domenica 5 aprile 2026

5 Aprile 2009: Juventus - Chievo

Sono anni di transizione, questi, per la Vecchia Signora

Passata la bufera di Calciopoli (o meglio Farsopoli) e superata la stagione in Serie B, la società naviga tra alti e bassi nelle retorvie della massima divisione. In questi anni si passa il testimone in panchina agli allenatori come Claudio Ranieri, Gigi Del Neri, Ciro Ferrara ed Alberto Zaccheroni. Tutti (in un modo o nell'altro) faranno cilecca - tutto questo prima dell'"avvento" del salvatore bianconero Antonio Conte.

Intatto restando alla nostra partita: è il 5 aprile 2009 e Juventus e Chievo Verona si scontrano in questa partita valevole per l'undicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2008-09Il tutto si gioca allo 'Stadio Olimpico' di Torino.

Alla fine dei giochi i bianconeri si ritroveranno al secondo posto (indietro però dall'Inter campione) mentre per il Chievo ci sarà una salvezza sudata ma meritata a lungo.

Buona Visione!


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Campionato di Serie A 2008-2009 - 11 ritorno
Torino - Stadio Olimpico
Domenica 5 Aprile 2009
JUVENTUS-CHIEVO 3-3
Marcatori: Pellissier 25, Chiellini 34, Pellissier 44, Mantovani autorete 53, Iaquinta 79, Pellissier 90+1

JUVENTUS: Buffon, Grygera (Zebina 46), Mellberg, Chiellini, Molinaro, Salihamidzic (Camoranesi 24), Tiago, Marchisio C., Giovinco, Iaquinta, Del Piero (Trezeguet 46)
Allenatore: Claudio Ranieri

CHIEVO: Sorrentino, Sardo (Mandelli 70), Morero, Yepes, Mantovani, Luciano, Rigoni, Marcolini (Langella 83), Pinzi, Pellissier, Bogdani (Esposito 65)
Allenatore: Domenico Di Carlo

ARBITRO: Mazzoleni P.





Il Chievo chiude un ottimo primo tempo all'Olimpico avanti 2-1, grazie alla doppietta dell'attaccante, cui replica Chiellini. Grande avvio di ripresa bianconero, e risultato che si capovolge quando dopo un'autorete va a segno Iaquinta, poi nel recupero Pellissier fissa il risultato finale

TORINO, 5 aprile 2009 - La Juventus vede incrinarsi il sogno di scudetto. Pareggia in casa con il Chievo, con un vistoso 3-3 (guarda la sintesi). Toppa il primo tempo, rimedia nella ripresa, come spesso le è accaduto in questa stagione, ma si fa beffare nel recupero da un Pellissier favoloso, che si ricorderà per sempre questa tripletta. L'Inter capoclassifica è ora a +9.

FRENATA - Dopo 5 vittorie consecutive, la Juve dunque si ferma quando meno te lo aspetti. Gli eroi di giornata - Camoranesi, che entra in tutti e tre i gol bianconeri, e Iaquinta, autore del gol decisivo, e già a bersaglio in Nazionale - non bastano. La difesa tradisce, e un Chievo in grande condizione atletica ci crede fino alla fine e dopo essersi fatto rimontare, impatta nel recupero. La salvezza è dietro l'angolo.

EMPASSE - Nei primi 25' succede pochino. La Juve è lenta in mezzo, con Tiago sottoritmo, e poco ispirata in avanti, con Giovinco che prova con la sua vivacità a cucire centrocampo ed attacco, ma è poco assistito. Salihamdizic esce infortunato al ginocchio destro, si rivede Camoranesi, assente da Chelsea-Juve. Il Chievo è solido e ordinato, e sta bene fisicamente. Ma sul piano della manovra non gli si possono chiedere ricami.

