lunedì 28 aprile 2025

28 Aprile 2002: Juventus - Brescia

É il 28 Aprile 2002 Juventus Brescia si sfidano nella sedicesima giornata del girone di ritorno del Campionato di Serie A 2001-02 allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

É una stagione col finale col botto questa per i campioni bianconeri. Iniziata cosí cosí nel finale i nostri eroi stanno girando a mille. La vetta sí avvicina e sí avvicina anche il 5 maggio, ultima giornata di campionato. Tutto il resto é Storia

Dall'altra parte c'é un Brescia che deve vince il suo 'scudetto personale' - salvezza risicata ma fondamentale!


Buona Visione! 




juventus




Stagione 2001-2002 - Campionato di Serie A - 16 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
domenica 28 aprile 2002 ore 15:00 
JUVENTUS-BRESCIA 5-0
MARCATORI: Trezeguet 8, Del Piero 71, Trezeguet 76, Del Piero 80, Trezeguet 89

JUVENTUS: Buffon, Thuram L., Ferrara C., Iuliano, Montero P., Nedved, Tacchinardi (Tudor 33), Davids (Paramatti 81), (c) Del Piero, Zalayeta (Zambrotta 46), Trezeguet
A disposizione: Carini, Zenoni, Birindelli, Amoruso
Allenatore: Marcello Lippi

BRESCIA: Castellazzi, Bonera, Calori, Mangone, Filippini A., Filippini E. (Baggio R. 66), Guardiola (Yllana 54), Sussi, Binotto, Toni (Tare 75), Bachini
A disposizione: Bacchin, Giunti, Schopp, Stankevicius
Allenatore: Carlo Mazzone

ARBITRO: Racalbuto
AMMONIZIONI: Montero P., Tudor (Juventus); Bonera, Filippini A., Sussi, Calori, Bonera 60 (Brescia)
ESPULSIONI: Allenatore Mazzone 9, Bonera 60 (Brescia)




BIANCONERI SI CONGEDANO DAL DELLE ALPI CON UNA GOLEADA SUPERIORE A QUELLA CHE AVEVA INAUGURATO IL LORO CAMPIONATO CONTRO IL VENEZIA

Nel segno di Del Piero una Juve a forza 5 travolge il Brescia 
Premiato il coraggio di Lippi che impiega Zalayeta al fianco di David 
Alex nel ruolo di rifinitore in tandem con Nedved. Espulso Mazzone 

TORINO La vittoria più corposa del campionato rischia anche di essere la più inutile. Tuttavia, nel congedo da Torino con il Brescia, come nel giorno in cui si presentò (era fine agosto) contro il Venezia (4-0), la Juventus ha offerto cinque gol e spettacolo, un'esibizione di potenza che non ha saputo ripetere spesso altrimenti lo scudetto avrebbe già un padrone; a 90' dalla fine, la Juve può soprattutto rammaricarsi con se stessa se si trova a inseguire l'Inter e non le sta davanti, come la sua maggiore qualità le avrebbe consentito. Ieri Lippi ha trovato il coraggio di cambiare per non rischiare la battuta d'arresto; ha giocato la carta dei due attaccanti, dando fiducia a Zalayeta dopo la gestazione brillante in Coppa Itala, con Del Piero e Nedved a sorreggerli. Una mossa che in Spagna o in Inghilterra sarebbe normale ma che ai nostri allenatori appare sempre un azzardo. 

Alla 33a partita di campionato, la 52a nella stagione, la Juve è arrivata finalmente a esporre il proprio potenziale d'attacco, costringendo Del Piero al ruolo che ci sembra più suo, rifinitore, anche se defilato sulla fascia sinistra come nel primo anno della Juve lippiana, quando faceva da terza punta del tridente con Vialli e Ravanelli. Non hanno compiuto sfracelli i bianconeri nel primo tempo ed il risultato è lievitato quando, nella ripresa, l'ingresso di Zambrotta ha restituito alla squadra il volto consueto e l'espulsione di Bonera le ha dato il vantaggio di un uomo in più. Ma era forte il segnale di quella squadra schierata con Zalayeta e Trezeguet davanti. Del Piero e Nedved esterni a completare il trapezio offensivo. Il Brescia lo ha ricevuto. Lo ha patito. 

Dopo due minuti la Juve era già in rete con una conclusione di Zalayeta che soltanto il guardalinee Di Mauro giudicava in fuorigioco. E all'5' il gol di Trezeguet, di testa, sul calcio d'angolo di Del Piero (contestato da Mazzone, che veniva espulso), esorcizzava il pericolo più grave, quello di non schiodare la difesa bresciana e percorrere la partita in affanno. L'attenzione si spostava su San Siro, senza troppe illusioni neppure dopo il pareggio di Matuzalem, eppure con la certezza che l'ultima parola sul primo posto non è ancora stata detta. L'invasione bianconera di Udine è il progetto di una settimana che ne ricorda altre degli ultimi due anni ma, chissà perché, con la sensazione che la Juve questa volta possa riprendersi quanto le sfuggì nelle stagioni di Ancelotti. Lippi ha dato una scossa. Il gruppo che avevamo visto a Piacenza domenica scorsa, salvato dall'invenzione estemporanea di Nedved, si sarebbe attorcigliato su se stesso anche questa volta. 
Se non hai qualità sulle fasce, se la speranza del tuo gioco deve fondarsi sui piedi inadeguati delle seconde e terze linee, non serve avere qualche fuoriclasse né Trezeguet, il goleador più prolifico dai tempi di Omar Sivori, pure lui un oriundo argentino.
 
