mercoledì 27 agosto 2025

27 Agosto 2016: Lazio - Juventus

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 27 Agosto 2016 e Lazio e Juventus si sfidano nella Seconda giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2016-17 allo Stadio 'Olimpico' di Roma.

I Bianconeri con al timone Massimiliano Allegri partono in pole position per vincere l'ennesimo campionato. Ed infatti arriva il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l'allenatore livornese.

Dall'altra parte ci sono i biancocelesti che disputano una stagione eccellente ed ottengono un bel quinto posto finale che gli apre le porte per la UEFA Europa League.

Buona Visione!


 

lazio


Stagione 2016/17 - Serie A - 2a Giornata
Sabato 27 Agosto 2016 ore 18.00
Roma, Stadio Olimpico
LAZIO-JUVENTUS 0-1 
MARCATORI: Khedira (J) al 21' s.t.

LAZIO (3-4-3) Marchetti; Bastos, De Vrij, Radu; Basta (dal 26' s.t. Djordjevic), Biglia, Parolo, Lukaku (dal 18' s.t. Patric), Anderson, Immobile, Lulic (dal 13' s.t. Milinkovic)
A disposizione: Strakosha, Vargic, Hoedt, Wallace, Leitner, Cataldi, Murgia, Kishna, Lombardi, Djordjevic
Allenatore: Simone Inzaghi

JUVENTUS (3-5-2) Buffon; Benatia, Barzagli, Chiellini; Dani Alves (dal 33' s.t. Lichtsteiner), Khedira, Lemina, Asamoah, Alex Sandro; Mandzukic (dal 20' s.t. Higuain), Dybala (dal 43' s.t. Pjaca)
A disposizione: Neto, Audero, Evra, Rugani, Hernanes, Pjanic)
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Guida di Torre Annunziata.
Ammoniti: Radu (L), Alex Sandro, Lemina (J)



Secondo gol di fila del centrocampista tedesco, primo tempo con due sole parate di Marchetti su Dybala e Asamoah. Bene Bastos, esordio in A per Pjaca.

Ci sono tabù e certezze che durano nel tempo. La Juventus continua a essere la bestia nera della Lazio, che dal 2003 non riesce a batterla, la Signora resta il solito animale rapace affamato di vittorie. Anche con il centrocampo ancora da sistemare (dopo l'addio di Pogba e con Pjanic ancora in fase di smaltimento dell'infortunio). In un pomeriggio senza bollicine e contro una squadra messa bene in campo dal suo allenatore riesce comunque a trovare il gol partita con Khedira (ancora lui) e a non subire gol, cosa importantissima dopo un precampionato non impeccabile dal punto di vista difensivo.

POCA INCISIVITÀ — Allegri rimette in panchina mister 90 milioni Higuain: dei nuovi in campo dall'inizio ci sono solo Dani Alves e Benatia (al posto di Bonucci, non convocato per motivi personali), Barzagli fa il centrale di difesa, in regia c'è Lemina e in panchina ci sono ben 145 milioni spesi sul mercato (oltre al Pipita e Pjanic, anche Pjaca).

Nel finale c'è spazio anche per il primo tiro in porta della Lazio (targato Parolo e per il debutto in A di Pjaca (al posto di Dybala): pochi minuti per prendersi gli applausi dei tifosi bianconeri: dribbling e tiro respinto. la Juve chiude con 113 milioni in campo su 145 e soprattutto con sei punti in due partite. E mancano ancora due pedine da inserire negli ultimi giorni di mercato...

LAZIO COMPATTA E TONICA — I bianconeri attaccano sempre con almeno cinque uomini, Khedira e Asamoah s'inseriscono a turno e cercano di infilare la difesa della Lazio, per la prima volta a tre (con Bastos al debutto, il migliore dei biancocelesti), ma poco ci riescono. Lemina distrugge ma non crea e Dybala e in pratica il regista lo fa Dybala. La Lazio corre, la mette sul fisico e segue il diktat di Inzaghi junior: coprire e poi ripartire. Marchetti si sporca i guanti solo su un colpo di testa di Dybala (cross di Sandro) e su un tiro di Asamoah. Manca creatività a centrocampo e tutta la squadra ne risente, anche perché Mandzukic è fuori dal gioco. La Lazio ha un'occasione buona con Immobile (cross di Anderson) che però viene anticipato dall'ottimo Benatia.

