giovedì 12 marzo 2026

12 Marzo 2019: Juventus - Atletico Madrid

La Juventus attraverso il proprio Canale Youtube Ufficiale ci fa rivivere emozioni senza limite attraverso queste immagini da brividi ... 

È il 12 marzo 2019 Juventus e Atlético Madrid si sfidano in questa gara valevole per la gara di ritorno degli Ottavi di Finale della UEFA Champions League 2018-19. Il tutto si svolge all'Allianz Stadium diTorino.

I bianconeri si trovano ad un bivio: giocare una gara grandiosa (e rimontare lo 0-2 dall'andata) od uscire precocemente dalla massima competizione europea. 

Ci vorrà il miglior Cristiano Ronaldo per riuscire in un'impresa che ancora eccheggia allo 'Stadium'

Buona Visione!


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Martedì 12 marzo 2019 ore 21.00
UEFA Champions League 2018/19 - Ottavi di Finale (Ritorno)
'Allianz Stadium' Torino
JUVENTUS-ATLÉTICO MADRID 3-0
RETI: Ronaldo 27' pt,  4' st e 41' st (rig.)

JUVENTUS: Szczesny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, Spinazzola (22' st Dybala); Can, Pjanic, Matuidi; Bernardeschi, Mandzukic (35' st Kean), Cristiano Ronaldo
A disposizione: Perin, Cáceres, Rugani, Bentancur, Nicolussi Caviglia
Allenatore: Massimiliano Allegri

Atlético MADRID: Oblak; Arias (32' st Vitolo), Godín, Giménez, Juanfran; Saúl, Rodri, Koke, Lemar (12' st Correa); Griezmann, Morata
A disposizione: Adan, Savic, Montero, Carro, Kalinic
Allenatore: Diego Pablo Simeone

ARBITRO: Kuipers (NED)
ASSISTENTI: van Roekel (NED), Erwin Zeinstra (NED)
QUARTO UFFICIALE: Higler (NED)
VAR: Makkelie (NED), van Boekel (NED)
AMMONITI: 20' st Bernardeschi, 28' st Juanfran, 41' st Gimenez, 46' st Vitolo



La Juventus vola ai quarti di finale di Champions League con una rimonta capolavoro contro l'Atletico Madrid. I bianconeri, che partivano dallo 0-2 di Madrid, hanno vinto 3-0 all'Allianz Stadium trascinati dalla tripletta del fenomeno Cristiano Ronaldo. Dopo il vantaggio al 27' firmato svettando di testa su Juanfran, CR7 si è ripetuto al 48' sovrastando Godin. All'86' poi il rigore - procurato da Bernardeschi - che ha completato la rimonta

LA PARTITA

Un marziano, due marziani, dodici marziani. Undici in campo e uno in panchina, fuoriclasse assoluti al pari dei suoi interpreti in campo. La Juventus ha costruito un capolavoro nei novanta minuti, ha dato un chiaro segnale all'Europa e sì, ha spiegato a tutti - qualora ce ne fosse davvero bisogno - il motivo dell'acquisto di Cristiano Ronaldo. Stuzzicato, provocato, disturbato e... scatenato! Il fenomeno portoghese ha risposto sul campo come solo lui sa fare: tripletta, tre gol all'Atletico e via di impresa con "dos huevos"così, alla faccia di Simeone che il due se lo merita sì, ma in pagella.