Ieri dall'esterno partivano le iniziative di gente che pure quando non è al massimo sa offrire una palla precisa, un cross non banale e comunque allarga la difesa. Davids e Tacchinardi, finché l'infortunio non l'ha levato di mezzo, non dovevano preoccuparsi di innescare il gioco, bastava che distruggessero le trame bresciane. Dietro, la difesa era inedita e sicura, anche se Thuram e Monterò dovevano fare gli esterni perché la Juve ha difensori centrali in abbondanza (quando Tudor ha sostituito Tacchinardi ce n'erano in campo addirittura cinque) e pare che l'anno prossimo voglia aggiungerci Stam. 

Il Brescia, in svantaggio, si proiettava in avanti e controllava la palla, senza colpire mai con decisione. Toni, bel giocatore finché non si affaccia vicino alla porta, era consumato dall'esperienza di Ferrara, Altro non c'era, mentre la Juve arrivava comunque a colpire un palo con luliano e a impegnare Castellazzi con Nedved. Zalayeta non trovava gli spazi che gli aveva concesso il Parma, qualche sua fuga verticale creava scompiglio ma nell'intervallo Lippi decideva che il più era fatto. Bisognava tornare ai vecchi equilìbri. E mentre il Brescia attendeva a far entrare Baggio, l'espulsione di Bonera (seconda ammonizione per un fallo su Del Piero) ne comprometteva la rimonta. Il Codino entrava al 21', sull' 1-0, e assisteva dopo cinque inutili minuti all' esplosione juventina. Del Piero segnava con una punizione da 25 metri che beffava Castellazzi, poi lui stesso e Trezeguet, completavano l'opera sugli assist di Nedved, Davids e Tudor a difesa aperta. 
La fiammella bresciana si era spenta, quella juventina resta accesa per una settimana.

Marco Ansaldo

Nedved serve assist 
Baggio non sì vede 
Thuram sente l'aria dei Mondiali, un super Ferrara annulla Toni 

BUFFON 6. Una parata a terra su Binotto nel primo tempo e la sua domenica finisce lì. 

THURAM 7. Confermata la sensazione delle ultime gare: il profumo di Mondiale gli fa non bene, ma benissimo. Spinge e annulla quel che resta di Bachini. 

FERRARA 7. Senza la tripletta di Trezeguet avrebbe meritato il premio di migliore in campo. Sta concludendo alla grande un campionato che avrebbe dovuto riservargli soltanto una parte da comprimario. Se Toni non esiste il merito è suo. 

IULIANO 6,5. A parte una scena alla Gianni e Pinotto con Buffon, fa il pretoriano difensivo senza alcun problema particolare. Anche nel momento in cui il Brescia spinge prima di dimettersi in blocco dalla partita. 

MONTERO 6. Bravo a sacrificarsi in una posizione che non gli è consona. L'ultima apparizione da esterno sinistro si perde nella notte dei tempi, Lippi lo utilizza in quel ruolo per avere più copertura. Ma nel primo tempo il Brescia trova spesso disco verde da quella parte. Zalayeta arma segreta nella formazione con quattro attaccanti Lippi ridisegna i ruoli e dà la sua impronta a questo successo 

NEDVED 7. Assist man per Trezeguet, gioca molto decentrato a destra nello schieramento rischiatutto ideato a sorpresa da Lippi. Gli si può perdonare qualche cross di troppo sbagliato. 

TACCHINARDI 6. La sua partita dura mezz'ora. Poi lo blocca una botta alla coscia 
(dal 33' pt Tudor 7: manda in gol Trezeguet, si conferma bravo anche nel ruolo di centrocampista). 

DAVIDS 7. Si iscrive nell'elenco dei rifinitori offrendo a Del Piero la palla del quarto gol. Solita grinta, quando entra Baggio va a marcarlo a uomo 
(dal 35'st Paramatti sv) 

DEL PIERO 7. L'inizio non è dei migliori, poi decolla. La punizione è un pezzo di bravura diverso dal solito: niente tiro a girare, ma botta secca che trova impreparato Castellazzi. Splendido anche il 4o gol juventino. 

TREZEGUET 7.5. Sale sul trono dei goleador con una grande tripletta. Difficile trovare nuovi aggettivi per questo campione che ha il gol nel sangue. 

ZALAYETA 6. E' l'arma segreta di Lippi. Marcello sfrutta la sua grande condizione e nei primi minuti è lui che semina scompiglio nelle file bresciane 
(dal 1 ' st Zambrotta 6,5: va a sinistra, fa con profitto il porta borracce).
 
LIPPI 7. Rischia tutto con quattro attaccanti, poi ridisegna la squadra. Su questa vittoria c'è netta la sua impronta. 

Fabio Vergnano
articoli tratti da: La Stampa 29 aprile 2002





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