sabato 21 marzo 2026

21 Marzo 1984: Juventus - Haka Valkeakoski

È il 21 marzo 1984 e Juventus ed i finlandesi del Haka Valkeakoski si sfidano nella gara di ritorno dei Quarti di Finale della Coppe delle Coppe 1983-84 allo Stadio 'Comunale' di Torino. La partita di andata si era conclusa con la vittoria in trasferta dei bianconeri per 1-0.

È una Juventus piena di stelle di calibro mondiale quello che sfida la formazione finlandese (vera cenerentola della competizione). Sarà una stagione trionfale questa per i nostri beniamini a strisce bianconere. Se in Campionato arriverà l'ennesimo Scudetto (è il 21esimo), in Europa si festeggia la prima (ed unica) affermazione in Coppa delle Coppe in finale a Basilea contro il Porto per 2-1

Buona Visione!



juventus


 

Coppa delle Coppe 1983-1984 - Quarti, ritorno
Torino - Stadio Comunale
Mercoledì 21 marzo 1984 ore 20.30
JUVENTUS-HAKA VALKEAKOSKI 1-0
MARCATORI: Tardelli 15

JUVENTUS: Tacconi, Gentile, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Penzo, Tardelli (Prandelli 74), Rossi P., Vignola, Boniek (Tavola 81)
Allenatore: Giovanni Trapattoni

HAKA VALKEAKOSKI : Huttunen, Vilen, Ranta, Kolar, Vourinen, Salonen, Nissinen, Lethinen (Setala 70), Valvee, Houviala (Pakkanen 83), Kujanpaa
Allenatore: Jukka Vakkila

ARBITRO: Igna (Romania)



COPPA DELLE COPPE 
I bianconeri passano il turno con i finlandesi del Haka Valkeakosken senza gloria 
Juve, segna Tardelli poi solo fischi 
La squadra di Trapaltoni conferma il suo momento negativo 
Si è fatta sentire l'assenza di Platini 
Dopo un discreto avvio e la rete del vantaggio al 15' tanti errori di conclusione e qualche pericolo di troppo 

TORINO — La Juventus, «orfana» di Platini, ha impiegato un quarto d'ora per espugnare il bunker di Huttunen, che a Strasburgo aveva resistito ben 90', ma il fuoriclasse francese si è fatto rimpiangere. Dopo 91 partite consecutive ufficiali in bianconero. Platini, contuso alla coscia destra, si era preso una «vacanza» e sarà, assente anche domenica in campionato, contro il Catania, ma per la sua prima squalifica italiana: D'Elia l'ha castigato per comportamento irriguardoso all'rientro negli spogliatoi di Verona. C'era da vedere cosa valeva la Juventus senza «le roi», e ieri sera il pubblico e Trapattoni hanno avuto l'occasione di verificare il peso che Michel ha nell'economia del gioco, dei risultati della squadra. 

Vignola, che aveva nelle gambe le trasferte di Tirana con la «Under 21» e Verona, non ha brillato nella parte di vice-Platini, ma anche la squadra, nel primo tempo, non ha certo entusiasmato, raccogliendo qualche fischio. C'erano circa 23 mila spettatori, come in un'amichevole, ma sul campo si faceva sul Haka: l'aria frizzante rendeva più agevole ai finlandesi il brusco passaggio dall'inverno polare alla nostra... primavera. Ma gli ospiti si chiudevano subito nel loro «igloo». La manovra della Juventus si ingolfava tra le strette maglie dell'Haka, ma al 2', su cross dell'attivissimo Tardelli, Penzo di testa in tuffo mancava di un soffio una buona occasione. Un minuto dopo l'arbitro non convalidava un gol di Rossi che insaccava su un tiro di Tardelli (in fuorigioco rilevato dal guardalinee) respinto da Huttunen. Il romeno Igna sorvolava poi su un sospetto fallo in area di Ranta al danni di Tardelli che al 10', di testa, sfiorava il bersaglio su bel cross di Gentile che appariva in netto progresso rispetto alla prova di Verona. 