LE STATISTICHE

- Per la prima volta nella sua storia la Juventus supera un turno ad eliminazione diretta in una competizione UEFA dopo aver perso l’andata con due gol di scarto. I bianconeri ci sono riusciti una sola volta in Coppa delle Fiere, nel 1965, proprio contro l’Atletico Madrid.
- Prima di Cristiano Ronaldo, l'ultimo giocatore della Juventus a segnare una tripletta nella fase ad eliminazione diretta di Champions League è stato Alessandro Del Piero, contro il Monaco nel 1998.
- Cristiano Ronaldo è l'11° giocatore a segnare una tripletta in Champions League con due maglie diverse (complessivamente è la sua 35ª marcatura multipla in Champions League).
- Nessun giocatore ha segnato più gol in Champions League allo Juventus Stadium di Cristiano Ronaldo (otto, al pari di Arturo Vidal).
- Cristiano Ronaldo ha realizzato 124 reti in Champions League, quattro in più di quante ne ha segnate l'Atletico nella competizione (118).
- Cristiano Ronaldo è il giocatore che ha segnato più gol all’Atletico Madrid sotto la gestione di Diego Simeone in tutte le competizioni: 21, almeno 10 in più di ogni altro (il secondo è Lionel Messi a 11).
- Per la prima volta sotto la gestione di Diego Simeone, l’Atletico Madrid chiude un match di Champions League senza neanche un tiro nello specchio.
- Prima sconfitta per l’Atletico Madrid sotto la gestione di Simeone in Champions League contro squadre italiane (5V, 2N).
- Prima dell’assist per Cristiano Ronaldo, João Cancelo non prendeva parte attiva ad un gol in Champions League da settembre 2015 (v. Zenit, con il Valencia).
- Negli ottavi di questa Champions League, ben quattro squadre hanno ribaltato una sconfitta nel match d’andata superando il turno, record in questa fase della competizione, come nel 2011/12 e 2016/17.
- Giorgio Chiellini è il quinto giocatore nella storia della Juventus a disputare 500 partite in bianconero in tutte le competizioni, dopo Del Piero, Buffon, Scirea e Furino.
- 350ª presenza di Leonardo Bonucci con la maglia della Juventus in tutte le competizioni
tratto da sportmediaset.it



Ronaldo calamita, Bernardeschi qualità e quantità, Emre Can è l’uomo in più
Allegri ha le mosse giuste, la carica, il CR7 d’oro: ha tutto per andare ai quarti e oltre. Simeone cede al portoghese e allo spirito Juve. Per questo il ko fa ancora più male.

Le pagelle della Juventus dopo la rimonta capolavoro, con tripletta di Ronaldo, ai danni dell’Atlético Madrid e la conseguente qualificazione ai quarti di finale:

Szczesny: 6 - Parate non ne deve fare, ma esce sempre bene.

Emre Can: 7,5 -  L’uomo in più, nella difesa a tre (e poi anche da terzino): bodyguard di Morata, ma anche spacca-pressing. E l’Allegrata della serata è servita.

Bonucci: 7 - Si perde Morata a fine primo tempo, ma per il resto annulla sia lui che Griezmann.

Chiellini: 8 - Un’energia che illumina lo Stadium a giorno: trascinatore.

Cancelo: 7 - Il cross perfetto si fa attendere, ma neanche tanto. È quello del 2-0.

Bernardeschi: 8 - Che palla per il primo gol di Ronaldo. È che discesa nell’azione del rigore. Quantità e qualità a livelli industriali.

Pjanic: 7 - Fa viaggiare veloce la palla, ma corre molto anche lui. Ci teneva a cancellare la febbre di Madrid: missione compiuta.

Matuidi: 7 - Pressa e si butta dentro: un martellamento che Koke soffre.

Spinazzola: 6,5 - Al debutto regge per un’ora, senza però mai sfondare a sinistra.

Mandzukic: 5,5 - Risparmia energie, giocando più vicino a Ronaldo. Ma non ne azzecca una.

Ronaldo: 9 - Dicono che la testa sia il suo forte: praticamente è una calamita.

Dybala: 6 - Dà equilibrio, senza colpi di genio.

Kean: S.V. - Pochi minuti, un’occasione enorme, sbagliata di poco. Ma dimostra di esserci.

Allegri: 8,5 - Le mosse giuste, la carica necessaria, il Ronaldo d’oro: tutto quello che serve per andare ai quarti e anche oltre.

Paolo Tomaselli 
tratto da: Juve-Atletico 3-0, pagelle


 

 

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mercoledì 11 marzo 2026

11 Marzo 1984: Sampdoria - Juventus

È l'11 marzo 1984 e Sampdoria e Juventus si sfidano nella settima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1983-84 allo Stadio 'Luigi Ferraris - Marassi' di Genova.

È una Juventus piena di stelle di calibro mondiale quello che sfida una Samp in piena forma. Sarà una stagione trionfale per i nostri beniamini in strisce bianconere. Se in Campionato arriverà l'ennesimo Scudetto (è il 21esimo), in Europa si festeggia la prima (ed unica) affermazione in Coppa delle Coppe. Dall'altra parte i blucerchiati finirà settimo - per un soffio fuori dalle Coppe Europee.

Buona Visione!

