É il 10 Gennaio 1985 e Juventus ed Avellino si sfidano nella terza giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1984-85 allo Stadio 'Comunale' di Torino.
I Bianconeri sembrano piú concentrati sulla Coppa dei Campioni (coppa che vinceranno nella tragica notte del Heysel) e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In testa invece c'é sorprendentemente il Verona che dopo una cavalcata splendida vince il suo primo Scudetto.
Dall'altra parte c'é la squadra irpina che termina il campionato con una meritatissima salvezza.
Buona Visione!
Stagione 1984-1985 - Campionato di Serie A - 3 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 10 febbraio 1985 ore 15:00
JUVENTUS-AVELLINO 2-1
MARCATORI: Platini rigore 35, Diaz 74, Platini 82
Torino - Stadio Comunale
domenica 10 febbraio 1985 ore 15:00
JUVENTUS-AVELLINO 2-1
MARCATORI: Platini rigore 35, Diaz 74, Platini 82
JUVENTUS: Bodini, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, (c) Scirea, Briaschi, Tardelli, Rossi P. (Vignola 85), Platini, Boniek (Caricola 85)
A disposizione: Tacconi, Limido, Prandelli
Allenatore: Giovanni Trapattoni
AVELLINO: Paradisi, Ferroni, Vullo, De Napoli, Amodio, Zandonà, Barbadillo, Tagliaferri, Diaz, Colombo, Lucarelli
A disposizione: Coccia, Murelli, Casale, Pecoraro, Faccini
Allenatore: Antonio Angelillo
ARBITRO: Lo Bello R.
RIGORI FALLITI: Rossi P. 52 (Juventus)
AMMONIZIONI: Platini, Briaschi (Juventus); Paradisi (Avellino)
Sofferta vittoria della Juventus su un temibile Avellino con reti del franceseDue volte grazie a PlatiniMichel decisivo: a segno su rigore (un altro l'ha rifiutato») e su punizionePer gli irpini rete di DiazTORINO Platini fa cinquanta (in tre campionati, e si allontana nella classifica cannonieri), la Juve fa ventidue, scavalca la Samp, avvicina Torino e Roma affacciandosi all'alta classifica: piú importanti i risultati del gioco, ieri al Comunale, dove l'Avellino ha costretto i bianconeri a faticare a centrocampo anche se non ha creato rischi per Bodini, attorno alla rete segnata da Diaz (in sospetta posizione di fuorigioco, secondo Scirea e colleghi escluso l'onestissimo Boniek).
Michel è stato ancora una volta il grande protagonista della partita, l'uomo decisivo sul risultato nel bene e nel male. Ha segnato con estrema freddezza il rigore del vantaggio (36), ha annullato il secondo penalty (53) fermandosi a tre quarti della rincorsa vedendo Paradisi in movimento e compagni ed avversari in area attorno a lui (sostituendosi all'arbitro, il solo a dover decidere sulla regolarità del gioco, si é beccato una ammonizione) lasciando il tiro a Rossi, con parata di Paradisi. Ed a nove minuti dalla fine ancora lui, Michel, ha risolto il match dopo il pareggio di Diaz con una punzione eseguita in modo semplicemente stupendo: una occhiata, curvandosi come per prendere la mira, alla posizione di barriera e portiere, velo di Rossi, botta violenta e angolatissima sulla sinistra di Paradisi.
Il succo della ennesima giornata di grazia di Plátini (accompagnata, per quanto riguarda il gioco d'attacco, da una puntigliosa prova di Briaschi e dal pomeriggio sfortunato di Paolo Rossi al di la del rigore non realizzato), dei suoi due bersagli centrati su calcio da fermo è uno solo: la Juve va avanti in classifica malgrado stenti in modo clamoroso ad andare in gol manovrando. A parte le reti di Michel, Paradisi ha dovuto complere una sola parata veramente difficile, al 21', quando ha deviato in angolo una deviazione di testa di Rossi su centro di Briaschi.Se si aggiunge che i due rigori, assegnati con lodevole prontezza dall'arbitro Lo Bello, sono stati mezzi regali del difensori irpini (precipitoso l'intervento di Tagliaferri su Boniek che non era in posizione pericolosa per Paradisi, fuori tempo l'intervento in spaccata di Ferroni su Rossi, con palla difficilmente controllabile) il quadro della fatica della Juventus in attacco è completo.
A parziale giustificazione della scarsa spinta della Juventus, l'ottima disposizione tattica data dall'allenatore Angelillo all'Avellino, anche se le attenzioni del blocco centrocampo-difesa (con Colombo sacrificato alla guardia di Platini, De Napoli e Vullo ad aspettare, frenando Boniek e Cabrini, Tagliaferri a duellare con Bonini, Amodio su Briaschi, Zanoni libero e Lucarelli nella zona di Tardelli) hanno finito per isolare sin troppo il bravissimo Barbadillo ed il mai domo Diaz.
Trapattoni era giustamente preoccupato dalla coppia straniera dell'Avellino. Nelle prime battute di gioco ha affidato Barbadillo a Favero e Diaz a Brio, ma gli sono bastati dieci minuti per accorgersi che la tecnica del peruviano infastidiva Favero, e che il passo corto e rapido di Diaz era inadatto allo stopper. Di qui lo scambio delle marcature, con Brio che saliva di tono sino a dominare, anche con sganciamenti efficaci ed il terzino che bloccava Diaz (con la condiscendenza dell'arbitro: quando mai i diréttori di gara dedicheranno le loro attenzioni agli interventi da tergo, utilissimi?).
La Juventus ha impiegato un quarto d'ora a prendere le misure di un avversario che faceva blocco, ed usciva disinvoltamente in palleggio. Poi i bianconeri riuscivano a bloccare a tratti gli avversari nella loro metà campo con la vivacità di Bonini, ma dovevano sacrificare Tardelli a destra e Cabrini a sinistra in posizioni più guardinghe del solito. Il bel colpo di testa di Rossi su centro di Scirea (21') era l'unico pericolo per Paradisi (che volava a deviare in angolo) sino al rigore di Tagliaferri, che agganciava Boniek un metro dentro l'area. Dal dischetto, Platini infilava con una botta secca alla destra del portiere.
L'Avellino spostava in avanti il suo blocco, la Juve poteva partire in contropiede. Esemplare il contrattacco del 38 minuto: respinta di testa di Brio, lancio di quaranta metri di Platini per Boniek partito di scatto a dettare il passaggio: Zibi era bloccato a fatica sulla linea di fondo. Ed il tempo si chiudeva con una staffilata di Bonini di poco a lato.
Al 7 della ripresa il rigore di Ferroni su Rossi. Rincorsa e rinuncia di Platini, Rossi a battere, tiro sulla destra di Paradisi che, muovendosi ancora con un po' d'anticipo, si distende e va sulla palla. Ancora Rossi calciava addosso a Paradisi in uscita, quindi la partita si incattiviva, venivano ammoniti Vullo e Rossi. Tardelli al 23 in mischia calciava sul portiere, e cinque minuti dopo l'Avellino pareggiava. Fallo di Boniek su Lucarelli, punizione dalla sinistra di Tagliaferri, colpo di testa dello stesso Lucarelli e deviazione finale di Diaz, sulla linea di Boniek e Scirea. Qualche protesta, ma ancora Platini metteva tutti d'accordoBruno Peruccatratto da: La Stampa 11 febbraio 1985












