É l' 11 maggio 1980 e Juventus e Fiorentina si sfidano nella quindicesima (ed ultima) giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1979-80 allo Stadio 'Comunale' di Torino.
I bianconeri dopo aver conteso fino all'ultimo lo Scudetto all'Inter giocano questa ultima gara senza alcuna pressione. Al termine del campionato infatti sará solo secondo posto dietro i nerazzurri mentre i viola chiudono in quinta piazza - un risultato piú che soddisfacente per loro.
Buona Visione!
Stagione 1979-1980 - Campionato di Serie A - 15 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 11 maggio 1980 ore 17:00
JUVENTUS-FIORENTINA 3-0
MARCATORI: Fanna 7, Gentile 52, Bettega R. rigore 60
Torino - Stadio Comunale
domenica 11 maggio 1980 ore 17:00
JUVENTUS-FIORENTINA 3-0
MARCATORI: Fanna 7, Gentile 52, Bettega R. rigore 60
JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, Marangon F. (Pin 69), Gentile, Scirea, Fanna, (c) Causio, Bettega R., Verza, Marocchino
A disposizione: Bodini, Virdis
Allenatore: Giovanni Trapattoni
FIORENTINA: Galli G., Ferroni, Tendi, Guerini (Zagano 24), Galbiati, Orlandini, Restelli, Bruni, Desolati, Antognoni, Bruzzone
A disposizione: Pellicanò, Sella
Allenatore: Paolo Carosi
ARBITRO: Pieri C.
AMMONIZIONI: Causio 17 (Juventus); Zagano, Antognoni 26 (Fiorentina)
Le pagelle dei torinesi al ComunaleMarangon, un buon esordioZoff — Compie quattro belle parate (tre difficili su Restelli Antognoni e Zagano) e, alla fine Desolati, graziandolo non gli rovina la festa.Cuccureddu — Una prova onesta, con una sola concessione (sul 3-0 e agli sgoccioli della gara) per Desolati.Cabrini — Controlla Restelli, va spesso al cross ma sbaglia passaggi facili perché è scoordinato. Deve riacquistare piena fiducia nel suo... sinistro.Marangon — Baricentro basso ma gambe solide, il trevigiano ricorda nel fisico il fratello che gioca nel Vicenza. Per lui il pallone non è mai perso. Riceve applausi e conquista un rigore. Un debutto positivo.Pin — Subentra nel finale al corregionale Marangon a risultato acquisito. Fa un tranquillo esordio nella massima divisione.Gentile — É in forma, controlla senza problemi l'acerbo Bruzzone, va spesso a concludere segnando un bel gol e sfiorandone altri due.Scirea — Impeccabile in fase difensiva, dopo la «doppietta» di Ascoli, s'avventura all'attacco con profitto: non segna ma fa segnare Gentile con un lancio magistrale.Fanna — Un'altra prestazione convincente caratterizzata da un gol rabbioso e da una serie di utili servizi ai compagni.Causio — Un'ammonizione al primo fallo lo innervosisce e, pur non rendendo al meglio delle sue possibilità, imposta il gioco alternando qualche brillante acuto a passaggi fuori misura.Bettega — Manca di un soffio due reti su azione, dopo aver propiziato quella di Fanna. Consolida il suo primato dì «leader» dei marcatori dal dischetto. É il giusto premio per Bobby-gol.Verza — Se la vede con Antognoni ma dà l'impressione di giocare con sufficienza. Sbaglia un gol fatto, colpisce su punizione l'incrocio dei pali. Bassi e alti che non cancellano le perplessità su questo estroso centrocampista che ha l'attenuante di essere rimasto fuori, per infortunio due mesi.Marocchino — Si fa apprezzare per una serie di poderosi allunghi sulle fasce laterali e per i cross (uno stupendo per Bettega) più che per le conclusioni.Bruno Bernarditratto da: La Stampa 12 maggio 1980
"Avrei preferito vincere qualcosa d'altro,"diceva sabato Roberto Bettega a chi gli ricordava come l'ultima giornata di campionato gli avrebbe dato con ogni probabilitá il titolo dei cannonieri. Ma ieri dopo il rigore messo a segno con grande freddezza (finta, Galli che si lancia sulla sua sinistra, palla che si infila precisa e beffarda dalla parte opposta) il bianconero é andato a braccia alzate verso il pubblico che lo applaudiva, ed i compagni sono corsi ad abbracciario, sino a soffocarlo.Il successo di Bettega fra i goleadors con 16 reti contro le 15 di Altobelli e doppiamente significativo: indicato da Trapattoni durante il ritiro di Villar Perosa come il giocatore che doveva sacrificarsi, tornando a muoversi come punta, dopo il fallimento delle trattative per Paolo Rossi, Roberto ha tenuto fede all'impegno pur mantenendo le sue caratteristiche di gioco: centrocampista avanzato, mezza punta, punta arretrata. Tutto meno che centravanti, pur avendo sulle spalle la maglia numero nove.
Roberto Bettega, quindi, é stato di parola: la classe, tempismo, la sempre grande abilita nel colpo di testa, lo hanno aiutato a rispondere alle attese dello scorso agosto senza rinunciare al gioco che ormai più gli è congeniale, e sul quale punta Enzo Bearzot per il campionato d'Europa che si avvicina circondato da molti timori.
Bruno Perucca
tratto da: La Stampa 12 maggio 1980
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