DOPPIETTA PELLISSIER - A incendiare la partita ci pensa Pellissier. Che lanciato in velocità in contropiede mette a nudo i limiti della retroguardia bianconera, solida ma priva di sprinter, e colpevolmente troppo "alta". Pellissier approfitta di una rara indecisione di Chiellini, che manca l'anticipo, e trafigge Buffon, alla 300ª presenza in bianconero. 1-0 per gli ospiti. Ma la Juve reagisce da belva ferita. Finalmente aggressiva e vogliosa. È proprio Chiellini a riscattarsi. Il difensore della Nazionale segna l'1-1 con uno strepitoso sinistro in girata su un colpo di tacco di Camoranesi. La Juve ora ingrana. Del Piero è pericoloso in contropiede, Giovinco su punizione. Ma quando sembra che la bilancia sia destinata a pendere sul piatto bianconero, ecco ancora Pellissier. Una visione fugace quando implacabile. È un déjà vu. Passaggio in profondità per lui sulla fascia destra, scatto secco, Mellberg è bruciato sulla progressione, e palla che rotola alle spalle di Buffon per il 2-1 con cui le squadre vanno negli spogliatoi. Ottavo gol stagionale di Pellissier. Olimpico gelato.

RANIERI CAMBIA - Ed esaurisce i cambi al 46'. Dopo l'intervallo non rientrano Grygera e Del Piero. Dentro Zebina e Trezeguet.

RISCOSSA JUVE - La Juve rientra in campo con un'altra faccia. Feroce. E pareggia subito. In mischia. Autorete di Yepes, sul colpo di testa di Camoranesi dalla destra. La Juve rilancia. E sfiora il vantaggio con Trezeguet, subito in partita, e Iaquinta. La Juve banchetta in area avversaria. Le palle gol si sprecano, Chiellini sfiora una clamorosa doppietta. Il Chievo è alle corde, ma non va giù. Merito di Sorrentino e di un pizzico di fortuna. E arriva alla mezz'ora, comincia ad assaporare un ghiotto punticino esterno.

CI PENSA IAQUINTA - Ma al 34' la Juve passa. Cross di Camoranesi, e settimo gol, di testa di Iaquinta, che completa la personale settimana di gloria, iniziata con il gol all'Irlanda in Nazionale. Finita?

ANCORA PELLISSIER - Neanche per sogno. Nel recupero il nuovo entrato Langella semina Zebina dopo una palla persa da Mellberg e crossa sul secondo palo, dove Pellissier, abbandonato da Molinaro che segue Esposito al centro, batte ancora Buffon. Finisce 3-3.

Riccardo Pratesi 







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sabato 4 aprile 2026

4 Aprile 1990: Juventus - Colonia

È il 4 aprile 1990 Juventus e Colonia (Germania) si sfidano nella gara di andata della Semifinale della Coppa UEFA 1989-90 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

Questa Juve costruita e modellata dalla figura storica di Dino Zoff (stavolta nelle vesti di allenatore) sta per vincere una bellissima doppietta di coppa. Infatti assieme alla Coppa UEFA, vince anche la Coppa Italia contro un grande Milan, all'apice della sua storia 'Sacchiana'. 

Purtroppo questi successi non valgono al 'Dino nazionale' la conferma sulla panchina bianconera. La dirigenza juventina è affascinata dal nuovo che avanza ed investe il proprio futuro in un giovane di 'belle speranza', Luigi Maifredi!

Buona Visione!

 

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Stagione 1989-1990 - Coppa UEFA - Semifinali, andata
Torino - Stadio Comunale
Mercoledì 4 aprile 1990 ore 20:00
JUVENTUS-COLONIA 3-2
MARCATORI: Rui Barros 22, Higl autorete 45, Marocchi 52, Goetz 79, Sturm 90+2

JUVENTUS: Tacconi, Napoli N., De Agostini, Galia, Bonetti D., Tricella, Alejnikov, Rui Barros (Brio 84), Casiraghi, Marocchi, Schillaci
Allenatore: Dino Zoff

COLONIA: Illgner, Higl, Goertz, Dressen (Ordenewitz 58), Gielchen, Greiner, Haessler, Rudy (Goetz 73), Sturm, Littbarski, Janssen
Allenatore: Christoph Daum

ARBITRO: Kohl (Austria)



Juventus e Milan, vittorie a rischio 
Bianconeri «desaparecidi» nel finale con il Colonia, rossoneri solo di rigore a San Siro 
La difesa rovina il 3-0 di Barros, Casiraghi e Marocchi 
Al 92' la gran beffa di Sturm dopo il gol (79') di Götz 

TORINO. Una vittoria che potrebbe diventare di Pirro. Dopo aver sfiorato il trionfo sul 3-0, la Juventus s'è distratta e ha incassato, negli ultimi 10' due gol molto pesanti - un copione che se ripetuto troppe volte in questa stagione. 

