É il 14 Febbraio 1982 e Juventus e Milan si sfidano nella quarta giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1981-82 allo Stadio 'Comunale' di Torino.
A fine campionato la Juventus conqusiterá la sua Seconda Stella da appuntare sul petto. Dopo un lunghissimo testa a testa con la Fiorentina allenata da Giancarlo DeSisti, la spunta all'ultima giornata grazie ad una vittoria esterna a Catanzaro con un rigore del partente Liam Brady.
Dall'altra parte c'é il Milan allenato prima da Gigi Radice, poi da Italo Galbiati che non riesce a salvarsi da una clamorosa retrocessione sul campo.
Buona Visione!
Stagione 1981-1982
Campionato di Serie A - 4 ritorno
Torino - Stadio Comunale
Domenica 14 febbraio 1982 ore 15:00
JUVENTUS-MILAN 3-2
MARCATORI: Galderisi 17, Collovati 44, Galderisi 63, Antonelli 71, Galderisi 83
JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cabrini
(Prandelli 88), Furino, Brio, Scirea, Fanna (Bonini 68), Tardelli, Galderisi,
Brady, Virdis
Allenatore: Giovanni Trapattoni
MILAN: Piotti, Tassotti, Maldera,
Icardi (Jordan 70), Collovati, Baresi F., Buriani, Battistini S., Novellino,
Moro (Romano 82), Antonelli
Allenatore: Italo Galbiati
ARBITRO: Ciulli
Campionato di Serie A - 4 ritorno
Torino - Stadio Comunale
Domenica 14 febbraio 1982 ore 15:00
JUVENTUS-MILAN 3-2
MARCATORI: Galderisi 17, Collovati 44, Galderisi 63, Antonelli 71, Galderisi 83
Allenatore: Giovanni Trapattoni
Allenatore: Italo Galbiati
LA TRIPLETTA DI "NANU" GALDERISI
Al "Comunale" di Torino, uno sconosciuto attaccante diciannovenne costrinse i rossoneri alla resa contro la Juventus del Trap
Nella devastante stagione 1981/82, quella della retrocessione in B dei rossoneri per demeriti sportivi, la sfida al vecchio "Comunale" di Torino contro la Juventus costituì una delle migliori prestazioni di quel "piccolo diavolo". Esonerato Radice, il presidente Farina aveva affidato la panchina a Italo Galbiati. Baresi e compagni affrontarono l'inedito testa-coda contro la Juventus del Trap, impegnata nel testa a testa scudetto con la Fiorentina. La sfida d'andata tra rossoneri e bianconeri si era chiusa con la vittoria di misura della Vecchia Signora, grazie ad un gol di Virdis nel secondo tempo. A Torino, i rossoneri speravano di strappare almeno un punto, per dare ossigeno ad una classifica da stato comatoso: alle spalle del Milan, infatti, c'era solo il Como fanalino di coda.
Il 14 febbraio di ventotto anni fa il tifoso rossonero visse una delle giornate più sofferte della sua militanza casciavit, un'alternanza di delusioni ed illusioni, priva di lieto fine. Uno sciopero della squadra esterna Rai della sede torinese, rese impossibile la radiocronaca della partita all'interno di "Tutto il calcio.", aumentando i patemi d'animo. La voce di Bortoluzzi, all'inizio dei secondi tempi, comunicò il parziale di Torino: 1-1, Galderisi al 17', pareggio di Collovati al 44'.
Il Fulvio nazionale aveva trovato lo spiraglio giusto per trafiggere Zoff, sugli sviluppi di un calcio d'angolo (un gol che per certi versi ricorda quello segnato da Nesta nella finale mondiale del 2007, nda). Galderisi? E chi era costui? Salentino (Salernitano, n.d.l.), non ancora diciannovenne, era stato prelevato da Trapattoni, in tutta fretta, dalla squadra Primavera bianconera impegnata al Torneo di Viareggio. Schierato titolare a fianco di Virdis, Galderisi, un "tappetto" dallo scatto bruciante e dal notevole fiuto del gol, nel primo tempo aveva sbloccato le marcature con una scivolata a due passi dalla porta rossonera.
