giovedì 17 aprile 2025

17 Aprile 1988: Juventus - Napoli

É il 17 Aprile 1988 Juventus e Napoli si sfidano nella undicesima giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1987-88 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

É ancora una Juventus in pieno alto mare in questa stagione. Dopo l'abbandono di Michel Platini, la squadra (affidata a Rino Marchesi) non riesce a trovare la solita quadratura. Alla fine di questo campionato i bianconeri si piazzeranno in sesta posizione e dopo un emozionante spareggio contro il Torino acciufferanno il piazzamento UEFA per i capelli. 

Dall'altra parte c'e' un Napoli che sembra aver in pugno il suo secondo scudetto consecuttivo. Ma un Milan formato 'rivoluzione' di Arrigo Sacchi gli sta alle spalle prendendosi con forza un tricolere che gia' pareva destinato sotto il Vesuvio.

Buona Visione! 

 


juventus



Campionato di Serie A 1987-1988 - 11 ritorno
Torino - Stadio Comunale
Domenica 17 aprile 1988 ore 15.30
JUVENTUS-NAPOLI 3-1
MARCATORI: Cabrini 19, Rush 67, De Agostini rigore 73, Careca 83

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Cabrini, Bruno, Brio, Tricella, Mauro (Buso 88), Bonini, Rush, De Agostini, Laudrup (Scirea 84)
Allenatore: Rino Marchesi

NAPOLI: Garella, Ferrara, Francini, Bagni (Filardi 56), Ferrario, Renica, Careca, De Napoli, Giordano (Carnevale 46), Maradona, Romano
Allenatore: Ottavio Bianchi

ARBITRO: Lanese
ESPULSIONI: Cabrini 74 (Juventus)



MaGiCa stavolta è la Juventus Cabrini (espulso nel finale), Rush e De Agostini (rigore) umiliano i campioni - Palo di Carnevale sullo 0-1, gol di Careca con i torinesi in dieci 

TORINO — L'orgoglio della Juventus vale tre reti (subito Càbrtnl, quindi di Rush e di De Agostini su rigore), l'orgoglio di Bianchi solo un palò di Carnevale ed un gol di Careca quando i giochi erano ormai fatti. Anche quelli dell'arbitro Lanese: dopo aver distribuito fischi assortiti sbagliando spesso la valutazione del falli, ha pure espulso Cabrini (già ammonito) perché in un gesto di gioia aveva calciato lontano la palla del 3-0. Per fortuna (sua, anche) 11 direttore di gara non ha inciso sulla partita. Bianconeri superiori per ritmo, coraggio e {iniziative, azzurri con le gambe molli. Se Rino Marchesi vede (meglio tardi che mai), i frutti dèi suo lavoro. 

Bianchi non ha voluto piegarsi all'evidenza dei fatti. Il tecnico partenopeo ha cercato di forzare il blocco ripresentando l'attacco a tre .punte (Careca e Giordano, poi sostituito da Carnevale, più Maradona). Ma il centrocampo non ha potuto svolgere il già apprezzato lavoro di spinta e filtro. Nel motore la capolista perde i colpi, e la Juve l'Ha inguaiata con il lavoro oscuro ma efficace di Bonini nella zona, di un Bagni tanto commovente quanto zoppicante (senza di lui. sostituito al 56' da Filar- di, la squadra è parsa più zoppa ancóra), con la continuità di Mauro malgrado la valida opposizione di Francini, e soprattutto con l'efficacia del suo centro-sinistra. Dove De Agostini giocava (bene) largo su De Napoli, sulla fascia, e Cabrini più accentrato faceva sentire la sua grinta a Romano. Mal appoggiata, la Ma.Oi. Ca. partenopea finiva nella trappola Bruno (prima su Giordano quindi su Careca), Brio (Careca, quindi Carnevale) e Favero (addosso a Maradona, a meno che Diego non arretrasse troppo). Mal protetta, la difesa azzurra faticava e lasciava spazio, tenuta sulla corda da Rush sempre in agguato, dagli inserimenti di un Laudrup ispiratissimo. Cosi ha vinto, largamente, la squadra con una sola punta (Rush) che una volta in vantaggio ha colpito in contropiede. Un vecchio copione del nostro calcio, ma come sempre conta l'interpretazione. 

