É il 26 Febbraio 1989 e Cesena e Juventus si sfidano nella seconda giornata del girone di ritorno del Campionato di Calcio di Serie A 1988-89 allo Stadio 'Dino Manuzzi' di Cesena.
É una Juventus che cerca di costruire una squadra ancora scossa dal addio di 'Le Roi' Michel Platini e dai fallimenti di Ian Rush e del tecnico Rino Marchesi. Guidati in panchina dalla leggenda Dino Zoff, i bianconeri raggiungono un quarto posto in campionato che dovrebbe rappresentare un buon viatico per il futuro. Dall'altra parte c'è un Cesena che termina il campionato al limite della zona retrocessione e quindi vince il suo personalissimo 'scudetto'!
Buona Visione!
Stagione 1988-1989 - Campionato di Serie A - 2 ritorno
Cesena - Stadio Dino Manuzzi
Domenica 26 febbraio 1989 ore 15:00
CESENA-JUVENTUS 1-2
MARCATORI: Rui Barros 47, Rui Barros 85, Agostini 89
CESENA: Rossi S., Gelain, Limido, Bordin, Calcaterra, Jozic, Chierico (Aselli 56), Piraccini, Agostini, Domini, Traini
Allenatore: Albertino Bigon
JUVENTUS: Tacconi, Bruno P., De Agostini, Galia, Brio, Favero, Marocchi, Rui Barros, Altobelli (Buso 86), Zavarov (Magrin 69), Mauro
Allenatore: Dino Zoff
ARBITRO: Agnolin L.
E Boniperti ora sorride
«Presto vedrete lo zar»Si è allontanato benedicendo la folla dal finestrino della Thema presidenziale con gesti quasi regali. Giampiero Boniperti in Romagna è quasi più popolare di Raul Casadei anche se non sa ballare il liscio (ci smentirà?) e la gente gli si stringe attorno ululante, implorante, delirante.
«Giampiero ridacci lo scudetto»,grida uno venuto da lontano. E un altro aggiunge:
«Ho girato tutto il mondo per voi».Boniperti abbassa il finestrino, ringrazia e ribatte:
«Ha fatto, bene, perché si sarà sicuramente divertito».E' raggiante il presidente e diventa addirittura euforico quando, proprio sul cancello dello stadio, apprende la notizia del primo gol di Barros. Gliela recapita proprio il tifoso giramondo per passione e Boniperti fatica a restare calmo:
«Manca ancora un tempo, meglio essere prudenti. Ma certo una vittoria sarebbe utile per la Coppa. Anche così comunque mi pare ci siano segnali positivi».Zavarov ha offerto il meglio di sé proprio davanti al presidente. Quasi un omaggio all'uomo che lo ha sempre difeso a spada tratta e che ancora una volta ha voluto essergli vicino. Boniperti infatti lo applaude volentieri:
«Per noi non è una sorpresa. Sacha ha solo bisogno di tempo per ambientarsi, poi dimostrerà di essere quel grande fuoriclasse che forse in Italia qualcuno non conosce ancora. Purtroppo ha subito un bombardamento continuo e lui non è abituato ad una pressione psicologica così rilevante».Adesso la parola passa al sovietico, che, contro il Napoli, può cercare di dare ragione al suo presidente. Ieri ha fatto promesse, ora dovrà mantenerle.
Fabio Vergnano
tratto da: La Stampa 27 febbraio 1989










