Apparte il periodo d'oro del 'Grande Torino' e questi anni 70 il confronto cittadino tra granata e bianconeri é sempre stato molto sbilanciato verso i colori zebrati.
Lungo questo tratto di secolo i cugini poveri del capoluogo piemontese offrono peró filo da torcere ai piú celebrati collegi.
Anche se in termini di trofei i granata conquistano 'solo' uno Scudetto (quello del 1975-76)
Il 25 Marzo 1979 si gioca allo Stadio 'Comunale' di Torino il 'Derby della Mole' tra Torino e Juventus. Il tutto é valevole per l' ottava giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1978-79.
Buona Visione!
Torino - Stadio Comunale
domenica 25 marzo 1979 ore 15:00
TORINO-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Cabrini 88
TORINO: Terraneo, Santin, Vullo, Salvadori (Mozzini 48), Danova, Zaccarelli, Sala C., Pecci, Graziani, Greco, Iorio
Allenatore: Luigi Radice
JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, Gentile, Brio, Scirea, Causio, Tardelli, Virdis, Benetti, Bettega R.
Allenatore: Trapattoni
ARBITRO: Casarin
Le pagelle dei 23 protagonisti della sfida stracittadina ieri al ComunaleDa uno Zac senza animo a uno Zoff spettatoreTORINOTerraneo — L'ha tradito una botta davvero difficile di Cabrini, forte ed angolata, ma forse l'ha ingannato di più il mancato intervento di Claudio Sala. Ha giocato con evidenti timori per il naso appena guarito, ha quindi delle scusanti non solo per l'errore (colpa anche del pallone viscido) che ha dato via libera a Virdis ma per alcune deviazioni avventurose, come l'uscita di piede su Bettega nel secondo tempo.Santin — L'aria del derby gli fa bene, ha giocato con scioltezza sia su Virdis nel primo tempo che nella ripresa come libero. Ha cercato anche di spingere, nel momento in cui la Juve ha mollato un poco la presa, ma la squadra non lo seguiva, ha accettato anche lui la «legge» dei passaggi a Terraneo. Un peccato che altri non avessero la sua voglia di vincere.Salvadori — Ha ricevuto presto una botta al ginocchio che lo ha menomato sino a costringerlo a chiedere il cambio all'inizio della ripresa. Il suo duello con Causio, finito alla pari, è stato un pezzo del repertorio di derby passati. A «Faina» è restata la rabbia per non aver potuto battagliare sino alla line. Non lo consola di certo che la «sua» partita sia finita in parità.Mozzini — Ha giocato gli ultimi 42 minuti con efficacia, malgrado sia entrato a freddo. Buoni gli anticipi su Bettega, non ha certo colpe sulla coscienza. Ha tentato in due occasioni di farsi sotto, un suo colpo di testa è finito a lato.Vullo — Ancora una volta uno dei migliori granata per forza, capacità di spinta e temperamento. Un solo neo - la testata in reazione a Tardelli nella ripresa che poteva costargli cara se Casarin ed i suoi collaboratori non fossero stati a guardare da un'altra parte, graziandolo almeno di una ammonizione. Proprio perché vale, non deve ricadere in reazioni che possono danneggiare lui e soprattutto la squadra.Danova — Fra i pochi granata che hanno potuto uscire a testa alta dal campo, alla fine. Ha marcato prima Bettega e poi Virdis sempre con efficacia sia nell'anticipo che nel contrasto a terra. Un atleta ancora vivo, fra tanti spenti o acciaccati.Zaccarelli — Un tempo da libero ed uno a centrocampo, sempre insufficiente rispetto allo Zac autoritario che tutti conoscono. Come libero, si è limitato a rinvìi spesso affannosi, mentre in avanti non è riuscito a dare una spinta accettabile alla manovra. Ha giocato come se sapesse sin dall'inizio che il Torino avrebbe perso. Senza animo insomma.Claudio Sala — Continua a giocare senza essere in forma, saltando qualche fase della preparazione, e non può certo dare alla squadra l'apporto di sempre. Immutabile la rabbia agonistica, ma non basta. Ha trovato in Cabrini un avversario forte e duro, che in extremis ha punito con il tiro del gol il suo determinante errore difensivo.Pecci — Sino a mezzogiorno di ieri la sua presenza era in dubbio, è andato in campo lo stesso ma non era al meglio della condizione ed il campo lo ha dimostrato. Si è pure acciaccato ad una coscia durante il gioco, cosi il suo apporto a centrocampo è stato al cinquanta per cento. Un solo afiondo efficace, ma debole il cross. Benetti. suo avversario, non ha faticato come in altre occasioni.Graziani — Un leone in gabbia, in una gabbia a strisce bianconere. Troppo solo in avanti, raramente ha avuto qualcuno vicino per tentare uno scambio. Inoltre, ha