mercoledì 15 aprile 2026

15 Aprile 2018: Juventus - Sampdoria

È il 15 aprile 2018 e Juventus Sampdoria si sfidano in questa gara valevole per la tredicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2017-18 allo 'Juventus Stadium' di Torino.


Buona Visione!



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Stagione 2017-2018 - Campionato di Serie A - 13 ritorno Torino - Allianz Stadium
Domenica 15 aprile 2018 ore 18:00
JUVENTUS-SAMPDORIA 3-0
MARCATORI: Mandzukic 45, Howedes 60, Khedira 75

JUVENTUS: Buffon, Howedes, Rugani, Chiellini, Asamoah, Khedira (Sturaro 81), Pjanic (Douglas Costa 43), Matuidi, Cuadrado, Dybala (Bentancur 66), Mandzukic
Allenatore: Massimiliano Allegri

SAMPDORIA: Viviano, Sala, Silvestre, Ferrari G.M., Regini, Barreto (Verre 82), Torreira, Praet, Ramirez (Caprari 60), Quagliarella (Kownacki 46), Duvan Zapata
Allenatore: Marco Giampaolo

ARBITRO: Mariani



Allegri lascia in panca Benatia, Alex Sandro, Lichtsteiner, Douglas Costa e Higuain e sceglie il 4-2-3-1 con Howedes terzino destro, Matuidi alto a sinistra, Cuadrado a destra e Mandzukic centravanti, ma il primo tempo è da pennichella. 
A parte il gol, la Juventus tira in porta due volte (con Cuadrado e Mandzukic) e la Samp di Giampaolo, schierata con il 4-3-1-2 (Ramirez a sostegno di Zapata e Quagliarella), è tutta in un'occasione dell'ex Quagliarella, su cui Buffon è ben piazzato. Il resto è svagatezza e tatticismo, almeno fino a quando la cattiva sorte non dà un aiutino ad Allegri: a due minuti dall'intervallo Pjanic esce per un fastidio muscolare e il sostituto Douglas Costa pochi attimi dopo dipinge per il destro di Mandzukic il cross che vale il vantaggio. Così Marione, che non aveva mai segnato in campionato nel 2018 (ultima rete a Bologna a metà dicembre), trova la terza rete nelle ultime due gare dopo la doppietta (inutile) al Real.

MARCHIO DOUGLAS — Massimo risultato con il minimo sforzo, con Douglas Costa che si conferma letale per parabole e accelerazioni. Non a caso è sempre lui a mettere sulla testa di Howedes (già, proprio l'oggetto misterioso del mercato estivo, con più minuti passati in infermeria che in campo) il cioccolatino delizioso per il raddoppio, che arriva al 14'. E poi a omaggiare Khedira (al 29') con un altro pallone irresistibile. Tre a zero e tre assist di mister Flash, che vuole griffare il settimo scudetto. A inizio ripresa Giampaolo aveva provato a muovere le acque inserendo Kownacki per Quagliarella, che dà meno punti di riferimento. Ed è lui a creare subito un po' di agitazione nell'area avversaria (palla che finisce a lato), seguito a ruota da Zapata (colpo di testa stoppato da Buffon). Fino al 2-0 di Howedes, che chiude la partita e forse anche il campionato. La Signora ferita non molla, anzi diventa ancora più feroce. Napoli avvisato: appuntamento domenica prossima sempre allo Stadium (mercoledì ci sarà la trasferta a Crotone per il turno infrasettimanale) per il match clou della stagione.

tratto da Juve-Samp 3-0: Douglas tre assist, gol di Mandzukic, Howedes e Khedira 




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martedì 14 aprile 2026

14 Aprile 2015: Juventus - Monaco

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi proponiamo questo gustoso amarcord di questa data odierna. 

É il 14 Aprile 2015 e Juventus e Monaco (Francia) si sfidano nella gara di andata dei Quarti di Finale della UEFA Champions League 2014-15 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

Buona Visione!



