venerdì 24 ottobre 2025

7 Novembre 1976: Milan - Juventus

Attraverso Youtube vi offriamo un altro gustoso ricordo di questa odierna. 

É il 7 Novembre 1976 e Milan Juventus si sfidano in questa gara valevole per la quinta giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1976-77 allo 'Stadio San Sirodi Milano.

Buona Visione!



milan



Milano, Stadio San Siro
Stagione 1976-1977 - Campionato di Serie A - 5 andata
Domenica 7 novembre 1976 ore 14.30
MILAN-JUVENTUS 2-3
MARCATORI: Calloni 13, Tardelli autorete 17, Bettega R. 21, Benetti 54, Bettega R. 80

MILAN: Albertosi, Collovati, Maldera, Morini, Bet, Anquilletti, Rivera, Capello, Calloni, Bigon, Vincenzi (Gorin 71)
Allenatore: Giuseppe Marchioro

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile, Furino, Spinosi, Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna, Benetti, Bettega R.
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Menegali





"Abbiamo saputo reagire" Trapattoni commenta la "partitissima,, di San Siro
Sottolineata la forza di carattere della squadra -
"La gara col Manchester non ha lasciato segni" - Bettega ringrazia
(Dal nostro inviato speciale)  
Milano, 7 novembre. Sotto di due reti dopo appena un quarto d'ora, la Juventus recupera e vince. Che carattere, che temperamento! Il coro è unanime. Nel giro di una settimana, i bianconeri dì Trapattonl hanno liquidato tre pratiche, due di campionato (Catanzaro e Milan) e una di Coppa (Manchester United). Il tutto senza denunciare scompensi o segni dì stanchezza. Il motore ha continuato a girare rotondo, e sempre con la quinta innestata.

Ma oltre alla funzionalità, la Juventus ha dato un altro saggio di spettacolo, quasi a voler ricacciare in gola i giudizi che su di lei erano stati espressi ad inizio di stagione:
"Sì, d'accordo, squadra tosta — si diceva — arcigna e combattiva, ma con scarso contenuto estetico ».
Oggi siamo tutti a ricrederci, ad ammettere nel futuro bianconero un chiaro panorama anche in questa chiave. I suoi schemi sono spigliati, agili, mai monotoni.
A chi si complimenta con lui, Giovanni Trapattonl replica con un sorriso stanco, frutto d'una tensione durata novanta minuti.

« Tornavo a San Siro — esordisce l'allenatore — e il successo mi rende particolarmente felice. Soprattutto perché l'abbiamo meritato. Non è così? C'era nell'aria II crollo. Quei due gol rocamboleschi potevano tagliarci le gambe e mozzarci il fiato. Invece, è venuta fuori la grinta della squadra. Ha cercato iI pari ed ha voluto la vittoria. Il gioco aperto su entrambi i fronti avrà sicuramente appagato il pubblico. Sì, è stato un grosso match, anche per merito del Milan. Da anni non ricordavo partite di cosi alto valore tecnico e spettacolare ».
— Lei allenatore del Milan, con un 2-0 a suo vantaggio, avrebbe perduto il match?
« lo alleno la Juve. Non mi interessa altro ».
— E adesso vi attende un turno di riposo, molto relativo per via della maxi-convocazione di Bearzot: poi, la lunga marcia verso lo scudetto riprende. Toro e Juve, con l'interferenza del Napoli, hanno spaccato la classifica. Si tratta d'una fisionomia definitiva?
"Marciamo insieme con il Toro, a più tre di media, con dieci punti su cinque partite. La cosa mi rallegra, ma mi spaventa! Però, mi consolo pensando al carattere eccezionale del miei ragazzi. Torno sull'argomento, che mi pare essenziale. La reazione, dopo i due gol rossoneri, è stata la chiave di volta del match; e anche iI non aver perduto la calma è risultato elemento determinante. Qualcuno si chiede se avevo paura dopo lo "straordinario" in Coppa di mercoledì. Ebbene, senza fare lo sbruffone, dico che non avevo dubbi sul recupero della Juve. In allenamento, ieri mattina, m'ero reso conto che stavano bene, che era II nostro momento. Le gare ad alto livello, come quella disputata contro il Manchester, di solito lasciano il segno. Questa volta gli stimoli che ci sono venuti dal Milan hanno cancellato tutto; di qui le capacità reattive del bianconeri ».
— Primo consuntivo dopo 5 giornate?

"Appunto perché siamo alla quinta giornata non tirerei le somme. E non taglierei fuori né l'Inter, battuta dal Torino campione d'Italia, né II Milan che avete visto oggi. Certo che la classifica ci obbliga ad accarezzare certe ambizioni, io dico però che è meglio restare terra terra».
Trapattonl si allaccia la cravatta, si ravvia I capelli e ci saluta esprimendo tutta la felicità che ha in corpo. Giocatori. Il primo che ci passa accanto è Cuccureddu. Il suo commento è tutto un programma:
"Questa è una delle migliori Juventus degli ultimi cinque anni. E' robusta, ma diverte anche. Scusi, lei si è annoiato oggi? O mercoledì contro II Manchester? Del Milan non c'è nulla da dire. Mi ha deluso una volta trovatosi a condurre per due reti a zero. Si è lasciato andare un po' troppo secondo me. Ma forse è stata questa Juve divina a frastornarlo ed a fargli perdere le idee».
— Juve e Toro in fuga. Si parla già di spaccatura delle classifica. Lei cosa ne dice?
«Che è presto, anche se le apparenze sono tutte per noi e per I cugini granata»

