É il 20 Maggio 1998 e Juventus e Real Madrid si sfidano nella Finale (a gara unica) della UEFA Champions League 1997-98 alla 'Amsterdam Arena' di Amsterdam (Olanda).
La Juventus ottimamente guidata in panchina dal maestro Marcello Lippi si appresta a vincere il suo 25esimo Scudetto. Sará l'annata di Alessandro Del Piero (autore di 21 gol in campionato) e Zinedine Zidane (che a Luglio vincerá il Mondiale a casa sua).
Per quanto riguarda la massima competizione europea i bianconeri saranno protagonisti di un altra finale persa. Stavolta tocca ai 'blancos' del Real Madrid di impedire alla Juve di issarsi sul tetto del 'Vecchio Continente'.
Buona Visione!
Stagione 1997-1998 - Champions League - Finale
Amsterdam, campo neutro - Amsterdam ArenA
mercoledì 20 maggio 1998 ore 20:45
JUVENTUS-REAL MADRID 0-1
MARCATORI: Mijatovic 66
Amsterdam, campo neutro - Amsterdam ArenA
mercoledì 20 maggio 1998 ore 20:45
JUVENTUS-REAL MADRID 0-1
MARCATORI: Mijatovic 66
JUVENTUS: (c) Peruzzi, Torricelli, Iuliano, Montero P., Di Livio (Tacchinardi 46), Deschamps (Conte A. 77), Davids, Pessotto G. (Fonseca 70), Zidane, Inzaghi, Del Piero
A disposizione: Rampulla, Dimas, Birindelli, Amoruso
Allenatore: Marcello Lippi
REAL MADRID: Illgner, Panucci, Sanchis, Hierro, Roberto Carlos, Seedorf, Karembeu, Redondo, Raul (Amavisca 90+2), Mijatovic (Suker 89), Morientes (Jaime 81)
A disposizione: Canizares, Victor, Fernando Sanz, Savio
Allenatore: Juup Heynckes
ARBITRO: Krug (Germania)
AMMONIZIONI: Davids 34, Montero P. 79 (Juventus); Hierro 23, Roberto Carlos 37, Karembeu 56, Seedorf 90+4 (Real Madrid)
Lippi: una serata storta«Abbiamo ancora sbagliato partita»AMSTERDAM DALL'INVIATOVolti luttuosi in seno alla Juve. Esattamente come un anno fa, all'Olympiastadium di Monaco di Baviera.Moggi è laconico:«Delusione enorme. Non siamo stati i soliti».Laconico anche Bettega:«Loro, gli spagnoli, hanno avuto maggior convinzione. La stagione, ad ogni modo, rimane positiva».Ed ecco Lippi. Stessa abbronzatura di dodici mesi fa in Baviera. Stesso sguardo triste. Stessa voce stanca, amara. Stesso torcersi ossessivo delle dita delle mani. E stessa onestà:«Onore al Real Madrid, ha vinto il migliore. Ancora una volta abbiamo sbagliato la partita decisiva».Chissà quant'è avvilito (e forse furibondo) Marcello il Bello. Però, cela bene lo stato d'animo, solo il continuo intrecciarsi e disintrecciarsi delle dita tradiscono l'intimo tormento. Seduto tra due funzionari-interpreti della Uefa, davanti a una siepe di taccuini e telecamere, il tecnico esordisce rendendo omaggio al Real Madrid e accusando se stesso e la truppa:«Non c'eravamo, inutile girare attorno all'argomento. La verità è che gli spagnoli ci sono stati superiori. Noi, ancora una volta, come a Monaco col Borussia, non siamo stati capaci di giocare come sappiamo. Ci siamo espressi al di sotto del nostro standard».Lippi è monologante:«Tutto è stato identico all'altra volta: di nuovo siamo arrivati alla finale disputando ottime prestazioni e poi, all'atto conclusivo, abbiamo fallito».La voce ha un sussulto:«Comunque, non getto la croce addosso ai miei. Anzi, li voglio ringraziare pubblicamente per quanto hanno combinato di grandioso. Hanno rivinto il campionato con pieno merito, sono riusciti a giungere ancora una volta alla finale della Champions League, poi...».Pausa, segue un mesto, sospirato:«Pazienza».Cominciano le domande, sono tutte di matrice italica, i giornalisti spagnoli ascoltano. Richiesto di commentare la prova bianconera, il generalissimo è conciso:«Avevamo iniziato benino, a poco a poco il Real ha preso il controllo del gioco. Così, dopo aver creato qualcosina nei primi venti minuti, abbiamo subito. Lo stesso è accaduto nella ripresa: una fiammata e i madrileni che si riprendono... Abbiamo proprio combinato poco. Passati in svantaggio abbiamo fatto tremare Illgner con quella conclusione di Inzaghi di un soffio a lato e poi con l'occasione di Davids. Peccato che l'olandese non sia riuscito a calciare bene colpendo la palla in maniera sporca. Però, non soffermiamoci troppo su queste due azioni: non è da Juve mettere insieme una miseria tale di occasioni. Ripeto, signori, abbiamo fatto davvero poco, ancora una volta siamo mancati nel momento decisivo».Nessuno parla di «maledizione da finale», si cercano lumi alla sostituzione di Di Livio al principio della ripresa. Spiega Lippi:«Dato che avevamo perduto il controllo del centrocampo e mi serviva un uomo che fosse più presente nel cuore del gioco, nell'intervallo ho deciso di far entrare Tacchinardi. La mossa ha dato subito qualche frutto, nel senso che siamo andati bene per una decina di minuti, poi...».Lippi guarda la platea, l'interroga:«Domande?»,coglie al volo l'opportunità del silenzio, sospira:«Allora, spazio ai vincitori, è giusto così».E porta negli spogliatoi la delusione per la seconda Coppa svanita sui più bello.Claudio Giacchinotratto da: La Stampa 21 maggio 1998
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