In avvio la Juve aveva sofferto la velocità del Colonia, nel finale la sua potenza. L'antidoto è stato Rui Barros che, come Speedy-Gonzalez, ha cambiato marcia e ha trafitto la difesa rossa e Illgner. Da quel momento la squadra di Zoff è salita in cattedra e i gol di Casiraghi, allo scadere del primo tempo, e Marocchi, in apertura di ripresa, entrambi di testa, hanno illuso i bianconeri di aver messo una grossa ipoteca alla qualificazione per l'ottava finale della loro storia. Ma per fare questo la Juve aveva speso molto e l'uno due di Goetz e Sturm ha rimesso tutto in discussione. Il 14 aprile, a Colonia, i tedeschi recupereranno il libero Stemer e lo stopper Jensen ma saranno privi dello squalificato Littbarski (tra i migliori) dovranno per forza attaccare per cercare l'1-0 esponendosi al contropiede. La Juve non disporrà di Maroccochi squalificato ma potrà contare su Zavarov ieri in castigo in panchina. 

Forse mai nel corso di tutta la Coppa Uefa, tranne che negli ultimi 20' con l'Amburgo dove  peccò soprattutto di deconcentrazione, la Juve aveva sofferto; tanto come nel primo quarto d'ora dove pressing, la velocità e l'aggressività del Colonia l'avevano messa in soggezione, all'apice di ragionare e di togliere l'iniziativa ai tedeschi. Chi si aspettava una Colonia guardingo (e Zoff non era tra questi) è rimasto impressionato dal ritmo dei panzer. Christoph Daum, che aveva avuto l'opportunità di spiare i bianconeri proprio contro l'Amburgo, ha ordinato alla sua squadra di partire a razzo, cercando il colpo a sorpresa. Pur con un po' d'affanno e qualche brivido, la Juve non ha patito danni, anche perché Thomas Haessler, il cui futuro si tingerà di bianconero, non è stato sfruttato a dovere. Haessler, un Barros più potente, è stato ingabbiato da De Agostini e Marocchi, che si sono alternati a zona su di lui. Era una Juve contratta. Zoff, con un colpo di scena, aveva scelto Napoli, anziché Alessio, per opporlo a Rudy. La regia dell'esperto Littbarski, al quale Aleinikov non riusciva a prendere le misure, creava una girandola di azioni e la Juve, frastornata, non riusciva a catapultare Schillaci, Casiraghi e Barros oltre la linea difensiva dei rossi di Colonia. 

Solo al 16', in mischia, Schillaci, in serata poco felice, tentava la conclusione: il tiro era intercettato con il braccio da Greiner, ma per l'arbitro il fallo era involontario. Sullo scampato pericolo Aleinikov imbastiva il primo lancio per Marocchi il cui sinistro era fuori (20'). Il Colonia, che non dispone di fuoriclasse (solo Haessler e Littbarski hanno qualcosa in più) ma ha un bel collettivo, rifiatava e si allungava. Ne approfittava la Juve per sbloccare il risultato: un rimpallo vincente di Galia si trasformava in passaggio per Barros che s'infilava fra un nugolo di difensori, resisteva alla trattenuta di Goertz e, di piatto destro, infilava imparabilmente Illgner mandando la palla a battere nel palo opposto e di qui in fondo alla rete. Il gol sbloccava psicologicamente e tatticamente la Juventus che, totalmente trasformata, si avventava sul Colonia. Al 33' Casiraghi veniva messo giù in area da Higl che lo tirava per la maglia. Fallo da rigore, ma Kohn lasciava correre. Il Colonia usciva dalla morsa con un tiro deviato in corner di Haessler. che riceveva sportivissimi applausi da quello che sarà il suo pubblico. 