Cuccureddu sì liscia la bazza, si abbottona la giacca e salta in pullman, accompagnato da un coro di applausi. Roberto Bettega è ricercatissimo dalla Televisione. Le sue prestazioni sono uno sfiancante e ormai consuetudinario viaggio verso II perfezionismo. In campo e durante le interviste si comporta come un calcolatore elettronico.
"Juve grande — esordisce Roberto — i due gol da me segnati sono merito della squadra, di compagni davvero bravi nel mandarmi a rete. Se oggi la Juve si è superata è perché è ben allenata ed ha un gioco utile e bello ».
Angelo Caroli



Fanno il vuoto in Campionato e il pieno in Nazionale
MILAN-JUVENTUS: 2-3
Duina è d'acciaio Marchioro è di burro

I LETTORI della "Gazzetta dello sport" hanno comprato invano il giornale con la speranza di leggere il solito reportage di Gianni Brera. Qualche mese fa l'arrivo di Brera nella rosea era stato presentato in pompa magna, con locandine nelle edicole e peana sul giornale. Stavolta nemmeno un rigo per annunciare l'uscita di Brera, che ha dato le dimissioni per incompatibilità tattica con Palumbo (secondo il Gioan della Bassa un ligure-lombardo non potrebbe mai andare d'accordo con un partenopeo di Mergellina). Si è annunciata la sostituzione di Remo Grigliè, silurato anche se aveva aumentato le vendite, e il ritorno di Giorgio Mottana, da tempo in lista d'attesa dopo aver rifiutato di trasferirsi a "Il Piccolo" di Trieste. Su Brera, nemmeno un rigo. Così va il mondo. Della partita sapete già tutto, anche perché mamma-TV ha fatto vedere mille volte il gol della settimana, realizzato da Bettega. E l'hanno fatto vedere entrambe le reti, che dovrebbero smetterla una buona volta di farsi concorrenza. I mezzibusti non sanno più cosa inventare per farsi un po' di pubblicità. "Novella 2000" ha annunciato in copertina che Mariangela Melato pianta Renzo Arbore perché si è innamorata di Maurizio Barendson. In realtà Barendson non ha alcuna intenzione di separarsi dalla fedele Liliana e la Melato, anche per continua ragioni anagrafiche a preferirgli Arbore. Ma Arbore e Barendson appartengono alla stessa trasmissione, e hanno subìto di buon grado il triangolo sentimentale, per reclamizzare "L'altra domenica". Quanto alla partita, ha stupito che il Milan abbia finito per perdere un incontro che stava vincendo, per tre a due. Il carattere della Juventus non basta a spiegare il risultato. "L'Unità" ha cercato una giustificazione tattica; 
"II Milan rifiuta il catenaccio e una splendida Juve lo rimonta". 
In fondo è vero: se invece di voler garantire lo spettacolo, Marchioro (che il "Giornale" chiama il "mago di Redefossi") avesse badato a difendersi, non sarebbe andata a finire così. Sorprende semmai la spiegazione del quotidiano comunista: 
"In vantaggio per 2-0 gli uomini di Marchioro hanno respinto le tentazioni difensivistiche che da sempre vengono messe all'origine della pochezza del nostro calcio: questi son passi avanti, anche se costosi". 
Ma Ugo Tognazzi, che è tifoso del Milan, ha garantito in TV che lui non si è divertito affatto e avrebbe preferito accontentarsi di uno squallido zero a zero invece di vedere tre gol della Juventus. I cattivi pensieri espressi da Tognazzi, ricordando il suo film, sono stati fatti anche dagli altri tifosi del Milan. Il presidente Vittorio Duina in questo periodo si sta facendo molta pubblicità (a pagamento) con inserzioni dove si legge: 
« Da vent'anni nel campo siderurgico oggi contribuisce allo sviluppo dell'economia italiana con idee, uomini, organizzazione, investimenti, in molti settori ».
Può darsi che in tali campi Duina sia veramente grande, ma il calcio milanese non l'ha rilanciato di sicuro. Quanto a Rivera, le solite discussioni tra chi è pro e chi è contro. Gino Palumbo è sempre stato un riveriano dai tempi del Corriere della sera, e Giorgio Mottana sulle pagelle ha dato a Rivera un bel 7. "Il Giorno" è da sempre stato un anti-Rivera e continua ad esserlo anche se non c'è più Brera (che potrebbe però tornare). E l'esperto di basekt Giulio Signori non gli ha dato neppure la sufficienza; 5,5. Non ha torto Rivera a dire che spesso è difficile giustificare i giornalisti. Non ce la sentiamo invece di dar torto ai carabinieri che hanno caricato i giornalisti, convinti che fossero tifosi del Milan delusi. Chissà che espressioni avevano le loro facce e si sa che i carabinieri non brillano certo per intuizione. Ma è chiaro che non volevano offendere il quarto potere (come ha sostenuto l'USSI): volevano soltanto evitare un altro pandemonio. Rivera influisce anche sull'ordine pubblico.

Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1976 nr.46




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