domenica 11 maggio 2025

11 Maggio 1980: Juventus - Fiorentina

É l' 11 maggio 1980 e Juventus e Fiorentina si sfidano nella quindicesima (ed ultima) giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1979-80 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I bianconeri dopo aver conteso fino all'ultimo lo Scudetto all'Inter giocano questa ultima gara senza alcuna pressione. Al termine del campionato infatti sará solo secondo posto dietro i nerazzurri mentre i viola chiudono in quinta piazza - un risultato piú che soddisfacente per loro.

Buona Visione!



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Stagione 1979-1980 - Campionato di Serie A - 15 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 11 maggio 1980 ore 17:00 
JUVENTUS-FIORENTINA 3-0
MARCATORI: Fanna 7, Gentile 52, Bettega R. rigore 60

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, Marangon F. (Pin 69), Gentile, Scirea, Fanna, (c) Causio, Bettega R., Verza, Marocchino
A disposizione: Bodini, Virdis
Allenatore: Giovanni Trapattoni

FIORENTINA: Galli G., Ferroni, Tendi, Guerini (Zagano 24), Galbiati, Orlandini, Restelli, Bruni, Desolati, Antognoni, Bruzzone
A disposizione: Pellicanò, Sella
Allenatore: Paolo Carosi 

ARBITRO: Pieri C.
AMMONIZIONI: Causio 17 (Juventus); Zagano, Antognoni 26 (Fiorentina)




Le pagelle dei torinesi al Comunale 
Marangon, un buon esordio 

Zoff — Compie quattro belle parate (tre difficili su Restelli Antognoni e Zagano) e, alla fine Desolati, graziandolo non gli rovina la festa. 

Cuccureddu — Una prova onesta, con una sola concessione (sul 3-0 e agli sgoccioli della gara) per Desolati. 

Cabrini — Controlla Restelli, va spesso al cross ma sbaglia passaggi facili perché è scoordinato. Deve riacquistare piena fiducia nel suo... sinistro. 

Marangon — Baricentro basso ma gambe solide, il trevigiano ricorda nel fisico il fratello che gioca nel Vicenza. Per lui il pallone non è mai perso. Riceve applausi e conquista un rigore. Un debutto positivo. 

Pin — Subentra nel finale al corregionale Marangon a risultato acquisito. Fa un tranquillo esordio nella massima divisione. 

Gentile — É in forma, controlla senza problemi l'acerbo Bruzzone, va spesso a concludere segnando un bel gol e sfiorandone altri due. 

Scirea — Impeccabile in fase difensiva, dopo la «doppietta» di Ascoli, s'avventura all'attacco con profitto: non segna ma fa segnare Gentile con un lancio magistrale. 

Fanna — Un'altra prestazione convincente caratterizzata da un gol rabbioso e da una serie di utili servizi ai compagni. 

Causio — Un'ammonizione al primo fallo lo innervosisce e, pur non rendendo al meglio delle sue possibilità, imposta il gioco alternando qualche brillante acuto a passaggi fuori misura. 

Bettega — Manca di un soffio due reti su azione, dopo aver propiziato quella di Fanna. Consolida il suo primato dì «leader» dei marcatori dal dischetto. É il giusto premio per Bobby-gol. 

Verza — Se la vede con Antognoni ma dà l'impressione di giocare con sufficienza. Sbaglia un gol fatto, colpisce su punizione l'incrocio dei pali. Bassi e alti che non cancellano le perplessità su questo estroso centrocampista che ha l'attenuante di essere rimasto fuori, per infortunio due mesi. 

Marocchino — Si fa apprezzare per una serie di poderosi allunghi sulle fasce laterali e per i cross (uno stupendo per Bettega) più che per le conclusioni.

Bruno Bernardi





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Chiude in bellezza, la Juve, una stagione che pure l'ha vista cedere su tutti e tre i fronti: campionato, Coppa Italia e Coppa delle Coppe. Ma un motivo di gioia autentica c'è, ed è la vittoria ottenuta fra la sorpresa generale da Bettega nella classifica dei cannonieri, grazie al rigore trasformato nell'ultima gara casalinga con la Fiorentina. Gli altri due gol portano la firma di Fanna e Gentile

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"Avrei preferito vincere qualcosa d'altro," 
diceva sabato Roberto Bettega a chi gli ricordava come l'ultima giornata di campionato gli avrebbe dato con ogni probabilitá il titolo dei cannonieri. Ma ieri dopo il rigore messo a segno con grande freddezza (finta, Galli che si lancia sulla sua sinistra, palla che si infila precisa e beffarda dalla parte opposta) il bianconero é andato a braccia alzate verso il pubblico che lo applaudiva, ed i compagni sono corsi ad abbracciario, sino a soffocarlo.

Il successo di Bettega fra i goleadors con 16 reti contro le 15 di Altobelli e doppiamente significativo: indicato da Trapattoni durante il ritiro di Villar Perosa come il giocatore che doveva sacrificarsi, tornando a muoversi come punta, dopo il fallimento delle trattative per Paolo Rossi, Roberto ha tenuto fede all'impegno pur mantenendo le sue caratteristiche di gioco: centrocampista avanzato, mezza punta, punta arretrata. Tutto meno che centravanti, pur avendo sulle spalle la maglia numero nove. 
Roberto Bettega, quindi, é stato di parola: la classe, tempismo, la sempre grande abilita nel colpo di testa, lo hanno aiutato a rispondere alle attese dello scorso agosto senza rinunciare al gioco che ormai più gli è congeniale, e sul quale punta Enzo Bearzot per il campionato d'Europa che si avvicina circondato da molti timori.

Bruno Perucca
tratto da: La Stampa 12 maggio 1980 


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