sabato 3 maggio 2025

3 Maggio 1981: Juventus - Avellino

Attraverso Youtube vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 3 Maggio 1981 e Juventus ed Avellino si sfidano nella dodicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1980-81 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I bianconeri sono affamati di vittoria dopo che l' Inter l'anno prima l'aveva beffato sul traguardo tricolore. 

Dall'altra parte c'é un Avellino che partito da una penalizzazione di 5 punti riuscirá ad ottenere una salvezza al limite dell' incredibile.

É una Juventus che marcia passo passo fino alla conquista del suo dicianovessimo scudetto. Solo la Roma riesce a tener testa ai bianconeri...

Buona Visione! 



juventus



Stagione 1980-1981 - Campionato di Serie A - 12 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 3 maggio 1981 ore 16:00 
JUVENTUS-AVELLINO 1-0
MARCATORI: Cabrini 81

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, (c) Furino (Brio 75), Gentile, Scirea, Marocchino, Tardelli, Bettega R., Brady, Fanna (Causio 64)
A disposizione: Bodini, Prandelli, Verza
Allenatore: Giovanni Trapattoni

AVELLINO: Tacconi, Giovannone, Ipsaro Passione, Beruatto, Cattaneo, Di Somma, Piga, Ferrante (Vignola 82), Criscimanni (Venturini 79), Valente, Carnevale
A disposizione: Di Leo, Repetto, Massa
Allenatore: Luis Vinicio

ARBITRO: Mattei
AMMONIZIONI: Tardelli (Juventus); Criscimanni, Beruatto, Di Somma (Avellino)



Furino: «Ci giocheremo il titolo con la Roma» 
«Abbiamo avuto qualche Furino in più in questa partita», 
considerava ieri sera l'avvocato Sara, presidente dell'Avellino. Non era un'accusa, la sua battuta, al giocatore bianconero. Al contrario, il dirigente irpino intendeva elogiare il piccolo capitano della Juve, ammirato per la sua grande prova di temperamento. E subito dopo aggiungeva: 
«Nella mia terra s'impara a lottare presto, anche le nostre squadre, negli anni, si sono adeguate. E' l'ambiente, con il suo calore, che tempra il carattere del calciatore. Evidentemente anche Furino, che è cresciuto ad Avellino, dove il papà lavorava nel periodo dell'adolescenza del figlio, ha appreso da noi irpini che nel calcio come nella vita si deve avere temperamento. Per questo motivo sentiamo Furino anche un po' nostro». 
Domenica dopo domenica c'è sempre qualcuno che intona un coro di elogi al capitano della Juventus. Anche Vinicio, durante la settimana scorsa, aveva avvertito: 
«La Juve è tornata in alto dopo il suo incerto inizio di campionato quando ha ritrovato un uomo decisivo come Furino. Si vede poco, ma riordina il gioco dei suoi, chiudendo i varchi che si aprono in difesa e smistando moltissime palle in fase di rilancio. Dicevano che era al tramonto, ma Furino ha dimostrato che la vecchiaia non è un'età anagrafica definibile per un calciatore, e che si può rinviare...». 
Furino legge, ascolta e non commenta. Ogni tanto pronuncia una battuta polemica verso chi non credeva più in lui o ha un gesto di stizza per qualcosa che non gli va giù, come ieri allo stadio, quando Trapattoni ha deciso di sostituirlo con Brio, ma tutto finisce li. Furino preferisce i fatti alle dichiarazioni, e se spende in pubblico qualche parola sulla squadra è per richiamare l'attenzione di compagni e tifosi sull'obiettivo da conquistare. Lo ha fatto nei mesi scorsi, quando la squadra non brillava e perdeva colpi oggi non occorre più. Oggi si limita ad osservare: 
«Ci vuole grinta per emergere, e vincere. E' una componente determinante, noi l'abbiamo acquistata in larga parte, e vinciamo». 
La Juve è sempre in testa, con la Roma ad una incollatura, ma intanto il Napoli continua a cedere: Furino è fiducioso, e non lo nasconde. Però, rispettando lo stile del suo personaggio, dice senza enfasi: 
«Ci giochiamo lo scudetto con la Roma, domenica prossima. Pensiamo a questa partita con la stessa concentrazione con cui abbiamo affrontato e battuto l'Avellino; Per noi, questa che comincia non sarà, non dovrà essere una settimana speciale. Lo sarà poi l'incontro, ma nel frattempo deve essere la Roma a preoccuparsi di dover rimontare. Noi abbiamo un punto in più e giocheremo in casa, è un vantaggio da capitalizzare». 
Parla come corre sul campo, con quel suo passo sbilenco, da mastino che bracca la palla e la fa sua, senza sprecar nulla. E' il suo modo di combattere il tempo. 

Alberto Giamo
tratto da: La Stampa 4 maggio 1981







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