venerdì 20 giugno 2025

25 Ottobre 1992: Inter - Juventus

É il 25 Ottobre 1992 e Inter Juventus si sfidano nella settima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1992-1993 allo Stadio 'Giuseppe Meazza' San Siro di Milano.

La Juventus cerca di fermare l'egemonia del Milan che da un paio d'anni o piú ammazza il campionato senza scampo. Sará un impresa quasi impossibile in campionato, ma tant'e' che con questo Roberto Baggio (capitano e uomo simbolo della squadra in Italia e nel mondo) tutto é possibile!

Buona Visione! 



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Stagione 1992-1993 - Campionato di Serie A - 7 andata
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
domenica 25 ottobre 1992 ore 14:30 
INTER-JUVENTUS 3-1
MARCATORI: Ruben Sosa 39, Sammer 45, Shalimov 79, Moeller 85

INTER: Zenga, Bergomi, De Agostini, Berti, Ferri R., Battistini S., Bianchi A., Shalimov, Schillaci, Sammer, Ruben Sosa
A disposizione: Abate, Paganin A., Montanari, Orlando An., Fontolan. 
Allenatore: Osvaldo Bagnoli

JUVENTUS: Peruzzi, Torricelli, Baggio D., Galia (Casiraghi 46), Kohler, Carrera M., Conte A., Platt (Di Canio 59), Vialli, (c) Baggio R., Moeller
A disposizione: Rampulla, De Marchi, Ravanelli
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Amendolia
AMMONIZIONI: Kohler 52, Vialli 57 (Juventus); De Agostini 12, Bianchi A. 72 (Inter)



Vialli-Baggio duetto nelle nuvole 
Schillaci bravissimo, gli manca soltanto il gol 

Zenga senza voto. Un gol imparabile e non più di qualche, innocente, uscita. Chi l'avrebbe mai detto? 
Bergomi 6,5. Da Roberto Baggio a Vialli. Disinvolto ed efficace. 
L. De Agostini 6. Il solito compitino lungo la fascia sinistra: questa volta, su Conte. Grintosissimo: anche troppo. 
Berti 6,5. Stana Platt, morde R. Baggio. Prezioso e proficuo. 
R. Ferri 6,5. Implacabile eversore di Vialli e Casiraghi. Recupera l'antica malizia. In tribuna c'era Sacchi... 
Battistini 6,5. Un po' titubante all'inizio. Si riprende in fretta. Non si limita a fare argine. Forte di testa. 
A. Bianchi 7,5. Opera sul centro destra. Un demonio. Offre fior di assist. Cancella Dino Baggio. Gioca per due. 
Shalimov 6,5. Bagnoli lo impiega davanti alla difesa, nel settore di Moeller. Il russo propone e si propone: tatticamente appare fondamentale. 
Schillaci 7,5. Manda fuori giri Kohler, spalanca la porta a Sosa e a Sammer. Si sbarazza della palla con l'aria, e l'arte, di un consumato finisseur. Che rivincita. Anche se, alla fine, si mangia il gol dell'apoteosi. 
Sammer 6,5. Uno squillo e una partita molto attenta, nobilitata da pregevoli spunti. In crescendo. 
Sosa 6,5. Ha il merito, non lieve, di siglare la rete che sblocca il risultato. Torricelli lo impegna a fondo, ma la sua velocità resta una garanzia. 
Bagnoli 7. La Juve spreca, l'Inter no. Vero, ma l'Osvaldo non sbaglia una mossa, a cominciare dalla scelta degli stranieri. Pressing, mutuo soccorso, contropiede. E quel Totò così altruista: giù il cappello. 
 
Peruzzi 5. Gravi impacci all'origine del secondo gol. Quando si riscatta, è tardi. 
Torricelli 6. La sua carriera è una favola, ma San Siro è San Siro. E con Sosa non si scherza. 
D. Baggio 4,5. Non è un fluidificante, e lo conferma. Non più di un cross all'altezza delle esigenze. Confusionario. Piatto. 
Galia 5,5. In assenza di filtro, è costretto a moltiplicarsi. Cura Sammer, e fa fatica. Regista d'emergenza: ma si può... 
Casiraghi 5. Avvicenda Galia, finisce nel mucchio. Nessuna notizia. 
Kohler 5,5. Schillaci lo porta a spasso e Jurgen, strano, accetta l'invito. 
Carrera 5,5. Non è al massimo, e non è neppure Julio Cesar. Parte in quarta, arriva in folle. 
Conte 6. A destra, nella zona di De Agostini. Non sfigura. 
Platt 5. Sacrificato in un ruolo non suo. Morale: non è utile alla difesa né all'attacco. 
Di Canio senza voto. Al posto di Platt, per favorire sfoghi sulle fasce. Come non detto. 
Vialli 5. Da punta a gregario, l'involuzione procede: non vince un dribbling, non insidia Zenga, non entra quasi mai in area. Penalizzato dagli schemi. 
R. Baggio 4. Dia pure la colpa al Trap, ma prima si metta una mano sulla coscienza. Gioca senza allegria, si perde sotto porta, non trova mai la posizione. E questo sarebbe un leader? 
Moeller 5,5. Una rete che è un babà, ma anche una partita di un grigiore allarmante. Monotono, sbadato, pasticcione. E a San Siro c'era Vogts. 
Trapattoni 5. Azioni ruminate, calcio asfittico. Siamo lontanissimi da un accettabile compromesso tattico. Detto questo, viene tradito ancora una volta dal signor Baggio (Roberto). 
 
Amendolia 6,5. Dirige all'inglese. Perdona Vialli (su Sammer, a gioco fermo)

Roberto Beccantini
tratto da: La Stampa 26 ottobre 1992



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