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Stagione 2014-2015 - Champions League - Quarti, andata
Torino - Juventus Stadium
martedì 14 aprile 2015 ore 20:45
JUVENTUS-MONACO 1-0
MARCATORI: Vidal rigore 57

JUVENTUS (4-3-1-2): Buffon, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra, Vidal, Pirlo (Barzagli 74), Marchisio C., Pereyra (Sturaro 87), Tevez, Morata (Matri 83)
A disposizione: Storari, Padoin, Pepe, Llorente
Allenatore: Massimiliano Allegri

MONACO (FRANCIA - 4-3-1-2): Subasic, Raggi (Berbatov 71), Ricardo Carvalho, Abdennour, Kurzawa, Dirar (Bernardo Silva 51), Fabinho, Kondogbia, Ferreira-Carrasco, Joao Moutinho, Martial (Matheus Carvalho 87)
A disposizione: Stekelenburg, Wallace, Elderson, Germain
Allenatore: Jardim

ARBITRO: Kralovec (Repubblica Ceca)
AMMONIZIONI: Ricardo Carvalho 55 (Monaco)




Nell'andata dei quarti i bianconeri battono i francesi con un rigore del cileno nella ripresa: per andare in semifinale basterà un pari o una sconfitta con un gol di scarto, segnandone almeno uno
“La Champions è un sogno”,
ripete da agosto Massimiliano Allegri. E i sogni si realizzano un passo alla volta, raccontavano i vecchi saggi. La Juve segue alla lettera il consiglio, battendo con un preziosissimo 1-0 il Monaco nell’andata dei quarti di Champions League. Decide il rigore di Vidal, che dimostra di esaltarsi quando parecchi giocatori tremerebbero. O almeno penserebbero al gol divorato nel primo tempo. O agli ultimi tiri dal dischetto sbagliati, in Champions con l’Olympiacos e in campionato a Cesena. Nemmeno per idea. King Arturo trasforma e mette la Juve in una posizione favorevole in vista del ritorno di mercoledì prossimo nel Principato. I francesi amano difendersi e ripartire, come sapevamo. Al ritorno non potranno farlo, lasciando spazi alle progressioni di Morata e Tevez. Missione compiuta, contro una rivale inferiore ma che per 20’ ha messo paura allo Stadium, dimostrando comunque che l’espressione “se arrivi ai quarti di Champions qualità ne hai” non è la solita banalità da taccuino.

CARRASCO O CR7? — Il Monaco indossa il vestito che tutti si attendevano alla vigilia. Toulalan non recupera, ma la sostanza non cambia. Due linee da quattro che sembrano disegnate col righello e vicinissime tra loro, nobilitate da uno strepitoso Kondogbia, con Moutinho a galleggiare alle spalle di Martial e gli esterni Ferreira-Carrasco e Dirar a ripartire velocissimi. Un destro di Tevez bloccato da Subasic non fotografa l’inizio, che parla solo monegasco. Pirlo, che torna dal 1’ dopo l’infortunio nell’andata col Dortmund, ha un inizio gara tremebondo. Già vederlo passarla agli avversari è una rarità, se poi le palle sbagliate diventano 3-4 allora la qualità della manovra bianconera non può che risentirne in negativo. E i ragazzini del Principato fanno capire perché all’Emirates hanno fatto ballare la rumba all’Arsenal: Martial se ha campo è un pericolo, Ferreira-Carrasco ha qualcosa di vagamente Ronaldesco (nel senso di CR7) quando punta l’uomo e cerca l’uno contro uno con le finte. Al 10’ Buffon è prodigioso sulla conclusione, che per la verità non è una sentenza, dello stesso Ferreira-Carrasco, messo in porta da Martial. Ancora il numero 17 a impegnare Buffon, poi dopo un sinistro a lato di Moutinho la Juve mette fuori la testa.