Dopo 14" la Juventus sbloccava il risultato. Un'applaudita azione di Cabrini era fermata fallosamente e i bianconeri fruivano di punizione. Vignola la batteva, calibrando il traversone per la testa di Tardelli che insaccava a fil di palo. La folla pregustava la «goleada», ma l'Haka, anziché limitarsi a difendere il passivo, si faceva più intraprendente e al 25' Tacconi effettuava il primo intervento su un tiro «telefonato» di Kujanpaa. Tra le file bianconere serpeggiava un po' di deconcentrazione, l'azione veniva rallentata e l'Haka imbastiva qualche discreta combinazione, considerando i suoi limiti tecnico-tattici, ma non certo atletici, visto che si tratta di fondisti. La Juventus capiva l'antifona e alla mezz'ora accelerava, ma Boniek indirizzava sulle braccia del portiere un comodo pallone. Non  c'erano smarcamenti rapidi e Rossi, pur ritrovando Penzo come «spalla», non incideva. Anche Vignola sballava una buona occasione (sul sinistro, il suo piede migliore) al 33', imitato due minuti dopo da Rossi che, su un bel cross di Gentile, colpiva di testa senza convinzione. Qualche fischio si levava dagli spalti mentre dalla curva Filadelfia i tifosi inneggiavano a Platini. 

Anche la ripresa veniva affrontata dalla Juventus con lo spirito dell'allenamento. Solo qualcuno, come Cabrini, Tardelli, Bonini e Gentile (che però appariva un po' impreciso), si impegnavano, mentre gli altri lasciavano a desiderare, senza idee, ed il pubblico disapprovava con fischi sempre più sonori, con «olè-olè» d'incitamento alle semplici e volenterose combinazioni dei dilettanti finnici. I bianconeri finivano per innervosirsi. Penzo, su cross di Tardelli, falliva una buona occasione di testa (49') e Boniek, dopo uno scambio con Rossi, tirava in bocca a Huttunen (57'). E mentre la gente gridava «Haka, Haka», la Juventus aveva un sussulto e andava a rete, con Rossi (63'), ma l'arbitro annullava per fuorigioco che a molti era parso inesistente. Poi ancora Rossi, su bel lancio di Vignola (66'), di piatto destro batteva a colpo sicuro, ma Huttunen riusciva a salvare in angolo. E al 67', su corner di Vignola, Tardelli segnava uno spettacolare gol di tacco, ma commetteva fallò e il punto non veniva convalidato. 

L'Haka, al 70' inseriva Setala al posto di Lehtinen, al 73' Huovlala per poco non beffava la Juventus, graziando da pochi passi Tacconi. Poi Trapattoni inseriva Prandelli (74') al posto di Tardelli che applaudiva polemicamente il pubblico rientrando negli spogliatoi. Prandelli si faceva notare, su cross di Boniek, incornando di testa sul pugni di Huttunen che poi bloccava la replica fiacca di Rossi. Anche Boniek veniva sostituito (80') da Tavola, ma il polacco riceveva incitamenti dai tifosi. All'83, Rossi (e Penzo) fallivano da un passo l'ennesima occasione. 

Bruno Bernardi 
tratto da: La Stampa 22 marzo 1984



 


Juventus

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venerdì 20 marzo 2026

20 Marzo 2014: Fiorentina - Juventus

È il 20 marzo 2014 Fiorentina Juventus si sfidano nella gara di ritorno dei Quarti di Finale della UEFA Europa League 2013-14 allo Stadio 'Artemio Franchi - Comunale' di Firenze.

È una Juventus tutta record questa guidata in panchina dal 'gladiatoreAntonio Conte. É la Juve dei 102 punti finali che strapazza tutti e conquista così il suo trentaduesimo scudetto. Pensate che l'Inter (fermatasi ad un onorevole quinto posto) finisca a ben quarantadue (42!) punti di distacco dalla squadra Campione d'Italia.

Per quanto riguarda le competizioni europee - dopo essere stati 'retrocessi' dalla UEFA Champions League alla seconda competizione continentale, i ragazzi in bianconero vanno avanti fino alle semifinali. Purtroppo molta sfortuna e tanta imprecisione impediranno alla Juventus di eliminare i portoghesi del Benfica e giocarsi (in casa!) la finale.

