lunedì 26 ottobre 2026

27 Gennaio 1985: Atalanta - Juventus

È il 27 gennaio 1985 ed Atalanta e Juventus si sfidano nella seconda giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1984-85  allo Stadio 'Comunale' di Bergamo.

I Bianconeri sembrano più concentrati sulla Coppa dei Campioni (coppa che vinceranno nella tragica notte del Heysel) e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In testa invece c'è sorprendentemente il Verona che dopo una cavalcata splendida vince il suo primo scudetto. 

Dall'altra parte c'è l'Atalanta che termina il campionato a metà classifica, lontano dalla zona rossa della retrocessione.

Buona Visione!



Atalanta



Stagione 1984-1985 - Campionato di Serie A - 2 ritorno
Bergamo - Stadio Comunale
domenica 27 gennaio 1985 ore 14:30
ATALANTA-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Magrin 14, Briaschi 40

ATALANTA: Piotti, Osti, Gentile, Perico, Rossi G., Codogno, Donadoni, Vella, Magrin, Agostinelli, Pacione
A disposizione: Malizia, Bortoluzzi, Consonni, Fattori, Larsson
Allenatore: Nedo Sonetti

JUVENTUS: Bodini, Favero, Cabrini, Bonini (Caricola 85), Brio, (c) Scirea, Briaschi, Tardelli, Rossi P. (Vignola 71), Platini, Boniek
A disposizione: Tacconi, Limido, Prandelli
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Casarin
AMMONIZIONI: Boniek, Scirea 58, Tardelli 61 (Juventus); Osti 59 (Atalanta)






Beffati dall'Atalanta con un gol su calcio d'angolo, i bianconeri non vanno oltre il pareggio
La Juve manca il colpo del ko
Entrambe le reti nel primo tempo, giocato a tratti nella nebbia - I nerazzurri passano al 13' direttamente su calcio dalla bandierina: Tardelli si abbassa e Bodini, sorpreso, si lascia sfuggire la palla in rete Al 39' pareggio di Briaschi, poi la Juventus cerca invano il gol della vittoria

BERGAMO L'aggressivitá dell'Atalanta ha costretto la Juventus ad indossare la divisa da combattimento. Era prevedibile, del resto, che i padroni di casa si affidassero a questo tipo di disposizione mentale e tattica per ovviare, innanzitutto, alle assenze di Stromberg, Magnocavallo e Soldà, e poi per far fronte ad una squadra che si presentava con l'obiettivo ambizioso di vincere. Gli uomini di Trapattoni, infatti, non avevano alternative se volevano motivare ancora le aspirazioni al titolo.

Da tutti questi propositie nata una partita non spettacolare sul piano tecnico, ma piacevole e certamente significativa nei contenuti agonistici. Ed è scaturito un risultato di parità, che si sarebbe potuto trasformare in un successo per bianconeri se, in fase di conclusione, Rossi e Briaschi fossero stati più precisi.

Le prime complicazioni per la Juventus derivavano dal pressing caldeggiato da Sonetti, che costringeva i bianconeri a liberarsi in modo sollecito della palla, soffocati com'erano da raddoppi di marcature che l'avversario proponeva in maniera addirittura ossessionante. 

Dopo poche battute su un terreno abbastanza buono, nonostante che la neve fosse stata rimossa più volte, fino a poche ore dall'inizio, la Juventus si è dovuta adeguare per evitare l'asfissia. E con maggiore applicazione e grin-ta ha dovuto rispondere alle esigenze della partita quando Tardelli (13), consigliato chissa da quale dispettoso ge-nietto, si è abbassato improvvisamente invece di respingere la tralettoria a rientrare impressa da Magrin su calcio d'angolo, lasciando di stucco l'incolpevole Bodini. La palla, rimbalzava sulle gambe del portiere e finiva in rete.

Da quel momento gli uomini di Trapattoni hanno capito che non sarebbe bastato affidarsi alle sole risorse tecniche per avere ragione di un' Atalanta che continuava ad esprimersi in pressing.. sviluppato in ogni settore del campo con un movimento anche bello da vedersi. Boniek, Platini, Rossi, Briaschi erano inseguiti ovunque dal mastini di giornata, Osti, Perico, Codogno e Carmine Gentile. Mentre Cabrini e Tardelli soltanto di rado riuscivano a sorprendere l'avversario sulle corale di loro competenza, per altro ben presidiate da Magrin e Vella.

Facendo un po' di conti, si poteva concludere tranquillamente che la partita si sarebbe decisa in favore della squadra che avesse saputo appellarsi alla genialita, all´incisività dei propri elementi. E siccome la Juventus, in questa chiave, non dimostra certo di essere lacunosa, capitava che, appena era in grado di scuotersi di dosso quell'appiccicoso e martellante gioco aggressivo imposto dal bravo Sonetti, i lanci di Platini (ieri, però, inizialmente un po' fuori misura), l'ostinatezza lodevole e ordinata di Tardelli, la volontà di Boniek e di Bonini, e la vivacita di Briaschi creassero grattacapi a Piotti. Il quale compiva, comunque, rari interventi, dal momento che al 23´ Briaschi sbucciava una palla favorevole e che al 38' Rossi, spedito da Michel in zona gol, interveniva davvero male di sinistro.

Mentre la nebbia, comparsa improvvisamente verso il 20´, sotto la forma di un velo sottilissimo, toglieva e restituiva a suo piacimento le immagini al pubblico, Briaschi si faceva perdonare l'errore precedente e, al 39, approfittando di un velo di Rossi, di sinistro e da fuori area batteva Piotti, forse ingannato da un rimbalzo del pallone sul terreno.

Nella ripresa, la chiave del match non subiva metamorfosi. Prevaleva l´agonismo. L'Atalanta tentava sortite in contropiede con Pacione, molto ben guardato da Brio, e con gli inserimenti talvolta del bravissimo Donadoni, tal'altra di Magrin e di Vella. Ma pure la Juventus aveva stretto le maglie e non era facile per i nerazzurri trovare varchi. L'agonismo portava qualche elemento fuori misura, tanto che l'attento Casarin estraeva il cartellino giallo per ammonire Scirea, Osti, Tardelli e Boniek.

Anche nel secondo tempo, se si eccettuano una conclusione di Codogno (respinta da Scirea al 49') e un tiro di Agostinelli abbondantemente a lato (61'), le occasioni per il colpo del ko. erano ancora costruite dalla Juventus. Al 53', infatti, una punizione di Platini era respinta casualmente da Paolo Rossi, il quale al 70' veniva sostituito da Vignola;più al 65' ancora Platini calibrava sul piede di Briaschi un pallone che andava solo sospinto in rete. Ma sul bianconero rinveniva Gentile e la palla terminava di poco a lato.

Sei minuti dopo, l'asso francese, con prodezza isolata, si portava in posizione favorevole, anche se angolata, e batteva verso il palo opposto. L'azione sfumava.

A questo punto nessuno mollava piú le proprie posizioni. Era un braccio di ferro vigoroso ma non violento. Ed era pari: un punto ciascuno, che fa bene all'orgogliosa Atalanta ma che sicuramente non soddisfa in una Juventus molto viva e decisa, al punto che se ieri avesse trovato un avversario meno aggressivo, ne avrebbe fatto un sol boccone.

Angelo Caroli
tratto da La Stampa del 28 gennaio 1985






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