Ma era la Juve a raddoppiare proprio allo scadere del tempo. Su traversone di Marocchi Casiraghi incornava il pallone che forse rimbalzando anche su Higl s'impennava e si infilava nel sette sulla destra dell'impietrito Illgner. Il terzo gol in Coppa Uefa del giovane panzer brianzolo mandava in visibilio i 45 mila spettatori. Non era finita. In apertura di ripresa, dopo un'ammonizione a Higl, Marocchi sventava una pericolosa incursione di Littbarski e poi faceva il tris (52'). Su corner di Schillaci. Marocchi svettava in un grappolo di juventini, anticipava Bonetti e Casiraghi e di testa catapultava il pallone in rete. Per la folla bianconera era il tripudio. L'Amburgo aveva però insegnato che i tedeschi non vanno mai sottovalutati: hanno sette vite e non appena la Juve smarriva lucidità a centrocampo e perdeva colpi in difesa, la colpivano senza pietà. Al 79' il gigantesco Goetz subentrato da qualche minuto a Rudy raccoglieva un cross di Littbarski e infilava di testa Tacconi. Entrava Brio per Barros, ma la «torre» non migliorava la situazione. E al 92', ancora su punizione di Littbarski, una capocciata di Sturm (che vuole dire tempesta) si abbatteva su Tacconi per la seconda volta. Una doccia fredda, anzi gelata. 

Bruno Bernardi 
tratto da: La Stampa 5 aprile 1990





UN FINALE BIANCONERO SHOCKING

La squadra di Zoff si spegne e si smarrisce nell'ultima mezz'ora di gioco, era già successo la sera dell'Amburgo, si è ripetuto contro il Colonia. Un 3 a 0 che sembrava garante di gioia e di gloria, si è trasformato nella fase terminale in un 3 a 2 che, suscitando la legittima soddisfazione della squadra di Daum, al contempo ha precipitato nello scoramento i bianconeri. La Juve, nell'ora precedente, aveva dato spettacolo. La partita, vivida nella fase tattica ed agonisticamente palpitante, con un'alternanza di spunti profondi da una parte e dall'altra, era divenuta possesso della Juventus, con Alejnikov dominatore, nella sfida diretta, di Littbarski, e il veloce ubriacante Hässler frenato dal velocismo di De Agostini. E i gol del piccolo Gil Barros, del verticalizzante Marocchi e del meraviglioso Casiraghi sembravano avere chiuso la vicenda; la Juve giocava bene, perfino accennando di riuscire a registrarsi in difesa. Per parte nostra, ci eravamo tuttavia meravigliati dell'assenza di Alessio in un copione così importante. Alessio sedeva in panchina, quindi si era trattato di una scelta tecnica di Zoff, che continua a dimostrare di non credere in quello che come half sembra una pedina del grande futuro bianconero. Il match cambiava nella fase terminale, avendo il Colonia deciso di rompere gli indugi, e cedendo il centrocampo juventino, Alejnikov compreso, saliva alla ribalta Littbarski con proiezioni di squisita fattura e lanci vitalizzanti. Segnava così Götz subentrato ad un mediocre Rudy, le giocate dei rossi tedeschi paralizzavano, in una sconcertante abulia, tutta la Juventus, ed al 92, avendo l'ottimo arbitro recuperato il recuperabile, Sturm riusciva a piegare per la seconda volta l'incolpevole Tacconi. Strana squadra, questa allenata da Zoff sembra possedere un'anima infantile; l'incapacità di vivere da protagonista, nel bene e nel male, è inafferrabile. Cronisti che intendono il mestiere come ingrandimento delle cose impossibili possono lamentare che la società intenda, nella nuova stagione, mutare indirizzo tecnico. Secondo noi, la Juve attuale ha tutte le risorse per qualsiasi impresa, solo che lo voglia e vada in campo in grado di rendere 90 minuti. Ora il match del 18 a Colonia si trasforma in un'avventura quasi impossibile, seppure, a guardare bene, nel match di andata, la Juve, finché è stata in... gambe, ha mostrato il gioco migliore.

Vladimiro Caminiti
tratto dal Guerin Sportivo anno 1990 n.15




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venerdì 3 aprile 2026

3 Aprile 2011: Roma - Juventus

È il 3 aprile 2011 e Roma Juventus si sfidano nella dodicesima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2010-11 allo Stadio 'Olimpico' di Roma.

La Juve allenata in panchina da Luigi Del Neri è ancora pervasa dall'incubo di Calciopoli (più sensatamente descritta come Farsopoli) e dopo un'annata (quella precedente) fallimentare si appresta a vivere un'altra tale quale. Alla fine sarà solo un settimo posto, e fuori dalle coppe europee. La Roma dal canto suo termina gli impegni di campionato con un sesto posto che le permette di qualificarsi per la prossima Europa League.