 

Sampdoria


 

Campionato di Serie A 1983-1984 - 7 ritorno
Genova - Stadio Luigi Ferraris
Domenica 11 marzo 1984 ore 15.00
SAMPDORIA-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Brady rigore 59, Platini rigore 84

SAMPDORIA: Bordon, Galia, Pellegrini, Pari, Vierchowod, Renica, Casagrande, Scanziani, Mancini, Brady, Zanone (Francis 80)
Allenatore: Renzo Ulivieri

JUVENTUS: Tacconi, Gentile, Cabrini, Bonini (Vignola 60), Brio, Scirea, Prandelli, Tardelli, Rossi P., Platini, Boniek
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Casarin



Il pari sta bene a Trap che fa elogi a Prandelli
Solo Platini ha qualche perplessità sulla tattica adottata: <<Noi partiamo per pareggiare

GENOVA - Alla fine i conti sono tornati - alla Juve la soddisfazione è generale. Genova e la Samp costituivano uno dei trabocchetti più pericolosi e il fatto di esserne usciti indenni rimbalò di ottimismo I bianconeri. E anche se le prime parole pronunciate da Trapattoni sanno di critica nei confronti della squadra, la conclusione è sicuramente all'insegna della fiducia.

Sentiamo allora l'allenatore juventino

"Sapevamo di dover soffrire e in effetti la Sampdoria ci ha impegnati duramente. Purtroppo ho dovuto fare affidamento su gente resa un po' fiacca dalla partita disputata mercoledì a Strasburgo ma la rabbiosa reazione della squadra al gol degli avversari è stata determinante ai fini del risultato. Nel primo tempo, la Sampdoria ha manifestato supremazia costruendo almeno tre grosse occasioni ma nel secondo la Juve ha imposto il suo gioco restituendo la botta."

Prandelil al posto di Penzo: una mossa a sorpresa (peraltro prevista da qualcuno) con la quale Trapattoni ha voluto cautelarsi dalle offensive blucerchiate, una decisione che ha provocato però al tecnico bianconero anche qualche accusa di pavidità. Ma lui, forte del risultato, ne trae motivo di vanto

"Avete visto come Prandelli è riuscito a controllare Brady? Un uomo come Liam non lo si può certo far scorrazzare per il campo a proprio piacimento.

Quindi un elogio alla forza di carattere dei bianconeri

"Sono contento perché per la terza o quarta volta nel corso del campionato la mia squadra è riuscita a recuperare lo svantaggio. Questa è saldezza morale."

-Un punto in meno, le inseguitrici cominciano a sperare...

"Sapevamo di dover affrontare quattro gare difficili. Quelle con il Milan e il Torino le abbiamo superate brillantemente, ora ci siamo lasciati alle spalle anche quella con la Samp, ma il nostro vantaggio rimane consistente, la Roma si è avvicinata, vedremo che cosa succederà nella sfida diretta."

"Il campionato è finito? Ne parleremo più in là, intanto chiedo ai miei ragazzi di mantenere la grande concentrazione che hanno."

Negli spogliatoi, è stata consegnata a Platini la Scarpa d'argento, premio assegnato dal giornale genovese Il Lavoro in seguito a un referendum indetto tra tutti i quotidiani italiani. Un trofeo e un punto prezioso, pertanto una giornata molto positiva. Il francese, a quanto pare, ha deciso di fare lo scettico blu e risponde: 

"Quanto sarà prezioso questo pareggio lo vedremo in seguito."

Qualcuno prova allora a stuzzicare peraltro chiedendogli il motivo per il quale la Juve debba andare in svantaggio per manifestare rabbla. Una smorfia, quindi un'allusione che potrebbe essere tattica

"Certo, perché noi partiamo per pareggiare."

Il campionato sarà deciso da Roma-Juventus? Non credo, si andrà avanti nell'incertezza sino al termine.

Diciottesimo gol, Zico è distanziato.

"Mi sento un vigliacco", ribatte Platini con spirito, "forse ne ho approfittato perché lui non giocava."

Rigore o no? Il dilemma divide le due fazioni in campo. Scirea dice: 

"Non so neppure spiegare bene quel che è accaduto anche perché in campo talvolta è difficile rendersi conto di quel che avviene. Invece del rigore alla Samp, io ho addirittura creduto che Casarin avesse fischiato un fallo a nostro favore perché Mancini è caduto dopo aver agganciato la palla. Il mio intervento è stato assolutamente corretto."