Al 18' della ripresa, su cross dalla fascia sinistra, la tascabile punta juventina trafisse nuovamente, questa volta di testa, l'incredulo portiere milanista Piotti, colto in controtempo. Trapattoni, allora, pensò di rinforzare il centrocampo, in ottica di contenimento, inserendo Bonini al posto di Fanna. Due minuti dopo arrivò la risposta dell'allenatore rossonero: dentro Jordan, una punta, al posto di Icardi. In mischia, sfruttando un buco nella retroguardia bianconera, Roberto Antonelli fu lesto a depositare il pallone in rete con una mezza girata. "Attenzione, interviene lo studio: a Torino il Milan ha nuovamente pareggiato. Autore del gol Antonelli".
L'annuncio di Bortoluzzi fu il miglior ricostituente. Un punto contro i campioni d'Italia non avrebbe cambiato granché la precaria situazione in classifica ma avrebbe certamente alzato il morale di una truppa depressa da troppe disfatte, partita per stazionare nei quartieri nobili della massima serie ma costretta a respirare i miasmi della zona retrocessione, come una provinciale qualsiasi. I minuti scorrevano lentamente. Brady e Tardelli provarono a scardinare per la terza volta la difesa milanista. Francesco Romano, subentrato a Moro, provò persino una sortita dalle parti di Zoff. A 7' dalla fine, arrivò la condanna e questa volta fu senza appello per i rossoneri. Epilogo beffardo.
Un pallone vagante in area rimpallava sullo stinco di Galderisi (ancora lui) e rotolava in rete tra la disperazione di giocatori e tifosi rossoneri. C'è un'immagine di Novellino, pubblicata dal Guerin Sportivo dell'epoca, che spiega perfettamente il momento. Il piccolo attaccante juventino, che alcuni anni dopo avrebbe indossato anche la maglia rossonera e griffato anche un derby, castigava per la terza volta il Milan, incapace questa volta di reagire.
Puntuale come un cronografo svizzero, arrivò l'annuncio radiofonico, ribadito dalla sovrimpressione televisiva nel corso di "Domenica in". Era finita! L'ennesima sconfitta stagionale rendeva la situazione in classifica dei rossoneri sempre più pericolosa, con il gruppetto di terzultime (Bologna, Torino e Cagliari) che si allontanava paurosamente.
Al Milan rimasero i complimenti del dopopartita, piccola consolazione dei perdenti. La legge del Carneade, materializzatosi con le sembianze di un centravanti di 163 centimetri di altezza e risultato quel giorno di metà febbraio maledettamente ispirato in zona gol, aveva dato ragione ai padroni di casa. Nella storia rossonera, Juve-Milan del febbraio '82 diventerà "la delusione del giorno di San Valentino".tratto dal sito Amarcord Milan
Quando la Juve si rilassarischia di perdere la bussolaI bianconeri superano un eccellente Milan grazie ai gol di Galderisi, alle parate di Zoff, agli assist di Cabrini ed alla strategia di Furino, ma si deconcentrano troppo.Vittoria alla Juventus, onori al Milan. Il succo è questo. E siccome con gli onori non si vincono i campionati né si rimettono in sesto i bilanci, è pienamente giustificato il disappunto in casa rossonera. Una cosa pare certa: se gli uomini del giovane trainer Galbiati riusciranno a placare i restanti match con analoga grinta, concentrazione, volontà ed acume tattico la salvezza non sarà più un miraggio irraggiungibile.Dopo il necessario preambolo bisogna dire di Galderisi. Furino, al termine della partita, lo ha chiamato"malefico Giamburrasca".Una definizione perfettamente aderente alla realtà. Appena diciannovenne, Galderisi conserva quel modo maligno di affrontare partite ed avversari, quella freschezza nel rincorrere il pallone là dove avversari più maliziati