Buona Visione! 


roma



Campionato di Serie A 2010-2011 - 12 ritorno
Roma - Stadio Olimpico
Domenica 3 aprile 2011 ore 20.45
ROMA-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Krasic 59, Matri 74

ROMA: Doni, Burdisso, Mexes (Cassetti 51), Juan, Riise J., Pizarro, De Rossi, Menez, Perrotta (Taddei 74), Vucinic (Borriello 74), Totti
Allenatore: Vincenzo Montella

JUVENTUS: Storari, Motta (Grygera 46), Barzagli, Bonucci, Grosso Fa. (Sorensen 82), Aquilani, Felipe Melo, Marchisio C., Krasic (Salihamidzic 87), Matri, Pepe
Allenatore: Luigi Del Neri

ARBITRO: Rocchi



I bianconeri, nonostante le numerose assenze, hanno battuto i giallorossi all'Olimpico: di Krasic e Matri le reti che permettono alla squadra di Delneri di avvicinare il sesto posto che vale l'Europa League

Il posticipo della trentunesima giornata di campionato tra Roma e Juventus si apre con la sorpresa della defezione di Gigi Buffon, fermato da qualche linea di febbre. Del Neri rimedia con Storari tra i pali che nel primo tempo non fa rimpiangere il numero uno bianconero. Rispettando quasi interamente i pronostici, Montella ha scelto un 4-2-3-1 inserendo Menez dal primo minuto, alle spalle di Totti, con Vucinic dall’altra parte e Perrotta a cercare gli inserimenti. Primo tempo abbastanza equilibrato con un avvio di gara a ritmo altissimo e un pizzico di Roma in più nel finale. I giallorossi si rendono subito pericolosi con Vucinic che buca centralmente la difesa avversaria e scaglia un sinistro potente, sul quale Storari non si fa sorprendere e con la mano devia in angolo. Il portiere bianconero che contro la Roma compie sempre ottime prestazioni, salva la sua porta prima su un sinistro al volo di Totti intorno alla mezz’ora, poi su una bomba sganciata dalla lunga distanza da Daniele De Rossi. Allo scadere del recupero Matri impegna per la prima volta Doni che si fa trovare preparato.

La seconda frazione di gara si apre con le sostituzioni di Motta e Mexes, quest’ultimo fermato da un problema muscolare ha tentato di riprendere la gara ma non ce l’ha fatta e al 5’ della ripresa viene sostituito da Cassetti che va a prendersi il suo posto da esterno permettendo a Burdisso di giocare nel ruolo che gli è più congeniale. Al 14’ Krasic, pescato solo-solo in area di rigore da Grosso, segna il gol del vantaggio bianconero. Nulla può Doni sul sinistro dello juventino. Menez sfiora il pareggio, quindici minuti più tardi, colpendo l’incrocio dei pali difesi da Storari. Montella cambia qualcosa fuori: Vucinic e Perrotta per Borriello e Taddei. Non passano neanche sessanta secondi e Matri raddoppia al 30’ tutto solo davanti a Doni. Gol subito da una dormita di Juan che tarda a far partire la trappola del fuorigioco. I giallorossi soffrono e commettono i soliti errori sugli ultimi tocchi, spesso lenti e facilmente intercettabili dagli avversari che ripartono in contropiede. Al 40’ Pizarro pesca Totti di testa davanti a Storari, il capitano giallorosso fa sponda per l’inserimento di De Rossi che sbaglia completamente il colpo finale spedendo la sfera oltre la traversa. Il guardalinee aveva comunque decretato posizione irregolare di capitan futuro. Finisce così sullo 0 a 2 il big match dell’Olimpico, con una Roma che perde un’occasione clamorosa per avvicinarsi la zona Champions, viste anche le sconfitte di Lazio e Udinese.

TOP & FLOP

TOP

Mexes: il francese gioca solo un tempo, il primo, ma dimostra di essere maturato molto in questa stagione. Philippe è attento a chiudere e anticipare gli avversari juventini, soprattutto Matri. Quando può sale ad accompagnare le giocate dei suoi compagni. Vuole restare in campo anche se ha un affaticamento muscolare che lo fa zoppicare. Esce poco dopo l’inizio del secondo tempo lasciando la difesa nelle mani di Juan e Burdisso.

Doni: il portiere giallorosso non è colpevole sui gol subiti. Lui quando può si fa trovare sempre pronto e attento, bella la parata su Matri durante la prima frazione di gioco.