Più JUVE — Chiellini capisce che Martial soffre il corpo a corpo e stringe la marcatura, Pirlo e Pereyra si rinfrancano un po’. Pericoli veri non ne arrivano, perché il ritmo bianconero è bassino e Jardim si sa difendere benissimo con raddoppi sistematici e con letture esperte sulle linee di passaggio. Il primo tempo di Evra e Lichtsteiner (il peggiore della Juve, perché attacca male e scopre il fianco destro) non aiuta ad arrivare sul fondo, chiave fondamentale per allargare la difesa del Monaco. Il primo a riuscirci è Pereyra, ma Evra colpisce un gelataio in curva sull’invitante palla dell’argentino. La Juve chiude comunque in crescendo: Tevez, dopo 43’ anonimi, mette una meraviglia di esterno destro per Vidal, che spreca a due passi da Subasic dopo aver anche controllato bene. Gol divorato.

PIRLO & MORATA — Difficile immaginare un tema diverso nei secondi 45’. Ferreira Carrasco mette ancora i brividi con una galoppata chiusa dall’assist per Bernardo Silva, su cui vigila un Buffon decisivo nei tre interventi della serata. A conti fatti Gigi è tra i migliori della Juve. Al 12’ l’episodio chiave della partita. Lancio euclideo del rinfrancato Pirlo in profondità per Morata, che brucia Carvalho sullo scatto ed è bravissimo a farsi toccare dal portoghese all’ingresso dell’area. Fallo tanto involontario quanto evidente, ma fuori area. Per l'arbitro Kralovec, però, è rigore. Ancora una volta in vetrina le qualità dello spagnolo, pur non nella sua serata migliore. Il movimento con cui beffa Ricardo Carvalho farebbe pensare che sia lui il veterano che a maggio farà 37 anni. Dagli undici metri Vidal non dà scampo a Subasic. Allegri e Jardim cambiano: il tecnico ospite mette Berbatov per Raggi, con Fabinho che scala terzino, Moutinho che arretra e il bulgaro che va centravanti, sfiorando subito il gol di testa da corner. Allegri dopo 74’ passa al 3-5-2, con Barzagli per un Pirlo che è arrivato con la testa dove le gambe ancora non potevano portarlo. Significativo l’abbraccio con Allegri. Quello di Berbatov è l’ultimo brivido della serata, anche se Fabinho è bravo ad anticipare Morata un passo da Subasic. Nessun rimpianto, l’1-0 è quello che la Juve voleva alla vigilia.

 




Con un generoso rigore concesso dall'arbitro Kralovec, e trasformato dal cileno, i bianconeri piegano la resistenza della squadra del Principato e mettono mezzo piede in semifinale. Ritorno il 22 aprile

TORINO – Con una gara tatticamente intelligente, la Juve piega di misura (1-0) il Monaco e mette mezzo piede in semifinale di Champions League. Un risultato preziosissimo soprattutto considerate le caratteristiche tecniche della formazione del Principato che, anche stasera, ha confermato di trovarsi meglio quando deve ripartire piuttosto che quando è costretta a fare la partita.

LA VITTORIA DI ALLEGRI – Una vittoria arrivata con un pizzico di fortuna (il rigore decisivo è nato da un fallo di Carvalho su Morata commesso fuori area) ma decisamente meritata da parte dei bianconeri, bravi a cambiare più in volte in corsa l’atteggiamento in campo fino a riuscire a trovare il modo per imbrigliare definitivamente un Monaco che si è rivelato avversario ostico e temibile.

VIDAL, LA SERATA PERFETTA – E nella serata perfetta un plauso particolare lo merita Vidal. Non solo perché è tornato, finalmente, dopo 17 mesi a riscrivere il proprio nome sul tabellino dei marcatori di Champions. Quanto per il gran lavoro che ha fatto in entrambe le fasi, aiutando, in particolare, Lichtsteiner a raddoppiare sulle discese di Kurzawa che si è confermato un terzino di primissimo livello.