Cabrini, in compenso, ha visto tutti i crismi dell'equità nel rigore assegnato alla sua squadra: "È stata una trattenuta a farmi cadere mentre stavo per buttarmi sul traversone di Rossi."

Tacconi conferma la tesi di Scirea: 

"Non esistevano gli estremi per il penalty a favore della Samp: Mancini è caduto perché si è lanciato." 

Brio, infine, elogia il suo avversario usando addirittura dei superlativi: 

«Mancini è un grandissimo giocatore, credo che presto lo vedremo in Nazionale. È stato sicuramente uno degli attaccanti più difficili che mi sia toccato controllare."

Pier Carlo Alfonsetti
tratto da: La Stampa 12 marzo 1984





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La Stampa 12 marzo 1984

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martedì 10 marzo 2026

10 Marzo 1996: Juventus - Lazio

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. È il 10 marzo 1996 e Juventus e Lazio si sfidano nell'ottava giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1995-96 allo Stadio delle Alpi di Torino.
La Juventus guidata in panchina dal ‘maestro’ Marcello Lippi, dopo aver rivinto lo Scudetto dopo ben otto anni, adesso pensano in grande. Pensano alla Champions League (che conquisteranno a Roma). Ed infatti i bianconeri non giocano come sanno in campionato e si fanno ‘rubare‘ il titolo dal Milan. Alla fine sarà secondo posto. 
Dall’altra parte, la Lazio terminerá il campionato sull’ultimo gradino del podio.
Buona Visione!



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Campionato di Serie A 1995-1996 – 8 ritorno
Torino – Stadio Delle Alpi
Domenica 10 marzo 1996 ore 15.00
JUVENTUS-LAZIO 4-2
MARCATORI: Favalli 3, Casiraghi 18, Deschamps 35, Chamot autorete 70, Conte A. 72, Padovano 83

JUVENTUS: Peruzzi, Torricelli (Porrini 24), Ferrara C., Vierchowod (Lombardo 64), Pessotto, Di Livio (Padovano 46), Conte A., Deschamps, Jugovic, Del Piero, Ravanelli
Allenatore: Marcello Lippi

LAZIO: Marchegiani, Negro, Bergodi, Chamot, Favalli, Fuser (Marcolin 78), Di Matteo, Winter, Rambaudi (Esposito 69), Casiraghi, Signori (Iannuzzi 78)
Allenatore: Zdeněk Zeman



LE PAGELLE 
Peruzzi senza colpe 
Deschamps il tempismo e Favalli la freddezza  

PERUZZI 7. Accenna l'uscita ma poi si inchioda sul cross di Signori che serve Casiraghi per il raddoppio: è l'unica incertezza. 
TORRICELLI 5. Lippi lo prova in versione anti-Real, il Bossino va nel pallone come Carrera a Madrid. Che ci sia una maledizione a destra? 
(Dal 24' pt. Porrini 6,5: l'inizio è macchinoso, nella ripresa si sblocca e i suoi anticipi aiutano la Juve a ribaltare l'azione) 
FERRARA 5,5. Tono modesto, i suoi lanci sono fuori misura (compreso quello da cui nasce il gol di Deschamps). 
VIERCHOWOD 5,5. La slavina umana appiattisce gli avversari che travolge più di quanto anticipa. Con Casiraghi ha vita dura. 
(Dal 19' st. Lombardo 5,5: impacci di stagione, deve crescere) 
PESSOTTO 6,5. Sbaglia qualche appoggio, però è efficace, sbrigativo, tenace. Si salva nel periodo peggiore della Juve: né Rambaudi né Fuser decollano. 
DI LIVIO 5. Rimane travolto dall'orribile primo tempo della Juve. Doveva dimostrare a Lippi che con lui la squadra è più equilibrata e efficace: per sua fortuna c'è un passato che non si può ignorare. 
(Dal 1 ' st. Padovano 7: tre gol nelle ultime due partite. La Juve lo vuole cedere: è sicura di trovare un attaccante di riserva così puntuale in area?). 
CONTE 7. Bravo anche quando gli altri si tanno travolgere. Bravissimo sul gol. 
JUGOVIC 5,5. Fa il regista al posto di Sousa, con le stesse incertezze del portoghese. Un po' meglio nella ripresa quando la Juve è in superiorità e torna a fare il centrocampista interditore e s'infila nei corridoi liberi. 
DESCHAMPS 6,5. Sfrutta l'assist di Marchegiani: se non altro ci sta attento. E quando la Juve non funziona, almeno cerca di spezzare il gioco. 
RAVANELLI 5. Il colpo del ko l'ha tirato venerdì. Con la Lazio si è astenuto: qualche rincorsa, un paio di assist e poco più. 
DEL PIERO 5,5. Pinturicchio pennella poco. Chissà che gli succede. Non c'è neppure l'alibi della posizione in campo, perche comincia da seconda punta, prosegue da esterno (nel tridente) e finisce da rifinitore dietro gli attaccanti. Sbaglia tutto nel primo tempo, si muove meglio nel secondo. Un talento non può limitarsi all'ordinaria amministrazione.  