La Ma.Gi.Ca. ha cercato di mettere paura all'avversario con una partenza autoritaria, ma otteneva soltanto un tiro da lontano di Maradona (deviato da Tricella con rischio di autogol) e una staffilata da lontano di Bagni bloccata da Tacconi, mentre Lanese vedeva soprattutto falli dei bianconeri (anche quelli inesistenti). L'arbitro al 19' cambiava rotta: una spinta di Mauro obbligava Francini a toccare la palla oltre il fondo. Corner dello stesso Mauro, e sul calcio da fermo la difesa del Napoli lasciava un varco centrale per lo splendido, rabbioso, colpo di testa vincente di Cabrini. Arrivava (da Roma) anche il gol milanista di Vlrdls, e la reazione azzurra era nervosa, più istintiva che ragionata. Gli uomini di Bianchi si sbilanciavano, non trovavano spazi e ne lasciavano alle profonde repliche avversarie. In un corridoio utile, grazie ad un bel dribbling, si infilava alla mezz'ora Laudrup e la sua botta era tolta dalla porta da Garella con una delle sue spaccate. Il Napoli, dopo l'intervallo, si presentava con Carnevale al posto dì Giordano e con una serie di offensive più efficaci. Subito Maradona (combattivo, impegnato, ma soffocato dalla guardia bianconera) dalla sinistra centrava basso Carnevale con una deviazione volante liberava Careca sul quale scattava a chiudere Tacconi. La Juve replicava, Rush apriva per Cabrini ma il capitano aveva la palla sul destro ed il tiro era per Garella. L'occasione che poteva riequilibrare il punteggio si presentava al Napoli al 63': Carnevale che batteva a rete al volo con violenza ma il suo diagonale rimbalzava contro la traversa. In contropiede, la Juventus chiudeva i conti. 

Al 66' De Agostini sfondava sulla sinistra, e sul perfetto centro a rientrare il sinistro di Rush era un proiettile. Sette minuti dopo, il 3-0. Su un errore di Ferrarlo. Mauro toccava per lo scatto di Rush, il quale allargava per Laudrup. Il danese, vinto il primo dribbling, era agganciato da tergo da Ferrara. Rigore, Garella a sinistra e bomba di De Agostini dalla parte opposta. Ancora l'asstì r d a I espulsione di Cabrini (74') e il gol in mischia di Careca (83") poi lo scambio delle maglie. Partita dura fra giocatori seri. 

Bruno Perucca
tratto da: La Stampa 18 aprile 1988




Gianni Melidoni sul Messaggero: 

"Un giorno da vera Signora". 

Franco Colombo su Tuttosport: 

«Juve, un giorno da campioni». 

Ma in fondo è lo stesso: perché un tempo dire Signora voleva dire Scudetto. Opinione (personale) di Gian Maria Gazzaniga (Il Giorno): 

"Cabrini vola sulle macerie". 

Come a dire che il Napoli è ormai distrutto. Giordano ha avuto 4 da Gianni Piva (l'Unità); 5 da Ezio De Cesari (Corriere dello Sport-Stadio), Gazzaniga, Melidoni, Silvio Garioni (Corriere della Sera), Riccardo Signori (il Giornale); 5,5 da Colombo, Angelo Rovelli (Gazzetta dello Sport) e Silvio Romano (Il Tempo): cioè tutti l'hanno giudicato il peggiore del Napoli. 

Bruno Perucca invece l'ha ritenuto il migliore del Napoli e su "Stampa sera" gli ha dato il voto più bello 6,5; mezzo voto più di Maradona. Ha visto un Giordano diverso da tutti. Maradona a sua volta ha avuto 7 da Piva, Rivelli, Romano, De Cesari; addirittura 7,5 da Melidoni; l'unica insufficienza gliel'ha data Signori, l'esperto di pugilato del quotidiano di Montanelli (e di Berlusconi). Forse pretendeva dall'argentino il colpo del kappaò. Colombo a Garella ha dato appena la sufficienza, pur specificando che «soltanto nelle prima rete si può forse ipotizzare un suo concorso di colpa». Melidoni invece l'ha giudicato il migliore in campo, gli ha dato 7,5: a suo parere ha fatto miracoli. Come dire che il Napoli, di gol, poteva prenderne chissà quanti ancora.

tratto dal Guerin Sportivo anno 1988 n.16




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La Stampa 18 aprile 1988

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La Stampa 18 aprile 1988

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La Stampa 18 aprile 1988

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