É il 14 Gennaio 1979 e Juventus e Lanerossi Vicenza si sfidano nella quattordicesima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1978-79 allo Stadio 'Comunale' di Torino.
É una Juventus (Campione d'Italia in carica) con grandi giocatori, un allenatore vincente (Giovanni Trapattoni) che peró non riuscirá a ripetere la conquista tricolore. Infatti lo Scudetto andrá al Milan.
Il Vicenza dal canto suo non riuscirá ad evitare una dolorosa retrocessione in Serie B.
Buona Visione!
Stagione 1978-1979 - Campionato di Serie A - 14 andata
Torino - Stadio Comunale
domenica 14 gennaio 1979 ore 14:30
JUVENTUS-VICENZA 1-2
MARCATORI: Marangon L. 30, Tardelli 53, Rossi P. 81
JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, (c) Furino, Gentile, Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna (Fanna 72), Benetti R., Bettega R
A disposizione: Alessandrelli, Morini
Allenatore: Giovanni Trapattoni
VICENZA: Galli E., Secondini, Marangon L., Guidetti, Prestanti, Callioni, Cerilli, Salvi, Rossi P., Faloppa, Rosi (Briaschi 79)
A disposizione: Bianchi, Bombardi.
Allenatore: Giovann Battista Fabbri
ARBITRO: Reggiani
AMMONIZIONI: Bettega R. (Juventus); Rosi (Vicenza)
Il kappaò arriva da Paolo RossiA 9 minuti dalla fineAttacchi senza lucidità dei bianconeri, contropiede dei vicentiniDi Marangon e Tardelli le altre retiTORINO — Le storie d'amore, più intense sono e più sono inframmezzate da drammi. La lunga love story calcistica fra la Juventus e Paolo Rossi passa anche attraverso la sconfitta di ieri: il giovane centravanti ha concretizzato il 2 a 1 dell'impietoso Vicenza, per affrettarsi a dichiarare negli spogliatoi che il suo domani, potendo scegliere, sarà bianconero. I tifosi l'hanno accolto ed accompagnato con l'affetto di chi «è della famiglia», lui in campo ha fatto la sua parte con la determinazione del professionista. Non poteva certo frenarsi, anche se il suo splendido diagonale che ha battuto Zoff a nove minuti dalla fine del match ha troncato gli ultimi sogni di scudetto della Juve.Se Rossi rientrerà davvero nella società in cui ha imparato a giocare, salvo miracoli non potrà trovarsi subito in Coppa Campioni, come sogna. Potrà però dare il suo contributo, e che contributo, ad una pronta rinascita. Perché pur in una gara caotica, giocata tatticamente in modo scriteriato, alla Juve di ieri è mancato ancora una volta soprattutto il gol, anche se la imprecisione dei rifornimenti non è stata certo di aiuto a Boninsegna, e ad un Bettega portato in avanti forse più che da una scelta dalle s/tesse vicende della partita.
I novanta minuti contro il Vicenza hanno sottolineato tutti i malanni che hanno condizionato i campioni d'Italia in questa stagione amara: malanni non solamente di natura fisica (Tardelli che fatica, il via via più spento Benetti ed il sempre evanescente Bettega), ma anche legati all'impiego dei singoli (il più evidente disagio è rappresentato dall'utilizzazione di Gentile come centrocampista, ed a destra soprattutto) ed alla difficoltà di trovare schemi d'attacco validi, in alternativa a quelli che servivano un tempo.
La Juventus in questo girone d'andata è diventata improvvisamente vecchia. In alcuni uomini anche anagraficamente, ma soprattutto nelle idee di tutti. Lo si è avvertito giorno per giorno dall'inizio della stagione, e Trapattoni non è riuscito a trovare nei ricambi il modo di ovviare alla situazione di gioco sempre meno allegra. La delusione — complice la sfortuna, anche, da ricercarsi nei ricorrenti guai di ogni tipo — offerta da Virdis ha complicato le cose, facendo perdere tempo nella ricerca di un qualcosa che non si è mai verificato. Fanna, al quale per altro si riconoscono limiti di carattere, non ha ancora potuto dar prova di sé (della sua forza e dei suoi limiti).
Si sarebbe dovuto tentare il recupero di Bettega attaccante, ma Roberto — a parte l'evanescenza perdurante — è stato ritenuto a lungo più utile in un centrocampo dove molti zoppicano, anche se nessuno può essere incolpato di scarso impegno. La diagnosi di Trapattoni dovrà essere impietosa, ed andare oltre alle indicazioni del match perso con un Vicenza al quale, ieri, tutto è filato sin troppo per il giusto verso. E' andato in gol due volte su ben pochi contropiede efficaci, con una irripetibile media fra azioni offensive e realizzazioni, si è salvato più volte con affanno, rischiando autogol e gol, tanto è vero che per realizzare la rete del pareggio la Juventus ha dovuto realizzare la più bella e nitida azione dell'anno.
Rivedendo i pericoli corsi dai due portieri, non ci sarebbe stato nulla da eccepire se i torinesi avessero vinto, non solo pareggiato. I vicentini non sanno difendersi, lo hanno fatto ripiegando davanti a Galli per pura esigenza di classifica: lo aveva anticipato, anima candida, il trainer G.B. Fabbri alla vigilia.