trovato sulla sua strada un Brio sicuro come un anziano, più forte di lui di testa per la differenza di statura e deciso (anche troppo in una o due occasioni) di piede. Per Graziani, una indigestione di rabbia.Greco — Era al rientro, non è mai entrato nella partita. Gambe molli, ma anche un carattere fragile. Iorio — Nelle rare occasioni in cui il Torino ha spinto a tondo, pareva un sughero sul mare in burrasca. Il pallone viscido era per lui un handicap (ma il maggiore è stato Cuccureddu).JUVENTUSZoff — Una partita da spettatore o quasi: due uscite neppure difficili, una parata a terra su tiro da lontano di Zaccarelli forte ma centrale, un brivido in mischia finale. Per un derby, meno che ordinaria amministrazione. Per una volta Dino ringrazia i compagni che gli hanno evitato preoccupazioniCuccureddu — La sfida stracittadina più agevole, ed ormai ne ha tante alle spalle. Iorio, peso leggero, è stato un avversario non difficile. Cuccù lo ha quasi sempre anticipato, imponendo esperienza, forza fisica e classe. Non si è lasciato tentare da avventure in attacco, qualche avanzata per le punizioni e basta. Una gara giudiziosaCabrini — Il suo duello con Claudio Sala ha avuto spunti rabbiosi, ma nel complesso il terzino non ha corso grossi rischi, piuttosto in qualche Irangente è stato sin troppo «esuberante». L'ammonizione, meritata, gli ha rovinato l'ultima fase di gioco, ma si è ritatto abbondantemente con il gol della vittoria. Ha torse avuto paura una volta sola, nel momento dell'abbraccio soffocante dei compagni.Gentile — Sentiva molto il derby, lo ha dimostrato con qualche reazione nervosa nelle fasi più calde del primo tempo. Sua la «punizione» che ha dato il via all'azione della rete, sue alcune incursioni pericolose. Non difficile il duello con un Greco non certo vivaceBrio — Diamo ancora tempo a Trapattoni di vederlo all'opera sui terreni secchi, per dire che la Juventus senza scomodarsi ha trovato lo stopper per il domani che cercava. Una misura di prudenza, perché ieri Brio ha giocato con l'autorità di un veterano, pur avendo di fronte un Graziani concentrato e positivo. Forte nell'anticipo, difficile da passare in dribbling, il gigantesco difensore è piaciuto anche per alcuni appoggi precisi e per la scelta di tempo con la quale si è portato In area granata per sfruttare il suo colpo di testa.Scirea — Visto che il Torino osava poco, il libero non ha però commesso l'errore di sganciarsi troppo, restando in zona a scanso di rischi e non andando ad intasare la metà campo Suo. nel finale, il salvataggio nell'unica azione pericolosa dei granata. Puntuale e positivo come sempre.Causio — Ha dovuto battersi prima con Salvadori e poi con Vullo ha giocato badando alla squadra più che a se stesso, cercando il tacile, il passaggio veloce. Il terreno del resto non era il più adatto ai «numeri» da spettacolo, e Causio ha saputo adeguarsiTardelli — La sua spinta in avanti si è sentita in più occasioni intelligente in molte fasi in cui la Juve era alle prese con il fuorigioco dilensivo dei granata. Ha tentato alcune conclusioni senza fortuna. Bella una sua girata al volo, anche se alta nel primo tempo, ootente ma fuori bersaglio una botta nella ripresa. Ha lavorato molto, ha ritrovato quasi del tutto la freschezzaVirdis — Lo stadio comunale è ammutolito per il suo clamoroso errore al 35' di gioco. Gelo fra i bianconeri, neppure la forza di fiatare per lo scampato pericolo i granata. Era la palla gol più pulita che possa capitare ad un attaccante, bastava toccare in mezzo alla porta ed invece ha dato l'impressione di cercare l'angolo. E subito dopo un'altra palla gol. colpo di testa luori. Una disperazione, ma deve essere difficile continuare a giocare in un derby dopo uno sbaglio del genere. Se non ha fortuna nel gioco, non gli manca di certo il coraggio.Benetti — Ha tenuto la zona senza troppo sforzo. Pecci di fronte a lui non era il solito giocatore ricco di iniziativa. Ha tentato qualche botta da lontano, è stato abile nello sveltire il gioco rinunciando quasi sempre al passaggio laterale.Bettega — Prima con Danova, poi con Mozzini, si è trovato di fronte due dei giocatori più validi del Torino. Ha cercato di sottrarsi alla marcatura con le consuete divagazioni, gli è riuscito nella ripresa uno splendido e secco colpo di testa ma ha centrato Terraneo in mezzo ai pali. Un Bettega non brillante ma positivo.Bruno Peruccatratto da: La Stampa 26 marzo 1979