PIPITA? NO KHEDIRA — A inizio ripresa Mandzukic si ritrova sul piede la palla buona per il vantaggio, ma se la fa respingere da Marchetti (con i pugni); l'azione prosegue con un tiro di Dybala di poco a lato. è il segnale che serve il Pipita. Detto fatto: Higuain entra e la Juve passa in vantaggio: no, non è lui a bucare Marchetti ma Khedira (due gol in due partite), che s'imbuca a meraviglia su un pallone telecomandato da Dybala (nell'occasione male De Vrij e Biglia, quest'ultimo non brillantissimo). Nel finale c'è spazio anche per il primo tiro in porta della Lazio (targato Parolo e per il debutto in A di Pjaca (al posto di Dybala): pochi minuti per prendersi gli applausi dei tifosi bianconeri: dribbling e tiro respinto. la Juve chiude con 113 milioni in campo su 145 e soprattutto con sei punti in due partite. E mancano ancora due pedine da inserire negli ultimi giorni di mercato... 



Partita durissima (anche per il caldo), la Juve fatica ma trova una meritata vittoria con il gol del tedesco ispirato da Dybala, proprio un minuto dopo l'ingresso di Higuain

ROMA - Entra Higuain ed è subito gol. Questa volta lo segna Khedira, ma l’effetto è spettacolare, come se bastasse l’ingresso del Pipita, al 21’ della ripresa, a scatenare il panico nella difesa della Lazio, fin lì precisa e attenta nei posizionanti e poi improvvisamente infilzata dall’inserimento del tedesco, meravigliosamente servito da Dybala. E’ il 22’ del secondo tempo e la Juventus va in vantaggio. Fino a quel momento la partita aveva offerto tanto caldo e poco calcio, da quel momento in poi ci si diverte un po’ di più con i bianconeri che legittimano il vantaggio con un altro paio di chiare occasioni e la Lazio che ci prova con la forza della disperazione. In definitiva è una vittoria sofferta, ma meritata dalla Juventus, più esperta, più cinica e più solida della volitiva Lazio. Per il gioco e le bollicine ci sarà tempo, anche perché pur senza brillare la squadra di Allegri fa già paura al campionato.

LOTTA LIBERA - Nel primo tempo c’è più wrestling che calcio: la Lazio è alta, aggressiva, determinatissima e la Juventus la subisce senza, tuttavia, rischiare mai, perché la squadra di Inzaghi non è in proporzione altrettanto incisiva. Si lotta corpo a corpo a ritmi medio-bassi. Il caldo, terrificante (35 gradi), non aiuta, la partita è quindi intensa, ma di occasioni da gol non ne appaiono sul campo (bruttino) dell’Olimpico. Restano quindi appunti sparsi: la catena di destra dei bianconeri registra qualche intoppo difensivo, con Dani Alves poco preciso nei ripiegamenti difensivi e in generale poco brillante; Dybala agisce da centrocampista, qualche tocco sublime, i soliti falli subiti (quello di Radu al 18’ sarebbe probabilmente da rosso e non da giallo), ma nessun colpo geniale; il nuovo Bastos si appiccica bene su Mandzukic e si dimostra giocatore interessante; Lemina ci mette buona volontà, ma se vuole fare il regista deve portare meno palla e, soprattutto, evitare di perderla in modo ingenuo; Benatia è all’altezza della BBC, chiusure difensive perfette e piede educatissimo; Asamoah è ancora concreto e discreto, non uno che fa la differenza però.

LA VOCE DEL PADRONE - La Juventus della ripresa prende progressivamente possesso della partita, imponendo la tecnica superiore e la granitica solidità caratteriale. Sfiora il gol con Mandzukic e Dybala nella stessa azione al 14’ della ripresa e insiste approfittando di un evidente calo fisico della Lazio che ha speso tanto, forse troppo nella prima parte, sfiorando ancora la rete con Khedira al 16’. E’ un segnale, perché proprio il tedesco (quattro gol e un assist per lui nelle ultime 6 presenze in Serie A, considerando il finale della scorsa stagione) mette in rete il pallone dell’1-0 al 22’ su assist di Dybala. La Juventus non molla, nonostante la stanchezza e un finale orgoglioso della Lazio. Negli ultimi minuti c’è spazio per assistere all’esordio di Marko Pjaca, uno che finirà per conquistarsi molto di più degli ultimi minuti di una partita.

CALMA JUVE - Anche l’anno scorso, il 30 agosto, la Juventus aveva giocato all’Olimpico la seconda giornata di campionato (contro la Roma), rimediando la seconda sconfitta (2-1) su due partite: era una Juventus terribile, tatticamente scombiccherata, inquadrabile nella costruzione del gioco e molle nel carattere. Molti ne celebrarono il funerale, venendo poi clamorosamente smentiti dalla rimontona scattata all’undicesima giornata. Ancora più imprudente sarebbe criticare la Juventus di questa sera che sì fatica, ma dimostra una robustezza spaventosa e una capacità di vincere le partite frustrante per chi la affronta. E’ un cantiere (con il mercato ancora aperto e i nuovi che partono dalla panchina), ma decisamente ben avviato e con una classifica assai tranquillizzante.





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