ALLEGRI RILANCIA PIRLO – Costretto a fare a meno ancora di Pogba, Allegri si è consolato rilanciando, dopo due mesi e mezzo d’assenza, Pirlo in cabina di regia. Per il resto tutto come previsto con difesa ancora a quattro e Pereyra schierato nel ruolo di trequartista. Nel Monaco, Jardim ha cambiato, invece, una sola pedina rispetto alla formazione prevista alla vigilia inserendo al centro della difesa Carvalho, recuperato in extremis, al posto di Wallace.

MONACO, PARTENZA A MILLE – La Juve ha provato a mettere sotto i rivali con la solita partenza a mille ma dopo essere stata illusa da un destro da fuori di Tevez, che ha impegnato Subasic, ha dovuto fare i conti con le velocissime ripartenze degli avversari che, in almeno 4 occasioni, hanno davvero spaventato Buffon: prima con un sinistro di poco alto di Kurzawa poi con due conclusioni di Carrasco, infine con tiro dal limite di Moutinho.

TEVEZ E VIDAL MANCANO L’1-0 – Allegri ha capito di dover cambiare qualcosa e, invitando i suoi a tenere un atteggiamento più aggressivo, ha costretto il Monaco a ripiegare con più frequenza nella propria trequarti. La Juve ha fatto girar meglio palla e proprio grazie a due ottimi cambi di gioco si è procurata due occasioni d’oro per passare. Ma prima Tevez (destro al volo addosso a Subasic su cross di Marchisio) e poi Vidal (destro a giro alto da pochi passi su imbeccata in area dello stesso Tevez) l’hanno tradita costringendola ad andare a riposo sullo 0-0.

VIDAL SBLOCCA IL RISULTATO SU RIGORE – Nella ripresa la Juve ha proseguito nella sua azione di accerchiamento e, alla fine, è stata premiata: su un lancio illuminante di Pirlo, Carvalho è inciampato su Morata lanciato verso la porta e ha indotto la terna arbitrale, tradita dalla velocità dell’azione (il fallo è stato commesso mezzo metro fuori area), a decretare il rigore. Sul dischetto è andato Vidal che ha trasformato con freddezza spedendo il pallone all’incrocio.

JARDIM CAMBIA IL MONACO – Sulle ali dell’entusiasmo la Juve ha insistito e ha sfiorato il raddoppio con un destro a fil di palo di Morata. Jardim, già costretto a rimpiazzare Dirar per infortunio, ha capito di dover cambiare qualcosa e ha rivisto la squadra inserendo Berbatov al posto di Raggi con Moutinho arretrato in mediana, Martial spostato a destra e l’altro subentrato, Silva, dirottato sulla trequarti.

ALLEGRI CHIUDE CON IL 3-5-2 – Ma l’unico rischio la squadra bianconera lo ha corso su un calcio d’angolo sul quale Berbatov è saltato più in alto di tutti mandando il pallone di poco oltre la traversa. Allegri ha capito di non poter rischiare più nulla e con l’innesto di Barzagli al posto di uno stanco Pirlo ha chiuso a doppia mandata il risultato varando il classico 3-5-2. E così il viaggio di mercoledì prossimo a Montecarlo da stasera fa molta meno paura.

Jacopo Manfredi







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lunedì 13 aprile 2026

13 Aprile 1980: Roma - Juventus

È il 13 aprile 1980 e Roma Juventus si sfidano nella dodicesima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1979-80 allo Stadio 'Olimpico' di Roma.

I bianconeri contendono fino all'ultimo lo Scudetto con l'Inter e con questi due punti a Roma tengono la fiammella della speranza accesa. 

Al termine del campionato però sarà solo secondo posto dietro i nerazzurri mentre i giallorossi si 'accontentano' del sesto posto e la Coppa Italia vinta.

Buona Visione!