FLOP

Vucinic: il numero 9 giallorosso gioca un primo tempo discreto servendo bene i compagni di reparto e sfiorando il gol del vantaggio, poi cala completamente nella seconda frazione di gioco e Montella lo sostituisce con Boriello.

Juan: il difensore giallorosso non vive la sua stagione migliore. A tratti lucido a tratti addormentato, il numero 4 è complice degli avversari nel gol del raddoppio. Juan, infatti, tarda a salire e non s’innesca la trappola del fuorigioco tenendo Matri in posizione regolare.





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giovedì 2 aprile 2026

2 Aprile 2019: Cagliari - Juventus

È il 2 aprile 2019 e Cagliari e Juventus giocano alla 'Sardegna Arena' di Cagliari

Il tutto è valevole per l'undicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2018-19.

Buona Visione!




cagliari




Stagione 2018-2019 - Campionato di Serie A - 11 ritorno
Cagliari - Sardegna Arena
Martedì 2 aprile 2019 ore 21:00
CAGLIARI-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Bonucci 22, Kean 85

CAGLIARI (4-3-1-2): Cragno, Srna, Ceppitelli, Pisacane, Lykogiannis, Faragò (Padoin 76), Cigarini, Ionita (Birsa 68), Barella, Joao Pedro (Cerri 76), Pavoletti
A disposizione: Aresti, Rafael, Romagna, Pellegrini Lu., Oliva, Deiola, Bradaric, Despodov, Thereau
Allenatore: Matteo Maran

JUVENTUS (3-5-2): Szczesny, Cáceres (Bentancur 61), Bonucci, Chiellini, De Sciglio, Can, Pjanic, Matuidi, Alex Sandro, Bernardeschi, Kean
A disposizione: Pinsoglio, Del Favero, Rugani, Kastanos, Cancelo, Nicolussi, Mavididi
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Giacomelli
AMMONIZIONI: Kean 20, Bernardeschi 90+3 (Juventus); Joao Pedro 34, Lykogiannis 39, Srna 82 (Cagliari)




Cristiano non c’è, ma ha lasciato ai compagni la sua preziosa asticella: così Leonardo Bonucci raggiunge vette ronaldesche, su un calcio d’angolo da sinistra di Bernardeschi e segna un gol che ricorda quello di CR7 all’Europeo 2016 contro il Galles in semifinale. 
Uno stacco dai tempi perfetti, che scava ancora di più la distanza tra la Juventus e il resto della terraferma. Il raddoppio sul Cagliari arriva nel finale con Kean, che al terzo tentativo segna da pochi passi e scatena una bufera sulla Sardegna Arena: l’attaccante azzurro esulta sotto la curva del Cagliari, in modo che viene giudicato provocatorio. Un oggetto colpisce il capitano sardo Ceppitelli, che chiede agli ultrà di calmarsi. Ma si alza qualche «buu» isolato, che soprattutto Matuidi — in passato qui a Cagliari già vittima di insulti razzisti — non prende affatto bene. E ci vuole qualche minuto per tornare alla normalità.
Diradate le nebbie — e i timori per i nove assenti —, la squadra di Allegri si conferma un’isola sempre più lontana, che il Napoli guarda con il binocolo a 18 punti. E nella quale gli abitanti, tanti o pochi che siano, sanno quasi sempre cosa fare. Senza vergognarsi di difendere anche con cinque uomini quando serve. E pensare prima a distruggere e poi a costruire, con un trio di centrocampo che permette di dare respiro all’azione sugli esterni, cercando con insistenza i cambi di gioco che placano gli spiriti del Cagliari, nemmeno tanto bollenti.
La partita, come ama dire Massimiliano Allegri, è comunque di quelle «sporche». E modestamente la sua Juve non fa la schizzinosa. Il Cagliari di Maran ha giocato il venerdì prima, ma come tutte le squadre non abituate al turno infrasettimanale non è molto brillante, soprattutto nella prima mezz'ora. È lì che la Juve costruisce il vantaggio e lo legittima con un paio di colpi ravvicinati che escono di poco. Parate però, Cragno non ne fa per un’ora, fino a quando Kean gli si presenta davanti senza riuscire a dare la frustata giusta. Nel primo tempo, il 19enne alla seconda partita da titolare in campionato, si lascia cadere in area e viene ammonito per simulazione. Nel secondo respinge involontariamente un sinistro ravvicinato di Bernardeschi. Fino al gol finale, il quinto in 294 minuti giocati.
Ma non servirà «la balestra per dare da mangiare a Moise» come dice Allegri, che teme che il ragazzo si monti la testa. Perché qui non c’è nemmeno tempo per farlo. In vista della sfida di Champions con l’Ajax la Juve ha una serie di magagne più o meno piccole da risolvere e qui si fa male anche Caceres (altro infortunio muscolare) costringendo Emre Can a giocare da terzo centrale, come contro l’Atletico Madrid. L’emergenza — coi ritorni di Dybala e Mandzukic — dovrebbe rientrare al momento giusto, anche se Ronaldo è sempre in dubbio per l’andata di Amsterdam. L’importante è tenere sempre la sua asticella nel borsone.