MARCHEGIANI 5. Un liscio straordinario riapre la partita della Juve, riportandoci agli errori contro la Svizzera, a Cagliari, che gli costarono il posto in Nazionale. 
NEGRO 5,5. Pesa su di lui, come su tutta la Lazio, una ripresa inguardabile. 
BERGODI 5,5. Quando le cose si mettono male, non chiedetegli di raddrizzarle. 
CHAMOT 5. Basterebbe l'azione del gol di Padovano per giustificare l'insufficienza. 
FAVALLI 6,5. Segna con freddezza e dalla sua parte sia Di Livio che Lombardo faticano a trovare un varco. 
FUSER 5. A parte i litigi con Deschamps non ne vediamo traccia. 
(Dal 34' st. Marcolin sv.). 
DI MATTEO 6. Il voto è la media tra il primo tempo di grande saggezza tattica e la ripresa delittuosa. 
WINTER 6. E' importante finché la Lazio può dettare il gioco, quando lo subisce scompare pure lui. 
RAMBAUDI 5. Gentile presenza. 
(Dal 24' st. Esposito sv.) 
CASIRAGHI 4,5 Gli avremmo dato volentieri un 7, perché (a parte la tempestività sul gol) si conferma il centravanti italiano più in forma, capace di impegnare da solo una difesa. Ma farsi espellere a quel modo non ha scusanti. 
SIGNORI 6. Detta il passaggio sui due gol laziali e impegna Peruzzi con un sinistro nella ripresa. 
(Dal 34' st. Iannuzzi sv.)  

L'arbitro MESSINA 5,5. Si adegua alla partita, sbagliando valutazioni a grappoli. 

Marco Ansaldo
tratto da: La Stampa 11 marzo 1996




Madama a due facce

Davvero difficile capire la Juve di quest'anno. Una squadra dai due volti, come è capitato contro il Real Madrid e come si è ripetuto domenica con la Lazio. Timorosa, impacciata, macchinosa nel primo tempo; puntualmente veloce, aggressiva ed efficace nel secondo. Questo andamento discontinuo è del resto la prova migliore di quanto i guai della Juve non siano, come ha detto qualcuno, di tipo tattico o legati allo scarso rendimento di alcuni uomini-guida. Il problema è chiaramente di carattere psicologico. Quando la squadra si sente sotto osservazione non riesce a esprimersi sui suoi livelli, mentre quando si trova a giocare in libertà, senza avere nulla da perdere, ritrova lo smalto di un anno fa, torna a essere una formazione coraggiosa e determinata. Calo di concentrazione, timore di giocare la palla, paura eccessiva degli avversari: sono stati questi finora i limiti di Madama. Prendete Del Piero, condizionato eccessivamente dalle critiche. Lui e molti dei suoi compagni dovrebbero interessarsi meno a quanto scritto o detto dagli addetti ai lavori, giocando come sanno. Contro il Real non ci sarà troppo tempo per ragionare, per fare calcoli. Si dovrà giocare, punto e basta. E se sarà la Juve del secondo tempo di domenica, veramente straordinaria, non ci saranno problemi.

Massimo Mauro
tratto dal Guerin Sportivo - Il Film del Campionato

 



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Gol Favalli - La Stampa 11 marzo 1996

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La Stampa 11 marzo 1996

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10 Marzo 2017: Juventus - Milan

È il 10 marzo 2017 e Juventus e Milan si sfidano nella nona giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2016-17 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

I Bianconeri con al timone Massimiliano Allegri partono in pole position per vincere l'ennesimo campionato. Ed infatti arriva il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l'allenatore livornese.