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Campionato di Serie A 1979-1980 - 12 ritorno

Roma - Stadio Olimpico
Domenica 13 Aprile 1980
ROMA-JUVENTUS 1-3
MARCATORI: Gentile 2, Scirea 20, Pruzzo 36, Bettega 77

ROMA: Conti P., Maggiora, De Nadai, Rocca, Turone, Santarini, Conti B., Giovannelli, Benetti, Ancelotti
Allenatore: Nils Liedholm

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile, Furino, Brio, Scirea, Causio (Cabrini 79), Tardelli, Bettega, Prandelli, Fanna
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: D'Elia



Furino è il solito capitano coraggioso 
Le pagelle dei giocatori bianconeri 

ZOFF — Non ha avuto molto lavoro. Gli attaccanti della Roma non lo hanno infastidito più di tanto. Forse in occasione del palo colpito da Ancelotti ( dopo è venuto il gol) ha avuto un attimo di esitazione nell'uscita. Ha compiuto una grande parata su calcio di punizione di De Nadal. 

CUCCUREDDU — Alle prese con Ancelotti ha giocato una buona partita, anche senza eccellere come in altre occasioni. Ha avuto modo di portarsi avanti più volte. È stato suo il passaggio che ha permesso a Gentile di segnare il primo gol. 

GENTILE — È un terzino sinistro di costituzione e ha giocato benissimo controllando Bruno Conti che è stato l'elemento più valido di tutta la Roma. Ha segnato un bel gol di testa. Il primo di questa stagione in campionato. 

FURINO — Capitano coraggioso, come sempre. Non sarà elegante, si è fatto anche ammonire, ma il suo apporto al gioco è stato importante. 

BRIO — Non ha figurato come a Londra mercoledì sera, ma la partita era assai diversa. Costretto ad inseguire Pruzzo, che sovente retrocedeva, non ha commesso errori. Non ha colpa nel gol segnato da Pruzzo. In quel momento in area juventina c'era molta confusione. 

SCIREA — Sicuro e tranquillo come nelle giornate buone. Nei momenti di maggior pressione della Roma ha cercato di portare avanti l'asse della difesa per evitare scontri in zona pericolosa. È stato un vero ed autentico comandante dell'area di rigore. 

CAUSIO — Ha avuto momenti di pausa, e forse ha fatto bene Trapattoni a sostituirlo con Cabrini. Sagace come sempre in certi appoggi, intelligente negli allunghi, un po' fragile negli spunti personali. Comunque ha suggerito il secondo gol ed ha iniziato l'azione del terzo gol, che ha chiuso la partita. 

CABRINI (dal 79') — Ha giocato poco per essere giudicato. 

TARDELLI — È parso in netto progresso, anche se lo avevamo visto meglio altre volte. Sta rientrando in forma dopo una lunga assenza. Il suo apporto è stato determinante. 

BETTEGA — Di lui si è già detto tutto. È in un momento magico. Pare cammini e lasci dietro avversari di lui assai più veloci. Ha avuto tocchi da campione raffinato, il gol è stato un capolavoro. Come ai vecchi tempi, due finte, scarto del portiere e palla nella rete sguarnita. 

PRANDELLI — Ha giocato una buona partita di contenimento. Ha lottato e corso come pochi. 

FANNA — Ha alternato momenti brillanti ad errori piuttosto gravi. È stato efficace più a destra che non a sinistra. 

Giulio Accatino
tratto da: La Stampa, 14 aprile 1980



 

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domenica 12 aprile 2026

12 Aprile 2008: Juventus - Milan

Siamo in un periodo in cui l' Internazionale Milano domina il calcio italiano. Favoriti dall'uscita di scena della Juventus dal massimo palcoscenico della Serie A per 'colpa' della farsa di Calciopoli, i neroazzurri hanno strada aperta per dominare il football italiano.

Intanto siamo al 12 aprile 2008 Juventus Milan si sfidano in questa gara valevole per la quattordicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A TIM 2007-08. Il tutto si svolge allo 'Stadio Olimpico' di Torino.

Guidati in panchina da Claudio Ranieri e con un Alessandro Del Piero in gran spolvero giocano una gara da ricordare. Una gran bella rimonta per una Juve che si prende tre punti fondamentali per conquistare (alla fine del campionato) un terzo posto dietro all'Inter ed alla Roma.