Paolo Tomaselli 


I bianconeri si impongono in Sardegna e volano a quota 81, a +18 sul Napoli. Nel primo tempo apre il difensore e la chiude il giovane attaccante che poi esulta immobile sotto la curva di casa, scatenando anche buuu razzisti da una parte del pubblico

CAGLIARI - Con un gol per tempo la Juventus sbanca Cagliari e raggiunge l'impressionante quota 81 in classifica, momentaneamente a +18 sul Napoli. Alla fine, nonostante l'emergenza infortunati, i bianconeri vincono con merito con un gol per tempo: apre Bonucci e chiude Kean che poi esulta immobile sotto la curva sarda, quasi come una sfida, e accende polemiche innescando anche ululati razzisti da una parte molto ristretta degli spettatori.

CI PENSA BONUCCI - Maran schiera un 4-3-1-2 con Barella dietro le punte, Joao Pedro e Pavoletti. A centrocampo Faragò, Cigarini e Ionita. Srna e Lykogiannis esterni e Ceppitelli e Pisacane al centro della difesa. Allegri risponde con un 3-5-2 con Bernardeschi e Kean in attacco. De Sciglio e Alex Sandro sugli esterni con Emre Can, Pjanic e Matuidi in mezzo al campo. Difesa a tre composta da Caceres, Bonucci e Chiellini. Il match vive sull'equilibrio, almeno questa è la sensazione iniziale. La Juventus ci prova con Emre Can ma senza fare male alla difesa sarda, mentre al 10′ una palla sbatte su Caceres e Cragno respinge. Al 20′ Kean va giù in area ma è una chiara simulazione che l'arbitro Giacomelli punisce con il giallo. Al minuto 22 la Juventus passa grazie a un angolo che Bonucci sfrutta: colpo di testa preciso e palla all'angolino basso alla destra del portiere. Poco dopo cross di De Sciglio e colpo di testa di Matuidi, ma sfera alta. L'unica vera chance rossoblù al 39′ quando Barella assiste in area Joao Pedro che però col destro calcia sul fondo.

IL CAGLIARI CI PROVA - Dopo un primo tempo piuttosto deludente, il Cagliari prova ad alzare i ritmi nella ripresa e a insidiare l'area bianconera. Barella al 53′ ci prova ma viene murato, mentre dall'altra parte Kean sfonda tra i due centrali di difesa ma trova in Cragno un baluardo insuperabile. Caceres si fa male e allora Allegri lo cambia con Bentancur, mentre Maran rimpiazza Ionita con Birsa. Al 70′ Juve pericolosa: perfetto cross di Matuidi e sinistro al volo di Bernardeschi che però colpisce in pieno Kean. Al 75′ doppio cambio per Maran: dentro Cerri e Padoin al posto di Joao Pedro e Faragò.

KEAN LA CHIUDE, FINALE POLEMICO - La nuova disposizione tattica di Maran pare funzionare e Pavoletti ha due chance che però non sfrutta. Molto più pericoloso è Kean all'81 quando se ne va da solo verso la porta, ma Cragno coraggiosamente esce e di testa salva i suoi. Non può nulla invece l'estremo difensore sardo all'85': palla larga a destra per Bentancur, cross basso e tap-in vincente di Kean. L'attaccante bianconero festeggia restando immobile sotto la curva dei tifosi di casa scatenando un finimondo e soprattutto i soliti beceri ululati razzisti da una parte molto ristretta del pubblico; viene preso di mira anche Matuidi. Un brutto finale per una partita giocata correttamente.

Federico Sala






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