Buona Visione! 



fiorentina



Stagione 2013-2014 - Europa League - Ottavi, ritorno
Firenze - Stadio Artemio Franchi
giovedì 20 marzo 2014 ore 19:00
FIORENTINA-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Pirlo 71

FIORENTINA (4-3-1-2): Neto, Cuadrado, Gonzalo Rodríguez, Savić, Tomović, Aquilani, Pizarro (Ambrosini 48), Vargas, Ilić (Roncaglia 72), Borja Valero, Gómez M. (Matri 63)
A disposizione: Rosati, Bakic, Pasqual, Joaquin
Allenatore: Vincenzo Montella

JUVENTUS (3-5-2): Buffon, Cáceres, Bonucci, Chiellini, Isla (Lichtsteiner 76), Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah, Tevez, Llorente (Osvaldo 88)
A disposizione: Storari, Romagna, Padoin, Mattiello, Vucinic
Allenatore: Antonio Conte

ARBITRO: Webb (Inghilterra)
AMMONIZIONI: Vidal 50, Tevez 90+4 (Juventus); Gonzalo Rodríguez 31, Cuadrado 55, Gonzalo Rodríguez 69, Neto 90+4 (Fiorentina)
ESPULSIONI: Gonzalo Rodríguez 69 (Fiorentina)



Il fuoriclasse azzurro ripete la prodezza di domenica scorsa a Genova e con una punizione all'incrocio al 71' regala ai bianconeri la qualificazione ai quarti. La squadra di Montella gioca bene per un'ora, poi si spegne. Espulso Gonzalo Rodríguez

FIRENZE – Ancora Pirlo. Come a Genova, il fuoriclasse azzurro prende per mano la Juve e con un’altra magia su punizione trascina i compagni nei quarti di Europa League. La Fiorentina esce dalla coppa con l’onore delle armi, consapevole di aver fatto il possibile per cercare di capitalizzare l’1-1 ottenuto a Torino. In campo, i 28 punti di distanza che ci sono in campionato non si sono visti. Ma è anche vero che la squadra di Conte ha dimostrato che nei momenti importanti riesce sempre e puntualmente a fare la differenza.

VIOLA FUORI CON QUALCHE RIMPIANTO – Ai viola resta il rammarico di non aver concretizzato sullo 0-0 quelle 4-5 limpide occasioni che si sono costruite con tenacia e abnegazione. Episodi fatali che hanno pesato tantissimo nell’economia della gara. Anche perché la Juve, col passare dei minuti, è salita di livello e ha finito per riuscire a procurarsi con Llorente, steso al limite dell’area da Gonzalo Rodriguez (espulso per somma di ammonizioni), l’opportunità decisiva per portare a casa un successo che tiene vivo il sogno bianconero di arrivare alla finale di Torino.

CONTE LANCIA ISLA, MONTELLA CON VARGAS – Conte ha deciso di giocarsi le proprie carte schierando, in pratica, la formazione tipo, eccezion fatta dell’indisponibile Barzagli e di Isla, preferito a Lichtsteiner. Montella ha risposto lanciando a sinistra Vargas, in sostituzione di Pasqual, e Gomez in attacco con Ilicic a sostegno.

JUVE, AVVIO SOFFERTO – La Fiorentina è partita meglio e, con un pressing alto, ha dato fastidio ai bianconeri creando subito un paio di brividi a Buffon con Ilicic e Gomez che non hanno inquadrato lo specchio della porta. La Juve ha sofferto particolarmente la marcatura asfissiante di Borja Valero a Pirlo e per uscire ha atteso 20’. Ma quando finalmente ha preso possesso del centrocampo è riuscita a chiamare in causa Neto solo con alcune conclusioni da fuori di Tevez (2), Pogba (2) e Pirlo, risultate tutte telefonate o fuori bersaglio.

LA FIORENTINA SPRECA TROPPO – Nel frattempo i viola non sono rimasti a guardare e, sfruttando alcuni errori, piuttosto insoliti, della Juve in uscita, hanno costruito altre due grosse opportunità che Pizarro e Ilicic non hanno sfruttato sempre per mancanza di precisione. La Fiorentina ha proseguito nella sua azione anche in avvio di ripresa ma dopo una girata centrale di Borja Valero e un forte destro da fuori di Cuadrado, respinto da Buffon, si è, in pratica, spenta.

PIRLO, UN’ALTRA MAGIA – La Juve se ne è accorta, ha iniziato ad accerchiare nella loro trequarti gli avversari e, dopo aver mandato un paio di avvisaglie a Neto con un colpo di testa di poco alto di Vidal e una rovesciata a lato di Pogba, è passata sfruttando una punizione guadagnata da Llorente dal limite: sul pallone è andato il solito Pirlo che ha infilato il pallone sotto l’incrocio, dalla parte opposta rispetto all’esecuzione di quattro giorni fa a Marassi.