Buona Visione!



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Campionato di Serie A 2007-2008 - 14 ritorno Torino - Stadio Olimpico Sabato 12 aprile 2008 ore 20.30 JUVENTUS-MILAN 3-2 MARCATORI: Del Piero 12, Inzaghi F. 14, Inzaghi F. 31, Salihamidzic 45, Salihamidzic 80
JUVENTUS: Buffon, Grygera, Legrottaglie (Stendardo 51), Chiellini, Molinaro, Camoranesi (Nocerino 90), Sissoko, Tiago, Salihamidzic, Del Piero, Trezeguet (Iaquinta 78)
Allenatore: Claudio Ranieri
MILAN: Kalac, Bonera, Simic, Maldini P., Favalli, Gattuso (Gilardino 84), Pirlo (Brocchi 89), Ambrosini, Seedorf, Kakà, Inzaghi F. (Cafu 69)
Allenatore: Carlo Ancelotti
ARBITRO: Rocchi ESPULSIONI: Bonera 66 (Milan)



L'editoriale di Juventus-Milan 3-2

Tre punti d'oro che valgono l'Europa. La Juventus batte il Milan 3-2 e fa un passo decisivo verso la conquista di un posto in Champions League, disputando una partita tosta e grintosa, con qualche disattenzione difensiva, ma soprattutto con giocate da manuale del calcio, provenienti dalle doti tecniche dei suoi campioni: Del Piero per l'ennesima volta goleador e per l'ennesima volta uomo partita Sky, Camoranesi assistman per tutti e tre i gol dei bianconeri, Sissoko insormontabile e d'acciaio.
Il match inizia bene per la Juve che passa in vantaggio con Alex Del Piero, ma nel prosieguo della prima frazione di gara il Milan mette sul campo il talento di Seedorf e Kakà a disposizione di Inzaghi, che va in gol per due volte di fila. Agli ultimi minuti utili, i bianconeri riescono a trovare il pari insperato col tap-in di Salihamidzic.
La ripresa inizia in modo più compassato per entrambe le squadre, che provano soprattutto a controllare il gioco. La calma viene interrotta da uno scriteriato intervento di Bonera su Sissoko (in stile Taylor-Eduardo) che costringe il non sempre attento arbitro Rocchi a tirare fuori il rosso diretto. Così, sugli sviluppi di un giusto calcio di punizione a favore dei padroni di casa, Brazzo Salihamidzic fa doppietta regalando punti fondamentali alla propria squadra.

