 1,80, kg. 77. Una delle migliori punte d'Europa. Ha tutte le qualità del grande goleador: colpo di testa, dribbling, tiro. Un po' incostante nel rendimento, quando è in giornata di vena è praticamente inarrestabile e segna reti a grap poli. Campione del mondo e d'Europa, ha giocato 33 volte in Nazionale A e 3 nelle Juniores. Attualmente non gode dei favori del commissario unico Helmut Schoen che gli preferisce attaccanti di gran lunga inferiori come il mulatto Kostedde o l'appena promettente Gersdorff.
Henning Jensen (17-8-1949), attaccante, m. 1,82, kg. 75. Ha già battuto Zoff in occasione dell'incontro commemorativo fra le rappresentative del nuovo e vecchio mercato comune europeo, disputato a Londra il 3 gennaio 1973. È molto abile nel gioco di testa. Ha indossato per 9 volte la maglia della Nazionale della Danimarca.
Le principali riserve sono:
Hans-Jakob Klinge (10-1-1957), portiere, m. 1,92, kg. 68. Acquistato all'inizio della corrente stagione, non ha ancora disputato gare ufficiali. 
Frank Schaeffer (6-7-1952), difensore, m. 1,83, kg. 75. È il sostituto di Bonhof. Ha giocato per 3 volte nella Nazionale Dilettanti.
Ulrich Surau (19-8-1952), difensore, m. 1,81, kg. 74. Nella scorsa stagione ha giocato 14 volte in campionato ed entrambi gli incontri di finale della Coppa UEFA.
Horst Wohlers (6-8-1949), difensore, m. 1,76, kg. 62. Acquistato all'inizio della corrente stagione, ha già esordito in campionato ed in coppa, in sostituzione del libero Wittkamp, in questo momento fuori squadra, essendo coinvolto nel processo per corruzione allo Schalke 04, formazione nella quale militava prima di giungere nel 1971-72 al Borussia.
Horst Köppel (17-5-1948), centrocampista, m. 1,76, kg. 68. Titolare fisso fino a qualche tempo fa; ha dovuto lasciare il posto alla rivelazione Stielike. Si consola reclamizzando sulle riviste illustrate il nuovo modello di parrucchino per sportivi col quale copre la precoce calvizie. Ha giocato per 11 volte in Nazionale A, 1 in B, 9 nelle Juniores e 2 nella Dilettanti.
Christian Kulik (6-12-1952), centrocampista, m, 1,78, kg. 65. Qualcosa di più di una semplice riserva; nella scorsa stagione ha disputato 24 incontri di campionato. 3 volte Nazionale Juniores.
Karl Del Haye (18-8-1955), attaccante, m. 1,68, kg. 56. Una delle speranze del calcio tedesco. Non molto dotato fisicamente, questo biondissimo attaccante possiede notevoli qualità tecniche. 
La squadra di Mönchengladbach è sicuramente molto forte ma anche assai incostante ed ha abituato i suoi tifosi a risultati imprevedibili.
Nella finale della Coppa UEFA 1974-75, dopo aver pareggiato per 0-0 il primo incontro in casa, ha travolto il Twente in Olanda per 5-1; nel primo turno della Coppa dei Campioni 1975-76 pareggio casalingo contro i modesti austriaci del Wacker per 1-1 e perentorio 6-1 a Innsbruck. 
Il fatto che il Borussia abbia in trasferta un rendimento il più delle volte superiore a quello in casa è determinato dalle caratteristiche degli uomini di centrocampo e di punta, magistrali interpreti del gioco in contropiede. In casa, contro difese che concedono poco spazio, il Borussia stenta parecchio e i suoi attacchi frontali il più delle volte si risolvono nel nulla di fatto. In trasferta, quando può giocare raccolto per poi distendersi in corali e rapidi contropiedi, il rendimento della squadra di Mönchengladbach diventa impressionante e i punteggi assumono proporzioni clamorose. La difesa, che ha il punto di forza nel piccolo ma irriducibile Vogts, è composta da elementi validi sia nell'interdizione che nell'appoggio. I tre uomini di centrocampo hanno polmoni inesauribili, buona propensione al tiro ma scarsa lucidità. L'uomo chiave è l'esperto Wimmer, il perno su cui ruota tutta la squadra, che ama inserirsi in profondità sulle fasce laterali da dove fa partire per fitti traversoni che mettono a dura prova le capacità di interdizione delle difese avversarie.
Il primo scontro tra Borussia e Juventus è fissato per il 22 ottobre, al Rheinstadion di Düsseldorf (70.000 posti), già teatro di partite della Coppa del Mondo 1974 (e di un incontro di Coppa delle Coppe con il Milan), essendo il piccolo stadio di Mönchengladbach inadeguato ad ospitare confronti di interesse europeo. Il 5 novembre a Torino l'incontro di ritorno, al quale la Juventus dovrà presentarsi dopo aver ottenuto un risultato positivo in Germania per non essere costretta ad una partita d'attacco che faciliterebbe il micidiale contropiede tedesco. La tradizione delle squadre italiane nei confronti del Borussia è attualmente favorevole: spetta alla Juventus farla restare tale, per il bene del calcio italiano da troppo tempo a digiuno di successi internazionali.

Rossano Donini
tratto dal Guerin Sportivo anno 1975




Quando Juventus e Borussia Monchengladbach sono scese sul rettangolo di gioco per affrontarsi nella fase eliminatoria di Champions League, la mente del vostro scriba, accerchiata da qualche capello bianco di troppo, è andata ad una lontana doppia sfida del 1975, per un match dell’allora cara, vecchia Coppa dei Campioni.

Esattamente 40 anni fa l’inconfondibile voce di quel meraviglioso cantore radiofonico che era Enrico Ameri raccontava di un confronto che quelle notti assunse i contorni dell’epica. I germanici a quei tempi erano lo spauracchio d’Europa, dove si dividevano la scena con il favoloso Bayern Monaco di Beckenbauer, Gerd Muller e Sepp Maier. Hans Weisweiler, allenatore carismatico e innovatico, discepolo di un calcio tutto ritmo e fisicità, tra il 1965 e il 1975 aveva forgiato una generazione di giovani talenti: Netzer il biondo, Heynckes il bomber, Vogts il mastino, Bonhof il gran cursore di fascia, atleti che nel 1974 avrebbero composto l’ossatura della Germania campione del Mondo. Il Borussia Monchengladbach vinse cinque scudetti (70/71/75/76/77), una Coppa di Germania (73), due Coppe Uefa (75/79) e fu finalista in Coppa Campioni nel 1977, sconfitto dal Liverpool di Keegan, 3-1 a Roma: impresa non da poco, in un periodo in cui il Bayern aveva esercitato la propria dittatura non solo in patria ma anche nel continente.

Il match d’andata valido per gli ottavi di finale, il 22 ottobre 1975, si gioca a Dusseldorf e sulla panchina teutonica non siede più Weisweiler, bensì Udo Lattek, strappato proprio agli acerrimi rivali del Bayern Monaco, che ha imposto uno stile di gioco più ragionato, basato sul tatticismo e il rispetto dei ruoli. E’ un tormento per i bianconeri, privati dell’apporto di Capello e Causio. Il centrocampo balla che è un piacere, i tedeschi dilagano e già il primo tempo si chiude sul 2-0 con le reti di Heynckes, zampata ad anticipare Spinosi, e Simonsen, che infila Zoff in uscita. Potrebbe andare pure peggio, il punteggio fortunatamente non cambia e lascia accesa la fiammella della speranza per la qualificazione della Juventus.

Nicola Pucci 









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