IN 10 I VIOLA SI ARRENDONO – In 10 per l’espulsione di Gonzalo, la Fiorentina non si è ripresa. A nulla sono valsi i tentativi di Montella di rianimarla mettendo prima Borja Valero accanto a Matri, subentrato a Gomez, e poi Cuadrado a fare la terza punta. La Juve ha preso con autorità possesso del centrocampo e ha graziato i rivali fallendo due ottime opportunità per raddoppiare in contropiede con Lichtsteiner, lanciato nella mischia al posto di Isla, e con Vidal. Alla fine, dunque, va avanti la squadra più forte. Alla Fiorentina non resta che darsi appuntamento per riprovarci nella prossima stagione.

Jacopo Manfredi





gol

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Fiorentina

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giovedì 19 marzo 2026

19 Marzo 1978: Juventus - Verona

Attraverso Youtube vi regaliamo un dolce amarcord della data odierna.
È il 19 marzo 1978 e si gioca allo 'Stadio Comunale' di Torino la sfida Juventus-VeronaIl tutto è valevole per l'ottava giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1977-78.

È una Juventus che domina il calcio italiano. In campionato nessuno può starle dietro tant'è che al secondo posto si afferma la sorpresa Lanerossi Vicenza

Per quanto riguarda gli scaligeri , eviteranno la dolorosa retrocessione in Serie B per un solo punto. 

Buona Visione!


juventus



Stagione 1977-1978 - Campionato di Serie A - 8 ritorno Torino - Stadio Comunale Domenica 19 marzo 1978 ore 15:00 JUVENTUS-VERONA 1-0 MARCATORI: Bettega R. 7 JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, Gentile, Morini, Scirea, Fanna (Verza 72), Causio, Boninsegna, Benetti, Bettega R.
Allenatore: Giovanni Trapattoni VERONA: Superchi, Spinozzi, Logozzo, Busatta (Maddè 67), Bachlechner, Negrisolo, Trevisanello, Mascetti, Gori, Esposito, Zigoni
Allenatore: Ferruccio Valcareggi ARBITRO: Pieri C.


Le pagelle della Juventus Dino Zoff, sempre lui
ZOFF — È stato l'unico a non accusare, in fatto di concentrazione, i postumi della stressante partita con l'Ajax. Sempre attentissimo, scattante, ha « tolto » dalla porta nella ripresa una pericolosissima staffilata di Spinozzi ed ha compiuto una serie di interventi che solo per la sua classe sono sembrati di « ordinaria amministrazione ».
CUCCUREDDU — La sua battaglia con Zigoni è stata una delle poche cose « vere » della partita; Cuccù ha dimostrato di aver recuperato meglio di tanti compagni, e si è pure portato qualche volta in avanti con autorità.
CABRINI — Un primo tempo all'altezza dei suoi grandi mezzi, una ripresa con qualche pausa. Nel complesso, comunque, una lampante conferma delle doti del giocatore.
GENTILE — Con qualche comprensibile appannamento, « Gento » è stato uno dei più continui nello sforzo di ricucire il gioco a centrocampo e nell'appoggiare le punte.
MORINI — Ha avuto qualche difficoltà all'inizio nel controllare Gori che cercava di muoversi un poco dalla sua zona, poi è salito di tono anticipando l'avversario e portando in avanti alcuni palloni preziosi anche se non sfruttati dagli avanti.
SCIREA — Una partita senza squilli, se non la perentoria « uscita » che ha portato al gol. Uno Scirea che bada solo alla difesa è la conferma della giornata poco brillante (con le attenuanti che tutti sanno) del complesso bianconero.
CAUSIO — Ha giocato da mezz'ala, dando l'impressione all'inizio di divertirsi persino, intraprendente e rapido nelle aperture. Poi ha via via rallentato, è parso un po' nervoso. Meglio il Causio al suo posto, insomma.
FANNA — Più idee che sostanza, ma è logico che siano i meno esperti ad accusare il peso di settimane come questa. Qualche bel cross, ma spesso è partito troppo da lontano, andando incontro a Causio anziché proiettarsi in avanti.
BONINSEGNA — Non è ancora a posto, evidentemente: anche se l'attacco bianconero non ha avuto molti palloni utili, è parso troppo lento nei riflessi per essere il vero » Bonimba.
BENETTI — Ha lavorato molto, ma la sua scarsa rapidità una volta in possesso di palla ha finito ,per nuocere alla manovra del centrocampo (dove, è chiaro, non si possono « regalare » Tardelli e Furino nella stessa partita).
BETTEGA — Il gol decisivo subito, poi un pomeriggio di mezza vacanza. È parso « molle » come se fosse sceso sul campo con gli agnolotti (come piemontese è l'unico a poterli apprezzare...) sullo stomaco, ma forse aveva ancora da digerire le fatiche del mercoledì.
VERZA — Ha giocato gli ultimi ventiquattro minuti al posto di Fanna, ma la partita che si era ormai messa su un binario moscio non era adatta a metterne in rilievo le doti.
Bruno Perucca tratto da: La Stampa 20 marzo 1978



