É il 3 Gennaio 1988 e Juventus e Torino si sfidano nella tredicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1987-88 allo Stadio 'Comunale' di Torino. É il Derby della Mole e tutta la città si mobilità.
I bianconeri sono guidati in panchina da Rino Marchesi e dopo i fasti ed i successi con Giovanni Trapattoni e Michel Platini a guidarli questi sono anni di magra. Inoltre c'é il Milan di Arrigo Sacchi che sta per iniziare la sua era d'oro. Dall'altre parte c'é il Torino che viaggia sempre tra la qualificazione UEFA e una mediocritá cronica. Infatti entrambi i club saranno ancora impegnati in uno spareggio fratricida per l'ultimo posto possibile per la Coppa UEFA.
Buona Visione!
Torino - Stadio Comunale
domenica 1 maggio 1988 ore 15:00
JUVENTUS-TORINO 2-1
MARCATORI: Tricella 29, Polster 43, Rush 88,
JUVENTUS: Tacconi, Favero (Buso 46), (c) Cabrini, Bruno P., Brio, Tricella, Mauro (Alessio 83), Bonini, Rush, De Agostini, Laudrup
A disposizione: Bodini, Vignola, Scirea
Allenatore: Rino Marchesi
TORINO: Lorieri, Corradini, Ferri G., Rossi E., Benedetti, Cravero, Fuser, Crippa, Polster (Bresciani 78), Comi, Gritti
A disposizione: Zaninelli, Lentini, Venturin, Di Bin
Allenatore: Luigi Radice
ARBITRO: Agnolin L.
AMMONIZIONI: Bonini 75, Rush 80 (Juventus); Cravero 70 (Torino)
Mauro ancora una volta migliore in campo
HA INDOSSATO L'ABITO DI GALA PER LA GRAN FESTA DEL DERBYTACCONI: 7,5 - Due parate miracolose su gran botta di Polster e su maligna deviazione di testa di Benedetti. Sul gol granata c'è un bel pastrocchio generale, ma la palla sbuca tra una selva di gambe ed il portiere ne resta sorpreso e quasi incolpevole. Ancora una volta comunque, l'estremo difensore juventino si e rivelato una sicurezza.
FAVERO: 6 — Gioca un tempo solo a guardia di Gritti. Se la cava in maniera diligente, senza grossi errori ma anche senza interventi decisivi. Viene poi sacrificato in favore di
BUSO 6. protagonista di una prova piena di buona volontà, ma ricca anche di tante ingenuità tipiche di un ragazzo poco più che diciottenne.
CABRINI 6 - Dirottato da qualche partita a centrocampo. Antonio mette al servizio della squadra la sua grande esperienza, ma un ruolo nuovo non lo si inventa dall'oggi al domani. Cosi finisce per sparire nell'anonimato, mentre la Juve in questa fase delicatissima della stagione, avrebbe bisogno più che mai della grinta del suo capitano.
BRUNO: 5,5 — Dopo la bellissima partita contro il Napoli il suo rendimento è andato calando e questa volta è l'unico bianconero a meritare l'insufficienza. Falloso e impreciso, ma anche tanto onesto da ammettere che peggio di cosi non poteva giocare.
BRIO: 6,5 — Provoca il fallo che favorisce il pareggio granata e si becca le maledizioni dei compagni. Ma è anche uno dei più continui e decisi nei momento di riproporre l'azione offensiva, vedi la caparbietà con cui recupera il pallone del gol della vittoria. Gli fanno calciare le punizioni e non si capisce bene perché proprio a lui. Vince il duello con Polster.
TRICELLA: 7 — Ecco il «libero- che tutti si attendevano. Ancora qualche incertezza nelle chiusure, ma per contro un validissimo apporto in fase offensiva. Il gol è stato un capolavoro di tempismo e di intuizione ed è il primo in assoluto che il giocatore segna di testa.
MAURO: 8 — Partita esemplare come gli capita ormai da qualche tempo. Fa dannare Radice che deve cambiargli tre volte la marcatura: un record. Manda Tricella in gol poi prosegue con estro, fantasia, classe, giocando decine di palloni senza commettere errori. E' l'anima di questa Juve alla disperata ricerca di punti «europei». La passerella finale è più che meritata.
BONINI: 7 — Sembra sempre «alla frutta» come dicono dalle sue parti, ma ieri cosa sarebbe stato il centrocampo della Juventus senza il suo inesauribile apporto? Sbuca da ogni parte ed è sempre pronto ad aiutare il compagno in difficoltà. Commette qualche errore di troppo, ma provate a contare il numero dei palloni giocati e vedrete che il suo bilancio sarà largamente attivo.
RUSH: 7 — La crescita della Juventus esalta le sue doti di grande goleador. Benedetti gli toglie il respiro marcandolo in maniera impeccabile, ma appena si distrae un attimo la «faina» si avventa e colpisce. Il gol della vittoria è un esempio di freddezza e lucidità anche se ormai mancavano solo due minuti alla fine e le forze erano al lumicino. Ed ora attende una nuova Juve per poter esplodere in maniera definitiva.
DE AGOSTINI: 6 — Dirottato da qualche partita sulla fascia sinistra, riesce ad esprimersi nella maniera migliore. Questa volta però il suo apporto è stato meno brillante del solito, è sembrato «frenato» ed incapace di scatenare la sua potenza, anche perché aveva da fronteggiare lo scatenato Fuser. Sconta mesi di fatiche bianconere ed azzurre ed anche una non perfetta condizione
LAUDRUP: 7 — La stagione si esaurisce e lui ricarica le batterie e si scatena. Parte in dribbling e fa girare la testa prima a Ferri poi a Rossi, ma gira ancora troppo al largo dall'area di rigore. Da uno come lui è invece logico attendersi anche un maggior apporto in zona gol. E invece in campionato non segna da oltre un anno.
AGNOLIN: 6,5 — Porta a spasso con una certa disinvoltura quel quintale scarso di peso che si ritrova. Lo trovi sempre vicinissimo all'azione e riesce a cogliere sfumature di gioco che ai più sfuggono. Nel finale indulge nel protagonismo e fa correre qualche brivido di troppo ai tifosi bianconeri.
Fabio Vergnano
tratto da: La Stampa 2 Maggio 1988