credono l'azione conclusa. Ed ecco che il suo magico piede sbuca da una selva di gambe, perfido e puntuale, tempestivo e micidiale. E i gol arrivano come grappoli, per risolvere i problemi generali e specifici della Juventus.Così Galderisi è andato a segno tre volte, dimostrando talento e gran fiato sotto porta. I suoi guizzi sono autentiche trovate calcistiche, il suo palleggio delicioso. Fermarlo è un problema, ne sa qualcosa il coetaneo Foards, anche se autore di una buona partita. I tifosi già legati al piccolo campeno da un affetto profondo, sognano il tandem Gelderisi-Paolo Rossi. E sperano altri scudetti, secondo una tradizione molto eloquente. Su questa accoppiata si raccontano meraviglie, già degustate dai molti fori che quotidianamente aastetona, sfidando pioggia e freddo, gli allenamenti sul campo Marchi.Stupendo nastantes del ragazzo di Salerno è stato Antonio Cabrini, autore di gran partite maisacolas e in tutte e tre le circostanze decisive pronto a dettare il passaggio (o il tiro) di rifinitura. Ma Cabrini non costituisce nori-14, in quanto futti hanno apprestato le sue dott di difensore dicante, che al trasfor ma in als pericolosa. Ieri Buriani ha cercato di aspettare a zona. Con risultati poco apprezzabili, dal momento che il bianconero ha scorrevo in lungo e in largo nel settore di ana competenza.Sospinta da questi due elementi, la Juventus ha trovato una vittoria molto importante.Superare un Milan applicato al massimo e con pace di andare a rete come raramente gli era riuscito in precedenza nei match esterni, è certamente grosso merito. Ha sviluppato gran mole di gioco per venti minuti, segnando una rete e mancandone almeno tre. Pot at è place-ta, isaciando che il comando delle operazioni andaase of Milan. Sul pareggio (gol di Collo-vati la squadra di Trapattoni ha ballato pa-recchio dictotto minuti della ripresa), mo strando strani rilassamenti a vantaggio a quiettoE proprio questi lassismi stavano per pagare fyol di Antone. Fortunatamente per la Juventus un disperato rilancio di Collovati in contrava la gamba di Galderisi, che al trovava, questa volta non del tutto volontariamente, con il piede al punto giusto.Comunale in festa e partita chiusa. Sempre a fine gara, Purino (stratega perfetto del centrocampol) ha confessato candidamente che quaconu, a un certo punto, nella Juventus non ha funzionato. Forse inconsolamente tutti bianconeri credevano sufficiente un gol di vantaggio per avere ragione del Milan. I quali le ha invece fatto ricorso a ogni sorta morale e tecnica per ribellare, due volte, la situazione negativa. E sul 2-2, inutile nasconderlo, si è persino avuta la sensazione che il diavolo facesse un brutto scherzo alla vecchia signora.Se al Milan sarà sufficiente continuare a giocare su questi livelli per acciuffare, magari in extremis, do salvere, non sappiamo ae ba slená alla Juventus ripetere la gara di ieri per sinceri o quanto meno non perdere le altre pericolose pare in calendario. Le attenuanti non mancano dal momento che Tardelli era alla sua seconda gara dopo la lunga assenza, e dal momento che Bettega e Marocchino sono indisponibili. Non sempre il vecchio Purino potrà essere un stratega assoluto per togliere castagne dal fuoco del centro-campo blanconero quando è preso in solitaria dalle agil maniere avversarie, non sempre e potrà essere il maleficio piede di Galdertal a risolvere piccoli e grossi problemi. E non seme Apre Zoff flert autore di un intervento decial-tol potrà perare tutto se daunti non gli fan-no scudo.Angelo Carolitratto da "Stampa Sera" di lunedì 15 febbraio 1982