JUVENTUS-VERONA: 1-0
La Signora si distingue vincendo

LA JUVENTUS si è accontentata del massimo risultato col minimo sforzo. Aveva nelle gambe la fatica dell'Ajax e doveva pure pensare al Bruges. Quindi, per liquidare il Verona, si è limitata al golletto firmato Bettega. Quanto bastava per continuare la marcia trionfale. Eppure, a Milano, si continua a contestare lo stile Juventus. La "Rosea" Rosanna Marani ha chiesto stizzita al presidentissimo Boniperti: 
«Per entrare nel giro della Juve o avvicinarsi si deve cambiare mentalità, come cambiare la fede, lasciare le scarpe al di fuori della moschea, aspettare l'esame prima di essere ricevuti. Vi volete assolutamente distinguere?». 
Ma secondo Boniperti, la Juventus si distingue solo perché è sempre in testa alla classifica, a dispetto di tutti, compresa «mamma-Rai».
Franco Colombo ha denunciato sulla 
"Gazzetta del Popolo": 
«Lo strapotere torinese è contestato anzi ignorato soltanto dalla Rai che domenica è riuscita a tagliar fuori dagli interventi diretti in "Tutto il calcio minuto per minuto" tre partite: oltre all'Inter, Juve e Toro. E quando le granata sono passati in vantaggio per la seconda volta, ha fatto del suo meglio per ignorare l'avvenimento. Sarebbe una pregevole applicazione della teoria "diplomatica": ignorare i nemici che riuscite a battere. Se non fosse che la Rai finisce in "I" come italiana, è dunque anche torinese. O no".
Giglio Panza, su "Tuttosport", non ha bocciato nessuno: ha dato 7,5 a Morini e ben quattro sette (Zoff, Cuccureddu, Cabrini e Scirea). Sul "Corriere della Sera", invece, sia Causio che Boninsegna si sono visti rifilare addirittura cinque. In compenso, Roberto Milazzo ha dato 7 a Benetti. Mentre, invece, Bruno Perucca ha rilevato su "Stampa Sera": 
"Benetti ha lavorato molto ma la sua scarsa rapidità una volta in possesso della palla ha finito per nuocere alla manovra del centrocampo."
L'allenatore in seconda del Bruges, Bollen, è rimasto incantato da Causio. L'ha definito fortissimo, ma nelle pagelle della "Gazzetta" (firmate da David Messina), il "Barone" si è ritrovato l'insufficienza. Su «Il Giorno», infine, Gino Franchetti non ha ritenuto degni del 6 né Cabrini né Gentile ed, esaminando i voti, si ha l'impressione che la Juventus abbia vinto solo per fortuna. È quello che ho sostenuto Zigoni che ha spiegato a Valentino Fioravanti de «L'Arena»: 
"La Juventus è stata disastrosa ma ha sempre fortuna e per questo riesce a rimediare. Purtroppo noi quando vediamo le maglie bianconere rimaniamo bloccati psicologicamente e non riusciamo a giocare come invece altre volte facciamo tranquillamente. Chissà perché". 
Ma è possibile che la Juventus sia in vetta alla classifica solo per merito della dea bendata?

Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1978 nr.12




giovanni

rosa

hellas

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La Stampa 20 marzo 1978

romeo
La Stampa 20 marzo 1978

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La Stampa 20 marzo 1978

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Contro il Verona, la Juve ha risolto la partita in sette minuti con Bettega lasciando poi al Verona l'iniziativa del gioco ritirandosi in difesa e facendo scudo attorno a Zoff, l'uomo che ha regalato ai bianconeri la possibilità di arrivare alla finale della Coppa dei Campioni parando due rigori contro l'Ajax.


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