Le pagelle di Juventus-Milan 3-2

JUVENTUS
Buffon 6,5: lavora parecchio sui tiri dalla distanza dei milanisti. Non può nulla sui due gol di Inzaghi, mentre è sempre decisivo nelle uscite alte, propagando calma e tranquillità a tutta la difesa.
Grygera 6,5: interpreta bene il ruolo di terzino. Concentrato in copertura e ficcante nelle incursioni d'attacco, dove trova anche pericolosissimi tiri dai 30 metri.
Legrottaglie 6: fa bene il suo mestiere, finché non è costretto a uscire, in seguito a uno scontro di gioco con Kakà. --> Stendardo 6: mai un errore, anzi una chiusura determinante.
Chiellini 6: come sempre ruvido, ma preciso negli interventi. L'unica disattenzione è sul dribbling di Kakà in occasione del primo gol di Inzaghi.
Molinaro 6: perde meno palloni del solito.
Camoranesi 8: Mister Classe Sopraffina, delizia il palato dei tifosi bianconeri con giocate dall'altissimo tasso tecnico. Salta tutti e sempre a sua volontà, fornendo tutti e tre gli assist per gli altrettanti gol della Juventus. Fenomenale. --> Nocerino sv.
Tiago 5: i senatori della squadra pare abbiano convinto Ranieri ad offrirgli una nuova chance da titolare, ma il portoghese non fa nulla per ripagarli della fiducia. Lento e macchinoso, sbaglia passaggi di 10 metri e si ostina nelle verticalizzazioni. Peggiore in campo.
Sissoko 7,5: il carrarmato maliano continua a confermare di essere uno dei migliori interdittori del mondo. Recupera davvero tantissimi palloni, ma la sua grandezza è nel riuscire a bilanciare la fase di distruzione del gioco con quella di costruzione. Capita spesso, infatti, di vederlo saltare con pallonetti gli avversari a centrocampo o dribblarli sulla fascia. Bonera prova a rovinargli la carriera con un fallo da censura, ma Sissoko, dopo attimi di paura, si rialza e rientra in campo, facendo esplodere tutto lo stadio. Unico.
Salihamidzic 8: decide di diventare protagonista nella partita più importante di questo finale di stagione, realizzando una doppietta storica da centravanti puro. Sorprendente.
Trezeguet 5,5: gli capita una palla delle sue a fine primo tempo, ma David la colpisce di testa mandandola addosso a Kalac. Fortuna che Brazzo è stato pronto a ricacciarla in rete. Involuto. --> Iaquinta sv.
Del Piero 8: il talento c'è sempre stato e lui ha sempre dimostrato di possederne un'infinità. Ma quello che sorprende in questa fantastica stagione del capitano bianconero è la sua forza e freschezza fisica, la sua convinzione di essere imprescindibile per la Juventus. Così, di partita in partita offre saggi di calcio e gol a caterve, con una dedizione alla causa da capitano vero. Il Calcio. Uomo partita.

MILAN
Kalac 6: se poteva fare qualcosina in più sul gol di Del Piero, in occasione delle altre due reti bianconere è impotente. Toglie dal set una bordata di Grygera sparata da 34 metri.
Bonera 5: attento dietro, offre ad Inzaghi un pallone solo da spingere in rete, rendendosi decisivo nel vantaggio milanista. Ma lo sciagurato intervento a gamba tesa sulla tibia di Sissoko avrebbe potuto causare danni enormi alla carriera del maliano. Nel frattempo, con la sua espulsione, ha fatto sì che il Milan giocasse buona parte del secondo tempo in 10 contro 11.
Simic 5: in costante affanno su Del Piero, che lo salta irridendolo più e più volte. Il croato è, così, obbligato a ricorrere ad almeno 4 falli sull'attaccante bianconero, riuscendo però a non farsi mai ammonire.
Maldini 5,5: lui è il Milan e si vede da come porta palla a testa alta e da come è sicuro negli interventi difensivi. Tuttavia, questa sicurezza gli si ritorce contro, quando Del Piero gli sottrae il pallone da sotto le gambe, offrendolo a Camoranesi per il pareggio della Juventus.
Favalli 5,5: poca spinta e molte rincorse, non tutte terminate a buon fine.
Gattuso 6: sta mano mano rientrando in forma, ma la posizione di quasi esterno destro lo limita nella sua capacità di recuperare palla. --> Gilardino sv.
Pirlo 6: nel primo tempo riesce a manovrare la squadra come meglio non gli si può chiedere, poi come tutto il Milan sparisce alla distanza. --> Brocchi sv.
Ambrosini 6,5: il migliore dei centrocampisti difensivi del Milan, recupera molti palloni e ne contende parecchi anche a Sissoko.
Seedorf 6,5: il centro-sinistra non è la sua posizione preferita, ma l'olandese quando si accende è imprendibile.
Kakà 6,5: parte molto bene, facendo ammattire la difesa bianconera e servendo un assist al bacio a Inzaghi per l'1-1. Poi cala vistosamente, soprattutto quando è schierata unica punta.
Inzaghi 7: due palle toccate, due gol. È Inzaghi. --> Cafu 5: commette l'errore fatale di perdere Salihamidzic sul 3-2 finale. Ha esperienza da vendere e non può permettersi simili distrazioni.






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