«Non vedrete la squadra di sempre, dobbiamo badare ai punti».Così i biancorossi non si sono neppure preoccupati troppo di bloccare le avanzate di Cabrini, mai sul fronte sinistro del suo attacco la Juventus ha trovato così scarsa opposizione. Quella di Fabbri è stata una scelta tattica della quale Cabrini, sprecando cross e conclusioni, ed i suoi compagni non hanno saputo approfittare. Il Lanerossi ha affrontato la Juventus con Callioni libero improvvisato davanti a Galli, Marangon (autore del primo gol, un altro del vivaio bianconero...) dalla parte di Causio ma libero di portarsi avanti secondo ispirazione, l'atletico Prestanti addosso a Boninsegna, Secondini a seguire Bettega. A centrocampo, Giovanbattista Fabbri ha organizzato una «zona» che ha colto la Juve impreparata. Guidetti, Salvi, Rosi e Faloppa, cui si è unito il mancino Cerilli dopo un inizio da ala destra fissa, sono stati pronti a ripiegare a far barriera e ad aprirsi in contropiede con facilità assoluta, segno della scarsezza delle contromisure avversarie. Davanti, stabilmente ma pronto a rientrare per avviare molti scambi, Paolino Rossi, per nulla intimorito dall'ottima guardia di Cuccureddu e non sfiduciato dai lunghi periodi di isolamento in attacco.
E' questo Vicenza «a fisarmonica», abile e fortunato, ad aver definitivamente inguaiato la Juventus. I bianconeri avevano iniziato bene, illudendo. La pressione iniziale era forte ma non ancora confusa, Cabrini entrava facile sulla sinistra e Causio a destra per quanto ben contrastato con raddoppi della marcatura (Guidetti aiutava spesso Marangon) si mostrava vivace. Bettega si faceva vedere più spesso del solito in area di rigore, e già al quinto minuto mancava di poco il gol, anticipando difensori e portiere su corner di Causio deviato da Cabrini. La palla usciva di poco alla sinistra di Galli. Al 13' era ancora Bettega a raccogliere e portare avanti con il petto un cross di Gentile lanciato da Benetti: Roberto vedeva il suo tiro respinto alia meglio dalla coppia Galli-Callioni.
Presto lo slancio di Bettega si spegneva, ed il Vicenza cominciava a far vedere l'efficacia del palleggio dei suoi centrocampisti, che uscivano «giocando» senza affanno dalla stretta degli avversari. Zoff doveva uscire per anticipare uno scatto di Rossi su lancio di Marangon (ma chi doveva seguirlo, quando lasciava Causio per partire all'attacco?), replicava Causio cercando il «sette» alla sinistra di Galli ma il tiro usciva sul fondo.
Cabrini al 19' centrava lungo, il portiere vicentino giudicava fuori la sfera che invece accarezzava la traversa senza che nessun bianconero fosse pronto al rimbalzo. Su centro di Causio corretto da Tardelli cercava un difficile aggancio Boninsegna, ma la difesa vicentina liberava alla meglio. Ancora due avanzate del rapido Marangon (prima il suo affondo era stroncato con decisione da Scirea, quindi il lancio per Rossi era appena lungo e Zoff usciva a chiudere) e poi il terzino a forza di insistere andava in gol, alla mezz'ora. Iniziava l'azione Secondini, di forza, che saltava due avversari in dribbling per toccare a destra per Marangon, che an- dava via sin sul fondo, per battere Zoff — il quale badava anche a coprire un eventuale e più logico cross — con una violenta staffilata bassa che si infilava fra le gambe del portiere.
La reazione della Juventus era veemente ma scoordinata, per lunghi periodi il Vicenza era chiuso nella sua metà campo e si salvava con affanno e fortuna. Al 37' una deviazione di Bettega era ribattuta, una botta di Benetti non era trattenuta da Galli e Causio riceveva al rimbalzo il pallone in viso senza poterlo controllare. Non aveva fortuna un aggancio in mischia di Boninsegna, ed allo scadere del tempo su corner Scirea, che stava colpendo di testa a tre metri dalla porta, era letteralmente tolto dal pallone senza che l'arbitro Reggiani vedesse gli estremi per il rigore.
I bianconeri insistevano con foga in apertura di ripresa, ed all 8' pareggiavano, con una manovra splendida. Tardelli scambiava con Bettega, il tocco di ritorno era perfetto e «Schizzo», inseritosi nella difesa con scatto rabbioso, toccava con freddezza rasoterra sulla destra di Galli. L'uno a uno non ridava lucidità ai bianconeri, Causio si vedeva ribattere da Galli un bel tiro, Bettega e Rosi erano ammoniti per proteste, Rossi con un contropiede ficcante lanciava un allarme che Scirea non raccoglieva, continuando a gettarsi in avanti a intasare la metà campo avversaria. Trapattoni sostituiva Boninsegna con Fanna cercando l'attacco manovrato, Fabbri rispondeva mandando in campo Briaschi — più punta che centrocampista — al posto dell'esausto Rosi.A nove minuti dalla fine, il dramma. Cerilli in scivolata bloccava un lento fraseggio degli avversari, toccava per Salvi che vedeva Rossi davanti e lo «pescava» con un lancio preciso alle spalle di Cuccureddu. Scirea sembrava chiudere il centravanti ma aveva una indecisione, il terzino tentava un recupero disperato, ma Rossi confermava tutta la sua classe. Anticipava Cuccureddu e tagliava fuori Zoff con un rasoterra da destra a sinistra che si infilava in rete. Ancora un rischio per parte, ma soprattutto impietosi fischi per gli sconfitti.Bruno Peruccatratto da: La Stampa 15 gennaio 1979
![]() |
All'8' della ripresa Tardelli pareggia poi al 36' il lancio di Salvi per il gol-vittoria realizzato da Rossi |
![]() |
| Pablito Rossi e G.B.Fabbri |
![]() |
Renato Falloppa contro Franco Causio |