Dall'altra parte ci sono i rossoneri milanesi che disputano una stagione deludente. Almeno riescono a 'rubacchiare' un posto nelle prossime coppe europee per il rotto della cuffia!

Buona Visione!


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Stagione 2016-2017 - Campionato di Serie A - 9 ritorno
Torino - Juventus Stadium
Venerdì 10 marzo 2017 ore 20.45
JUVENTUS-MILAN 2-1
MARCATORI: Benatia 30, Bacca 43, Dybala rigore 90+7
 
JUVENTUS: Buffon, Barzagli (Lichtsteiner 46), Bonucci, Benatia (Rugani 78), Asamoah, Pjanic, Khedira, Dani Alves, Dybala, Pjaca (Kean 89), Higuain
Allenatore: Massimiliano Allegri
 
MILAN: Donnarumma, Zapata C., Paletta, Romagnoli A., De Sciglio, Pasalic (Poli 70), Sosa J., Bertolacci, Deulofeu, Bacca (Kucka 55), Ocampos (Vangioni 90)
Allenatore: Vincenzo Montella
 
ARBITRO: Massa D.
ESPULSIONI: Sosa J. 90+3 (Milan)



I bianconeri vincono all'ultimo respiro grazie a un penalty (fallo di mano di De Sciglio) realizzato dall'argentino e contestatissimo dai milanesi. Nel primo tempo vantaggio firmato da Benatia e pareggio di Bacca. Piemontesi momentaneamente a +11 sulla Roma

TORINO - Le mani sullo scudetto. La Juventus all'ultimo respiro batte 2-1 il Milan e allunga in classifica a +11 sulla Roma, almeno momentaneamente. Ma la sfida dello Stadium sarà ricordata per quell'ultimo minuto di recupero che ha visto l'arbitro Massa assegnare un calcio di rigore pesante come un macigno ai campioni d'Italia. Deviazione di mano di De Sciglio su un cross molto ravvicinato di Lichtsteiner che farà discutere per giorni. Dagli undici metri non sbaglia Dybala che vendica Doha e regala i tre punti ai bianconeri dopo le reti nel primo tempo messe a segno da Benatia e Bacca. 
JUVE ALL'ARREMBAGGIO - Indisponibili Chiellini e con Cuadrado squalificato, Allegri nel prepartita perde anche Mandzukic per problemi intestinali. In campo allora ci va un 4-2-3-1 con in attacco Higuain supportato da Dani Alves, Dybala e Pjaca. Barzagli e Asamoah fanno i terzini. 4-3-3 per Montella che è costretto a lasciare in panchina Suso, non al meglio. Davanti allora giocano Deulofeu, Bacca e Ocampos. In mezzo al campo Pasalic, Bertolacci e Sosa; De Sciglio e Romagnoli esterni con Paletta e Zapata a difesa di Donnarumma. Dopo qualche minuto di buon Milan, il pallino del gioco passa nelle mani bianconere. Sono tante le conclusioni dei campioni d'Italia; al 4' tiro di Pjaca dopo un cross di Dani Alves e una grande parata di Donnarumma. Khedira è pronto al tap-in ma Zapata alza la palla in angolo. Poco dopo ancora pericoloso il croato dopo uno sfondamento di Dybala che viene anche toccato in area da un difensore: niente rigore e sfera sul fondo. Donnarumma dice di no a Dybala mentre Bonucci ha una grossa chance ma 'cicca' clamorosamente il pallone sotto porta. Al 24' gran tiro dal limite di Higuain e Donnarumma in tuffo respinge ancora una volta. 
VANTAGGIO BENATIA, PAREGGIA BACCA - Il gol bianconero è nell'aria e arriva puntuale alla mezz'ora: Dybala per Dani Alves che dal limite crossa in area dove Benatia, tenuto in gioco da Romagnoli e dimenticato da Paletta, deve solo spingere la sfera in rete. Montella a questo punto sposta Deulofeu a sinistra per attaccare Barzagli, non proprio a suo agio nel ruolo di esterno. Al minuto 35' ancora Juventus: punizione di Dybala, palla respinta e Khedira impatta col destro ma manda la sfera sul fondo. Il match sembra saldamente in mano ai padroni di casa ma al 43' ecco una ripartenza veloce di Deulofeu che corre proprio a sinistra, supera Barzagli, si accentra e serve in area Bacca che, in posizione dubbia, con l'esterno sinistro infila Buffon. 
LA JUVENTUS SBATTE SU DONNARUMMA - A inizio del secondo tempo cambio tattico di Allegri: fuori un Barzagli in chiara sofferenza e dentro Lichtsteiner. La Juventus è avvelenata e attacca con furore. Prima Pjanic ci fa parare una punizione e poco dopo Bacca rischia un clamoroso autogol dopo un corner del bosniaco. Al 7' il gol è praticamente fatto ma sul tiro di Khedira c'è un salvataggio sulla linea. Bacca ha problemi fisici e Montella si copre rimpiazzandolo con Kucka. Al quarto d'ora punizione bianconera, palla messa fuori, Higuain di testa la rimanda dentro e Pjaca, defilato e libero, conclude in diagonale sul fondo. Qualche secondo dopo il tiro di Pjanic con deviazione di Donnarumma sulla traversa. Al 20' ancora protagonista Pjaca: ripartenza, assist smarcante di Dani Alves e il croato opta per un destro al volo con palla però alle stelle. Al 28' è strepitoso Donnarumma a negare la gioia del gol prima a Khedira e quindi a Higuain. 
DYBALA ALL'ULTIMO RESPIRO - Il Milan finalmente mette fuori la testa alla mezz'ora, ma il tiro di Sosa viene respinto da Buffon. Un minuto dopo regalo incredibile di Benatia per Deulofeu che in area però si lascia anticipare da Buffon. I ritmi calano e la partita pare avviata inesorabilmente verso il pareggio. Ma nei quattro minuti di recupero concessi da Massa succede di tutto. Prima Higuain, servito da Bonucci, con una bellissima mezza girata manda il pallone di nulla out. Al 50' della ripresa l'episodio che decide la partita è probabilmente il cross di Lichtsteiner dal fondo destro e la deviazione con la mano di De Sciglio, molto vicino allo svizzero. Per Massa è rigore ed esplodono le proteste rossonere. Quando finalmente può calciare dagli undici metri, Dybala dimentica Doha e supera Donnarumma.

JUVENTUS
BONUCCI 5.5 L'eccesso di sicurezza lo induce a una finezza che per poco Bacca non punisce. Dopo il pari del colombiano, sul quale le colpe sono d'altri, raddoppia la concentrazione.
PJANIC 5.5 Il tocco è sempre artistico, la precisione dei passaggi però non è un dettaglio. Nel primo tempo conferisce ordine, senza disdegnare il tiro. Nel secondo cala assai.
DYBALA 7 S'incunea felpato in mezzo alle maglie rossonere: gli zig-zag da lontano disorientano i rivali, costretti a raddoppiare controllori e sorveglianza su di lui. È in fondo che gli spetti il rigore della vittoria.
PJACA 5 Sciagurato nelle conclusioni in porta, sfoggia mira pessima, sprecando tre assist e vanificando l'evidente capacità di sapersi smarcare. 
MILAN
DONNARUMMA 8 Balza sul tiro di Pjaca, si allunga su quello di Dybala, si stende su quello di Higuain, fa il muro su Pjanic. È solo l'inizio di una notte in cui gli juventini lo odiano, lo ammirano per le nove paratone nove e un po' lo sognano per il futuro. Lui bacia lo stemma del Milan.
DEULOFEU 7 Il cambio di fascia con Ocampos è la svolta tattica: la sua velocità e la sua tecnica palla al piede mettono in crisi la Juventus, anche se è impegnato in prevalenti compiti difensivi.
OCAMPOS 5.5 Parte nell'anonimato, quasi intimidito. Si rianima da centravanti presunto, nella prateria. Dal 45' st. Vangioni sv.
BACCA 6.5 Mette il marchio sulla serata, con un gol fainesco, che gli juventini contestano per un lieve fuorigioco. È la conferma che la sua crisi è finita. Esce in anticipo, complice il lieve infortunio. 
ARBITRO Massa 5.5 Arbitra bene, senza giustificare proteste, fino all'epilogo, in cui ascolta l'addizionale Doveri. Se ne discuterà all'infinito, secondo tradizione delle sfide tra Juve e Milan. 
Federico Sala






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